Gironzolando per il Carmine.
Stavo andando a comprar la focaccia, non saprei immaginare una maniera migliore per iniziare la giornata.
E scendevo giù per la mattonata, in questo caratteristico quartiere, uno dei luoghi che più amo al quale ho dedicato uno dei miei primi post genovesi, se volete leggerlo lo trovate qui.
A volte al Carmine sembra che non ci sia nessuno in giro.
Resti tu, con quei colori negli occhi.
E appunto credevo di esser sola.
E invece no.
Incontro un signore, anche lui ha la macchina fotografica in mano, è piantato in mezzo al vicolo.
Si volta, mi sorride e mi dice che sta aspettando che passi qualcuno, sostiene che le immagini senza persone siano meno interessanti.
E lui sta lì, immobile, con la speranza di trovare il soggetto adatto.
Non sarò certo io, io no.
Io sono al Carmine per i colori della terra e del sole.
Cambio strada, arrivo fino in Piazza della Giuggiola.
No, qui non c’è davvero nessuno.
Si apre una porta ed esce una ragazza, indossa la gonna corta e gli stivali.
Sì, ne sono più che certa, il tipo che è ancora laggiù appostato in mezzo al vicolo tenterà di farle uno scatto.
Lei si allontana, avrei quasi voglia di seguirla per vedere la scena.
E invece resto, nessun rumore attorno a me.
Sarò sola?
A volte al Carmine sembra che non ci sia nessuno in giro ma non è così.
E infatti a breve distanza da me qualcuno è impegnato ad affrontare un impervio muretto.
Ah, lo so, non è proprio il caso di preoccuparsi!
Un balzo leggero e felpato e l’equilibrista è già scomparso.
In certi giorni, al Carmine, sembra che non ci sia nessuno in giro e invece le cose stanno diversamente, taluni sono circospetti e silenziosi, cercano di non farsi notare.
Mi sono voltata e al di là dei vetri ho visto due occhi che mi fissavano.
A volte si crede di essere soli ma in realtà non è proprio così.
















