Chiesa di San Pietro in Banchi: il Cristo senza mani

Si staglia in questo candore la figura di Gesù: le braccia aperte ad accogliere e custodire, la tunica che copre le sue fattezze, lo sfondo rosso che fa risaltare l’opera.
Questo è il Cristo senza mani sito un una splendida chiesa dei caruggi.

Lo potrete vedere nell’antica Chiesa di San Pietro in Banchi che così sovrasta Piazza Banchi e i vicoli circostanti.

È una chiesa antica e molto raccolta dove sono custodite diverse opere di artisti del passato.

Come si evince dalla didascalia disponibile in Chiesa la statua è un calco per una fusione in bronzo e alla base di essa sono riportate alcune parole tratte da una preghiera di anonimo fiammingo del XV Secolo: Cristo non ha più mani ha soltanto le nostre mani per fare oggi le nostre opere.

La luce e l’ombra così si posano sui tratti del viso di Gesù, svelando l’intensità e la dolcezza di questa raffigurazione del figlio di Dio.

14 pensieri riguardo “Chiesa di San Pietro in Banchi: il Cristo senza mani

  1. La chiesa ha la particolarità di essere posta come fosse al piano rialzato di un edificio. Sotto ci sono botteghe e negozi. Non ricordavo il particolare del Cristo moco delle mani. Interessante. Ciao Miss bónna doménega !!!

  2. La simbologia dell’assenza delle mani che crea un ponte tra la divinità in astratto e il nostro agire umano è interessante, non l’avevo mai incontrata. Buona domenica! 😘

  3. Oltre ad essere l’ennesimo gioiello del nostro centro storico,questa chiesa è la sede di un’associazione -comunità omonima attivissima nel campo culturale e sociale :la statua del Cristo senza mani ne è il simbolo ispiratore .

  4. Sul tuo blog si scoprono sempre delle vere, piccole chicche! Bellissima statua davvero, con un significato davvero importante! Grazie! 😀

  5. Gesù Cristo senza mani, posso affermare che ha bisogno anche dei nostri piedi
    Vedete cosa mi e accaduto qualche anno fa.
    In parrocchia si doveva fare l’adorazione eucaristica e tutto era pronto per la cerimonia,non dovevo mancare assolutamente,ci tenevo molto a questa ora di adorazione,quando preparato il tutto,presi il libricino delle devozioni e varcai la porta di uscita,ma prima di chiudere la porta ecco il telefono,ed esclamai: oh adesso non posso proprio rispondere faccio tardi,nel fratempo mi si slaccia una scarpa,mi cadono le chiavi dalle mani,mi cade al borsa,e a questo punto ho risposto anche al telefono.Si tratta nientemeno di una povera vecchietta vicina di casa che mi chiedeva il favore di andare in farmacia per lei, risposi mi spiace ho un impegno.E mentre si parlava al telefono la voce della coscienza decise:”guarda bene che Dio lo adorano già gli angeli e i santi,ma questa povera sorella vecchia che non cammina ha le tue gambe per muoversi, và!”
    Così andai e tra andare e venire, il tempo passava e per l’adorazione non c’era più speranza di farla.Ma finito il tutto salutai la vecchietta,ed ella mi disse stai tranquillo hai fatto un opera buona.Tuttavia andai in chiesa per salutare almeno il Signore e raccontargli il mio ritardo,ma invece gurda guarda,il sacerdotte faceva ritardo e l’adorazione doveva ancora cominciare.Come è buono Gesù non chiede mai troppo,se non ci si lancia a vele spiegate nel mare di Dio,non lo comprenderemo mai. Grazie Dear Miss di questo post.L’affermazione è santamente provocatoria. Mauro

    1. Che bella memoria condividi con tutti noi, caro Mauro, grazie di cuore a te. Le opere buone come la tua sono il modo migliore di pregare, io credo. Un buona giornata a te, caro Mauro, grazie ancora.

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