Febbraio

Febbraio, febbraio è leggero e capriccioso.
Febbraio si distingue dagli altri mesi per la sua brevità e questo lo rende a suo modo insolito e inconsueto, febbraio è un mese di passaggio tra l’inverno e la primavera durante il quale sbocciano i primi fiori.
Febbraio è il tempo delle primule, questo febbraio poi è iniziato con la pioggia e così le mie piantine se ne stanno lì davanti all’orizzonte velato dalle nuvole in attesa di scaldarsi al sole.
Le primule sono da sempre simbolo di nuovi inizi: la natura si risveglia e la sua grazia fa capolino timidamente tra l’erba.
E trionfa e tutto ricomincia.
Febbraio è giocoso come il Carnevale che poi a volte cade di marzo ma comunque per me, da sempre, il tempo del Carnevale è febbraio.
A Carnevale si fanno le bugie e in realtà io non le mangio da un sacco di anni!
E poi le bugie più buone di tutte le faceva la mia mamma, pur non essendo lei amante dei dolci le bugie le riuscivano alla perfezione.
Rigonfie, croccanti, deliziose, spolverate di zucchero a velo: una catasta di dolcezza per alcune tra le migliori merende della vita, forse dovrei provare a farle anch’io ma temo che non mi verrebbero buone come quelle delle mamma.
E in realtà ci sono un sacco di altre cose che non mi vengono bene come venivano a lei, tra l’altro.
Intanto guardo fuori, come le primule.
E ancora piove ma poi verrà il sole.

I favolosi canditi di Francesco Segalerba

Ritornando a camminare nel passato della Superba nei giorni di dicembre anche noi ci troveremmo, insieme a molti altri genovesi, pazientemente in coda in attesa del nostro turno in un magnifico negozio del centro: tutti vogliono acquistare le dolci delizie del Signor Francesco Segalerba.

Dettaglio da cartolina pubblicitaria di mia proprietà

I suoi canditi sono celebri e rinomati, la fama della loro bontà ha di gran lunga travalicato i confini nazionali e le sue delizie giungono sulle tavole dei sovrani d’Europa.
Fortunati i genovesi che possono recarsi a De Ferrari e dopo aver rimirato le ricche vetrine possono quindi scegliere ciò che preferiscono!

Tratto dal Lunario del Signor Regina del 1890 (volume di mia proprietà)

C’è un’ampia varietà di dolciumi e marmellate, gelatine di frutta e deliziosi bon bon, non mancano il pandolce e i biscotti di Genova, i biscotti Meliga e Margherita.
E poi qui si trovano liquori e vini raffinati per il brindisi e per le cene speciali.

Tratto dal Lunario del Signor Regina del 1890 (volume di mia proprietà)

Francesco Segalerba, fornitore della Real Casa, nel corso degli anni si conquistò molti diversi riconoscimenti, il suo buon nome e la qualità del suo lavoro ebbero così la meritata ricompensa.
E per voi riporto precisamente quanto è scritto sul Lunario del Signor Regina del 1890, Segalerba fu onorato da S.E. il Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio con Medaglia d’Oro di Prima Classe. Distinto a tutte le Esposizioni Nazionali e Mondiali con le prime ricompense – Medaglia d’Oro, Torino 1884 – Medaglia d’Oro e Diploma d’Onore Esposizione Anversa 1885 – Medaglia d’Oro Liverpool 1886 – Diploma Onore con Stella Esposizione Colonia 1889.
E insomma, alla luce di tutti questi scintillanti premi, potete vagamente figurarvi quanto fossero deliziose le bontà del Signor Segalerba?

Tratto dal Lunario del Signor Regina del 1892 (volume di mia proprietà)

Di certo i suoi pregiati canditi non sfiguravano rispetto a quelli del suo diretto concorrente, il confettiere Romanengo le cui delizie ancora si possono acquistare nel bel negozio di Soziglia.

