Una cartolina da Camogli

E questa è una semplice cartolina da Camogli.
Una cartolina spedita da un’epoca distante: era il lontano 1904 e per questa ragione il testo è scritto a fronte, il retro all’epoca era riservato esclusivamente all’indirizzo del destinatario.
Il bianco e nero restituisce poi una suggestione particolare: è la nostra Camogli e la riconosciamo anche se pare sfuggirci qualcosa che appartiene proprio a quell’epoca che non abbiamo vissuto.
Il suo mistero, le sue bellezze segrete.

Camogli posata sulla costa come un gioiello, lambita dal mare di cristallo e così perfetta nei suoi colori e nelle sue sfumature.

Al tempo della cartolina la passeggiata non era ancora stata costruita e le case si affacciavano direttamente sulla spiaggia, la vera anima del borgo marinaro spiccava così con fierezza.
Le finestre aperte, i panni stessi sfiorati dal salmastro.
Una cartolina da Camogli per il “giovinetto Pier” all’epoca studente a Moncalieri, una cartolina scritta e spedita dalla sua mamma che, oltre a scrivergli parole affettuose, non mancò di fare al suo ragazzo mille raccomandazioni perché si applicasse negli studi.
Lui la strinse tra le mani, forse la mise tra le pagine di un libro pensando di racchiudervi con essa il profumo del mare e la freschezza della brezza della riviera.
Poi, per uno di quei percorsi misteriosi del destino, questa cartolina è giunta fino a me.
E io ho ammirato questo scorcio di Camogli con una sorta di stupito entusiasmo, forse proprio come fece più di cento anni fa il giovinetto Pier.

Ancora giugno

Ed ecco, ancora, un nuovo giugno.
Da sempre questo è un mese di passaggio, ci lasciamo alle spalle le stagioni incerte e attendiamo con trepidazione l’inizio dell’estate.
Giugno è da sempre la fine della scuola, la testa nelle vacanze, le serate calde e luminose, il gelato, la granita, il tempo del relax e dello svago, le valigie da preparare.
La nuova stagione che si avvicina ad alcuni porterà nuovi orizzonti e ad altri svelerà ancora quelli consueti e amati: sarà comunque un tempo rinnovato.
E i prati saranno più verdi, il cielo più limpido, i fiori più allegri.
E il mare, ancora più blu, oltre la ringhiera sulla passeggiata di Camogli.
Buon inizio di giugno a tutti voi!

Una giornata di aprile a Camogli

Era un giornata di primavera, era aprile.
Era l’anno 1931, molte cose erano proprio come adesso, altre erano piuttosto diverse.
L’acqua del mare luccicava sotto i raggi del sole, le case alte di Camogli si stagliavano fiere e l’onda lenta si abbatteva sui sassi con la sua carezza salmastra.

Forse era una giornata dall’aria frizzantina, rinfrescata da vento vivace che increspava leggermente la superficie del mare.
E loro erano là, in posa per la foto di rito.
C’è il signore con giacca, cravatta, panciotto e cappello e accanto a lui vediamo due giovani donne con i soprabiti alla moda e i cappelli a cloche in voga in quel periodo, l’abbigliamento suggerisce così che fosse una giornata non troppo calda.
Era primavera, era un tempo con molte incognite e con cupe minacce sul futuro.
Ed era una giornata dolce, in un luogo incantevole della nostra Liguria.
Di quel tempo queste persone avranno conservato un ricordo, una tenera nostalgia, una memoria consolatrice da riportare davanti agli occhi in momenti forse più difficili.
E l’acqua lambiva la riva, in un giorno di aprile del 1931 a Camogli.

 

I colori di Sori

Vi porto ancora con me sulla Riviera di Levante, nel tempo del sole.
Era l’inizio di giugno, stagione di luce che rischiara le belle case di Sori abbarbicate sulla costa scoscesa.

Sono vari e radiosi i colori di Sori, spiccano così in quelle creuze che portano al mare.

Nelle case alte, nella magnifica verticalità della Liguria.

E poi la spiaggia, il mare turchino, l’onda di bianca spuma.

Una chiesetta, le facciate color biscotto.

I lettini chiusi, gli ombrelloni, l’estate doveva ancora iniziare.

