Sono riflessi d’arancio, sul mare di Genova, alla Darsena.
Sono cose di pescatori.
E retine, cesti, onde.
Ho provato a immaginare questa barchetta, al largo, in mezzo al blu.
Con i suoi toni così vivaci, che spiccano in contrasto con il colore del mare.
Sono riflessi d’arancio, nell’acqua calma, sotto il sole della Superba.
Tag: Pesca
Colori e silenzi del mare
E questi sono colori e silenzi del mare e del porto di Genova.
Non solo celeste e azzurro del cielo e dell’acqua ma anche rosso lucente e brillante come lacca e sullo sfondo, in lontananza, il grigio elegante della nostra Lanterna.
E poi bianco candido come ghiaccio degli scafi e delle barche.
E diverse sfumature di una fatica antica.
E un’inquietudine di vento che scuote un bucato marinaro, qui davanti al nostro blu.
Tutti colori del mare e del porto, in un istante di vita quotidiana.
E la trama sottile delle reti, un lavoro paziente e certosino, il silenzio.
E l’aria, il profumo del sale.
E colori e silenzi del mare di Genova.
Da un diario genovese del passato: le fatiche del popolo
Un diario è prezioso per tante ragioni, vi si raccolgono memorie personali da destinare ai posteri e se si ha sensibilità e intelligenza si tramanda anche lo specchio di una società.
Le righe che seguono sono state scritte da Francesco Dufour, uomo dalla rara capacità di narrare la sua epoca e le relative usanze, senza tralasciare anche i più sfortunati e coloro che ebbero in sorte di affrontare vite faticose.
Da questo diario ho tratto diversi articoli, ho deciso pertanto di includere queste pagine in una categoria dedicata dal titolo Un diario genovese del passato, qui troverete solo le memorie di Francesco Dufour.
E vi lascio con le sue parole e con il suo sguardo rivolto verso Genova e la sua gente.
Il popolo era poverissimo, i lavoratori per campare dovevano lavorare da una luce all’altra.
I pescatori di Cornigliano erano rinomati per il loro coraggio, tutti i giorni dovevano guadagnare qualche cosa perciò varavano i gozzi con qualunque tempo poi remavano al largo fino ai “campanii in scia Lanterna”.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Volevano dire che andavano tanto al largo da traguardare la Lanterna con i campanili della Basilica di Carignano, questo corrispondeva ad alcuni chilometri dalla riva.
Il Gustin di Sestri diceva: “i pesci basta per frize” , cioè la pesca per mangiare un giorno.

A Cornigliano i “manenti” tutto il giorno lavoravano nella villa (nel senso genovese, cioè gli orti).
Quando non ci si vedeva più andavano a mangiare un boccone e a dormire per poche ore, alla prima luce partivano con il carro per andare a Genova in Piazza della Nunziata dove c’era un mercato.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Coltivavano soprattutto primizie, cioè carciofi e asparagi.
Le serre erano irrigate dall’acqua che veniva estratta dal sottosuolo mediante una noria, un bindolo tirato in tondo da un cavallo.
Tutti i poveri erano ridotti dalle privazioni ad avere la salute malferma, quasi tutti erano tisici.
Si pensi che allora le malattie infantili erano in gran parte mortali, pochi bambini arrivavano al settimo anno di vita.
Allora non c’erano le pillole, il medico prescriveva tanti grammi di calomelano o di chinino e il farmacista faceva i pacchetti o i cachet.
Papà aveva una bilancia di precisione e faceva lui stesso le dosi.
Antica bilancia della Farmacia Sant’Anna
Allora la miseria era tanta e se si aveva bisogno di fare una commissione o portare un peso si trovava sempre per strada un ragazzo o un poveretto contento di guadagnare qualche lira.
Era in voga una curiosa industria, i poveri si inginocchiavano con fare molto contrito dinanzi alle cassette delle elemosine nelle chiese poi, con una bacchetta sporca di vischio, tiravano fuori qualche monetina.
