Attraversiamo ancora i nostri vicoli e passiamo insieme in Via di Fossatello per fermarci presso un’edicola antica che ospita il dipinto della Madonna del cardellino.
L’edicola era oggetto di antica devozione inoltre lo storico Remondini scrive nel suo testo risalente al 1865 che fino al 1848 c’era alla base dell’immagine sacra un cartiglio datato 1847 riportante le seguenti parole:
TU STELLA NOSTRA IN PROCELLOSO MARE
IN FAME ET PESTE PROVIDA REGINA
IN PUGNA ET PACE ANCILE SALUTARE
La bella edicola è posta là dove inizia Vico di San Pancrazio.
Nella parte superiore vi sono due angeli e al centro la figura del Padre Eterno benedicente.
Nel quadro Maria tiene in grembo Gesù il quale con una mano porge una benedizione mentre nell’altra regge un cardellino simbolo della Passione.
Narra infatti una leggenda che il piccolo cardellino si trovasse sul Calvario mentre Gesù era sulla croce e che abbia tentato di togliere una spina dalla corona che martoriava la fronte di Cristo: il sangue del Figlio di Dio cadde così sulla piccola creatura e a questo sarebbe dovuta la macchia rossa sulla testolina di questo elegante uccellino.
Il quadro che trovate in Via di Fossatello e oggi posto all’interno dell’edicola è una copia fedele di un dipinto seicentesco conservato tra le mura del Museo di Sant’Agostino che racchiude molte antiche devozioni e immagini care ai genovesi.
Ecco il quadro originale nella sua semplice beltà.
Quando passate in Via di Fossatello alzate lo sguardo verso la vetusta edicola: qui ancora potete ammirare la grazia della Madonna del Cardellino.







Ho visto l’originale al museo Miss: è tutto un mondo a sè.Ma hai visto i muri bianchi e neri (tipo romanico?) e le volte?Che mistero,che belle cose Genova conserva nel suo cuore,e io ho il privileggio di dire che le ho viste e ne vedrò perchè a giugno sono di nuovo in Liguria.A presto Miss Fletcher
Quel Museo custodisce tutta la storia di Genova, è unico e prezioso, per me.
Grazie Mauro, buona giornata a te.
Miss, un’edicola davvero di tutto rispetto… del dipinto si può dire che non si tratta della celebre e omonima Madonna di Raffaello conservata agli Uffizi, ma di questa, un tempo l’originale e ora la copia, il popolo poteva e può vederla gratis…
E sì, davvero! Grazie Sergio, a presto.
Queste leggende sono deliziose e il tuo racconto arricchisce anche la bellezza di quest’edicola. Buona serata cara!
Grazie Viv, un bacione.