Le figurine Liebig: la fabbrica delle bambole

Tra le meraviglie che mi ha lasciato mia nonna ci sono anche certi album piuttosto ingombranti, tra quelle pagine è conservata una ricca collezione di Figurine Liebig.
L’altro giorno ho aperto uno di questi volumi, cercavo una specifica serie di figurine che presto vi mostrerò e in questa circostanza la mia attenzione è stata attirata da certe immagini dai colori vividi, con un balzo nel tempo sono finita dritta nell’anno 1900 e in un’antica fabbrica di bambole.
Si lavora alacremente, da una parte si preparano le articolazioni e dall’altra ci si occupa delle imbottiture.

Figurine Liebig

La bambola dei sogni di tante bambine nasce da mani sapienti, nulla è lasciato al caso.

Figurine Liebig (2)

E ognuna di esse ha le proprie caratteristiche: trecce, code, boccoli, capelli biondi o scuri.
Mani amorevoli creano aggraziate capigliature.

Figurine Liebig (3)

Il fascino delle Figurine Liebig è imperituro, su questi cartoncini sono riprodotti eventi storici o attimi del quotidiano, terre lontane, fiori e animali, credo che per i bambini dell’epoca fosse una gioia immensa trovarle e collezionarle.
Occhi grandi, guance rosee, fiocchi, nastri ed eleganti abitini per la gioia delle bimbe che stringeranno tra le braccia le loro piccole amiche.

Figurine Liebig (4)

E poi giunge il momento importante, sotto l’albero di Natale c’è proprio lei: la bambola dei desideri.

Figurine Liebig (5)

E se per un caso disgraziato dovesse rompersi?
Niente paura, c’è l’ospedale delle bambole dove si riparano braccia e gambe, nessun danno è irreparabile.
E c’è un bambino vestito alla marinaretta, accanto a lui si nota una piccina, lei porta il ditino alla bocca, ha il vestitino rosso e una cuffietta rosa, tiene in braccio la sua bambolina.
È un piccolo sogno colorato e viene da un altro tempo, è la fabbrica delle bambole delle Figurine Liebig.

Figurine Liebig (6)

26 pensieri riguardo “Le figurine Liebig: la fabbrica delle bambole

  1. Ma che meraviglia! Non conoscevo queste figurine, è una fortuna che la tua nonna le abbia conservate. Immagino se ne trovasse una per ogni confezione di dadi… un bel consumo per riuscire a collezionarle tutte. Ogni epoca ha le sue collezioni, penso ai giochini degli ovetti kinder e dei sofficini Findus. Ma anche quando eravamo piccole noi esistevano cose analoghe: ricordo che nelle confezioni del formaggino Dofo davano i personaggi plastificati della Disney, avevano uno strato di leggerissima gommapiuma all’interno. Te li ricordi? Un bacione 🙂

    1. Davvero non le conosci? Sono bellissime, alcune proprio speciali, poi hanno il fascino delle cose di un altro tempo.
      Eh sì, anche noi abbiamo avuto le nostre figurine, io non ho memoria di quei formaggini dei quali mi parli ma ho un vago ricordo delle sorpresine Disney!
      E comuqnue era bellissimo dedicarsi a queste piccole collezioni!
      Un bacione a te cara, buona giornata!

  2. Ne avevo sentito parlare ma non le conoscevo,sono bellissime.Mi avrebbero mandato in visibilio quando ero bambina. Complimenti Nicla

  3. Che belle queste figurine! Qui a Modena c’è il Museo della figurina Panini che ne raccoglie molte. Hai un tesoro. Poi la fabbrica e soprattutto l’ospedale delle bambole, hanno qualcosa di fiabesco, magico

  4. Che splendore cara Miss Fletcher. per un momento mi è sembrato di avere tra le mani i miei quaderni delle elementari sulla cui copertina in cartone lucido era riportata la pagina della Domenica del Corriere, con disegni di Walter Molino
    Un abbraccio Susanna

  5. Pensa che meraviglia sarà stato ,per i bimbi di casa, ricevere queste figurine, quando la mamma comprava i dadi da brodo!
    E chissà perché , mi sono venute in mente ke bamboline di carta, co i loro meravigliosi corredi.
    Un abbraccio
    Emanuela

    1. Uh, le bamboline di carta, come mi fai pensare Emanuela <3 Anch'io credo che i bambini del tempo fossero entusiasti di trovare le figurine Liebig. Un abbraccio a te cara!

  6. Anche mio papà ha tre bellissimi album e la mia serie favorita è sui colori: ogni colore corrisponde ad una fatina.
    Contrariamente a quanto scritto da tanti tuoi lettori in casa mia le figurine NON si lasciavano in mano ai bambini ! racchiuse nei loro begli album istoriati venivano sfoglaiti con gran cura e sempre sotto stretta supervisione di un adulto.
    Non è molto diverso adesso, mio padre non me li lascia portare a casa, visionabili SOLO in sua presenza ;o)
    Grazie per il tuo bel blog
    Rosanna

    1. A dire il vero ho immaginato anch’io che i bambini non ci giocassero, però certamente trovarle sarà stata una gioia anche per loro.
      Tenace tuo papà, evidentemente ci è proprio affezionato.
      Grazie delle tue belle parole Rosanna, buona serata!

  7. A Roma se dice “…..aò si é vecchia a chiamamo Nonna….” cioè é vecchia nonna ma facciamola andar bene uguale ,saggezza e ironia popolare….ma la tua grandiosa e brava,che meraviglia queste figurine bellissime ci mostrano un catena di produzione umana compresa di reparto di riparazione…..eccezionale e come solito grazie Miss per le tue invenzioni e novità impensabili e bellissime un abbraccio a te Miss!

    1. Grazie carissimo, ogni serie è un’autentica meraviglia, mia nonna teneva tutta, figurati se avrebbe mai buttato le figurine Liebig!
      Un grande abbraccio a te caro, buona serata.

  8. Miss, bellissime le figurine Liebig!… per mia madre Liebig è stato sempre sinonimo di estratto di carne… in Argentina continuò a chiamare Liebig anche l’Extracto de Carne Armour, che andava per la maggiore e io da bimbo invece detestavo… chissà, forse, se l’Armour al seguito avesse avuto figurine tipo Liebig, ci sarebbero state meno discussioni a tavola!

  9. Bellissime le bambole, che bella storia dalla nascita all’ospedale, belle le figurine non le conoscevo ,grazie ,Ottavia

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