Certi caruggi che partono dalla zona si affaccia verso il mare, da Via Gramsci verso Via Prè.
Certi caruggi un tempo frequentati dai marinai, da uomini con il respiro intriso di salsedine.
E che vai a farci, in posti così?
Nel mio romantico vagabondare per vicoli mi sono ritrovata qui, in Vico del Pozzetto.
E sì, qui con tutta probabilità un tempo c’era un pozzo.
Uno di quei caruggi talmente stretti che speri davvero che dall’altra parte non spunti nessuno, men che meno persone con pacchi ingombranti, per carità!
Uno di quei caruggi dove il sole stenta ad arrivare ma questo preludio d’inverno sta regalando a Genova giornate limpide e terse e allora la luce cade sui muri, persino in Vico del Pozzetto.
Sono prospettive complicate queste, sono altezze imprendibili.
E poi ombre e ancora luce e uno squarcio di cielo, così distante e chiaro, una vertigine di palazzi che si sfiorano.
E no, non ci si mette molto a percorrere questo vicolo che sbuca in Via Prè, oltrepassando quest’ultima si giunge in una piccola piazzetta, se così si può definire un spazio raccolto tra le case, questa è Piazzetta del Pozzetto.
E qui è tutto rinnovato e restaurato, qui ha sede una residenza studentesca.
E un tempo?
Beh, dopo aver consultato la mia Guida Pagano del 1926 posso dirvi che in quell’anno qui c’erano un paio di osterie, una persino con alloggio.
E quindi immagino una certa gioiosa confusione attorno a quei tavoli e in questo angolo di centro storico.
Certi caruggi e certe piazzette, non lontani dal mare.
E parrebbe non esserci una sola ragione al mondo per venire proprio qui, in questi vicoli a ridosso di Via Prè.
E’ che poi ti basta un istante, un solo istante.
In queste giornate dai cieli lucidi, certe geometrie armoniose e perfette puoi vederle solo qui, in queste piazzette non lontane dal mare.







Ciao Fletcher, una curiosità: ma quanto è stretto quel caruggio? La distanza fra i due muri arriva ai 2 metri?
Oh, sai che io misuro i caruggi con il metro e questo non l’ho misurato?
No, due metri direi proprio di no, è più stretto!
Ocioooo.. meno di 2 mt..
Mamma mia, fa quasi impressione. Chi soffre di claustrofobia non potrebbe passarci.
Stefy
Eh, in effetti non hai torto!
E a me piacciono da matti questi caruggi così stretti, si capisce vero?
Bacioni cara, grazie!
Il titolo da solo meriterebbe già un “Mi piace”… poi si guardano le foto e vien voglia di essere lì… a guardare quegli scampoli di cielo…
Eh, Tiptoe, lo sapevo che avresti apprezzato!
Grazie, un abbraccio a te!
Mi sa che ce lo devo proprio portare mio figlio all’acquario di Genova… e si, devo proprio! 😉
Ecco, però non fare come quei visitatori che vengono qui per l’Acquario, vedono solo quello e si perdono tutta la magia di Genova e della città vecchia.
E’ un peccato, l’incanto di Genova è nei suoi caruggi, nelle magie del suo centro storico.
Ti aspetto, eh?
Buona giornata a te!
Non ci penso nemmeno… e in ogni caso ho un amico genovese doc che me lo impedirebbe:-)
A presto!
Brava Bisus, così si fa 😉
Mamma mia quel caruggio è davvero claustrofobico! E quei puntelli tra una casa e l’altra? Sembra quasi debbano impedire ai muri di schiacciare l’incauto passante…
Bacione 🙂
Ah, ma queste case ci sono tempo immemore, sono bellissime!
Vada per la piazza, dai…è un po’ più ampia!
Bacioni a te Viv!
Che belle prospettive Miss! Certo che non bisogna essere claustrofobici 😉
Già, meglio di no! Come mi piacciono questi caruggi così stretti!
Ciao Sandra, grazie!
Dubito di riuscire a passare da lì, vista la mia mole ahahah 😀
Credo di essere improvvisamente claustrofobico in effetti! Cercavo il blu del cielo…
E infatti guarda in su, eccolo lì!
Adoro il cielo cobaldo che appare tra le sagome dei tetti stretti dei vicoli… non conoscevo questo vicoletto del Pozzetto… decisamente stretto!!!
Ah, anch’io lo adoro! Ieri pomeriggio mi sono scatenata, cara Miss Meletta, un cielo incredibile!
Senso di soffocamento!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi stai dicendo che non vuoi venire in Vico del Pozzetto con me?!
Orpa Miss Fletcher ma.. sai che provo un senso di eccessiva vicinanza? Caspiterina se è stretto sto Vico del Pozzetto. Uhmmm mi sa che non ci passo e rimango incastrata 🙂
Un baciotto Susanna
Haha, speriamo di no!
Sì, comunque è veramente stretto, meraviglia!
Un bacione Susanna!
Questi vicoli così stretti, per secoli sono stati una caratteristica necessaria per difendersi, quando la città veniva attaccata dai nemici, questi potevano passare in fila indiana.
Era una delle possibilità che veniva sfruttata dai genovesi, poi bisogna tenere conto del vento, che a Genova ancora oggi si fà sentire.
La città attraverso questo labirinto di strade era al sicuro.
Erano altri tempi, quando passate in questi vicoli, provate ad immagginare di trovarvi nel medioevo, magari durante un’invasione dei turchi, con le loro scimitarre che lucicano al sole, incutendo il terrore nelle persone, che chiuse nelle case si difendono buttando olio bollente e mobilia dalle finestre, rendendo quei vicoli stretti, inaccessibili.
Eugenio
Saggi e astuti i nostri antenati, caro Eugenio!
Grazie di aver reso questo vivido quadro del nostro passato, un bellissimo commento il tuo!
Ti abbraccio!
Miss, che penserà il blu del cielo, di quelle ristrettezze?
Come vedi trova il modo di lasciarsi ammirare!