Una cartolina per Nelly

Una cartolina romantica, scelta da mani affettuose e gentili.
Viaggiò in un giorno di primavera, si legge infatti una data precisa: 11 Aprile 1900.
Quanti anni sono trascorsi da allora, quante vite e quanti destini si sono intrecciati per poi disciogliersi!
La cartolina compì un viaggio piuttosto breve, fu infatti spedita da Genova: la destinataria era una certa esimia signorina Nelly e l’indirizzo sul retro della cartolina ci svela che lei si trovava presso l’Educatorio delle Suore Marcelline nel quartiere di Albaro.
Quella garbata calligrafia così precisa e armoniosa ha davvero attirato la mia attenzione: saper scrivere a quella maniera è oggi una vera rarità come del resto è piuttosto insolito imbattersi in una fanciulla di nome Nelly, sono davvero cose di altri tempi!
Di Nelly poi, non so dirvi davvero nulla, non so immaginare se si trattasse di una bimba o di una giovane ragazza.
A lei scrive un certo Fausto e le manda un semplice bacio: io credo che costui potrebbe essere semplicemente un fratello o un parente, non penso che la cartolina sia stata scritta da un innamorato, del resto correva l’anno 1900 e Nelly si trovava dalle Suore, da qui la mia deduzione.
Trovo molto bella questa cartolina nella quale si ammira uno scorcio della passeggiata di Nervi: il mare azzurro, le rocce, un panorama rasserenante così dipinto e in parte incorniciato da fiori odorosi.
Un’armoniosa preziosità destinata a una persona cara, un ricordo di Nervi: una cartolina per Nelly.

Ancora il mio piccolo amico

Oh, chi l’avrebbe mai detto!
La settimana scorsa il caso mi ha regalato un fortunato incontro con un piccolo amico che se ne stava un po’ nascosto tra le foglie: gli ho detto arrivederci ma non pensavo di incontrarlo di nuovo così presto!
E invece, sabato mattina, nella luce calda d’estate ecco ancora il piccoletto, nel medesimo luogo, si vede che è una zona che a lui piace!

Quel dolce capriolo banchettava nell’erba.

Tranquillo, solitario e senza pensieri.

E mi perdonerete se indugio sulla sua indiscutibile bellezza: una delle gioie di questi posti è ammirare la natura, le sue meraviglie e i suoi magnifici abitanti.

E poi questa volta il mio piccolo amico è stato ancor più generoso: è rimasto lì a poca distanza, senza scomporsi!

A differenza del nostro primo incontro in questo caso sono proprio certa che anche lui mi abbia vista: ci siamo proprio guardati e si vede che evidentemente non ho un aspetto che incute timore e non posso che esserne contenta.

Dal sole il piccoletto si spostato al riparo della confortevole ombra.

Poi, come prevedibile, ha preso la via del bosco, alla scoperta di quei luoghi segreti che lui conosce così bene.

Ci siamo salutati ma io lo so che presto ci rivedremo e sarà, ancora una volta, una bellissima emozione.
Ciao piccolo amico capriolo, alla prossima!

Un passato imperfetto

“Londra è ormai per me una città di fantasmi e io sono uno di loro. Ovunque vada, ogni strada, ogni piazza, ogni viale, mi parlano all’orecchio di un’altra età della mia vita. Mi basta fare due passi a Chelsea o Kensington per ritrovarmi davanti a qualche casa che un tempo mi ospitò e dove oggi sarei un perfetto sconosciuto.”

Così si apre il sipario sulla vicenda squisitamente british del romanzo Un passato imperfetto pubblicato da Beat Edizioni e scritto da Julian Fellowes, Premio Oscar per la sceneggiatura con Gosford Park e autore di Dowtown Abbey.
La storia si dipana tra un presente da decifrare e un passato non troppo distante che ancora racchiude segreti da svelare.
Il narratore della vicenda è uno scrittore che un giorno riceve una lettera inaspettata da Damian Baxter, un amico di gioventù con il quale negli anni ‘60 ha condiviso i giorni di Cambridge e di una giovinezza particolarmente mondana.
Damian non può vantare origini aristocratiche ma ha sempre avuto un particolare ascendente sulle ragazze dell’alta società e il suo amico ben si ricorda le sue molte avventure.
Damian è ora un uomo di successo e possiede un’immensa fortuna, tuttavia è gravemente malato e gli resta poco da vivere: per questa ragione, a distanza di molti anni, rintraccia il suo antico compagno di gioventù e gli chiede di aiutarlo a scavare in quel suo passato imperfetto.
Grazie a una missiva anonima, infatti, Damian Baxter sospetta che, in qualche parte del mondo, una delle ragazze che un tempo frequentava potrebbe aver dato alla luce un erede al quale Damian vorrebbe lasciare il suo patrimonio: ecco il compito dello scrittore, sarà lui a dover ritrovare quel figlio sconosciuto.
Seguiamo così il protagonista mentre riannoda i fili di lontane passioni amorose in cerca di una verità che non è affatto scontata.

