Il bosco, in ogni diversa stagione, riserva meraviglie e inaspettati stupori e tra gli alberi, in autunno, si ammira una pianta dai colori particolari.
Il nome scientifico di questa pianta è Euonymus europaeus ma è comunemente nota come fusaggine ed è anche detta berretta del prete in quanto i suoi piccoli frutti somigliano molto nella forma al copricapo dei cardinali.
Dondola così aggraziata la fusaggine nella fresca aria autunnale e così l’ho veduta a Fontanigorda.
Con il legno di questa pianta si costruivano un tempo i fusi per filare la lana e da questa consuetudine deriva quindi il suo nome.
Inoltre con questo legno debitamente carbonizzato, si fanno i carboncini per i disegnatori.
In estate la fusaggine fa dei piccoli fiori bianchi, in autunno si veste invece dei frutti dal colore acceso.
Malgrado la sua indiscutibile e ammaliante leggiadria questa pianta è una meraviglia della natura da guardare e non toccare in quanto è tossica e velenosa in ogni sua parte fino ad essere letale.
La fusaggine, così pericolosa per l’uomo, è invece assai gradita dagli uccellini selvatici, come i pettirossi e le cince che si nutrono di queste bacche durante i rigidi inverni.
Così si stagliano i rami carichi di frutti nel cielo chiaro della Val Trebbia.
È la pericolosa bellezza della fusaggine, misteriosa bellezza d’autunno.






Ce n’era una siepe intorno all’ aiuola all’ ingresso dell’ ospedale in cui lavoravo, completata da due tassi maestosi.Poi qualcuno si è accorto che la cosa non era rassicurante ed ha fatto estirpare tutto (… anche l’ospedale,del resto 😠…)
Ah caspita, un peccato ma al tempo stesso anche una giusta cautela, a vederla così sembra una pianta bella e innocua e invece…
Un abbraccio cara, grazie!
Che bella la Fusaggine, che bel colore che attrae ingannevolmente.Non conoscevo le sue proprietà tossiche,comunque bella e particolare.Grazie Miss per le foto precise che mi sembra di toccare,a no non devo toccarla!Buona giornata Mauro
Ah no, guardare e non toccare!
Grazie di cuore Mauro, un abbraccio grande a te.
Non la conoscevo e ho imparato delle cose nuove sui carboncini dei pittori. É una pianta davvero bella, chissà se si trova anche nei parchi della mia zona… bacioni cara!
Credo che non si usi per il verde pubblico, proprio per il fatto di essere tossica e al contempo anche così bella, sarebbe pericoloso.
Un bacione Viv, grazie.
Giusto! Pensavo al parco ma probabilmente non ci sarà nemmeno lì.
Penso di no!
Miss, in un corso di disegno frequentato a Buenos Aires, avevo appreso che il “carboncillo” si ricavava dai rami carbonizzati del “bonetero”… e “bonete”, in spagnolo vuol dire, berretta… ignoravo che il bonetero fosse tossico…
E invece, c’è sempre da stupirsi, mio caro. Grazie Sergio, buona serata.
Una meraviglia della natura!!
Buona serata.
Uno splendore davvero! Grazie, buona serata a te!
Bellissima lezione di botanica in punta di bacchetta… magica. Non sapevo che “a beretta da præ a fise téuscega” così come non sapevo che invece, gli uccelli possono nutrirsene ed, infine… facciamo vedere che abbondiamo “Abbundantis ad Abbundantiam” [Totò] non sapevo che da essa si ricavasse il carboncino, quindi: Grazie
Ma grazie a te Franco, sei molto gentile!
Comunque è una pianta a dir poco bellissima, mi piace molto.
Anche io non conoscevo questa pianta bellissima e la sua pericolosità. Bella la curiosità che da essa si ricavi il carboncino e che per gli uccellini sia innocua.
Gli uccellini hanno una marcia in più, mia cara! Grazie, buon sabato a te!
Grazie Miss, ho finalmente capito perché sulla scatola dei carboncini c’è scritto Fusaggine!
Vedi, non si finisce mai di imparare! Grazie cara!
E’ veramente bella, ed è molto usata per tingere i tessuti e le lane con il suo pigmento
Una pianta davvero particolare!