Tipi che si incontrano al Carmine

Gironzolando per il Carmine.
Stavo andando a comprar la focaccia, non saprei immaginare una maniera migliore per iniziare la giornata.
E scendevo giù per la mattonata, in questo caratteristico quartiere, uno dei  luoghi che più amo al quale ho dedicato uno dei miei primi post genovesi, se volete leggerlo lo trovate qui.
A volte al Carmine sembra che non ci sia nessuno in giro.
Resti tu, con quei colori negli occhi.

Il Carmine (2)

E appunto credevo di esser sola.
E invece no.
Incontro un signore, anche lui ha la macchina fotografica in mano, è piantato in mezzo al vicolo.
Si volta, mi sorride e mi dice che sta aspettando che passi qualcuno, sostiene che le immagini senza persone siano meno interessanti.
E lui sta lì, immobile, con la speranza di trovare il soggetto adatto.
Non sarò certo io, io no.
Io sono al Carmine per i colori della terra e del sole.

Il Carmine

Cambio strada, arrivo fino in Piazza della Giuggiola.
No, qui non c’è davvero nessuno.
Si apre una porta ed esce una ragazza, indossa la gonna corta e gli stivali.
Sì, ne sono più che certa, il tipo che è ancora laggiù appostato in mezzo al vicolo tenterà di farle uno scatto.
Lei si allontana, avrei quasi voglia di seguirla per vedere la scena.
E invece resto, nessun rumore attorno a me.
Sarò sola?
A volte al Carmine sembra che non ci sia nessuno in giro ma non è così.
E infatti a breve distanza da me qualcuno è impegnato ad affrontare un impervio muretto.

Piazza della Giuggiola

Ah, lo so, non è proprio il caso di preoccuparsi!
Un balzo leggero e felpato e l’equilibrista è già scomparso.
In certi giorni, al Carmine, sembra che non ci sia nessuno in giro e invece le cose stanno diversamente, taluni sono circospetti e silenziosi, cercano di non farsi notare.
Mi sono voltata e al di là dei vetri ho visto due occhi che mi fissavano.
A volte si crede di essere soli ma in realtà non è proprio così.

Piazza della Giuggiola (2)

Di foglie, di finestre, di scale e di vita

La vita si affaccia alla finestra.
In certi caruggi antichi, così accade in Via San Bernardo.
Tra colonne, marmi e capitelli, certe ardite foglioline si spingono oltre le inferriate, a cercare la luce.

Via San Bernardo

Vi racconto di piccoli vasi, di piante e di terra.
Di grate tondeggianti e armoniose, di muri che attirano la luce del sole.

Il Carmine  (2)

Vi narro di certi gradini alti, ma limati dal tempo, tra creuze e piazzette.
Lì la vita si apre in rami verdi e rigogliosi, nella sua infinita attesa.

Salita delle Monache Turchine

E si arrampica, attorno a un lume.
E se fosse sera ci si aspetterebbe che tutto fosse illuminato da un chiarore antico, lieve e quasi fioco.

Salita San Nicolosio

E vi narro di certi caruggi stretti e angusti, di edere coraggiose e caparbie, che si gettano giù sfidando la penombra.

Vico del Pepe

E di certe pallide rose color cipria che fioriscono lassù, su un davanzale che affaccia su Piazza dei Giustiniani.

Piazza Giustiniani

Di archi sotto i quali tremano piccoli petali lisci e setosi.

Piazza del Ferro

Di piante grasse, sospese nell’aria, tra certi silenzi.

Il Carmine

Di gradini variopinti, ognuno un colore, ognuno un riflesso diverso.

Scale

E ancora vi narro di finestre, di foglie sottili, dalle cime aguzze, che si librano lassù, di rami, di intrecci complicati che dondolano al vento.

Via della Maddalena

Di bianco, di verde e di libertà.

Salita S. Girolamo

Di cose inattese in Salita Santa Brigida.

Salita Santa Brigida

Vi narro di un piccolo fiore fucsia che sboccia, intrepido e lieto come tutte le nostre fiduciose speranze.

Il Carmine  (3)