Ancora un viaggio

Ancora un viaggio.
Un vento favorevole che sciorina parole e gonfia le vele, una nuova onda, un orizzonte ritrovato.
Mentre la spuma del mare leviga i sassi e ancora canta e sempre ritorna.
Ancora un viaggio.
Una nuova meta, un sogno, un approdo.
E una riva a cui ritornare.

Tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi

È un tiepido autunno e ritornando sulla Passeggiata di Nervi si respira il profumo del mare e anche un’impressione di primavera.
Il mare è calmo, il vento tace e il calore del sole accarezza la pelle.

È un tiepido autunno ed è l’ora perfetta per camminare, pensare e forse anche sognare.

E il mare luccica di riflessi d’argento.

Nelle ore del tiepido autunno ho seguito la ringhiera azzurra della Passeggiata di Nervi come un’affettuosa consuetudine, con la bellezza straordinaria di ritrovare un luogo caro che sempre mi dona quiete e senso di appartenenza.
Sono venuta qui in ogni stagione della vita e sempre ci ritorno.

E così mi sono seduta su una panchina tanto cara davanti alla quale si estende l’immensità del mare.

Mentre una vela bianca scivolava via sospinta da favorevole brezza.

Ognuno poi si gode a suo modo una mattinata dal clima mite e primaverile.

E sbocciano ancora i fiori delicati lungo i viali del Parco.

Con la dolcezza di un tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi.

Due vele

Erano due vele nel mare di Genova, davanti a Corso Italia.
Quella bianca precedeva di poco l’altra, entrambe navigavano briose e leggere, sospinte da fresca e favorevole brezza.

Poi la seconda si è avvicinata alla prima, come in una danza sull’acqua.

E ad un tratto le due vele si sono ritrovate vicine, quasi sembravano confondersi una con l’altra, in un gioco di armoniche sincronie.

E poi la seconda vela ha superato la prima, mentre ancora il vento spirava frizzante e lieve.

Erano due vele nel mare di Genova.
E così hanno continuato il loro viaggio, in perfetta armonia, verso la loro meta.

Ed è ancora estate

Ed è ancora estate.
Calda, luccicante, foriera di nuove spensieratezze e prodiga di nuovi orizzonti.
La si attende trepidanti e infine arriva, così lieve.
Sul mare che luccica, tra onde fresche e leggere di salino.
Così è ancora estate, un nuovo viaggio, una nuova emozione.

Stad Amsterdam: un magnifico veliero nel mare della Superba

Svetta con i suoi alberi maestosi davanti ai Magazzini del Cotone un magnifico veliero: è il Clipper Stad Amsterdam.
La nave olandese di 76 metri è adibita alla formazione nautica ed è anche una nave passeggeri, così sono andata al suo cospetto proprio per ammirarla da vicino.

L’avevo notata, nei giorni scorsi, guardando il mare dal mio terrazzo.
E devo dirvi che mi pareva di averla già veduta anche se, in lontananza, non era certo riuscita a distinguere i dettagli.

La memoria non mi ha ingannato, il Clipper Stad Amsterdam era già venuto a Genova nel lontano 2015 e allora riuscii a vederlo solo da distante in quanto, come scrissi in questo post, era attraccato alla Stazione Marittima.
E come si dice, tutto arriva a chi sa aspettare, anche un maestoso veliero che ritorna così nelle acque della Superba.

A prua ecco la sua magnifica polena che con i naviganti sfida il mare e le sue onde.

Le geometrie del porto, per me, sanno essere autentica poesia, ancor di più quando si ritrovano giochi di simmetrie rari e straordinari come questi.

Resta sul placido mare il maestoso veliero.

In una delle mie più amate prospettive genovesi: in questo tratto del porto, quando infuria il gelido vento d’inverno, quasi si barcolla e si fatica a mantenere l’equilibrio.
Nel tempo d’estate spira appena una brezza leggera che sfiora le cime, le barche, le bitte e accarezza la superficie dell’acqua.

Deve essere un’emozione grande vedere questo veliero solcare le onde a vele spiegate e sospinto da favorevole vento.