Canditi di Romanengo

Sfogliando le guide del passato si possono seguire le tracce della fiorente attività dello stabilimento di Francesco Segalerba, fondato nel lontano 1872.
Il negozio, come detto, era nella centralissima Piazza De Ferrari, il laboratorio risulta nell’anno 1902 in Piazza Cipro e in seguito lo si troverà in Via Paolo Giacometti.
E così immaginate le scatole e le confezioni regalo con i bonbon, i vasi ricolmi di ottima mostarda e i colori lucidi della frutta candita che sarà stata di certo invitante come quella che vediamo nella vetrina di Profumo.

Canditi di Profumo

Infine nel mio vagare per mercatini ho avuto anche la fortuna di trovare una cartolina commerciale risalente agli anni ‘50, la cartolina è viaggiata ma io ho rimosso il nome e l’indirizzo del destinatario.

Nel logo ecco riportati i blasonati premi ricevuti.

È la giusta fierezza della propria professionalità e dell’etica del proprio lavoro che ebbe appunto i giusti riconoscimenti.

Sbuffano le ciminiere dello stabilimento di Francesco Segalerba, un aroma di zucchero e di dolce doveva diffondersi gradevolmente nell’aria e tutto attorno doveva esserci un vivace viavai.
Lo stabilimento, come si nota, è circondato da quella frutta con la quale Francesco Segalerba seppe fare la sua fortuna.
Nel tempo del Natale e delle feste quei dolci e quei favolosi canditi rallegrarono le tavole dei genovesi, vere raffinatezze di antica tradizione prodotte e confezionate con la cura del pregiato stabilimento di Francesco Segalerba.

La torta rovesciata all’arancia

Se anche voi come me amate gli agrumi amerete anche questa torta profumata all’arancia che è semplicemente una personale variazione della torta rovesciata all’ananas.
Ho fatto appena alcuni cambiamenti, per il resto è tutto uguale ma riporto comunque di seguito ingredienti e procedimento.

3 uova – 1 etto di burro – 2 etti di farina – 2 etti di zucchero – mezza bustina di lievito – arance con buccia edibile – Marsala.
Sbattete insieme il burro ammorbidito, lo zucchero, le uova, la farina, la buccia grattugiata di un’arancia e il lievito.
Versate qualche cucchiaio di zucchero sul fondo della teglia scelta per la vostra torta e mettete la teglia sul fuoco muovendola fino ad ottenere un bel caramello lucido.
Quando il caramello sarà pronto fate in modo che copra bene il fondo e i bordi della vostra teglia, quindi disponete sul fondo le fette di arancia: che avrete tagliato un po’ alte, una va al centro e tutte le altre intorno.
Versate sopra la pasta e fate cuocere in forno a 180°C per circa 30/40 minuti.
Sfornate e togliete la torta immediatamente dalla teglia capovolgendola su un piatto.
Mescolate in una tazza il succo di due o tre arance e il Marsala e bagnate la torta ancora calda.
Lasciate raffreddare e poi mettete la torta in frigo almeno mezz’ora.
L’arancia conferisce a questa torta morbida una certa freschezza, rendendola a mio parere anche meno dolce, credo che la rifarò perché qui è piaciuta molto.
È perfetta per una gradevole merenda al profumo delizioso d’arancia.

La torta rovesciata all’ananas della zia

Questa è certamente una torta che è nella memoria di molti, nel mio caso ricordo di averla mangiata diverse volte a casa di una delle mie zie e ho la ricetta scritta su un foglietto da lei, quindi questa è chiaramente la torta rovesciata all’ananas della zia.
Non la mangiavo da un sacco di tempo!
Questo dolce semplice e delizioso mi riporta dritta agli anni ‘80 e a cari ricordi di riunioni di famiglia e allora mi sono detta che era il caso di provare a farla, direi che è venuta quasi perfetta e la trovo sempre molto buona.

Ecco a voi gli ingredienti:
3 uova – 1 etto di burro – 2 etti di farina – 2 etti di zucchero – mezza bustina di lievito – ananas in scatola – Marsala.

