Una spilla, un libro, una bambola

Sono donne, donne di un altro tempo nel quale per loro si prevedeva, in prevalenza, un destino di mogli e madri.
Sono donne e grazie a questa fotografia di autore anonimo si può supporre che tra di loro esistesse un saldo legame famigliare nutrito da amore, accudimento e affetto.
Sono donne, una porta una bella spilla, una tiene un libro tra le mani e la più piccina stringe a sé una bambola.

La donna più adulta ha l’aspetto modesto e severo, lo sguardo docile e quieto, sembra una persona di poche parole.
E si legge sul suo viso tutto il carico di doveri e responsabilità di una donna del suo tempo, consapevole dell’educazione che le è stata impartita.
E volendo ipotizzare il suo ruolo io credo che sia la madre della donna ritta in piedi accanto a lei e la nonna della bambina, penso anche che sia molto più giovane di quanto crediate.
Provate a immaginarla in una posa meno rigida, con i capelli sciolti e un sorriso a illuminare il suo bel volto.
Provate a immaginarla più libera da abiti ingombranti, da pettinature composte e da regole da seguire.
La spilla è il suo vezzo, un tocco di grazia senza alcuna frivolezza.

Lei invece è poco più che una ragazza ed è davvero molto bella.
Ha il viso dai tratti regolari, labbra carnose e occhi grandi, porta i capelli raccolti sulla nuca e un semplice fiocchetto chiude il suo abito.
Resta immobile, in questa posa studiata, fissando un punto indefinito e pare come immersa in suoi pensieri che mai potremmo conoscere.

La bimbetta infine è dolcissima, il tempo ha sgualcito la fotografia e non si distingue così bene il suo faccino ma lei spicca comunque nella bellezza della sua infanzia.
Eccola lì, con la sua bamboletta, una bimba un po’ timida e obbediente.
E colei che io credo la nonna stringe affettuosamente la sua manina mentre nell’altra mano pare reggere un paio di guanti.
Quanta vita attende questa piccola donna che diventerà anche lei giovane sposa e poi magari tante volte madre e avrà dei sogni e forse alcuni saranno segreti e rimarranno un pensiero suo.

Sono donne.
Sono donne di un tempo diverso.
Ognuna di loro ha avuto gioie, dolori, speranze e felicità.
La loro femminilità è rimasta così imbrigliata nella fragile cornice di una fotografia e così loro sono ancora tra di noi con una spilla, un libro e una bambola.

6 pensieri riguardo “Una spilla, un libro, una bambola

  1. splendida foto, Miss, di un’epoca in cui la stoffa non si può dire che mancasse a donne, bambine e bambole…

  2. In queste foto (questa è splendida, tra l’altro) c’era spesso uno dei protagonisti a cui il fotografo (immagino fosse lui) chiedeva di non guardare in camera, forse per dare meno fissità alla posa. Ma che brutto, dico io, essere scelti per guardare altrove. Insomma, già le foto erano poche, poi ne facciamo una e io nemmeno posso guardare in camera. Lo so, sono pensieri assurdi, magari lei era contenta di sottrarsi all’imbarazzo dell’immobilità volgendo gli occhi altrove… chissà. Tu che dici? Baci!

  3. Ho ritardato volontariamente a rispondere a questo post,perchè ci volevo riflettere.
    Mi attira l’attenzione della dama in piedi con un libro in mano.
    L’austerità,la semplicità,la compostezza dello sguardo,rispecchia in un qual senso uno stile di vita.La veste per quanto elegante è priva di ornamenti,classica delle donne che si dedicano all’educazione e alla scuola delle fanciulle povere.
    Credo di non sbagliarmi di molto,a parer mio si tratta dell’educatrice della bambina.
    L’altra donna invece potrebbe essere la madre della bimba che in una occasione hanno fatto questa foto ricordo.Spero di aiutare per eventuale approfondimento,mi sembra che qui siamo in pieno 1800/1860 in poi.
    Grazie Dear Miss,ci risentiamo lunedì.

    1. E chissà, è sempre difficile indovinare le parentele e i legami tra le persone, sono sempre interessanti le tue riflessioni, mio caro Mauro.
      A lunedì carissimo, grazie di cuore!

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