Così si staglia il veliero Stad Amsterdam nell’azzurro di giugno.

In attesa di prendere il largo e di abbandonare la terra.

Così si ammira, nella sua maestosa bellezza, il veliero Stad Amsterdam nel mare della Superba.

A gonfie vele verso l’estate

Un pomeriggio, una calda giornata dal profumo di vacanza così accompagnata da una frizzante brezza ristoratrice.
E si viaggia, a gonfie vele verso l’estate, solcando le onde del mare davanti a Corso Italia.

Qualcuno semplicemente passeggia godendosi il sole e l’aria salmastra.

In questo pomeriggio di primavera erano tante le barche che fendevano l’azzurro per puro diletto.

E il vento glorioso gonfiava le vele.

In una bellezza di turchese e di giallo vivace come il sole d’estate.

Navigando nel blu.

E lasciando la candida scia.

Tra i profumi e i colori del Mediterraneo.

E ancora vento, vento, vento per la gioia di felici surfisti.

Sullo sfondo, in lontananza, il profilo del Monte di Portofino.

E ancora vele bianche e spuma del mare e vento salmastro.

E questa dolcezza di Genova, quando la bella estate è sempre più vicina.

Verso l’orizzonte

Un soffio leggero di vento e il mare si increspa.
Il cielo è chiaro, limpido e terso, non una nuvola a turbare questa perfezione.
Le case posate sulla costa, la freschezza marina e una cornice di magnifica quiete.
Un gabbiano intrepido si libra nell’azzurro e una vela blu sospinta da favorevole brezza prende il largo, sotto il sole che brilla, verso l’orizzonte.

Merenda tra le barche

E così finalmente ecco il sole di maggio e i colori accesi della primavera davanti al mare di Corso Italia.
Una dolcezza ritrovata che sempre dona quiete al cuore.
Le vele, l’azzurro e quel lento dondolare.

E gli scogli, l’orizzonte da catturare, mentre certe barche restano in attesa di nuove partenze.

Alcun si dedicano alla pesca mentre un remo fende l’acqua e una barchetta turchese come quel mare prende il largo in un questa dolce tranquillità.

E qualcuno ne approfitta per far merenda, tra i ciottoli levigati dal salino e le barche tirate a riva.

Era un bella briciola sostanziosa e invitante, perfetta per un piccoletto così!

Mentre attorno c’era tutto questo azzurro di primavera e di Genova.

E certe candide vele si lasciavano condurre dalla brezza leggera.

E alcuni restavano lì, davanti al muretto, a scrutare le barche, i pescatori, il confine del mare e il cielo limpido.

Un attimo soltanto

È durato appena un attimo.
Il tempo di pochi respiri o di un refolo di vento, lo spazio di un battito.
E il cielo era lucente di sole e chiaro come sa essere nei giorni che precedono il tempo della primavera.
Di fronte a me il mare e Corso Italia.
E percorrendo una strada che conduce laggiù ho veduto una vela, una cornice di alberi e di ondeggianti fiori di mimosa.
Con questa dolcezza, un attimo soltanto.

Mare, vele e libertà

E poi il sole brillante rimbalza sul mare e fa luccicare l’acqua che si increspa appena.
Ed è blu, turchese, celeste e bianco di vele che sospinte da favorevoli venti prendono il largo verso mete sconosciute.
Il mare, da sempre e per sempre, è simbolo di assoluta libertà, con quell’orizzonte infinito del quale non si sa immaginare il confine.

E navigano le vele, leggere si inseguono e si alternano in una danza che pare non terminare mai.

Alcune si inchinano alla forza del vento e alla maestà del mare.

È un dono prezioso poter sentire la brezza marina, il salmastro che sfiora la pelle, la vita che richiama altra vita e altra bellezza.
Così incedono le vele, nell’avventura di una giornata lieta.

Maestose regine di un panorama armonioso e così lineare eppure unico.

Candide e chiare, come la spuma che si dissolve sui sassi quando le onde si frangono inquiete.

Così ho veduto queste vele, lievi sul mare davanti a Corso Italia, sospinte dal vento e dal desiderio di libertà.