Felici ore lontane, trascorse con lievità insieme alle persone care della propria famiglia.
Un semplice sorriso ingenuo illumina il viso della ragazza più giovane, lei ha questo sguardo dolce e sognante, porta i capelli morbidi e folti, la camiciola candida e la sua gonna è trattenuta dalla cintura alta.
Attento e rigoroso il capofamiglia sorride bonario, ha una barba importante e bei baffi a manubrio, panciotto di ordinanza sul quale brilla la catena dell’orologio da taschino, paglietta e parasole, simboli di questo tempo delle ore lontane e felici.
Madame è briosa e volitiva, basta osservarla per comprendere che è una donna di carattere e sa di certo farsi rispettare.
E secondo la moda dell’epoca anche lei, come le sue amiche, fa sfoggio di un cappello favoloso e piuttosto ingombrante, il suo ombrello poi si distingue per la stoffa più scura e per il motivo a righe.
Queste felici ore lontane resteranno, forse, inamovibile ricordo della giovinezza.
Emergerà, nel tempo, la memoria di una voce, un frammento banale, una parola dimenticata.
Tutto diverrà tesoro prezioso e tassello minuto di un’intera esistenza che a volte pare composta di tanti attimi insignificanti che tuttavia, messi in sequenza, compongono un patrimonio di emozioni e di esperienze.
E sarà così per il tipo brillante che sorride baldanzoso, per il ragazzino che se ne sta lì buono tra i grandi e per la giovane donna dall’espressione timida.
Rimane così il ricordo di quelle ore lontane, straordinari istanti di vita e di felicità.





Miss, un uomo col parasole può considerarsi una consuetudine inconsueta?…
In effetti hai ragione, sai che non ci avevo pensato?
Suggestive le foto, ancor più suggestivi i tuoi commenti, Miss. Già, cose di altri tempi, inclusi i parasoli come “antiabbrozanti”e una mole di indumenti oggi impensabile (e forse insopportabile).
Veramente, ti immagini mettersi al sole con tutte quelle palandrane addosso? Per noi sarebbe impossibile!
Grazie Vincenzo, buona giornata.
Hai scelto un titolo favoloso Dear Miss “Felici ore lontane” o le ore trascorrono inesorabilmente!Avranno conservato sicuramente la fotografia in mezzo a tanti loro effetti,e ogni tanto saltava fuori come un dolce ricordo,o chi sa?
O,quanto vorrei sapere di loro.Che siano al mare?In Liguria?
Grazie di questo momento che riviviamo con loro
Sai, caro, non so nulla di queste persone e del luogo nel quale vennero ritratti, ci siamo “incontrati” per caso qualche settimana fa e questi sguardi mi hanno colpita.
E sì, le loro felici ore lontane emozionano anche noi, in qualche modo.
Grazie caro Mauro, una bella giornata a te!
La luce naturalmente pone l’accento sulla giovinetta in primo piano. Sai che appena l’ho vista mi ha ricordato la bambina che recitava ne “La casa nella prateria”? Quella che aveva sostituito Nelly Hollison, credo si chiamasse Nancy. Lo so, era molto più giovane e aveva i capelli biondi ma l’espressione me l’ha ricordata. So che hai capito perfettamente di chi parlo perché anche tu eri una seguace 😉 baci!
Sììì, Nancy! Io sono seguace e ho tutti i DVD, lo conosco a memoria. Hai ragione, le assomiglia tantissimo, a parte i capelli biondi sembra davvero lei, quel peperino di bambina! Un bacione Viv, grazie.