Il procedimento è piuttosto facile, si inizia sbattendo insieme il burro ammorbidito, lo zucchero, le uova, la farina e il lievito.
Quindi versate qualche cucchiaio di zucchero sul fondo della teglia che userete per la torta e mettete la teglia sul fuoco muovendola fino a quando avrete un bel caramello lucido.
Quando il caramello sarà pronto fate in modo che copra bene il fondo e i bordi della vostra teglia, quindi disponete sul fondo le fette di ananas: una va al centro e tutte le altre intorno.
Versate sopra la pasta e fate cuocere in forno a 180°C per 30/40 minuti.
Sfornate e togliete la torta immediatamente dalla teglia capovolgendola su un piatto.
Mescolate in una tazza il succo dell’ananas e il Marsala e bagnate la torta ancora calda.
Lasciate raffreddare e poi mettete la torta in frigo almeno mezz’ora.
È una torta semplice, molto morbida, scenografica ed invitante e per me è anche un dolce ricordo: buona merenda a tutti con la torta rovesciata all’ananas della zia.

Le dolcezze di Cavo in Via Cipro

Ritorno a parlare di dolcezze a tutti noi gradite e vi porto a scoprire una nuova pasticceria che ha appena aperto i battenti, le sue delizie sono però già ben note non solo ai genovesi in quanto questo è il nuovo punto vendita di Cavo, celebre per la storica Pasticceria Liquoreria Marescotti di Via di Fossatello e anche per altre diverse iniziative imprenditoriali.
La nuova elegante pasticceria si trova nel quartiere della Foce, in Via Cipro, 42-44-46 RR, in quel tratto di strada che poi termina in Via Carlo Barabino.

Ed è un paradiso di delizie, baci di dama, canestrelli e crostatine, bignè e dolcetti alla marmellata.

E piccole Sacher, tortine red velvet e alla frutta che sono dei veri capolavori!

E poi torte per festeggiare i compleanni e celebrare i momenti felici.

Per un caso del destino io sono pure stata la prima cliente, pensate un po’! E così mi sono ritrovata lì e avevo davanti a me questa distesa di bontà e non sapevo cosa scegliere, alla fine mi sono aggiudicata l’ottima torta Zena e i cavolini alla panna.

È una pasticceria dall’atmosfera raffinata e secondo me sarebbe tanto piaciuta anche alle protagoniste di una celebre poesia del mio amato Guido Gozzano dal titolo Le golose e della quale riporto qui per voi l’incipit

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine –
le dita senza guanto –
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

E di certo anche alla Foce non mancano i tradizionali Amaretti di Voltaggio nelle loro belle confezioni, una delle eccellenze di Cavo.

Dolci deliziose dolcezze per addolcire le nostre giornate: adesso le trovate anche nella bella Pasticceria di Via Cipro alla Foce.

I dolci utensili di Profumo

Vi porto ancora una volta a scoprire alcune delizie di una pregiata pasticceria genovese, Profumo è una celebre bottega storica dove si custodiscono i segreti dell’arte pasticcera e delle tradizioni di questa città.
E passando in Via Garibaldi a me viene naturale anche solo andare a sbirciare le loro splendide vetrine, sono tra le mie preferite in assoluto!

E ditemi, voi amate sistemare le cose di casa e dedicarvi al fai da te?
Per ogni lavoretto ci vogliono gli attrezzi giusti!
Ecco una sega, i martelli e una pinza.

Certo, questi fantastici utensili vi faranno fare poca fatica perché, meraviglia delle meraviglie, sono fatti di cioccolato!
E non manca nulla eh, ci sono forbici e pennelli e tutto l’occorrente.

Di questi tempi, poi, non trascurerei l’importanza di un ferro di cavallo, che ve ne pare?

E poi ci sono pinze, tenaglie, misteriose chiavi e mappe e punte da trapano e tutto ciò che occorre.

E schiaccianoci, tappi, pinze di cioccolato deliziosissimo.

Davanti a queste vetrine mi incanto sempre e così ho voluto portarvi con me a scoprire i dolci utensili di Profumo.

I magnifici bomboni del Signor Ferro

Il pregiato negozio del Signor Alberto Ferro era in una zona strategica della città, l’elegante confetteria si trovava ad un passo dalla Cattedrale, nel cuore vivo della Superba.

