Ritornano su queste pagine le parole di Francesco Dufour tratte dal suo prezioso diario.
Nella casa della celebre famiglia genovese si dava molta importanza allo sport, a proposito delle varie attività praticate il nostro amico ci ha lasciato i suoi particolari ricordi e naturalmente non mancano gli incidenti di percorso, la lettura di queste memorie è sempre a suo modo sorprendente.
Mica era tutto semplice, eh?
Anche dedicarsi allo sci poteva presentare imprevisti e inconvenienti, leggete un po’ qua!
Val Ferret – foto di proprietà di Marco Kanobelj
Mi sono accostato agli sci la prima volta a Claviére.
Allora non c’erano scarpe da sci, avevo delle scarpe da soldato con sotto le bullette, non tenevano né l’acqua né il freddo.
Arrivato a destinazione andai in un negozio dove affittavano gli sci, questi avevano nel centro una lamina di ferro dolce che lo attraversava trasversalmente.
Posero lo sci su un’incudine e a forza di martellate adattarono la lamina alla scarpa.
Una cinghietta teneva l’attacco ma lo sci andava per conto suo.
Appena uscito dal negozio ad uno sci si spezzò la punta nella curva, questo sci era fatto di legno da casse.
Qualche volta con Antioco, Pietro e Pio siamo andato al Sassello e alla Bocchetta.
Una volta un oste in questa località mi inviò questa cartolina: “Come d’accordo, neve abbondante.”
Val Ferret – Foto di proprietà di Cesare Lombardo
Papà era un gran cultore dello sport che riteneva utilissimo per la salute.
Tutti abbiamo imparato l’equitazione da ragazzini frequentando i corsi del Collegio Calasanzio a Cornigliano.
Papà fece costruire il tennis a Cornigliano prima dell’altra guerra, venne a tracciare le righe Gigetto Drago, vecchio maestro e vecchia gloria.
Allora questo gioco era cosa per tutti nuova, si credeva che tutto consistesse nel tenere la palla in gioco il più a lungo possibile, erano ignorati i colpi tesi.
Quando si andava a giocare si portava sul campo una cassa con quattro racchette e alcune paia di scarpe, erano di pelle, solo con il tacco più largo e basso.
Il Campo da Tennis di Fontanigorda
Anche a Sestri papà fece costruire il tennis.
Venne a tracciarlo di nuovo Gigetto Drago, in questa occasione avvenne un fatto curioso.
Noi avevamo un libro con un disegno che mostrava come geometricamente si potevano fare gli angoli del grande rettangolo.
Si trattava di far coincidere degli archetti partendo dalla linea mediana.
Abbiamo lavorato tutta la mattina senza pervenire ad un risultato, il rettangolo restava sempre storto.
Solo molto tardi ci accorgemmo che una delle due rotelle metriche che avevamo invece di 20 metri misurava 18.
Papà ci facilitò sempre la pratica degli sport, riguardo all’equitazione diceva: “È bene imparare… se si dovesse scappare!”
Non ci permise mai di imparare la scherma perché temeva che la pratica delle armi ci rendesse audaci nell’accettare o nel proporre un duello.
In realtà alla nostra epoca il duello era quasi scomparso.
Casa del Romano
Ditelo, non ci avevate mai pensato all’eventualità di dover tracciare le righe per il campo da tennis, vero? Neppure io, devo dirlo!
Cose d’altri tempi, in ogni caso allora il duello era quasi scomparso ma questa è un’altra storia, un altro paragrafo di questo diario entusiasmante.




Affascinante!
Un bacione!
Questo diario è sempre pieno di sorprese! Un bacione a te cara!
Che bello Miss Fletcher! Ed anche se decisamente “all’avanguardia” rispetto a ciò che ho letto qui, con grande interesse, non ho potuto fare a meno di ricordare quando da bimba si usavano gli sci pesanti, lunghissimi e tenuti uniti al piede da un cinturino di cuoio. Ma anche alle scomodissime racchette da tennis con cui giocava il mio papà da ragazzo. Anch’esse molto pesanti: gomito del tennista assicurato!
Un abbraccio e buon inizio di settimana
Susanna
Eh sì, cara adesso gli sportivi sono abituati a ben altre comodità.
