Camminando nel passato sul Ponte Pila

Tic tac, tic tac, è ripartita la macchina del tempo e ci porta lontano, con leggerezza, sul Ponte Pila.
È un giorno che porta con sé incombenze, pensieri, a volte preoccupazioni, ma anche felicità e semplici consuetudini di chi si ritrova a percorrere la strada di casa tante volte intrapresa.
Si va al lavoro, si affronta una nuova settimana.

Sull’altro lato del marciapiede ecco due signorine che incedono lente, con l’immancabile ombrellino.

E c’è un gran viavai di mamme con i loro frugoletti, tutti attraversano il Ponte Pila come si attraversa la vita: con fiducia e spirito di avventura.
Sì noterà la bella insegna della cartoleria Sacerdote, l’orologio che segna le ore e il lampione riccamente decorato.

Poi gli anni passeranno, il Bisagno verrà coperto e il Ponte Pila che univa Corso Buenos Aires e Via Cadorna diventerà un ricordo: i lampioni e le ringhiere, come già ebbi modo di scrivere in questo post, sono oggi collocati sul Ponte Giulio Monteverde.

Restiamo ancora in questo passato, mentre i cocchieri dirigono le carrozze con sapienza e abilità nessuno sa immaginare che un giorno scomparirà anche la Corte Lambruschini e cioè il primo edificio sulla sinistra nell’immagine sottostante.

E nessuno sa immaginare che un giorno di un altro secolo qui sorgerà questo edificio moderno e avveniristico.

A vederselo davanti il signore con la paglietta di certo non saprebbe riconoscere questa parte di Genova che per lui era casa.

Così sono i viaggi con la macchina del tempo, restituiscono la memoria di luoghi che non abbiamo vissuto e che oggi hanno mutato aspetto.
E così si cammina insieme nel nostro passato, sul Ponte Pila.

8 pensieri riguardo “Camminando nel passato sul Ponte Pila

  1. Miss, io definirei non meravigliosa l’antica Corte Lambruschini… quella nuova, se fosse stata meno avveniristica sarebbe stato meglio…

  2. Sono troppo giovane per aver visto il Ponte Pila… ma conosco fin troppo bene il Ponte Monteverde e la storua delle ringhiere e dei lampioni la conoscevo… ma aggiungo che il Monteverde lo hanno rovinato quando sui suoi marciapiedi hanno aggiunto quei tratti trasparenti per vedere sotto. Come se non bastasse la vista del Bisagno dalla ringhiera…

    1. Quei lampioni e quelle ringhiere sono capolavori secondo me. Sui tratti trasparenti sono perplessa anch’io, non è una cosa che abbia molto senso. Ciao Mauro, un caro abbraccio!

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