Soldi, soldi, soldi!

Ammetto, io ancora non ho capito cosa caspita sia lo spread.
O meglio, ho inteso che lo spread è il male, la madre di tutte le disgrazie, le colonne d’Ercole della felicità.
Punto, oltre non vado.
Poi c’è questo fatto che sale e scende, al quale si abbina, di volta in volta, la mimica facciale del giornalista di turno.
Espressione allarmata e perplessa, volto disteso e sereno, occhi sbarrati e fronte corrucciata, angoscia perenne nello sguardo.
Potrebbero fare un telegiornale muto, per dire.
Metti un bel sottotitolo: andamento odierno dello spread. E sullo sfondo, eloquente e silenzioso, il giornalista.
Che poi rimane sempre da capire cosa diavolo sia lo spread, è ovvio, ma se alle sette di mattina ti si palesa davanti un pallido viso sofferente sai già che per la nazione non si prospetta una gran giornata.
E’ il caso di uscire di casa cantando a squarciagola tutta mia la città? Eh no, accidenti, adeguatevi!
Questa faccenda dello spread è una roba seria, ne parla Floris, ne parla Vespa, ne parla Santoro, ne parlano tutti.
Ora poi che io non abbia ancora ben compreso tutte le pieghe della questione è assolutamente secondario.
Lo spread ha a che fare con la nostra economia, questo mi è chiaro.
E io con i soldi proprio non ci so fare.
Ah, no! Se volete consigli su come mettere in atto un risparmio intelligente, rivolgetevi altrove, io sono negata.
E ho le mani bucate, mi scappano proprio i soldi e per altro, se dipendesse da me, i denari li terrei sotto il materasso oppure in una bella zuccheriera di porcellana inglese.
Invece, conto corrente. Iban. Qualcuno di voi conosce quel mefitico numero a memoria?
Voglio dire, in caso di necessità, tipo siete in vacanza nel deserto, venite rapiti dagli indigeni, che minacciosi vi  intimano:
– Caccia l’Iban o sei fritto!
Ecco, in una simile disgraziata eventualità, sareste in grado di togliervi d’impaccio?
Ah, io guardate, farei una brutta fine, potrebbero serenamente lasciarmi a rosolare sotto il sole, non c’è verso che io possa ricordarmi quella roba là.
Ecco, le banche.
Ti scrivono, oltretutto.
Quei papiri, tre, quattro fogli, incomprensibili e pieni di percentuali.
Qualcuno li legge mai?
Io me ne guardo bene, le poche volte che l’ho fatto mi sono profondamente incupita.
Poi, tutto sommato, come cliente sono davvero poco molesta, guardate, la mia Banca di me ha proprio poco da lamentarsi.
E in considerazione di ciò, da qualche giorno attendo ansiosa l’arrivo del postino.
Scruto l’orizzonte e quando lo vedo arrancare su per la salita, il mio cuore comincia a battere a mille, tutum, tutum, tutum.
Ci sarà? Sarà la volta buona questa? Sì, attendo, lo ammetto.
Aspetto, carica di ottimismo, arriverà, prima o poi.
Ah, che giorno sarà quel giorno! Arriverà, sono certa.
Aprirò la buca delle lettere e troverò una busta, con il logo della banca.
No, no la carta non è di quelle sottili, è spessa, profumata alla lavanda.
E dentro una calligrafia gentile ha scritto:

Carissima Miss Fletcher,
nel rinnovarLe i nostri ringraziamenti per aver scelto la nostra banca, siamo lieti di comunicarLe che il saldo del suo conto è il seguente.
Perfettamente consci di quanto Lei sia refrattaria ai numeri e alle cifre, Le risparmiamo il chilometro di carta che usualmente recapitiamo ai nostri clienti.
In considerazione della notevole mole di fogli ed inchiostro che ci ha così consentito di risparmiare, voglia gradire un buono omaggio per una seduta di  idromassaggio agli oli essenziali presso un centro benessere di Sua scelta.
Buona giornata, Miss Fletcher.

Attendo, fiduciosa e piena di speranza.
E ahimè, la mia busta tarda ad arrivare, accipicchia!
Ora ditemi voi, sarà mica colpa del maledetto spread?

28 pensieri riguardo “Soldi, soldi, soldi!

  1. Sei stat molto brava Miss, con un post divertente hai fatto capire comunque tante cose… C’è una cosa che mi ha letteralmente colpito ossia che se lo avessi scritto io per me, avrei usato le stesse identiche parole. Leggerlo era come identificarmi. Siamo u-g-u-a-l-i!!! Spettacolare. Tra l’altro anch’io adoro vedere l’omino dietro allo spoortello, così come mi piace parlare con l’operatore al telefono e non con un computer! Brava Miss, sapessi che bellezza scoprire di non essere le sole a questo mondo….tecnologico!

  2. Ma questi tedeschi sono il nostro metro di misura. E che i nostri li hanno, per essere cortesi, mal amministrati i soldi, non dico i nostri soldi, non è necessario, intendo tutti i soldi provenienti da qualsiasi fonte. Purtroppo io non guadagno tanto, anzi poco, veramente poco, quindi allo spread, diciamo domestico, ci sono abbastanza abituato. Poi quando arriva la lettera dei resoconti delle mie spese degli ultimi due mesi, manco la apro, la piglio e la impilo sopra a tutte le altre così quando sarò vecchio e ci vedrò ancora (speriamo) calcolerò quanti soldi ho speso nella mia vita. Poi dicono che nella terza età mancano gli hobby? Ma io sono previdenti, io ci penso, perché io valgo. Va be’ l’ultima riga omettila dal pensiero profondo descritto qui sopra, sopra qua, sopra ‘ste due righe:)
    SPREADDDDDDDD!

