Felice Pasqua a tutti voi!

Un grande uovo che contiene una sorpresa tanto sospirata, un nastro azzurro a richiuderlo.
Le ovette piccoline e i delicati non ti scordar di me, fiori dolci che profumano di primavera.
Questa è la mia cartolina per voi, con la speranza che trascorriate una giornate serena e felice, buona Pasqua a tutti voi!

Dolce Pasqua a voi!

Nel tempo di primavera ho per voi una dolce cartolina di Pasqua.
Con questa tenerezza infantile, con il profumo delicato di questi fiorellini rosa e con la lievità di una farfallina arrivano i miei auguri per questa festa.
L’uovo è confezionato con un nastro celeste e tutto è un trionfo di tenui colori pastello.
Così vi auguro la quiete e la serenità, buona Pasqua di cuore a tutti voi!

 

Una cornamusa per Pasqua

Tra gli incontri piacevoli che si possono fare gironzolando per Genova uno in particolare mi riempie sempre di allegria e mi mette di buon umore.
Eh sì, sto parlando di lui: l’amico Elio Ghelli con la sua magnifica cornamusa e con la sua uniforme perfetta in ogni dettaglio.
Con quel suono melodioso che pervade le vie Elio attira sempre molti ammirati ascoltatori.

L’ho incontrato ieri a De Ferrari ed era in attesa del suo amico, il Conte Bruno Henning, rappresentante italiano delle Reali Cornamuse di Glasgow.

E così insieme a un crocchio di persone sono rimasta ad ascoltare la musica di Elio.

E poi i due amici si sono allontanati insieme verso la loro meta.

E da qui ringrazio esprimo ancora la mia gratitudine a Elio per la sua preziosa melodia e per la sua presenza nei luoghi del mio quotidiano.
Una cornamusa per Pasqua, in Piazza De Ferrari, a Genova.

Per una dolce Pasqua

Arriva così per voi una bella cartolina per una felice Pasqua.
I miei sono auguri un po’ infantili e dai toni pastello, sono auguri ingenui, sognanti e profumati di fiori di pesco, semplici, spontanei e davvero teneri.
E così, con questa dolcezza auguro buona Pasqua a tutti voi!

La visita ai Sepolcri nelle Chiese dei caruggi

In questi giorni che precedono la Pasqua ritorniamo a ripetere la nostra tradizionale visita ai Sepolcri: il Giovedì Santo vengono abbelliti con fiori e foglie gli altari della Reposizione dove è posta l’Eucarestia, questi altari restano così decorati fino al Venerdì Santo.
La consuetudine vuole che si visitino i Sepolcri in numero dispari e così ve ne mosterò cinque che ho veduto nella giornata di ieri.
Ricchissima e sempre suggestiva è la composizione collocata nella Chiesa del Gesù e spicca la scritta in latino: in croce est salus vita et resurrectio nostra.

I candelabri dorati circondano invece l’allestimento predisposto nelle Basilica di Santa Maria delle Vigne dove trova spazio anche la tradizione dei cartelami e cioè le sagome di cartone con soggetti sacri tipici delle tradizioni liguri.
Qui sono rappresentati Gesù e gli apostoli durante l’Ultima Cena.

È semplice ed essenziale l’altare della bella Chiesa di San Pietro in Banchi.

E fiori delicati sui toni del rosa abbelliscono l’altare della Chiesa di San Luca.

Accanto, sulla sinistra, un piccolo spazio è così impreziosito dall’oro e da altri fiori.

E infine così è decorata la nostra splendida Basilica della Santissima Annunziata del Vastato: i vasi fioriti sui gradini e gli ulivi sull’altare.
In questi giorni di primavera, in questo tempo di Pasqua.

La Domenica delle Palme

E venne la Domenica delle Palme.
In questo giorno si celebra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, ad accoglierlo fu una folla festante che agitava rami di palma e così questa festività viene celebrata con le palmette e con i rami d’ulivo che vengono benedetti in occasione di questa solennità religiosa.
E in un tempo lontano di Genova erano certe infaticabili donne ad intrecciare le palme: le loro dita si muovevano rapide e nodose, cariche di una sapienza antica e di instancabile dedizione.
In un giorno distante, in Piazza Nuova, così era denominata nel passato la nostra Piazza Matteotti.
E c’erano loro: due donne, davanti a Palazzo Ducale.
Ed ecco l’ulivo della Liguria che cresce sotto il sole radioso e sulle fasce coltivate e curate dal lavoro dell’uomo, in quei luoghi di Riviera sospesi tra terra e mare.
Due donne, hanno i capelli bianchi e i visi solcati da rughe, sono abbastanza in là negli anni eppure non trovano riposo, si affaccendano indefesse e senza sosta.
E ascoltano le voci di quella Genova antica che vive attorno a loro e della quale fanno parte, testimoni di un tempo destinato a svanire e a rimanere memoria rimpianta e lontana.
Ho trovato questa fotografia in uno di quei mercatini dove il passato ancora rimane sotto i nostri sguardi per svelarsi ancora e ancora ad occhi desiderosi di scoprire e di ritornare a quelle epoche mai vissute.
Così ho portato qui le due donne con il loro ulivo e le loro palme così sapientemente intrecciate, in quest’epoca che non è loro e nella quale guardiamo a quel passato come ad un tesoro di tradizioni da riscoprire e da custodire.
A tutti voi buona Domenica delle Palme.

