Vico del Filo: la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e Santa Caterina da Genova

È un’antica edicola genovese e la si ammira percorrendo il nostro Vico del Filo.
Posta ad angolo con Vico delle Cinque Lampadi ecco così la testimonianza di una devozione antica.

Sotto all’edicola, nelle due cornici ora vuote, erano un tempo ospitati due dipinti: sulla sinistra si trovava una pittura dedicata alla Passione di Gesù, sulla destra invece un’opera nella quale era rappresentata la decollazione di San Giovanni Battista.
Non so dirvi nulla di più di questi dipinti, spero vivamente che siano conservati al Museo di Sant’Agostino come altre opere che un tempo adornavano i caruggi di Genova.

Ricche e raffinate sono le decorazioni marmoree che racchiudevano i quadri.

L’edicola ospita un gruppo scultoreo nel quale sono effigiati la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e Santa Caterina da Genova.

Al di sopra di essi la tenerezza di due piccoli putti.

E alla base dell’edicola un’iscrizione incisa nel marmo: REGINA coeLoRUM REST. ANNO 1790. 24. 7BRE.

La luce filtra gentile in questo vetusto caruggio a pochi passi dalla nostra cattedrale.

E lo sguardo trova la dolcezza materna di Maria che con grazia sorregge il piccolo Gesù e tiene accanto a sé San Giovannino.

Tra le case antiche della Superba, in questo luogo che ancora ci ricorda certe lontane devozioni.

Un dandy genovese

Non solo dame dagli abiti sontuosi e dalle pettinature complicate negli studi dei quotati fotografi della Superba, oltre a loro anche ambiziosi rappresentanti della buona società e blasonati gentiluomini.
E poi lui, un inconfondibile dandy al quale non paiono mancare l’espressione arguta, l’eloquio forbito, i modi raffinati e le buone maniere.
E poi le dotte letture, l’amore per la musica classica, le molte occasioni di partecipare agli eventi del jet set genovese rendono la sua vita ancor più gradevolmente avventurosa.
Ha gli occhi chiarissimi, barba e baffi importanti e una bella bombetta sul capo.
E naturalmente il nostro sarà stato di certo d’accordo con il più celebre dei dandies:

One should always be a little improbable.
Si dovrebbe essere sempre un po’ improbabili.

(Oscar Wilde – Frasi e Filosofie a uso dei giovani)

L’eleganza, quale magnifica ricercatezza!
La giacca di buon taglio, un anello al dito, il panciotto di un tessuto più chiaro e la catena dell’orologio da tasca.

In Vico del Filo, nello Studio dell’apprezzato fotografo Alfred Noack.
In questa posa formidabile e originale che rende questo giovane uomo una figura a suo modo indimenticabile.
Un dandy genovese, con uno stile che sarebbe stato apprezzato anche da uno dei più celebri scrittori di tutti i tempi.

Men who are dandies and women who are darlings rule the world, or at least they should do so.
I dandies e le donne affascinanti dominano il mondo, o almeno così dovrebbe essere.

(Oscar Wilde – Il milionario modello)

Fratello e sorella

Sono due piccoletti ritratti insieme in un giorno lontano dal fotografo Alfred Noack.
Ho immaginato che fossero fratello e sorella e a vederli così vicini, nella foto del ricordo dei giorni d’infanzia, non penso di essere in errore.
Sono due bimbetti, vestiti con cura con abiti all’apparenza piuttosto ricercati e di buon gusto.
Sono due bimbetti di un altro tempo eppure, ad osservarli con attenzione, hanno dei visetti che ci sembra di riconoscere, sono proprio come i loro coetanei della nostra epoca.

L’espressione vivace e curiosa, un mezzo sorriso appena immaginato.
E un fiocchetto e un completo a quadretti.

E le calze bianche, gli stivaletti e i piedi incrociati che forse lui vorrebbe poter dondolare avanti e indietro.

La sorellina, con il suo vestitino chiaro tutto pizzi, tiene una manina sulla gamba di lui, ha i capelli tirati indietro e tenuti fermi da un cerchietto.
E osserva, in questa maniera.
E magari è un po’ timida e magari un po’ sogna, immagina, si perde nelle sue fantasie di bimba.

In un giorno distante, nei caruggi di Genova.
In Vico del Filo, nello studio del fotografo Alfred Noack, fratello e sorella, così vicini, con tutta la vita davanti.

Il vero viaggio

Penso.
Il mio mare, in settembre, sa essere quieto o anche instabile, se soffia vento potente a volte capita così, all’improvviso.
Penso alle care botteghe dove sempre mi fermo, alle mie piazzette nascoste, ai caruggi che mai mi stanco di riscoprire.
E alle scale, alle discese, alle creuze e ai tetti di ardesia.
Poi penso a quella luce che tutto svela e rapida vira, svanendo così tra stupori e nuove aspettative.
E poi io lo so, a volte siamo noi a non saper vedere.
Camminiamo distratti e di fretta, non ci lasciamo ammaliare.
E invece occorre lentezza e attenzione e desiderio di meravigliarsi.
E allora si riscopre ogni luogo con sguardo diverso, proprio con quell’emozione che ritrovo nelle parole di un celebre scrittore.