Un passato imperfetto è un romanzo ricco e affollato di vicende e personaggi, Fellowes indugia con piacere in quelle arguzie tipicamente britanniche, in quello stile raffinato e sottile che lo rende un maestro nel delineare pregi e difetti di una certa upper class ferocemente ritratta con le sue manie e le sue idiosincrasie.
In questo romanzo così deliziosamente inglese ho apprezzato in maniera particolare il garbo, l’atmosfera e questa talentuosa leggerezza nel delineare le caratteristiche della buona società.
Sempre, con lievità, si coglie una nota di rimpianto e di nostalgia: non solo per la giovinezza lontana e per le occasioni perdute ma anche per un tempo più gentile e promettente, meno confusionario e caotico.
Qua e là, tra un episodio e l’altro, l’autore ci regala inoltre certe sue brevi divagazioni sullo stile, sulla moda e sulle buone maniere e non manca mai un particolare senso dell’ironia.
Un passato imperfetto è una lettura scorrevole che vi consiglio, se volete poi conoscere un’altra opinione in merito qui trovate la recensione della mia amica Stravagaria che sul suo blog ha inoltre già proposto altri celebri romanzi di Julian Fellowes.
A voi scoprire come culminerà la vicenda di Damian Baxter, in un romanzo che ha come sottofondo la musica degli anni ‘60 e la gioia di quegli anni, come scenario le strade di Londra e della campagna inglese, mentre certi cuori battono invariabilmente seguendo il ritmo della nostalgia.

“Esiste da qualche parte una religione secondo la quale si muore due volte: la seconda è quando anche l’ultima persona che ti conosceva se ne va e non rimane più nessuno sulla terra che si ricordi di te.”

Un timido capriolo

È successo l’altro giorno, a poca distanza dalla mia casa qui a Fontanigorda.
Lui se ne andava in giro da solo, stava là nascosto tra certi alberi, in un tratto piuttosto scosceso ma certo per lui non è un problema, il capriolo si destreggia senza difficoltà in certi luoghi impervi.
E poi, ad un tratto, è sbucato tra i rami.

A differenza dei daini che in genere fuggono subito velocissimi, questo capriolo è rimasto un po’ fermo, a distanza di sicurezza, quasi intimidito e perplesso.
Eh, non so dirvi se mi abbia vista, magari non è riuscito bene a distinguermi e questa è la ragione della sua calma.

Poi ha voltato il capo verso il vicino corso d’acqua, un posto molto interessante per lui!

È stato cortese, mi ha concesso il tempo per ammirarlo e per scattare queste fotografie e di questo gli sono molto grata: arrivederci piccolo capriolo, a presto!

Care e amate rondini

Care e amate rondini, nel tempo d’estate non mancano mai di allietare le calde giornate di Fontanigorda, le rondini abitano sotto i tetti e ci rallegrano con le loro esibizioni nel cielo limpido della campagna.
E poi si posano, sui fili lassù.
Aggraziate, eleganti e insostituibili.

Allegre e vivaci, care piccole preziosissime rondini.

Le più piccine poi a poco a poco imparano le cose del mondo e del cielo.

Senza paura guardano lontano e scrutano un albero, un prato, un orizzonte da raggiungere.

Si libreranno nell’azzurro, poi si poseranno ancora e ancora si leveranno alte in un’eterna danza che è il ritmo e la bellezza della vita.

Care e amate rondini, ritrovarvi è sempre gioia e felicità assoluta.

Sulla spiaggia di Santa Margherita Ligure

Partiamo, felici e spensierati, per un nuovo viaggio nel tempo che ci condurrà alla nostra meta, una località incantevole sulla riviera di Levante.
In una dolcezza di profumi fragranti e di colori vivaci così si mostra la bella Santa Margherita Ligure, molte delle sue case sono dimore di pescatori che ogni giorno sfidano il mare e le onde e gettano giù le reti per poi tirarle su cariche di pesci.
Il sole brilla, in questo tempo distante, con la sua luce rischiara le case che si affacciano sulla spiaggia.