E finestre, quadretti e panni stesi.

E barche, verde, azzurro e profumo di salsedine.

Nella semplice bellezza di Sori, un posto nel quale non mi dispiacerebbe affatto vivere.

E sassi, barche e laggiù soltanto mare.

E vento che agita gli ombrelloni e accarezza la pelle.

Colori e prospettive autentiche di Liguria, i luoghi come questo non hanno nulla di artefatto, solo si mostrano nella loro vera bellezza.

E poi l’onda che si frange sui sassi e si dissolve.

E ancora caruggi, salite, profumi d’estate.

Nella prospettiva bellissima di Sori, con il suo campanile svettante.

Mentre piano l’acqua del mare disegna la sabbia, lascia la sua traccia e la sua freschezza.

Mentre le barche riposano a riva.

In questo gioiello semplice della nostra Liguria, con questo brio e questa luce, questi sono i colori brillanti di Sori.

Non era estate

Non era estate.
Era la stagione delle giacche pesanti, dell’aria frizzante che accarezza il viso, era la stagione della spiaggia deserta.
E c’era tutto il tempo.
Un tempo languido e silenzioso, dolcemente caldo.
E c’era tutto il tempo.
Per fermarsi davanti alla ringhiera ad aspettare.
Mentre il mare cantava, mentre il sole infuocava l’orizzonte.

Camogli

Camogli

Edward Hopper a Camogli

Ed è accaduto così, senza che me ne accorgessi.
I giorni sono trascorsi e molto tempo dopo ho riguardato questa immagine: cielo limpido e luccicante, mare piatto come una tavola.
La scia, la punta del pennello che sfiora la tela.
Turchese, blu mare, celeste.
E il privilegio di esserci, davvero.
E poi accorgersene mesi dopo.
Stupirsi, meravigliarsi.
Un incanto inatteso.
Un panorama o forse no: è un quadro di un celebre pittore americano, tra il mio sguardo e l’orizzonte.
Un gioco di linee perfette, un magia di toni e colori.
Un istante di solitaria riflessione, un frammento di vita catturato per caso.
Un panorama o forse no: Edward Hopper a Camogli.

Camogli

Camogli: focaccia, sassi e smarrimenti

Un giorno di marzo a Camogli, un breve viaggio in treno e poi giù da uno dei caruggi che portano alla passeggiata.

Camogli (2)

Non c’è quasi nessuno e sembra già estate, i colori del mare brillano e giorno dopo giorno scivoleremo verso la calda estate e verso una stagione sempre più luminosa.

Camogli (3)

Prima di passare sotto l’archivolto è d’obbligo una sosta in un celebre negozio, tutti i liguri lo conoscono, non c’è posto migliore per gustare la focaccia.

Camogli (4)

Questo è un luogo che certo merita un approfondimento, troverete anche delle panchine lì davanti, salite i gradini e lasciatevi conquistare dai fragranti effluvi di Revello.

Camogli (5)

Credetemi, se ci entrate una volta uscirete da qui con la certezza di ritornarci.

Camogli (5a)

E la vostra giornata al mare inizierà come la mia: cielo azzurro, gozzi capovolti e focaccia calda di Camogli.

Camogli (6)

E potrete gustarla camminando sotto ad un portico dal quale si scorgono le barchette che dondolano sull’acqua.

Camogli (7)

O forse vi fermerete a leggere promesse di amore eterno scritte sui cuoricini rossi legati alle reti da pesca, nel borgo ligure è una romantica usanza della festa degli innamorati.

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Del resto la vita è più dolce quando si è in due, vero?

Camogli (9)

Lasciato il porticciolo magari potrebbe venirvi la curiosità di vedere se sono maturati i fichi d’India: lo sono eccome, rossi e succosi crescono sulla grande pianta che sovrasta il mare e le rocce affioranti.

Camogli (10)

E poi la spiaggia.
Come me anche voi camminerete sui sassi, in un mattina limpida e chiara, con l’acqua calma che appena sfiora la riva.

Camogli (11)

Sapete che c’è?
Come le persone anche i sassi a loro modo sono irripetibili, non ne esistono due uguali.
E come certi di noi si distinguono per sensibilità o per qualche dote del carattere, anche i sassi sono semplicemente unici, alcuni più di altri.