Era molto in voga rubare il portafoglio sul tram e preferito era il tram 27 che andava da Principe a De Ferrari, attraverso le piccole gallerie che c’erano ancora.
C’era una categoria di persone, i poveri, i quali vivevano praticamente di elemosina; ce n’erano parecchi davanti ad ogni chiesa e molte madri con bambini piangenti in collo.
Tanti poveri venivano a bussare alla porta di casa, continuamente si sentiva dire: “Signora, c’è un povero“.
Nelle scale della nostra casa in Via Balbi c’era sempre una folla che aspettava lo zio, naturalmente c’erano molte “casane” abituali (casane in genovese significa clienti o avventori).
A qualche povero si dava una scodella di minestra che si metteva sulla finestra del ballatoio; una volta un tale la lasciò, era la fine di un’epoca.
Cartolina apppartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Liguria Agricoltura in Piazza, mercato di terra e di mare
Un weekend di settembre all’insegna dei sapori e dei colori di questa terra, Liguria Agricoltura in Piazza, Mercato di Terra e di Mare, una manifestazione che si svolge al Porto Antico e che ha preso avvio venerdì per concludersi oggi, una bella occasione per apprezzare le eccellenze e le tipicità di questa regione.
I doni del mare e della terra, declinati nelle loro diverse specificità, troverete zone dedicate alla pesca e aree dove espongono gli agriturismi e le fattorie didattiche, troverete prodotti da acquistare e potrete gustare i piatti degli chef di Liguria Gourmet, gli chef terranno anche degli incontri durante i quali vi insegneranno i segreti della cucina ligure.
Impossibile elencare tutti gli espositori e gli eventi, trovate qui il dettaglio, c’è ancora la giornata di oggi per andare al Porto Antico a scoprire le delizie di questa regione.
Io ci sono stata ieri mattina e la giornata si presentava così.
E allora vi mostrerò alcuni dei prodotti esposti ma ricordatevi che ogni stand merita una sosta.
A Genova, davanti al nostro mare, potete godervi una frittura mista al cartoccio con un bicchiere di vino bianco, c’è qualcosa di meglio?
Se siete amanti della carne troverete anche quella, proviene dagli allevamenti di Liguria, tra i prodotti delle Aziende Agricole ci sono anche profumati e saporitii formaggi.
Azienda Agrituristica Lagagè di Rossiglione
Al Mercato di Terra e Mare ci sono le confetture di frutta e il miele dorato.
Cascina Fornacia di Campoligure
E tra i tanti vasetti mi ha attirato in maniera particolare lo sciroppo di rose.
Cascina Fornacia di Campoligure
E ancora altro miele e prodotti dell’alveare.
Azienda Apistica Biologica La Bottinatrice di Sassello
Ci sono i fiori della riviera di Ponente, le piante aromatiche ed esplosioni di colore che ancora profumano d’estate.
E i doni degli orti, della terra e degli alberi, come i limoni di Civezza, località in provincia di Imperia.
E poi l’olio e le olive taggiasche.
Azienda Agricola Armato Cristina di Lucinasco
A poca distanza da quest’ultimo stand ieri mattina si è svolta un’interessante lezione che riguardava la salagione delle acciughe.
Mia mamma è capace a mettere le acciughe sotto sale, in casa mia abbiamo l’arbanella d’ordinanza e tutto ciò che occorre!
E siamo in Liguria, vi pare che a una manifestazione simile possa mancare il basilico genovese DOP? Non sia mai, eccolo qui!
Poco più in là era esposto il pregiato aglio di Vessalico.
E poi troverete una signora che fila la lana, mi sono soffermata a lungo a guardarla, che bellissimo lavoro faceva!
E il suo attrezzo ha tanti anni, è stato accarezzato da altre amorevoli mani.
Azienda Agricola Pilan di Ceranesi
In questo stand ci sono le lane colorate con prodotti naturali.
Azienda Agricola Pilan di Ceranesi
E cuoricini contenenti lavanda fermati con un vezzoso fiocchetto.
