Se c’è una consuetudine che rimpiango dei tempi della scuola è la piacevolezza di rifornirsi periodicamente di sfiziosa cancelleria.
Non solo quadernetti dalle pagine colorate ma anche gommine profumate, temperamatite, penne dall’inchiostro variopinto e molto altro ancora.
E penne stilografiche: quando andavo a scuola, come già ho avuto modo di dirvi, era una delle mie debolezze ma sono anche mancina e quindi il risultato non era proprio dei migliori, la mia memoria scolastica include anche quelle inevitabili sbavature d’inchiostro sulla mano sinistra.
Adoravo, come tutti, cambiare astuccio e comprare cose nuove per studiare e per scrivere o forse in realtà forse più per pasticciare il diario, devo ammetterlo.
Alle medie avevo questo astuccio blu petrolio con i motivi di Sarah Kay e al liceo invece usavo l’astuccio di metallo che ora si è un po’ arrugginito come è inevitabile che sia, del resto.
Entrambi stanno da sempre nel cassetto della mia scrivania, entrambi sono pieni zeppi di matite, penne e leggendarie gomme da cancellare.
E pennarelli, pennarelli che del loro colore conservano soltanto un distantissimo ricordo.
Rosa, rosso, verde, marrone e giallo.
I pennarelli sono una delle bellezze della gioventù, li ho usati fino al tempo dell’Università, ero già grande ma c’erano comunque i libri da sottolineare e gli appunti da prendere, quindi anche allora facevo un certo uso di questa adorata cancelleria.
I pennarelli, che bellezza i pennarelli!
Ogni volta che passo davanti a un negozio e vedo una scatola in vetrina mi vien voglia di comprarli!
Scatola da 12. No, da 24. No, anzi: da 36. Che dico: da 48 e non se ne parli più!
Che tentazione, cari amici!
E poi però, quando mai potrei usare i miei amati pennarelli?
E le matite colorate e i pastelli?
Oh, quelli sono ricordi addirittura delle medie e delle elementari, sarebbe anche bello averli ancora tutti il fila e in gradazione, all’epoca erano fedeli compagni di una certa creatività e fonte di grande divertimento.
Bene, dopo avervi mostrato i miei pennarelli, le gomme e alcune bellezze di quel tempo là ho richiuso tutto negli astucci e ho diligentemente riposto tutto nel cassetto, come sempre.
Sto seriamente valutando di comprarmi una bella scatola di pennarelli e già che ci sono anche un quaderno a quadretti: nel caso sarete di certo i primi a saperlo.

Entrare nel supermercato,vedere le cose di scuola e doversene disinteressare…che magone!
Per fortuna nel mio organizzano la raccolta per i bambini meno fortunati così ho la scusa per scegliere i pennarelli o il grembiulino .
Questa è un’ottima idea, cara!
Che bello Dear Miss ciò che scrivi, è un po’ anche la nostra esperienza, vi aggiungo senza intrusione che avevano anche un certo odore: odore di scuola! E’ rimasto come un riflesso arcaico nei nostri sensi alla vista di questi oggetti. I colori li chiamavo all’epoca, ricordo anche la scatolina da sei, che arrivava si e no a dicembre integra.
La biro di marca “corvina” la si usava dalla terza elementare in poi.
Grazie my Dear, è un tonfo al cuore, e un passo indietro nel tempo.
Carissimo, è proprio vero, che belli i profumi e i ricordi della nostra infanzia, non li potremo mai dimenticare, secondo me.
Grazie Mauro, buon pomeriggio a te.
La cancelleria è la cosa più bella che ci sia!
Mi piace andare in cartoleria e inebriarmi del profumo di matite, gomme, quaderni. Anche se non devo comprare nulla, un giretto lo faccio, ma poi qualcosa compro sempre.
Ah come ti capisco Elena, siamo in tanti ad avere questa sorta di debolezza.
Grazie del tuo commento e benvenuta qui!
ogni tanto me li compro ancora i set di matite, convinta che quando sarò in pensione avrò tempo di riprendere a disegnare oltre che scrivere…la creatività non si pere con gli anni 🙂
Hai ragione, siamo sempre in tempo ad usarli e a divertirci con i colori.
Grazie Daniela, buon pomeriggio!
Io non ho mai smesso di comprare pennarelli… con la scusa che possono sempre servire per fare i bigliettini di auguri 😂😂 l’importante è trovarsi un alibi. Baci!
Ecco, giusto, mi pare un’ottima soluzione darling!
Un bacione a te Viv, grazie!
Miss, mi piacciono sempre molto i tuoi nostalgici ricordi… ai miei tempi, in Argentina, la cancelleria scolastica scarseggiava… alle elementari, la massima aspirazione di tutti gli scolari era possedere una “birome” (penna biro), vietatissima a scuola, divieto che ci pareva assurdo, poichè si diceva che fosse un’ invenzione argentina o, meglio, dell’ungherese, naturalizzato argentino, Ladislao Birò…
Ma dai, non lo sapevo! Immagino quanto l’avrai desiderata, allora. Grazie Sergio, buon pomeriggio a te.