There are more things in heaven and earth, Horatio,
Than are dreamt of in your philosophy
William Shakespeare, Hamlet (Atto I Scena V)
Ci sono più cose in cielo e il terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.
Infinite sono le riflessioni che giungono alla mente nel leggere queste parole ed ognuno ha il suo modo di soffermarsi su certi pensieri.
Ci sono più cose in cielo e il terra.
Forse chi è stata madre lo rimane sempre, in qualche maniera.
Ci sono angeli eterei, leggeri e lievi.
Candore e delicatezza, in cielo, forse anche in terra, a volte.
E poi c’è il destino.
E questa fanciulla, trascinata via da quella cupa figura, velata di nero, implacabile e crudele.
E’ così il destino, segue il caso.
E certo non è stato gentile con Entella Contini, ghermita dalle onde.
Tiene ancora stretto in una mano quel salvagente.
Queste sono alcune delle statue che si trovano al Cimitero Monumentale di Staglieno, difficile scegliere quale mostrarvi, la bellezza delle sculture, l’armonia dei tratti, la sinuosità delle figure, le sensazioni e gli stati d’animo che esse rappresentano, lasciano dentro emozioni forti.
La vita è gioia, condivisione e unione.
L’esistenza è quel sorriso, non accennato, bensì deciso ed aperto.
La vita è innocenza e spontaneità.
La vita è fragilità.
La vita è mistero, in cielo e in terra, e per quanto tu possa tentare di svelare ciò che non conosci, ci sarà sempre una parte che rimarrà nell’ombra.

La vita è attesa, fiduciosa e ferma, dell’inaspettato e dell’imprevisto, del fulmine che squarcia il buio della notte.
A volte la potenza della vita travolge, lascia inermi, privi di forze.
E poi ci si rasserena, la luce illumina, scalda e conforta, ognuno ha la propria, non si può nemmeno spiegare da dove provenga quel raggio di sole, ciascuno ha il suo, arriva come le cose inaspettatamente belle che hai sempre sognato, senza mai trovare.

Eppure nulla è cambiato, quel mistero, fuori e dentro di te, ancora rimane sconosciuto e non rivelato.
E’ il lato oscuro, arcano e nascosto, che vive ed esiste, fuori e dentro di te.
Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.
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un bellissimo post…
Ma grazie cara, buona domenica!
che meraviglia!!!!!
Una volta o l’altra devi venirci con me…
ma Orazio non era di Sulmona?
Quell’Orazio di cui tu parli direi proprio di sì…guarda se devi rovinarmi la poesia in questo modo, ma ti pare?
sapevo che ti saresti arrabbiata… ;)…Però sempre un grande post….come al solito
Ma guarda che non mi sono affatto arrabbiata, non sono per niente permalosa…grazie per il grande post e per il come al solito 🙂
Certo che se da te i cimiteri sono così ci passerei volentieri un pomeriggio. Niente va che vedere con il Monumentale di Milano… Ricordo però un delizioso piccolo cimitero a Salisburgo sopra la rocca, piccole croci in ferro battuto e rampicanti, decisamente romantico. Foto e parole magnifiche! Baci
Grazie Viv…lo sai che pensavo che il cimitero di Milano fosse meritevole e ricco di opere d’arte? Un bacetto a te!
Però adesso fai un servizio anche sullo stadio di Marassi…. così.. anche per noi bestie…..:)
Ehm, temo di non essere affatto preparata, poi sai che belle foto, che incanto, eh 🙂
guarda che anche quello è un monumento… e poi variatio juvant, secondo me sei capace di dargli un taglio storico mica da niente. Considera la storia…. solo quella del quartiere…
almeno pensaci….
accresci in un colpo le entrate al blog oltre tutto…
Cosa dici magari vado quando c’è una di quelle partite dove si menano? Eh, tanto per rendere il tutto più realistico, no? Mi sembra una splendida idea!
Ciao Miss, ho fatto anch’io una visita alla zona illustre del cimitero di Staglieno ma risale a tanto tempo fa. La bellezza delle statue sicuramente non lascia indifferente ma il senso di tristezza che mi ha lasciato quel luogo…..
buona serata e un bacio.
A me non fanno tristezza i cimiteri, forse malinconia, ma poi mi perdo a guardare le statue e a leggere le lapidi…un bacio a te, carissima!
Oh Miss, come già ti avevo detto devo assolutamente venire a vedere questo cimitero è stupendo. Le statue sono stupende. Hai fatto bene a postarne altre, non mi stancherei mai di guardarle anche se quelle dei bimbi lasciano sempre un pò di amaro in fondo al cuore. Bravissima e complimenti anche per le foto.