A dirvi il vero io in realtà non ci sono mai stata ma so per certo che nel lontano 1874 si poteva varcare la soglia di quel negozio prestigioso.
E sono sicura che fosse un luogo lussuoso ed accogliente, impreziosito da arredi raffinati, dal Signor Ferro di certo si serviva il fior fiore dell’alta società e alla sua esclusiva clientela il nostro abile confettiere riservava soltanto il meglio.
D’altra parte aveva imparato tutti i segreti del mestiere da un vero maestro, aveva appreso le meraviglie di quest’arte sopraffina dal celebre Pietro Romanengo.

E così, Alberto Ferro aveva fatto tesoro di quegli insegnamenti e aveva aperto la sua bella confetteria prodiga di molte dolcezze.
Vendeva favolosi bomboni e spettacolari frutti canditi, apprezzata specialità molto in voga a Genova nei tempi passati.
E certo esponeva in vetrina le sue bontà con quella cura che ancora troviamo proprio da Romanengo.

Il nostro abile commerciante era anche ben fornito di bomboniere e astucci per feste da ballo e soirées, mi pare ovvio!
E poi nel suo negozio si potevano comprare cioccolatto e cioccolatini, petit-fours e confortini di ogni genere.
E sì, un po’ di francese non guasta mai, sono sicura che le dame genovesi avessero una predilezione per le bontà offerte dal signor Ferro.

Non mancavano lo Champagne, i Vini del Reno e altre assortite ricercatezze per accompagnare i dolci intermezzi della pregiata confetteria della Superba.
Ho trovato notizia di questo negozio favoloso sulla Guida Commerciale Descrittiva di Genova compilata da Edoardo Michele Chiozza e risalente al 1874-1875.
In una delle pagine di questo volume di mia proprietà spicca la bella pubblicità di questo negozio e sono specificate le specialità della casa.
Su lunari successivi poi il nome del Signor Ferro si affianca a quello del Signor Cassanello, con il tempo i negozi divennero più numerosi.
Nel 1882, infatti, risultano due confetterie, una in Piazza San Lorenzo e l’altra a De Ferrari, nel 1894 se ne aggiunse una terza alla Nunziata.
Ho trovato queste informazioni sui miei libri e poi mi sono ricordata che questo glorioso negozio è in qualche modo già apparso su queste pagine.
Tempo fa dedicai un articolo alle vie di Portoria e pubblicai la pubblicità della Fabbrica di Frutti Canditi e Pane Dolce di Attilio Giannini, successore dei Fratelli Cassanello.
Tra i commentatori c’è il mio solito amico Eugenio, profondo conoscitore della nostra città, in quell’occasione fu lui a fare riferimento al glorioso negozio del Signor Ferro.
Oggi vi ho portato là, nel lontano 1874, davanti al bancone ricolmo di delizie di una confetteria del passato.
E mando un saluto a lei, caro Signor Ferro, questo è un piccolo omaggio alle sublimi dolcezze che lei ha saputo regalare ai genovesi del suo tempo.

I colori dell’Expo dell’Alta Val Trebbia

In questo weekend da queste parti c’è un appuntamento da non perdere, è l’evento che promuove le tipicità di questo territorio, le sue bellezze e le tante opportunità offerte a coloro che trascorrono i giorni d’estate nei paesini di questa bella valle.
L’Expo dell’Alta Val Trebbia si svolge a Loco, sulle rive del corso d’acqua che regala il nome alla valle.

Loco (3)

E quest’anno il Trebbia scorre lucente e generoso.

Loco (2)

Per noi che frequentiamo abitualmente questi posti la manifestazione è una piacevole consuetudine, ritroviamo sapori e profumi che conosciamo bene.
E ritroviamo le bontà che amiamo gustare in questi luoghi di vacanza, primi tra tutti i sovrani dei bosco, i funghi preparati ad arte da Isola, lo splendido negozio di Loco.

Expo

Expo (9)

E le torte della Pasticceria Biasotti di Rovegno.

Expo (4)

E i dolci dell’Antico Forno da Carlo di Montebruno.

Expo (5)

Sane abitudini che amiamo conservare, tipiche bontà di questa valle.
Ci sono anche artigiani ed espositori provenienti da altre regioni ma il fiore all’occhiello dell’Expo sono i prodotti del territorio: dal miele alle conserve, dai vini ai salumi dei colli piacentini.
E naturalmente sono passata a trovare gli amici, questo è lo stand di Poggi Arredamenti, il negozio e lo spazio espositivo si trovano in località Beinaschi, sulla Statale 45.

