Il suo sguardo inquieto non conosce incertezza ed esitazioni.
Lei è una ragazza dai folti capelli, ha labbra carnose, tratti decisi, è una giovane bellissima e fiera.
Fremente, nella sua misteriosa distanza.
Cavalca sicura il suo possente destriero che la conduce verso ineluttabile destino.
Fugge rapido e audace il cavallo, è una creatura indomita e selvaggia, non esiste maniera per trattenerlo.
Fugge, il rumore dei suoi zoccoli risuona e rimbomba con un ritmo cadenzato.
E vento potente scompiglia e smuove le vesti, sfiora e accarezza la pelle liscia.
È una lotta senza pari tra la luce e l’ombra, tra la chiarezza e l’oscurità di ciò che è incomprensibile.
Questo è il monumento funebre scolpito da Ettore Sclavi per la famiglia Scala, risale al 1913 ed è collocato in una delle gallerie frontali nel Porticato Inferiore del Cimitero Monumentale di Staglieno.
All’epoca venne considerato piuttosto particolare, era in quegli anni l’unico cavallo presente a Staglieno e data la vastità del nostro Cimitero Monumentale non saprei dirvi se l’opera di Sclavi mantenga ancora questo particolare primato.
E potrebbe capitarvi di ammirare questo monumento nell’istante in cui il sole si insinua nella galleria illuminando le braccia forti della fanciulla, il suo manto, il suo compagno di viaggio.
E lei, la ragazza che non conosce esitazioni, regge in una mano una falce con la quale recide teneri fiori.
Lei è la morte che giunge in sella al suo destriero.
Sul basamento, dietro ad alcune altre croci, leggerete queste parole: la morte vince.
E corre a perdifiato, senza mai fermarsi.
Perfetta nella sua terrena venustà, suadente e vibrante nella sua gloriosa giovinezza.
Nel tempo che svanisce davanti a quel suo sguardo inquieto.









Questo monumento è davvero singolare… non so dirti se l’avrei scelto per i miei cari o per me ma è sicuramente di forte impatto visivo.
Buona giornata cara!
Sì, sono d’accordo con te, è strano che si scelgano sculture inquietanti, gli angeli eterei esprimono un diverso sentire.
Davvero però questo monumento è molto scenografico, passo sempre ad ammirarlo.
Grazie Viv, un bacione a te.
Miss, stupenda e formosa, da far risuscitare i morti…
Chissà chi era la modella che posò per questo capolavoro, davvero bellissima.
bellissima quest’anima che simbolicamente cavalca libera dal corpo…così io la interpreto, magari sbagliando
Sì, è bellissima. Siccome tiene la falce direi che ci sono pochi dubbi sulla sua identità, è comunque ammaliante come figura.
Grazie Daniela, buona giornata.
già…ma è troppo bella per raffigurare la morte
Miss il titolo del tuo post mi faceva riflettere sull’ inquietudine che leggo quotidianamente nei nostri fragili sguardi …… Ma l’ immagine del monumento mi riporta alle parole di De Andre’ nel suo recitativo “…sappiate che la morte vi sorveglia,
gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il grano guarda il villano, finchè non sia maturo per la falce”
Il recitativo è una cosa da brividi, brividi veri che poche cose al mondo sanno suscitare.
Grazie cara, buona serata.
Quando la guardo mi risuona in testa “La cavalcata delle Valchirie”
Associazione perfetta, cara Eliana.
ci sono statue così vive che pulsano di bellezza, passandoci accanto sembra quasi di sentirne il respiro.
Bellissime le tue immagini, sai sempre valorizzare al meglio ogni singolo particolare 😉
Grazie Max, sei sempre gentile!
Ma come fai, cara Miss Fletcher, ad avere questi appuntamenti speciali con la luce?Eccezionale è dir poco. Un abbraccio Susanna
Cara, la luce è davvero la magia capace di mutare tutto.
Grazie Susanna, un bacio a te.
Inquietante e imponente …e di straordinaria bellezza.
Sì, è magnifica, hai ragione.
Esprime davvero una gran forza questo monumento. Colpisce
Sì, è molto di effetto!
Sono per chi riposa, ma questi capolavori sono vivi! Respirano
Hai ragione, è così.