Ne avevo fatte tipo duecento, scegliere non è semplice…comunque sì, Staglieno merita davvero una visita, ci vuole tempo, perché è molto grande, ma ci sono delle vere e proprie opere d’arte.
Cara Fletcher, tocchi il mio regno, non basterebbe una vita per raccontarti gli aneddoti, tutte queste tombe per anni me ne sono occupato, tenendole in ordine, riguardo allo spazio intorno al monumento.
La foto della fanciulla che balla con la morte è un’opera del grande scultore Giulio Monteverde, quando progettò l’opera la fanciulla doveva essere completamente nuda, la famiglia Celle chiese al maestro di modificare la scultura per paura delle forti critiche che potevano giungere dagli estimatori dell’arte funeraria, il maestro acconsentì modificando il modello, e la fece con un drappo che le copriva parte del corpo.
Un piccolo particolare che pochi notano è la farfalla posta sulla testa della giovane che tenta di sfuggire all’abbracio della morte.
Eugenio
Caro Eugenio, nel tuo regno ci passerei ore ed ore.
E mi piace conoscere aneddoti e storie, non è semplice trovarle.
Sapevo che la statua è di Monteverde, lo stesso che ha scolpito l’angelo della morte, e anche del drappo. Ma non sapevo della farfalla…tornerò e guarderò meglio! Grazie, arricchisci sempre questo blog con notizie particolari e davvero uniche, buona domenica Eugenio!
Opere d’arte a parte più che altro mi riferivo alle atmosfere raccolte di questi piccoli cimiteri pieni di verde che manca nei grandi cimiteri cittadini. In realtà non è mai molto salutare sostare troppo in quei grandi cimiteri perché sono frequentati da scippatori e rapinatori che ne hanno fatto territorio per i loro virtuosismi. Scusa la nota poco romantica ma tant’è…
Realistica, Viviana, mai fidarsi troppo nei posti così deserti…mi era partito il commento prima di finire la frase! Ora poi, in realtà io ci sono andata da sola e non ho avuto problemi. Mi sono spaventata però quando da una galleria sono usciti dei piccioni in volo, saranno stati dieci, quindici…
Che pace, che tranquillità che però non è immobilità, anzi… adoro stare qui e non posso dimenticare il tuo post precedente su Staglieno. Ho ancora vivide nella memoria visiva foto splendide di marmi lavorati come stoffe vellutate e leggere.
Grazie anche di questo Miss Fletcher, buona domenica
Susanna
Grazie a te Susanna, come sai ho un debole per questo posto, e credo che avrò modo ancora di riparlarne e di mostrare altre immagini.
Un bacetto Susa, buona domenica a te!
Sapevo che non avrei sbagliato dedicando a te il risveglio di questa domenica, dai colori cerulei e da un sole che sembra il preludio della primavera.
Ne mio essere latitante, ho fatto ogni tanto capolino, e non potevo, con premura lasciare un commento senza godermi gli scritti e le immagini di questo tuo blog, che trovo ogni giorno più interessante…
Intanto ti auguro una buona domenica, e mentre mi accomodo con il tuo blog “in mano e negli occhi”, potresti offrirmi la colazione, dal momento che ho molti arretrati e ho deciso che da qui non mi schioda nessuno?
Un sorriso
Buongiorno Gingi! Ecco qua, un caffè caldo e fumante, da assaporare insieme a immagini e parole.
Tu portami un po’ del tuo cielo azzurro, io mi sono risvegliata con una pioggerellina autunnale e con nuvole grigie all’orizzonte…non va mica bene! Un bacio grande e grazie delle tue sempre belle parole…
Mi ha colpito la terza per la posa insolita… ha qualcosa di vezzoso.
Ma sbaglio o avevi già pubblicato delle foto di statue da questo luogo?
Buona domenica, Miss.
Non sbagli, ne avevo già pubblicate. E la terza, quella che ti ha colpito, è dello scultore che fece quell’angelo al quale avevo dedicato un post, credo che te ne ricordi. Buona domenica, Chagall.
Sì, la ricordo benissimo.
Ecco, la stessa bellezza, interpretata in maniera diversa.
Molto intenso Fletcher. Non so se è brava la fotagrafa con le inquadrature o se è bella di per lei la stutua, ma la ragazza che danza con la morte è veramente un capolavoro. Mi ha fatto venir in mente Witney, giovane bella e brava, che danzando in tondo viene attratta inesorabilmente verso il centro di quel cerchio.
La statua è spettacolare Moka, l’inquadratura forse non tanto, tornerò e farò qualche altro scatto.
Il tuo paragone mi sembra perfetto, grazie di averlo postato qui.
che bel post! e che belle foto 😀
Ma grazie tesoro 🙂