Una romantica cartolina per Pasqua

È una cartolina francese dai toni confetto.
Rosa tenue, con quel bordo frastagliato e color oro, racchiude il dolce romanticismo di due innamorati.
Occhi negli occhi, vicini e sorridenti.
Sbocciano i fiori di pesco e si schiudono le uova, i piccoli pulcini fanno così il loro timido ingresso nel mondo.
È una romantica cartolina per questo giorno e così auguro Buona Pasqua a tutti voi!

 

Auguri di Buona Pasqua!

Così arrivano i miei semplici auguri per questa festività, con una dolce cartolina del tempo passato: ci sono un prato verde, un albero in fiore, una bimbetta, un uovo e un tenero pulcino.
A voi auguro di trovare la perfetta bellezza di questa semplicità e di riscoprire ritrovati stupori infantili che sappiano colmare il cuore di vera gioia.
Care amiche e cari amici, a tutti voi Buona Pasqua!

La visita ai Sepolcri nelle Chiese di Genova

La visita ai Sepolcri è uno dei riti di questo tempo che precede la Pasqua: il Giovedì Santo è infatti usanza allestire nelle chiese gli altari della Reposizione dove viene posta l’Eucarestia.
Gli altari, abbelliti con fiori e foglie, restano così fino al Venerdì Santo, la consuetudine vuole che se ne visitino in numero dispari e ho già avuto modo di mostrarveli in passato ma quest’anno desidero farlo di nuovo.
E allora vi porterò con me a visitare sette chiese di Genova, con la speranza che queste immagini siano gradite a tutti voi e in particolare ai genovesi lontani dalla Superba.
Il mio giro è iniziato dalla Chiesa di San Camillo, sulla balaustra delle ortensie rosa e a terra un grande mazzo di ulivo.

Ricco e suggestiva, come sempre accade, è la composizione esposta nella Chiesa del Gesù dove spiccano una grande ancora e le parole: in te Domine confidemus.

È invece all’insegna della sobrietà l’allestimento che ho trovato nella Chiesa di San Matteo.

Luccica di ori la ricca Cattedrale di San Lorenzo ed è la semplicità dei fiori ad abbellirla.

Candidi petali bianchi sono invece là, nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e di Sant’Agnese.

Candele accese e un’armonia di colori ravvivano la magnifica Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni.

E infine ecco ancora i toni della primavera, nella Chiesa di San Donato che è a me tanto cara: così si è svolta la mia visita ai Sepolcri nel Giovedì Santo di questo tempo così particolare.

Chiesa di San Matteo: la Deposizione nel Sepolcro di Maragliano

È un’opera magnifica di uno scultore celebre e molto apprezzato, Anton Maria Maragliano visse tra la seconda metà del ‘600 e la prima metà del ‘700, le sue numerose opere si trovano in molte diverse chiese di Genova e della Liguria.
Uno dei capolavori di Maragliano è collocato in San Matteo, la chiesa genovese che si affaccia sulla piazza omonima e che fu un tempo chiesa gentilizia della famiglia Doria.
La scultura lignea, così raffinata e di forte impatto emotivo, raffigura la Deposizione di Gesù nel sepolcro.
Ed è una rappresentazione intensa, toccante, capace di suscitare reali emozioni, si leggono affetto sincero e gratitudine nello sguardo di colui che così regge il corpo del Cristo.

E le mani di Gesù martoriate dai chiodi raccontano il Suo sacrificio sulla croce.

La luce sfiora le Sue dita e le Sue membra giovani.

Da sapiente artista Maragliano scolpì in tale maniera le sue figure nel legno restituendo così all’osservatore una gamma variegata di sensazioni.
Ed è stupore, tristezza, riconoscenza, amore per Lui che ormai così giace.

Tra Nicodemo e Giuseppe di Arimatea ecco Gesù ormai senza più vita: e la luce così rischiara il Figlio di Dio che venne tra gli uomini per la salvezza del mondo.