Camminando nel passato di Quinto: la magnifica polleria del Signor Ivaldi

Ritornando ancora nel passato andiamo a far due spese dal Signor Ivaldi, proprietario di una bella polleria in Via Gianelli, davanti al mare di Quinto, nel levante di Genova.
Qualità, unicità e riconoscibilità sono di certo alcune delle cose che possono fare la differenza per un’attività di successo e questo il Signor Ivaldi doveva saperlo molto bene, infatti il suo negozio era già facilmente riconoscibile dall’esterno.
Ancora oggi è facile intuire che qui un tempo c’era una polleria, sul negozio Signor Ivaldi spicca la sagoma di un tacchino.

E poi sulla sinistra ecco un gallo.

E ancora, altre inequivocabili indizi.

Ho trovato il nome del Signor Ivaldi sulla Guida Pagano del 1926 e a dire la verità posso dirvi che all’epoca c’erano diversi Ivaldi che si occupavano del commercio di pollame, ad esempio c’erano una polleria Ivaldi in Via del Campo, una in Canneto il Lungo e una in Vico Dritto di Ponticello ma non so proprio dirvi se sia una coincidenza o se tutti i titolari avessero tra loro qualche grado di parentela.
I fortunati abitanti di Quinto potevano servirsi qui, nel negozio di Via Gianelli.

E quando mi sono soffermata a fare queste fotografie ho notato che ai tempi nostri qui si trova un negozio di rosticceria e gastronomia.
E tra me e me ho pensato che, oltre cento anni dopo, in fondo il locale in qualche modo ha mantenuto la sua vocazione e credo che il Signor Ivaldi medesimo ne sarà contento!

Questa decorazione così dettagliata e minuziosamente curata è molto particolare, al momento andando a memoria non mi pare di ricordarne altre simili a questa.

Ed è un grande valore che si sia conservata così perfettamente, restituisce l’immagine del tessuto commerciale di un mondo che non abbiamo veduto.

E così, quando vi trovate dalle parti di Quinto ricordatevi di andare ad ammirare la magnifica polleria del Signor Ivaldi.

13 pensieri riguardo “Camminando nel passato di Quinto: la magnifica polleria del Signor Ivaldi

  1. davvero un magnifico portale, Miss… il signor Ivaldi ne sarebbe contento e penso pure che “Gnam Gnam” lo farebbe parecchio sorridere…

  2. Tema pollerie: Qualcuno si ricorda / ha foto della polleria di Nervi in via Oberdan negli anni 70?(Andando a levante rimaneva sulla sinistra poco dopo il ponte / inizio di via del Commercio, in quel punto della strada dove bisogna scendere dal marciapiede di qualche scalino). Ora ce n’è un’altra ma credo abbiano coperto un “murale” di piastrelle che prendeva il muro opposto al bancone. Mi pare di ricordare un enorme fattoria con aia e disegni naïf. Il pollivendolo aveva anche una lampada per controllare le uova!

  3. Penso proprio che quella degli Ivaldi fosse una sorta di dinastia di pollivendoli:nel mio quartiere (San Teodoro)erano in tre e tutti con lo stesso cognome e provenienti dalla zona di Ponzone, nell’ Acquese.
    Io ricordo con tanto affetto Maria e Giovanni che avevano il banco accanto a quello di papà.Erano una sorta di zii ,lei dolcissima,lui burbero ma aveva un pregio particolare agli occhi di noi bambini di città:aveva le stie delle galline e le gabbie dei conigli dietro il mercato è per noi era uno spasso portare loro il mangime,in parte rimasugli dei verdurai e del salumiere: quando si dice economia circolare!
    I conigli in” quarantena” per la macellazione invece venivano trasferiti invece a casa loro: stavano nella portineria di palazzo Lomellino,in via Garibaldi,nel cortile, di fianco al ninfeo!
    Ogni volta che entro in quello splendido palazzo non posso ricordare le gabbie di quei poveri condannati di cui ignoravo la sorte… ovviamente palazzo Lomellino è il mio preferito e non solo per la sua magnificenza!
    (P.S anche i due pollivendoli in cui mi servivo ad Acqui erano Ivaldi)

  4. Oggi partendo da Corso Italia voglio raggiungere Quinto al Mare per andare alla polleria del signor Ivaldi: va bene la strada?
    Così oggi Miss prendo due piccioni con una fava sola

  5. Sono felice che non ci sia un negozio avulso dalla gastronomia. Quei bassorilievi meritano di trovarsi in un contesto consono. Ma che belle decorazioni a tema che facevano all’epoca! Un’insegna imperitura! Baci cara!

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