Azienda Agricola Pilan di Ceranesi
Liguria di terra e mare e di tante, differenti bontà, dai vini ai diversi tipi di olio, per la vostra merenda tenete presente lo stand del Consorzio Focaccia di Recco.
Tranquilli, c’è sempre una teglia pronta per essere infornata!
Le verdi piante dei vivai in belle composizioni davanti al mare di Genova.
E qui sentirete il suono dei campanacci.
Sì, per la gioia di grandi e piccini ci sono anche gli animali delle fattorie come le pacifiche e grandi mucche.
Se ne stanno lì e si lasciano ammirare.
I doni del mare e della terra.
Ecco, mai più mi sarei aspettata di incontrare dei bovini al Porto Antico, nella vita non si può mai dire!
Sono tanti e tutti diversi.
E poi ci sono le pecore mansuete.
E gli eleganti cavalli bardigiani.
Splendide creature davvero!
E ancora, i galli neri.
E dolcissimi coniglietti, una vera bellezza.
Una bella manifestazione che valorizza i prodotti tipici di questa regione, le sfumature e gli aromi della terra.
I doni dei boschi generosi e fitti di alberi.
Un mercato di terra e di mare, in una regione di castagni e di reti da pesca, di sapori e di aromi per me inconfondibili, sono i gusti e i colori della mia Liguria.
Estate sul Lago del Brugneto
Ve lo avevo mostrato nel mese di gennaio.
E in inverno il lago del Brugneto ha altri colori, potete vederlo qui, sono i colori del gelo e del freddo.
In inverno la superficie dell’acqua pare quasi metallica, i rami sono spogli e le pendici delle montagne sono brunite e scure.
E adesso è estate e questa è l’estate sul Lago del Brugneto.
E l’aria è calda, il cielo terso, il sole batte sulle foglie verdi che vestono gli alberi.
L’estate sul Lago del Brugneto ha un suono melodioso che posso solo raccontarvi.
Qui, su queste acque, si librano decine e decine di uccellini cinguettanti.
E sono rondini e passeri che compiono infinite evoluzioni nel cielo, salgono su e si buttano gioiosi verso il lago per poi risalire ancora.
E tutto attorno è uno splendido cinguettare, un vero inno alla vita.
E sarei rimasta sulla diga a guardarli per un tempo infinito.
E che felicità volare lassù!
L’estate sul Lago del Brugneto è un bosco rigoglioso e fitto, pullulante di creature.
Ed è queste acque lucenti e chiare.
E qualcuno si siede sulla riva a prendere il sole.
Tra le montagne, tra gli uccellini che cantano.
E poi d’un tratto, nell’acqua, un rumore.
Pluf! Che succede? Un pesce!
Guizza fuori e poi si rituffa.
E come già vi dissi in passato al Brugneto si pesca, questo è un posto molto amato dai pescatori.
Si fanno delle belle passeggiate, si gode della bellezza del posto.
Si cammina lungo il sentiero, tra gli alberi.
Il Brugneto, riserva idrica della città di Genova, è un bacino artificiale che si inserisce con armonia nel panorama che lo circonda.
E’ un piccolo angolo di pace, nella quiete del Parco Antola.
E’ un posto semplicemente bello, perfetto per ritemprarsi dal caldo soffocante della città.
E’ aria pura e cielo azzurro.
E il sole scende piano e con i suoi raggi illumina le acque calme del lago.
In inverno qui tutto ha un colore diverso e si ammanta di toni d’argento.
Adesso è estate e brilla la luce dorata sul Lago del Brugneto.
Tra le reti
E vi racconto ancora del mare, forse dell’eco del mare e del suo profumo.
In una mattinata qualunque, tra le calate e i moli.
C’è gente, alcuni camminano lentamente, altri con passo svelto, è facile distinguere chi è qui per diletto e chi invece è soltanto di passaggio.
Siamo a poca distanza dal Galata, al Porto Antico.
L’eco e la musica del mare risuonano di onde che scivolano via, tra le reti, onde che fuggono, nulla può impigliarle e trattenerle.