    1. Hahaha! Grande Rick! Allora sai che faccio? Adesso le impilo anch’io, le lettere della banca!
      Poi ci vediamo ai giardinetti…quando saremo anziani! Già che ci sei diciamolo anche agli altri, a Chagall, a Pani, alla topina che è come me, e a chi vuole aggiungersi…potremmo fare un Cocoon tra di noi 🙂

  3. ecco chi ha perso i famosi cinque euro!
    Io cosa sia lo spread l’ho capito ma in fatto di economia, tassi, interessi ecc, non ci capisco e non voglio capirci nulla. Il mio sogno era quello di sposare una donna ferrata in economia, proprio per non avere pensieri monetari, ma ahimè, pure lei metterebbe i soldi sotto il materasso. Quindi ho rinnovato il sogno: vorrei avere un po’ più di soldi, giusto per pagare una persona che li curi.

  4. Miss, io ho capito che lo spread ha a che fare con i titoli di Stato. Più lo spread è alto, più il valore dei titoli cala. Più o meno come succede a me con la tristezza, più sono triste, più ho voglia di spendere e più le mie finanze colano a picco 😉

    Bacio

  5. Con questo post hai risvegliato dentro di me – oltre a svariate sghignazzate – l’orrore delle notti pre-esami di economia sostenuti in questi anni all’Università. Nonostante tutto, sono ancora abbastanza testarda da leggere il Sole24ore per intero e abbastanza scema da non capirci una fava… l’intenzione è quella di assimilare nozioni per disperazione!

    E meno male che noi genovesi siamo tirchi… quando mi ‘accusano’ di esserlo, rispondo di solito: “non me lo posso permettere”.

    Least but not last, la direttrice della mia banca mi chiama sul cellulare per sapere come sto, nonostante sia una delle clienti ‘più pessime’ che la storia ricordi…non mi vedono nei loro uffici da 1 lustro e mezzo, non è che abbia molto da comunicargli se non che sono perennemente sull’orlo della bancarotta.

    Ti capisco perfettamente…Se sento ancora una volta la parola ‘spread’ impazzisco!

    1. Come ti chiama? No, no, a me no! Ci manca solo che mi telefonino!
      Ricordo con orrore una zelante impiegata che una volta tentò di spiegarmi un piano di risparmio, acquisto di non so cosa presso la loro banca.
      L’ho lasciata parlare per un po’ dopo di che le ho detto:
      – Temo che stia perdendo il suo tempo, non ho capito un’acca di quello che ha detto!
      Mi guardò con un certo sospetto, sai era giovane giovane, molto perfettina…l’ho vista la sua espressione di rimprovero, eh sì!
      Non c’è niente da fare, non sarò mai ricca!
      A meno che non arrivi lo zio d’America….chissà 😉

  6. Ah guarda, di questo passo nemmeno io! Mio padre, che investe in Borsa e riesce a guadagnarci anche qualcosa, ha provato a spiegarmi meccanismi e trick vari ma io l’ho guardato con aria triste e ho sventolato bandiera bianca, niente da fare 😀 La direttrice mi chiama perché è un’amica di famiglia, ma di per sé come faccenda è inquietante lo stesso, quella donna mi odia!!!

  7. Ahahahahah….fantastico!!! Pensa che a casa mia il momento del telegiornale ormai è diventato sacro….non si può nemmeno spezzare il pane che mio padre inizia a ululare “SHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH, fatemi sentire!!!” ….speriamo che scenda sto spread, almeno io ricomincio a conversare a cena! Economia italiana, fallo per me!!!!! 😀

  8. Per come la penso io alle banche dovrebbe essere vietato scrivere ai clienti. L’ansia che ti mette quella busta col logo maledetto genera più ansia di Giacobbo. Fosse per me, anch’io terrei tutto sotto il materasso perché le banche sono davvero il male (non me ne vogliano chi ci lavora).
    Io ho un conto on line e ricevo tutto via mail… l’ansia è un po’ minore… 🙂
    Ciao Miss Fletcher, W le porcellane inglesi!

  9. “Ah, no! Se volete consigli su come mettere in atto un risparmio intelligente, rivolgetevi altrove, io sono negata”.
    Te lo spiego io, tesoro. Dovete trovarvi un ricco e aitante ereditiero e spennarlo fino alle mutande. E quando hai l’implume anatroccolo per le mani, sinceramente dello spread te ne freghi.

  10. Cara Jessica, qui se continua così sarà meglio imparare il tedesco… quanto al tuo rapporto con le banche mi sembra uguale a quello della protagonista di I love shopping… l’hai letto?

      1. Io un tempo ne studiai un po’, giusto i primi due anni del Goethe… aber…non mi ricordo quasi più niente. Entschuldigung, bitte, guten tag und viele danke… riuscirò ad arginare con questo limitato vocabolario, la giunonica Merkel con la sua Bundesbank, che solo il nome incute timore?

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