Il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere occhi diversi, di vedere l’universo con gli occhi di un altro.

Marcel Proust

Cattedrale di San Lorenzo

Vico del Filo, una magia di luce e bellezza

Se tu cerchi la bellezza, la bellezza troverà te.
La bellezza conosce la fragilità del tempo e ha le sue maniere misteriose di manifestarsi, a volte è improvvisa, non ti concede il tempo di comprendere.
Accade, semplicemente.
Si svela, in un unico istante.
La luce è amica della bellezza, la luce è foriera di magie.
E se tu cerchi la bellezza, lei inevitabilmente troverà te.
Il sole, il sole nei caruggi.
Filtra, poi i suoi raggi virano, torna l’ombra.
Ed io quando vedo un raggio di sole che si precipita giù tra le case alte e batte a terra, osservo.
Cerco la sua bellezza, so che in qualche modo la vedrò.
E l’altro giorno stavo salendo su per Vico del Filo, era una di quelle giornate dal cielo turchese e terso.
C’è un’edicola in quel vicolo, lì c’è una Madonnetta di caruggi.
Ho alzato lo sguardo, fatelo anche voi.
E osservate con attenzione questa immagine, forse anche voi riuscirete a vedere la magia che ho veduto io senza che io vi dica nulla.

Edicola Vico del Filo (1)

Quando la potenza della bellezza incontra l’incanto della luce può accadere l’imponderabile.
Sono rimasta a guardare.
La Madre di Dio tiene il bambino in braccio, Lei ascolta le preghiere di colui che è inginocchiato ai suoi piedi.
La luce, la luce filtra e attraversa una delle due piccole lanterne appese all’edicola.
Se tu cerchi la bellezza, la bellezza troverà te.
E ti farà trovare una lanterna accesa.

Edicola Vico del Filo (2)

In bianco e nero

In bianco e nero.
Le città e le sue chiese.
E le sue luci, in bianco e nero.

San Lorenzo (2)

La città e i suoi guardiani, alcuni sembrano piccoli e indifesi, eppure resistono allo scorrere del tempo.

Piazza delle Erbe

Il mondo in bianco e nero è forse più misterioso, ha il fascino di questi luoghi antichi, il passato pare anche più lontano.

Piazza delle Erbe (2)

Alza gli occhi, ovunque andrai incontrerai uno sguardo, a volte espressione di potenza e di grandezza.

Via XX Settembre

In queste strade ampie e spaziose, anche queste sono le mie strade.
E forse a leggere queste pagine si potrebbe pensare che a Genova ci siano solo creuze, piazzette e caruggi.
E invece no, non è così.

Via XX Settembre (2)

E anche qui troverai qualcuno che segue il tuo cammino.
Quanti sono gli sguardi che si posano su di noi?

Via XX Settembre (3)

La città in bianco e nero, la piazza inondata di luce.

Piazza De Ferrari

E scorci sulle case antiche e alte.

Via di Porta Soprana

 Cammino nella storia della città.

Palazzo Ducale

E incontro ancora altri guardiani silenziosi.

Chiesa del Gesù

La città in bianco e nero, l’azzurro del cielo che puoi solo raccontare.
E dire che sì, era terso, limpido e chiaro.

San Lorenzo (3)

E certe prospettive che ti regala solo la città vecchia.

San Lorenzo da Vico del Filo

Finestre, persiane e vetri.

Via San Lorenzo

E i nomi suggestivi, sempre.

Vico del Filo

E Colei che sempre veglia sul cammino degli abitanti di questa città, Colei che ne è Regina e che troverete in tanti caruggi.

Vico del Filo (2)

E qui vi imbatterete nelle storie più strane.
E a volte sono storie di tovaglie e patrioti, cose che non si penserebbe mai di vedere.

Piazza Caricamento

Storie di grandi armatori che guardano verso il mare di Genova.

Monumento a Rubattino

Di chiavi nei muri, di archi, di portici affollati di gente, di tutte le lingue del mondo che puoi udire in queste strade.

Piazza Caricamento (2)

E di piccolo putti dalle guance paffute.

Palazzo San Giorgio

E di angeli gentili e pieni di grazia.

Palazzo San Giorgio (2)

Di luce che danza sulle facciate.

Palazzo San Giorgio (3)

Ancora di archetti e di raggi di sole che tracciano al suolo linee perfette.
E tu sei lì, in quell’esatto istante e quando accade non vorresti davvero essere in nessun altro luogo.

Piazza de Marini da Caricamento

Di armonia di gesti e di misticismo.

Edicola - Via San Pietro della Porta

Di architetture che sorprendono.

Via dei Conservatori del mare

E l’istante.
Quell’istante perfetto.
E davvero non sai come sia possibile capitare lì proprio in quel momento.
Ancora me ne stupisco, i raggi di sole sono sempre imprevisti e imprevedibili in questi caruggi.

Via Conservatori del mare

Eppure accade.
Qui, nella città vecchia.
Cade la luce sull’abito umile.
Cade la luce su quelle mani giunte.
L’ombra misteriosa protegge il viso e quello sguardo benevolo che veglia sul nostro cammino.

Edicola