Expo (3)

E poi ci sono numerose ceste con i doni della terra, la vera bellezza.

Expo (6)

E potrebbero mancare i canestrelli di Torriglia? Certo che no!

Expo (6a)

Ho trovato qui anche le delizie di Maria Giulia Scolaro, la sua azienda agricola si trova a Savignone.
E questi vasetti sono pura poesia, hanno tutti i profumi dei frutti e dei fiori.
Tra le tante bontà troverete la confettura di petali di rosa, quella di petali di glicine e quella di viole, una meraviglia!

Expo (7)

E poi sciroppi di ogni genere, celebre è il suo sciroppo di rose.

Expo (8)

Un territorio e le sue bellezze, all’Expo troverete materiale informativo sulle strutture ricettive e sulle escursioni che potrete fare nelle varie località del Parco dell’Antola.

Lago del Brugneto

Ci sono diverse sono proposte di svago, giochi per i bambini e iniziative di vario genere riguardanti l’ambiente e la fauna.
Quest’anno poi ci sono anche i falconieri e così si incontrano tipi particolari che non è così semplice vedere nei boschi.
Sono i rapaci, a volte si librano alti nel cielo, con lo sguardo si segue il loro volo armonioso.

Rapaci

Alcuni sono buffi e anche un po’ impertinenti!

Rapaci (7)

Altri maestosi e severi.

Rapaci (3)

E santo cielo, non avrei mai pensato di incontrare un tipo del genere a Loco, ecco!

Rapaci (4)

Non ho assistito alle loro prodezze ma li ho osservati bene da vicino.
Mi correggo, scusate: ci siamo reciprocamente osservati!

Rapaci (5)

E che carattere, caspiterina!

Rapaci (6)

L’Expo dell’Alta Val Trebbia attira sempre tanti visitatori: si va a far compere, a passeggiare, si cammina sulla riva del fiume.
E tanti fanno il bagno in queste acque fresche e rigeneranti.

Trebbia

Chiare, trasparenti, limpide.

Trebbia (2)

Gorgoglianti e tumultuose sui sassi levigati.

Trebbia (3)

Sono le acque del Trebbia, un luogo del cuore che rappresenta un’identità, l’anima di una valle e della sua gente.

Trebbia (4)

Memorie nostalgiche del Carnevale di Genova

Nel tempo del Carnevale queste sono le memorie nostalgiche di Luigi Tramaloni, genovese nato a metà dell’Ottocento e autore di versi in dialetto dedicati a usanze ormai perdute.
Il suo libretto mi è stato mandato via mail da Eugenio con tanto di dettagliata traduzione, ringrazio il mio generoso amico che mi ha dedicato così tanto tempo, senza di lui io non avrei certo compreso ogni parola e invece ora posso portarvi con me per le strade di Genova durante il Carnevale.

Carnevale

Dunque, che succede quando arriva questo periodo festoso?

Tûtta Zena a lëa in fermento
A n’aveiva che ûn pensâ
De gödî ö divertimento
Che e misëie ö fa scordâ

Tutta Genova era in fermento
E non aveva che un pensiero
Di godere del divertimento
Che fa scordare le miserie

Per pochi spiccioli si potevano affittare abitini dagli straccivendoli di Salita del Prione, i monelli del quartiere avevano vestiti rattoppati e ricuciti.

Salita del Prione

Salita del Prione

E quante maschere a Genova: da gobbo, da cuoco, da nobile o da cavaliere, le più diffuse erano quelle da Arlecchino e da pagliaccio.
In Via Luccoli c’era la bottega dell’antiquario Serafino Zerega dove si trovava di tutto: marsine e pantaloni alla zuava, damaschi, sete e velluti.
E scialli, frange, cappelli, turbanti, piume di struzzo e di pavone, finti gioielli e sciabole luccicanti.
E un cassone pieno di parrucche!
E trombe e tamburi!

Via Luccoli (25)

Via Luccoli

E poi, naturalmente, c’era l’usanza del corteo mascherato, le uniche carrozze ammesse erano quelle dei Fratelli Busnelli.
Alle due teste del corteo due Piazze, San Domenico e la Nunziata, si impiegava un gran numero di Carabinieri per tenere sotto controllo l’ordine pubblico.
Eppure mica sempre ci si riusciva!

