Seguendo la luce in Piazza della Posta Vecchia, in quei caruggi che spesso attraverso.
E narra come sempre il mio amatissimo Amedeo Pescio che qui un tempo c’erano gli uffici postali, la loro sede rimase in questa piazza fino al 1826 ed era tutto un via vai di lettere con calligrafie fitte, saluti affettuosi e anche segreti nascosti, certo.
Là, in Piazza della Posta Vecchia.
La luce, in queste piazzette di vicoli, arriva improvvisa e a volte rimane per qualche istante.
E trova drappi rossi sospesi a mezz’aria, tavolini e un ombrellone a regalare ombra agli avventori.
E intanto la luce sfiora gli antichi portoni di edifici nobiliari e accarezza guizzanti creature marine.
E ancora disegna le prospettive, si insinua tra le case, fa brillare gloriosa una striscia di azzurro.
Ed è la bellezza di Genova questa, così semplice e naturale.
All’improvviso ti sorprende e se ti fa innamorare non la dimentichi più.
Là, in Posta Vecchia, dove su un antico portone sono scolpiti il trigramma di Cristo e il monogramma della Vergine Maria, sotto a una corona di raffinata bellezza.
E a un angolo della piazza, alzate gli occhi.
Le figure di due agnelli, stemmi abrasi, le tracce di antiche glorie passate.
Io quando vado nei caruggi passo spesso in questi luoghi.
Scendo giù da Via Garibaldi, attraverso la Maddalena, a volte mi fermo in alcuni negozietti, magari finisco pure per prendermi una striscia di focaccia.
E poi cammino, seguendo la luce che disegna linee e contorni, in un incantevole gioco di colori e contrasti.
È la luce dei caruggi di Genova, sotto lo splendore del cielo incorniciato dai palazzi di Piazza della Posta Vecchia.








Ciao Miss! Che stupende foto!! E quei triangoli rossi sospesi … grazie. Bacio, raf
Sì, quella luce, quel rosso e i caruggi, una meraviglia!
Un bacio grande Raf, grazie.
Confermo: se te ne innamori, non la dimentichi più…
Buona settimana, Miss 🙂
Eh sì <3 Buona giornata cara!
Buongiorno
Ma che gioia! Tre o quatto volte alla settimana sono lì e certe prospettive sfuggono.
C’è anche una mano che indica, se non ricordo male, la proprietà pubblica.
Grazie per averle evidenziate.
Devo ricordarmi di osservare invece che passare frettolosamente.
Buona giornata
Elvezio
Buongiorno Elvezio, so bene che alcuni giorni alla settimana si reca alla Compagna, ci sono passata insieme ad Isabella per fare alcune foto, decisamente i singoli palazzi meritano un articolo a parte, di sicuro li scriverò.
Sì, c’è anche la mano, grazie della precisazione sul suo significato, un caro saluto e buona giornata.
Miss, bello lo schiaffo di luce in Piazza della Posta Vecchia… fa quasi pensare che, ai tempi, la posta potesse essere consegnata alla velocità della luce…
Grandissimo Sergio, con i giochi di parole non ti batte nessuno, sei unico!
i tuoi particolari silenziosi ci piacciono sempre
Grazie di cuore <3
Quei drappi rossi fanno la differenza, direi! E quei battenti sono per me una piccola passioncella, ricordo che avevi dedicato un post ai battenti tempo fa…
Buon lunedì cara, un bacione 😘
Sì, rendono tutto ancora più bello!
Il battente è già comparso qui sul blog ma è un piccolo capolavoro e quindi eccolo qui.
Buona giornata, cara, un bacione a te!
Cara Miss, a Genova sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Battenti, portoni, portali, finestre, nicchie … bisognerebbe girare il centro storico a passo di lumaca. Meno male che ci sei tu, che un po’ lo fai per noi 🙂
Vero, i dettagli fanno proprio tutta la differenza!
Grazie Paola, buona giornata a te!
In riferimento al braccio inserito nell’angolo, ricordo che trovandomi in quella piazza circa vent’anni orsono con un grandissimo amico e studioso che era Riccardo Dellepiane, mi disse che si trattava dell’indicazione per arrivare nel luogo dove era conservato il braccio di S. Lorenzo, e ne aveva trovato traccia nei documenti presso l’archivio di Stato.
Probabilmente le note di questo ritrovamento si trovano nei 40 volumi da lui scritti e conservati dal figlio.
Riccardo nella sua vita riuscì a consultare oltre tremila filze della Finanza scoprendo notizie storiche importantissime.
Frequentavamo l’archivio insieme, mentre tutte le domeniche riuniva molti amici: Aldo Agosto, il Generale Panzera, Siro Dodero io ed altri cari amici, e dopo il caffè ci raccontava delle notizie trovate durante la settimana.
Eugenio
Che meraviglia Eugenio, quanta emozione in queste scoperte di dettagli sconosciuti ai più.
Grazie di averlo scritto qui, un grande abbraccio a te!