Ci sono le barche tirate a riva, c’è un piccolo carretto lasciato lì sui sassi, una tettoia ripara questi bagnanti perché la calura si fa sentire qui sulla riviera.
È una spiaggia che non sapremmo immaginare in questa maniera, eppure, ancora una volta, restiamo ad osservare il tempo perduto con sguardo incantato.

E c’è chi prende il largo su una barchetta e chi invece si avventura con una piccola canoa mentre alcuni aspettano solo il momento opportuno per tuffarsi nel blu!

Il tempo scorre e i luoghi mutano, eppure in un certo modo tutto pare conservare il proprio passato, mentre l’onda lenta lambisce la riva.

Così si svela, in una cartolina del passato, la spiaggia dell’Hotel Belle Vue di Santa Margherita Liguria, nella magnifica dolcezza della riviera.

Chiesa del Sacro Cuore e San Giacomo: la Cappella di San Giacomo Maggiore

Se anche voi avrete occasione di entrare nella Chiesa del Sacro Cuore e San Giacomo di Carignano soffermatevi ad ammirare una delle opere conservate in questa bella chiesa genovese.
Al termine della navata sinistra, in una sorprendente armonia di colori vivaci, si trova la Cappella di San Giacomo Maggiore.

Una legenda esplica ai visitatori alcuni dettagli relativi all’opera: l’altare risale al 1933 ed è decorato con intarsi marmorei e mosaici.
La statua lignea fu realizzata su disegno dell’artista Mattia Traverso, San Giacomo regge con una mano le sacre scritture ed è così effigiato mentre evangelizza il popolo.
Entrando in questa chiesa colpisce ed attira la potenza impressa in quel gesto, San Giacomo richiama i fedeli e quella sua forte vitalità ha catturato la mia attenzione.

Nello stupore assoluto che riserva questa chiesa, in un gioco di vetrate, affreschi e sfumature nel quale nulla è lasciato al caso.

E lassù un tono acceso di blu e la grazia di certi angeli.

Con questa potenza, con questa fermezza di fede che in un gesto racchiude mille parole, San Giacomo pare rivolgersi a chi lo osserva per svelare amorevole la grandezza della Parola di Dio.

In una mistica suggestione, mentre sullo sfondo rifulge la luce degli angeli, questa è la suggestiva rappresentazione di San Giacomo Maggiore.

Il primo giorno di una nuova estate

Il primo giorno di una nuova estate arriva leggero e gentile.
Ci si lascia alle spalle un tempo incerto e davanti, luminosa e bella, ci attendono i mesi del sole.
Il primo giorno d’estate porta, in genere, progetti di svago, di mete da raggiungere, di un tempo più lento di cui godere, di una dolcezza unica da assaporare.
Ed è una tiepida pigrizia, un nuovo inizio e un nuovo spirito.
Il primo giorno d’estate, qui in Val Trebbia, ha in sottofondo il canto di uccellini a volte fin troppo mattinieri che cinguettano sul tetto e serate chiare e sole che si getta nei monti.
E davanti a certe case ci sono boccioli e petali di rose e ciotole colme di fiori e tutto sboccia e rinasce, ancora una volta.
E così è arrivato, il primo giorno di una stagione nuova: benvenuta, cara e bella estate!

Dieci anni con voi, buon compleanno Dear Miss Fletcher!

Era il 19 giugno.
Era il 19 giugno e da allora sono trascorsi giorni e mesi, talmente tanti che ne sono stupita pure io: oggi questo blog compie ben 10 anni, è un giorno davvero importante!
E così sono qui a festeggiarlo con voi che mi seguite nei miei giretti per caruggi, nei miei viaggi indietro nel tempo, nelle mie passeggiate nella mia amata Fontanigorda e nei luoghi che piacciono a me.
Grazie a tutti voi per la vostra presenza e per i vostri entusiasmi, è bello condividere questa esperienza con lettori speciali come voi.
Tra le margherite ondeggianti in questo tempo di giugno, buon compleanno Dear Miss Fletcher!

Lampone e mirtillo

È un terrazzino di Fontanigorda, lì accanto c’è una finestra.
È un terrazzino di Fontanigorda, nel cuore del paese, lì vicino ci sono una fontana, un amato muretto, un albero dove abitano certi uccellini ciarlieri e altri terrazzini e altre finestre.
In un giorno d’estate ho ritrovato le sfumature di certe delizie estive: il verde scuro degli alberi generosi, il tono acceso del lampone e una nota di mirtillo.
È un terrazzino di Fontanigorda ed è una poesia dolce come i frutti di bosco.