Piazza della Nunziata

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Ed ecco i nobili!
I Serra, i Balbi, i Cambiaso e i Durazzo, nelle loro carrozze un’abbondanza di delizie, caramelle al rosolio e cioccolatini.

Dolci di Romanengo

E c’erano cesti ricolmi di mazzi di viole e cassette di agrumi,  tutta questo ben di Dio veniva usato per una gustosa e dolcissima battaglia.
Sulla porta di Klainguti, in Via Carlo Felice e cioè l‘attuale Via XXV Aprile, l’aristocratico Degola veniva preso di mira da tutti i suoi amici!
E certo, sul finire dell’Ottocento  Klainguti, oltre al negozio di Soziglia, aveva un negozio a Banchi e uno per l’appunto in Via Carlo Felice.

La battaglia più coinvolgente si svolgeva in Via Garibaldi, davanti a Caffè della Concordia.

Via Garibaldi

Loggiato di Palazzo Tursi, un tempo sede del Caffè della Concordia

Erano celebri due impiegati del Municipio, questi due davano spettacolo con i loro duelli, quando arrivavano gli si stringeva intorno tutta la città!
E c’era il Ravano con la sua marsina da dottore, il Farmacista Macaggi che veniva da Bargagli.

Paivan gente nasciûa apposta
Pe fâ rîe l’ûmanitæ

Sembrava gente nata apposta
per far ridere l’umanità

Certo, scrive il nostro, i tipi più originali erano a Portoria: il Grillo andava in giro tutto imbottito in modo da sembrare una mamma e lo vedevi a zonzo con il Cecco, uno dei due portava in braccio un bamboccio.
E poi sapete, quel carnevale è stato ucciso da certe nuove usanze: i coriandoli di gesso che macchiano i vestiti, la brutta abitudine di lanciare frutta guasta e castagne secche che gettate in faccia fanno male.
Per non dire dei botti ma a quelli hanno pensato le autorità.

Profumo

Pasticceria Profumo

E così, scrive con nostalgia il nostro, hanno ucciso il Carnevale.
A riportarlo brevemente in auge ci ha pensato la Società Ginnastica Cristoforo Colombo con la Passeggiata De Ghiggermo, un fantastico corteo in costume.
Eh, per realizzarlo però ci voleva qualche ricco che aprisse i cordoni della borsa!

Coriandoli 1

Eccoli i partecipanti, vestiti di tutto punto, armati di trombe e di alabarde, sfilano per le vie della città.
E c’è da ringraziare il Signor Bisso, è il sarto che fornisce i costumi.
E che gran concorso di persone entusiaste, una vera compagnia di artisti, l’elenco è lungo: il ginnasta Vassallo, orefice di Via Roma, il Romeo, anch’egli ginnasta e tintore di Via Maddaloni, ci sono un equilibrista, un uomo volante e un certo Cipollina agli anelli.
Scrive con rimpianto l’autore che questo ultimo evento è durato poco, per rifarlo bisogna mettere in conto molte spese.
E siamo nel 1928, così il nostro Tramaloni spera che con l’anno nuovo ci sia ancora un nuovo Carnevale, anche se nella memoria rimane la nostalgia di quel tempo passato che aveva una giocosa e inimitabile magia.
La bellezza di questi racconti è nella capacità di portarti in un altro tempo, la forza delle parole ti fa vedere ciò che non hai vissuto: un carro, le risate, le maschere della gente di Genova e la dolcezza di anni lontani.

Confetti

Confetti di Profumo

Dolci e torte patriottiche di una pasticceria del passato

Oggi vi porterò con me in un posto molto speciale nel centro della città, andremo a visitare la Premiata Confettureria e Pasticceria Rissotto.
E se vi pare di non conoscerla non datevi pena, questo è uno dei miei soliti viaggi nel tempo, la prestigiosa Pasticceria aveva la sua sede in Via Assarotti sul finire dell’Ottocento e certo, da allora le cose sono un po’ cambiate.
Ho trovato qualche notizia su questo negozio in un libro che ho acquistato di recente: il meraviglioso Lunario del Signor Regina dell’anno 1882.
E c’è una pubblicità molto esaustiva su Rissotto, occupa un’intera paginetta!
E così andiamo nell’elegante Via Assarotti, la pasticceria sarà stata tutto un luccichio di specchi e avrà avuto mobili di legno scuro e tendine candide e chiare, io ne sono più che sicura!