Le onde amano la libertà, sono come alcuni di noi, inafferrabili.
Le reti invece vivono di acqua e luce, ora stanno qui ad asciugare al sole.
Semplici reti da pesca.
Alcune paiono vesti di una principessa d’oriente, con organze trasparenti e collane di perle.
Altre giacciono una sull’altra, estenuate dalla lotta quotidiana contro le invincibili onde.
L’eco degli abissi è corde, catene e trame fitte.
Ognuno vede ciò che sa vedere.
La superficie dell’acqua cela un fondale di conchiglie e coralli tra i quali guizzano mille pesciolini d’argento.
E il velo della sposa del mare attende solo la fanciulla che lo indossi.
Forse una sirena che si tufferà gioiosa tra i flutti?
Reti che hanno le tinte calde della terra, reti di rosso e di ruggine, i colori del Mediterraneo, di certi suq e certe bancarelle.
E intanto i pescatori portano a riva le casse ricolme di pesci, il frutto di un duro lavoro.
Reti di smeraldo e dai toni d’arancio.
Corde distese e arrese che giocano con le ombre e il sole.
Reti che nascondono e svelano, che velano e rivelano, al di là c’è il mare, il viaggio, l’avventura e un nuovo giorno che verrà.
In una mattinata qualunque, tra le calate e i moli.
Ognuno vede ciò che sa vedere, tra le reti dei pescatori al Porto Antico.
Il lago del Brugneto, riflessi sull’acqua
Dal mare ai monti, tante sono le ricchezze di Liguria, risorse da proteggere e da scoprire.
E oggi vi porto con me, nell’entroterra di Genova, ancora tra le montagne.
Nel territorio del Parco Naturale Regionale dell’Antola, tra le meraviglie della natura.
Qui, tra i boschi, si trova il Lago del Brugneto, un bacino artificiale che è la primaria riserva idrica della Superba.
E’ anche un luogo di incantevole bellezza.
E capita, anche in inverno, di trovarsi qui in certe giornate terse.
Davanti all’acqua calma del lago.
Qui, a poca distanza da Fascia e Rondanina, piccoli paesi che in estate si popolano di villeggianti.
E questo è il lago dei pescatori.
Canna da pesca, lenza ed esca, stivali di gomma e cestino, si va a pesca di trote!
Mio papà era un pescatore e questo lago, insieme al fiume Trebbia, era uno dei suoi luoghi prediletti.
Vi porto quassù, in inverno.
Qui, dove ora si trova il lago, erano un tempo due piccoli borghi di poche case, Frinti e Mulini di Brugneto.
E sapete cosa si diceva, anni e anni addietro?
Nei periodi di siccità dalle acque basse del lago si può vedere il campanile di Frinti e udire il suono della campana che si diffonde per la valle.
In realtà, si tratterebbe solo di una suggestiva e romantica leggenda, in tempi recenti i sommozzatori si sono immersi nel Brugneto senza trovare nulla.
Vero e reale è invece il fascino del lago, con i suoi giochi di luce.
Nella campagna ligure, dove si mette da parte il fieno.
Tra gli alberi vivono le creature del bosco, le donnole e le volpi, i daini e i tassi.
E ogni stagione ha un suo colore, queste sono le tinte brune dei mesi freddi.
Come forth into the lights of things,
Let nature be your teacher
Entra nella luce delle cose,
Lascia che la Natura sia tua maestra
Sono versi del poeta William Wordsworth, scelgo le sue parole per accompagnare questo spettacolo.
La meraviglia che suscita la vista del lago, con la sua superficie calma e piatta, sulla quale si specchiano le cime dei monti.
La luce delle cose.
Una simmetria perfetta, un quadro dai toni intensi del blu e dai magici riflessi di luce.
La luce delle cose e l’addio del giorno.
Scorrono le ore e lentamente cala il velo della sera sui rami e sugli alberi, sulle acque del lago che si addormentano tra le montagne silenziose.







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