Camogli (11a)

Mi siedo davanti al mare e noto una tonalità di rosso brillante, pare stagliarsi decisa sul grigio.

Camogli (12)

Una manina distratta ha abbandonato al suo destino un’avventurosa macchinetta.
Sui sassi, in primavera.

Camogli (13)

Sulla spiaggia di Camogli, in un giorno di marzo.

Camogli (14)

La giacca a vento rossa

Pomeriggio.
Onde, sassi, gozzi capovolti.
Due donne sedute in riva al mare, poco distanti bambini che giocano.
Facciamo a chi arriva prima fin laggiù?
Io scappo e tu mi prendi, dai!
Sul molo tre pescatori, le lenze ondeggiano nell’acqua, le parole risuonano nel vento.
Un giovane uomo, sta appoggiato sui gomiti, solitario e assorto.
Una barchetta attende il suo prossimo viaggio, salperà verso coste verdeggianti, toccherà approdi silenziosi tra aguzze rocce bianche.
E poi una ragazza, una famiglia e un gruppo di amici.
Di pomeriggio, sulla spiaggia di Camogli.
E tu, tu non ci sei.

Camogli

Il tuo è un altro tempo.
Il tuo tempo è scandito da una musica diversa, lo illumina la luce chiara del mattino.
E non c’è nessuno attorno a te, sei immerso nella quiete di un giorno perfetto mentre mare, cielo e nuvole quasi si confondono tra loro in una sola tonalità di celeste.
Le panchine sono vuote, la spiaggia è deserta.
E ci sei soltanto tu, tu con la giacca a vento rossa.

Camogli (2)

Due

Due giorni di vacanza, nella casa al mare.
Due treccine, ognuna fermata da un elastico colorato.
Due orsetti gommosi, li tieni nella tasca come un piccolo tesoro, uno è rosso e l’altro è giallo.
Due anni, li hai avuti un paio di anni fa.
Due gusti nella coppetta, crema e cioccolato.
Due mattoncini di Lego, a volte ti sembra che non si incastrino bene.
Due manine impazienti e sempre in movimento, dicono che sia a causa della tua indicibile curiosità.
E poi uno, due, tre, quattro e cinque, un ditino dopo l’altro per far vedere che tu sai contare fino a dieci e anche oltre!
Due nonne che ti viziano.
Due amiche del cuore, vi mettete tutte e tre sedute per terra e bisbigliate certi segreti.
Due corde dell’altalena, avanti e indietro, avanti e indietro, infinite volte.
Due baci della buonanotte, uno per guancia.
Due fratelli, entrambi più grandi di te, prima di essere tua quella bicicletta è appartenuta a loro.
Due sfumature d’azzurro sull’orizzonte.
Due curve, due discese, due ruote.
E non sono solo due, sono molti di  più i sogni che ancora devi fare.

Bicicletta

Passeggiata di Camogli

Al tramonto

Al tramonto c’è un istante che diviene solo tuo.
Appartiene a te, soltanto a te.
Tuo il bagliore sull’acqua, tuo il canto eterno dell’onda, tuoi i pensieri che seguono quella musica.
Taci e ascolti.

Tramonto (1)

E i pescatori sperano che loro attesa li ricompensi con generosità.

Tramonto (2)

Chini verso il mare il mare dorato, i pescatori non conoscono impazienza e sanno ascoltare la voce del mare.

Tramonto (3)

Al tramonto c’è un istante per ognuno.
E tu sei lontano, eppure ti pare di udire le voci di quegli uomini, c’è un istante in cui anche tu sei lì, con loro.

Tramonto (4)

E poi c’è quell’istante in cui tu, anche tu, sorpassi quel riflesso di luce.
Verso la tua meta, come quella barca.

Tramonto (5)

Al tramonto c’è un istante per tutti e in quell’instante ci sono tutti.
Gli innamorati che si stringono, il bambino seduto sullo scoglio, quei pescatori, la ragazza che si è tolta la giacca perché fa caldo, il giovane uomo che scatta una fotografia.
E c’è il sole luminoso sull’orizzonte, al tramonto, a Camogli.

Tramonto (6)