Un panorama bucolico, il profumo dell’erba e il silenzio.
E la luce che con i suoi toni caldi circonda le due figure al centro del dipinto, un olio su tela dell’artista Ettore Tito intitolato Alla cavezza e conservato a Villa Grimaldi Fassio di Nervi, sede delle Raccolte Frugone.
Il dipinto venne esposto nel 1922 alla Biennale di Venezia, ora è custodito in questo prestigioso museo genovese.
La giovane donna è radiosa, un sorriso pulito illumina il suo viso.
Ed è semplice, con il suo abito celeste, i capelli raccolti e i piedi scalzi.
Tiene alla cavezza, e cioè alla corda, il suo candido destriero.
E così, insieme, suscitano un senso di armonia e di serenità, nella cornice di un quieto panorama agreste.
È anche questo uno sguardo sul passato: una fanciulla, un cavallo bianco e un magnifico dipinto di un celebre artista.



Da come è avvolta la corda intorno al polso della donna si potrebbe dire che sia lei ad essere legata e portata a spasso dal cavallo. Mi piace questo equilibrio nei ruoli…
Buona domenica!
Sì, c’è una perfetta sintonia tra loro.
Un bacione cara, buona domenica.
bellissimo, Miss, per raffinatezza di esecuzione, quest’olio di Ettore Tito, pittore campano-veneziano, che non sbaglia un colpo (“destriero” è cavallo da guerra, questo, viste le dimensioni, pare ancora giovincello)…
Grazie della precisazione Sergio, questo è un bellissimo cavallino bianco! Mi piace molto questo dipinto, lo trovo proprio suggestivo.
Buona domenica a te!