I miei lettori abituali ricorderanno un mio nostalgico post, nel quale ricordavo le merende dell’infanzia, in estate.
Un panino con il salame sul prato, il prato del Mulino di Casanova, comune poco distante da Fontanigorda.
Beh, chiunque sia nato negli anni ’60 e ’70 e abbia trascorso l’infanzia da queste parti, certamente ricorderà quando si veniva qui, con le mamme e gli amichetti.
Si veniva in bicicletta, di pomeriggio.
E poi si rimaneva tutto il giorno, a giocare.
Ma cosa c’era al Mulino di tanto interessante?
L’ombra, uno spazio aperto dove correre in assoluta libertà.
E le panche di legno, le mamme si sistemavano lì, a fare la maglia e l’uncinetto.
Alberi, alberi infiniti dove giocare a rincorrersi e a nascondersi!
Al Mulino si organizzavano fantastiche cacce al tesoro, c’erano nascondigli a non finire!
E l’antico Mulino, riguardo al quale le prime notizie risalgono al 1622, anno nel quale i Doria, divenuti signori di Casanova, lo acquisirono dai Malaspina.
Un antico Mulino ad acqua, che nei secoli ha veduto molte stagioni e molte generazioni di contadini.
Venivamo qui, con la palla, la corda per saltare e le bambole.
Venivamo qui, con i pentolini di latta e la frutta e la verdura di plastica, quella che vendevano nelle buste al banco dei giocattoli sul mercato.
Sì, noi che siamo state bambine negli anni ’70, con i pentolini ci divertivamo un sacco! Arrivavo, mi sedevo per terra e li buttavo tutti in una buca che c’era nella terra, che meraviglia!
E poi giocavamo sui tavoli del Mulino, costruiti con le mole di pietra.
Un luogo che possiede la magia e l’incanto delle fiabe.
Un posto che per noi bambini ha sempre avuto un fascino particolare.
Venivamo qui, dove gorgogliano gioiose le acque del torrente Pescia.
Attenti a non scivolare sulle pietre!
Andate piano! Quante mamme hanno ripetuto infinite volte questa litania?
Venivamo qui e giocavamo con due bambini, che abitavano qui insieme ai loro genitori, che bambini fortunati a vivere in un posto incantato come questo!
Per me e per tutti noi, loro sono sempre stati e sempre saranno Marco del Mulino e la Caterina del Mulino, ora che ci penso li conosco da tutta la vita eppure credo di non aver mai saputo il loro cognome!
Il loro papà si curava del mulino e della splendida natura nel quale è immerso, mentre la loro mamma faceva per noi quegli splendidi panini con il salame, me li ricordo ancora!
Ora il Mulino non è più aperto ed accessibile a tutti.
Quei due bambini sono diventati grandi e mi hanno accolto al Mulino permettendomi di scattare queste immagini.
Beh, quando ho visto quello che un tempo era il bar, mi è sembrato di ritornare piccina, con le lire in mano, in coda, in attesa del mio turno, mi è sembrato di rivedere la loro mamma che sorridente accoglie i visitatori.
Cosa prendo per merenda? Ci sono anche le patatine, quelle con la sorpresa dentro!
No, voglio il panino, il panino con il salame!
Venivamo qui, dove c’è un ponte detto il Ponte Romano, anche se in realtà è medievale e venne costruito su ordine del Principe Gianandrea Doria, nel 1596.
Un ponte sul torrente Pescia, un ponte di pietra capace di suscitare molte suggestioni.
Un ponte risalente al Medioevo, che necessiterebbe di cure e attenzioni da chi è preposto alla tutela del bene comune, come sono da considerarsi opere così antiche giunte fino a noi.
Un bene prezioso, che andrebbe tutelato.
Un incanto per noi bambini, che fantasticavamo delle più strane vicende, quando ci trovavamo qui.
Questo c’era, nei luoghi della nostra infanzia, quando giocavamo con i sassi e con le foglie.
Quando la vita era una continua sorpresa e una scoperta.
Quando i nostri pomeriggi erano fatti di piccole conquiste e di avventure per noi spericolate.
Quando venivamo qui, al Mulino.
Grazie a Caterina e Marco per avermi fatto rivivere questo luogo, che è da sempre nel mio cuore.
E grazie alla loro famiglia, per averci regalato giornate spensierate su quei prati, i prati del Mulino.
E grazie per quei panini con il salame, i più buoni e deliziosi che abbia mai mangiato.



















Che luogo affascinante Miss Fletcher! Rapisce noi adulti, solo a vederlo nelle tue foto e con le tue spiegazioni, figuriamoci come potesse ammaliare voi bimbi, con tutto quello che di favoloso offriva alla vostra fantasia di monelli!
Davvero fiabesco ed incantevole.
Un abbraccio e buona domenica (caldissima già da ore!)
Susanna
E’ bellissimo il Mulino, un posto incantevole!
Fa caldo, Susanna, incredibilmente fa caldo anche qui.
Un bacione!
Sai, il mese scorso ho letto le fiabe di Straparola e devo dire che alcune in questi paesaggi ci starebbero davvero bene.
Che incanto.
Sì è proprio un posto da fiaba Chagall! Un abbraccio!
per adesso questo è uno dei luoghi più belli che ci hai presentato. O almeno, è quello che penso in questo momento.
E’ bello davvero, pensa per noi bambini cos’era giocare qui…
Miss, qui ci vuole un applauso sai? Immagini e parole fantastiche. E poi questo post, vuoi per i luoghi, vuoi per ciò che racconti, lo sento anche un pò mio. Emozionante. Brava Missorellina!
Grazie tesorina, sono contenta che ti sia piaciuto!
Un bacino!
Un posto strepitoso! Tutti noi abbiamo un luogo in cui ricordiamo di aver trascorso pomeriggi spensierati di gioco ma questo è davvero un incanto! Baci
E la merenda sui prati…qui, il panino con il salame! Che ricordi, Viv!
Baci a te!
m’hai fatto venir fame
E ci credo! Grazie del tuo commento, a presto!
Che posto meraviglioso!!!
Pensa per dei bambini che incanto!
Wowww! Certo che conosci proprio dei posti che dire meravigliosi è poco Miss!
Il mulino è incantevole, c’è poco da fare!
Ho gli occhi ancora sonnolenti dal pranzo e dai postumi del più bello dei weekend con la mia dolce metà. Vorrei addormentarmi sotto l’ombra di questi alberi e sonnecchiare al ritmico girare della ruota del mulino…
Ma che romanticismo, sarà felice la tua dolce metà!
Quanti ricordi sono riaffiorati! È vero i panini col salame ma anche la bottiglietta di gassosa, i dondoli di legno e le caprette e i girini nel Pescia…sono tornata bambina!
Che bello Anna, ne sono felice! Grazie di aver lasciato questo commento sul mio blog, buona serata a te.
Miss, le tue rievocazioni d’infanzia, è sempre un piacere leggerle…
Grazie caro!