Pare che siano note a tutti, a Genova, le gesta del Serronetto.
E voi le conoscete? Le narra con dovizia di particolari il rimpianto Michelangelo Dolcino che ci ha lasciato indimenticabili ritratti di certi genovesi del passato.
E dunque, veniamo al nostro protagonista della scena genovese di inizio ‘700, il Serronetto è un malfattore della peggior specie e non manca di una certa astuzia.
E sapete dove se ne sta tutto il giorno?
Eccolo lì, appoggiato alla porta della Cattedrale, in questo luogo sacro anche un tipaccio come lui può garantirsi l’immunità.
Il suo bersaglio preferito sono le guardie e i rappresentanti dell’ autorità, è lesto e arrogante questo figlio di Genova, appena vede qualcuno che possa fare al caso suo si getta di gran carriera giù dai gradini della cattedrale e mette in scena un repertorio di beffe davvero notevole!
E dopo aver compiuto una delle sue solite imprese naturalmente se ne torna al sicuro, all’ombra della stupefacente bellezza di San Lorenzo.
Si dice che dai gradini della Cattedrale non si faccia scrupoli, lo hanno visto prendere a sassate delle povere guardie ed è stato sempre lui ad aver aiutato nella fuga un camallo che era stato imprigionato per una faccenda di tabacco.
Corre di bocca in bocca la fama delle gesta del Serronetto, di lui si interessa persino il Serenissimo Doge.
Nulla da fare, il nostro continua con le sue tracotanze ma giunge poi anche per lui un giorno sfortunato: le guardie lo acciuffano, il destino del Serronetto pare segnato.

Arriva la condanna ed è durissima: ben dieci lunghi anni.
E tuttavia il nostro non si arrende, pare che sia riuscito a svignarsela dalla galea capitana sulla quale era imbarcato.
Ha inizio una lunga caccia, alla fine lo trovano ancora una volta in un luogo sacro, nella chiesa degli Incrociati.
Il nostro incauto malfattore pensa di essere al sicuro, non sa che un forzato non può godere dell’immunità e così viene nuovamente arrestato.
Terminano in questa maniera le vicende note del temibile Serronetto, chissà se poi è tornato a far parlar di sé.
Lo conoscono tutti a Genova, è colui che se ne stava sempre là, sui gradini della Cattedrale.



Perdonami ma questo Serronetto mi fa sorridere, pare che giochi a “rialzo”…bellissimo il portale e la facciata della Cattedrale. Buona giornata 🙂
E hai ragione, che personaggio Viv!
Grazie cara, un bacione a te!
Un personaggio simpatico,nonostante tutto !! Ciao Miss e buon primo Aprile.
Che storie si trovano, cara Orietta! Grazie buon primo aprile a te!
Questo tuo articolo mi fa sorgere una domanda… l’immunità per chi si trova in luoghi sacri esiste ancora?
No, non esiste più da molto tempo!
Io non ne sapevo niente! Ma grazie per le splendide foto 🙂
Grazie a te Paola, buona serata!
Ah un gran bel birbante, questo personaggio!
E splendida la Cattedrale di san Lorenzo, cara Miss Fletcher
Un abbraccio Susanna
Una storia che meritava di essere raccontata!
Un bacione cara, grazie!
Un Vero delinquente, ma mi è simpatico. Uno che prende a sassate le guardie è un temerario, ma non poteva che finire in galera
Sì, non è certo una figura edificante, però il quadro d’insieme è decisamente singolare! Grazie Katia, un bacione!
Miss, considerando i delinquenti di oggi, io sto centomila volte con Serronetto, che.godendo dell’immunità delle scale di San Lorenzo, si beffava delle guardie!
Sergio, è una storia ben strana questa, è vero? Cose particolari di un altro tempo! Buongiorno a te!