Via Assarotti

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Dunque, cosa possiamo comprare dal Signor Rissotto?
Innanzi tutto il Pandolce, è logico.

Pandolce di Cavo

Pandolce della Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo

E poi i biscotti di Genova, li vendono in scatole da due chili e si conservano per oltre tre mesi.
Se volete fare bella figura con i vostri amici sappiate che qui non mancano i confetti e i frutti canditi venduti in scatole di gran lusso.
Ma pensa, noi genovesi di fine Ottocento abbiamo un’ampia scelta, il signor Luigi Rissotto sembrerebbe far concorrenza a Romanengo!

Romanengo (3)

Canditi e confetti di Romanengo

Inoltre qui si trovano liquori, zucchero, vini e persino le candele dei Fratelli Lanza, chi se lo sarebbe mai aspettato!
Manco a dirlo, naturalmente la Premiata Confettureria e Pasticceria offre servizi per cerimonie, come matrimoni, battesimi e indimenticabili soirées.
E certamente vorrete provare le caramelle Rissotto, sono  tanto rinomate, così dice la pubblicità.

Via Assarotti

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Se varcherete la soglia del negozio vi accoglierà un delizioso effluvio: il fiore all’occhiello della Pasticceria sembrano essere le torte, lavorate a tutta perfezione.
E ci sono ben due specialità, a dirvi il vero ho anche cercato qualche notizia a riguardo ma non sono certa che ciò che ho trovato corrisponda davvero alle torte della rinomata Pasticceria Rissotto così ho pensato di evitare inutili supposizioni.
Del resto, come ogni blasonato pasticcere, anche il Signor Rissotto avrà avuto i suoi segreti, no?
E là, nel suo profumato negozio si servivano due torte patriottiche: la Torta Stella d’Italia e il Gateau Cavour, quest’ultima torta doveva essere molto apprezzata dalla clientela visto che si specifica che è “molto piaciuta”.
Nulla sappiamo della torta dedicata a Camillo Benso e in ogni caso, in quanto a dolci graditi ai padri della patria, tuttora possiamo gioiosamente gustare la celebre Torta Mazzini tanto amata e decantata da nostro illustre Giuseppe, la servono da Cavo e qui trovate la ricetta e la storia.

Torta Mazzini (5)

Che altro aggiungere sulla raffinata pasticceria Rissotto?
I prezzi, signori, i prezzi! Sono modici, lo si legge chiaramente sulla pubblicità, ecco!

Rissotto

La famosa pasticceria si trovava all’inizio di Via Assarotti, dove ora ha sede un negozio di giocattoli.
E nel viaggio nel tempo non mancano le immagini che possono far sognare.
Osservate bene questa cartolina di Stefano Finauri: la strada, la sua prospettiva, le tende tirate in fuori e un’insegna posta sull’angolo dell’edificio, vi si leggono proprio queste parole, Pasticceria e Confetteria.

Via Assarotti (3)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri 

E guardiamo meglio, qui ci sono certe persone a passeggio e dietro di loro ecco ancora un’altra insegna: fabbrica di cioccolato e frutti canditi.

Via Assarotti 1

Il tempo scorre e le cose cambiano, questa insegna non è da attribuire alla Pasticceria Rissotto ma ad un altro negozio che ne prese il posto, ne ho trovato traccia sull’Annuario del 1926.
Questa è la Pasticceria di Agostino Bancheri, il suo cognome si legge parzialmente.
Chissà se anche lui continuò a servire la torta Cavour, sarei curiosa di saperlo!

Via Assarotti 3

Il tempo scorre e le cose cambiano, resta il fascino dei luoghi perduti e la loro immutabile bellezza, restano le dolcissime memorie che sanno diventare reali con queste immaginarie passeggiate nel passato.

Via Assarotti 2