Un bacione a te Susanna, buona settimana!
Gigetto Drago che traccia le righe… meraviglioso! Queste memorie non deludono mai 🙂 buon lunedì, cara!
Vero? Ci sono particolari interessantissimi su queste pagine e lo spunto per un sorriso non manca mai.
Un bacione a te Viv, grazie.
Aria pura!
Freschissima! Grazie Simone, buona giornata a te.
Ecco, io non avrei potuto scappare, né con gli sci, né a cavallo. Però nell’eventualità di un duello me la sarei cavata: la scherma è l’unico sport che ho praticato seriamente. Per fortuna poi è arrivato il pianoforte e la mia vita è cambiata…
Ah: e anche nel caso delle righe per il campo da tennis avrei fatto una figura “barbina” (ho in mente da tempo di raccontare le mie disavventure con il disegno tecnico…).
Buona settimana, Miss, e grazie di queste pagine 🙂
Cara, sei in buona compagnia, anche io non so sciare e neanche andare a cavallo!
E a tennis ho giocato per un paio d’anni da ragazzina e non faceva per me… invece apprendo che tu hai fatto scherma, brava, che sorpresa.
Un bacione a te Tiptoe, buona giornata.
Che incubo la settimana bianca con tre bimbi! Mica è il mare, casa dei nonni in maremma , costumino e canottiera!
La montagna un incubo!
Sembrava un lavoro, a me……x loro meravigliosa vacanza!
…..ma quante comodità rispetto a quegli sci di legno, alle racchette da tennis pesanti come macigni!
Che meraviglia questo diario!
Emanuela
Hahaha, mi fai troppo ridere Emanuela, gioie e dolori delle famiglie numerose, in effetti immagino che 3 bambini in montagna siano molto impegnativi.
Un bacione a te, buona serata!
O sciou Checco ou l’è un piounê di sport d’élite sci teni cavallou e spâ comme toutti i nobili e aristoucratici d’alloua con i mezzi e i vestî desandiê che ghea….basta pensâ cou l”hà sciou con doui bacchi che se roumpian asci….dagghia sciou Checcou e Olimpiadi invernali t’aspetan 😊 Ciaou Miss un grande abbrasso!
Haha, Pino sei sempre mitico tu!
Questo diario poi è fantastico, riserva sempre belle sorprese.
Un abbraccio caro, grazie!
Quanto amo quest’uomo e i suoi diari! Saggio il padre a non avviarli alla scherma. In effetti la tentazione dei duelli può essere pericolosa…
Vero? Magnifico questo diario, ogni pagina è una perla!
Ciao Miss! Qualcuno che legge sa chi fosse Gigetto Drago?? Baci e a presto, raf
Raf, cara! Chiediamo all’altro zio? Bacioni a te, amica, grazie!
Mmmmmmm….. l’altro zio è troppo giovane, ma glielo chiederò! Chissà, magari invece lo sa.. Ti saprò dire! Baci, raf
Ecco, grazie cara, magari lui è informato, sono curiosa anch’io, intanto provo a chiedere ad Eugenio! Un bacione!
Consultando un mio vecchio libro sullo sport del 1931, ho trovato un certo Drago Dario che aveva la carica di Segretario e Cassiere dell’Associazione Tennis Lido, può darsi che Gigetto fosse un sopranome.
Nel libro sono citati Dufour R., Dufour A., e Dufour M., tutti e tre giocavano nella III categoria della Tennis Lido.
Eugenio
Ah, grande Eugenio, custode prezioso delle memorie della città, sei veramente unico, Raffaella sarà felice di leggere la tua risposta.
Un abbraccio!
Ciao Miss e ciao Eugenio! Altroché Google!!! Prezioso Eugenio, ti ringrazio molto…questo Gigetto Drago mi aveva incuriosito come una scimmia… Baxi, raf
Hai visto Raf? Stavo per mandarti un SMS per avvisarti ma sei arrivata subito! Eugenio è un grande, ero certa che ci avrebbe aiutate. Un abbraccio a te!
Miss, sono sempre piacevoli i capitoli di questo Diario…
Eh sì, è un diario speciale!