L’estate al tempo delle cartoline.
Ricordate quando si andava in viaggio e si mandava un pensiero a chi era rimasto a casa?
Si compravano le cartoline, un buon numero di francobolli e si estraeva il foglietto con la lista degli indirizzi.
Adesso, nell’epoca delle immagini digitali, le cartoline sono passate di moda.
Che peccato, vero?
Tra i miei amici ci sono alcuni viaggiatori, era bello sapere che anche dall’altro capo del mondo si ricordavano di me.
E poi avevo uno zio che lavorava sulle navi da crociera ai Caraibi.
Lui scriveva dalle Bermuda e da isole immerse in un mare di cristallo.
Che desiderio di partire! Che voglia di andare lontano, su quell’oceano.
Forse la mia è una delle ultime generazioni che ha avuto la fortuna di poter collezionare le cartoline, molti di noi hanno una grande scatola che trabocca di spiagge e monumenti, di capitali europee e di tramonti.
Anche voi ne possedete una, vero?
Eh, ma noi certo non provavamo stupore nel ricevere una cartolina, i nostri occhi sono da tempo abituati allo skyline di Manhattan e a paesaggi tropicali, li abbiamo già veduti, pur non essendoci mai stati.
Ma un tempo?
Come sarà stato trovarsi tra le mani la fotografia di un luogo mai visto e magari tante volte immaginato?
Che faccia avrà fatto il torinese destinatario di questa immagine?
Saluti dal mare, dai sassi della spiaggia di Sturla.
Cartolina appartenente alla collezione di Eugenio Terzo
E saluti da Varazze, dalla riviera ponente!
Che tempi! Questa cartolina era indirizzata a qualcuno che si trovava a Chiavari.
Sembra strano scrivere a chi è così vicino, è vero?
Forse adesso si sono accorciate le distanze, ma allora, nel 1923, era tutta un’altra faccenda!
Cartolina appartenente alla collezione di Eugenio Terzo
Saluti dall’entroterra ligure, dai freschi e vivifici boschi di Torriglia.

Cartolina appartenente alla collezione di Eugenio Terzo
Un saluto dalla patria di Colombo, così ha scritto un orgoglioso genovese che non ha mai imbucato questa cartolina.
Chissà come mai! Forse l’avrà acquistata per la fanciulla alla quale non ha mai osato confessare il proprio amore, c’è sempre qualcosa che ignoriamo in certi gesti mancati.

Cartolina appartenente alla collezione di Eugenio Terzo
Un saluto da certi benestanti viaggiatori, che hanno scelto questa immagine nella quale si vedono i pescatori sulla spiaggia, ma anche l’esclusivo Hotel Miramare.
Ah, certamente avranno desiderato far sapere che loro soggiornavano in un posto da signori, questa sì che è villeggiatura!
Cartolina appartenente alla collezione di Eugenio Terzo
Saluti dai Bagni della Cava, che un tempo erano alla Foce.
E tra tutti questi piccoli bagnanti non sembra anche a voi di riconoscere fisionomie note?
Ma quello laggiù non è il nonno? E quella bimba non somiglia alla zia?
Cartolina appartenente alla collezione di Eugenio Terzo
Pensate al percorso che hanno compiuto queste cartoline.
Un vecchio francobollo, poche parole scritte con riguardo, una firma vergata con la stilografica.
E un destinatario stupefatto, magari un signore con dei bei baffi, che se ne sta seduto in poltrona a leggere il giornale.
Ma entra la donna di servizio e consegna la cartolina.
Allora lui chiama la moglie, i suoi bambini curiosi accorrono a guardare e ognuno vuole prendere in mano la cartolina.
Ma la mamma dice a tutti di stare buoni, mica vorrete sciuparla, vero?
Scene di vita quotidiana, al tempo delle cartoline.
Tutte quelle che avete visto in questo post appartengono alla bella collezione del mio amico Eugenio Terzo e sono presenti sul suo sito Genova Collezioni, qui trovate il link, visitandolo potrete scoprire molte altre meravigliose curiosità.
Eugenio è una persona di grande cultura e un collezionista di tesori e voglio ringraziarlo per avermi permesso di pubblicare queste splendide immagini.
Ma posso lasciarvi così, senza farvi un adeguato saluto?
Saluti da Genova, da questa città che si apre sul mare, saluti dai quartieri che si inerpicano sulle sue alture, saluti dalla Funicolare del Castellaccio, che ancora oggi vi porta lassù, da dove si domina tutta la Superba.





condivido l’amore per le cartoline
preziose sia come fonte di conoscenza sia come «giacimento sentimentale»
Che bella la definizione “giacimento sentimentale”, mi piace molto.
Che belle cartoline! E che bei tempi… Anche io avevo una scatola piena di cartoline e facevo anche la collezione dei francobolli. Alle medie poi avevo un trio di amiche con cui ci scrivevamo per tutta l’estate -che allora era davvero lunga- a date precise. Che meraviglia ricevere quelle lettere che ti inseguivano per mezza Italia fino al luogo di villeggiatura. Ora ci sono le mail, gli mms e i francobolli hanno l’adesivo, più pratico e veloce ma meno affascinante. Bacioni!
Io ho ancora tutte le lettere che mi hanno mandato le amiche, al tempo delle medie e del liceo, anche quelle di Rita, ovviamente.
E sì, la carta è sempre più affascinante, non ci sono dubbi.
Baci Viv!
Le cartoline mi sono rimaste nel cuore e non ho perso l’abitudine di inviarle. Alcuni amici si stupiscono per questo mio attaccamento al passato….
E poi quant’era bello scrivere lettere alle amiche conosciute durante le vacanze e scegliere con cura la carta colorata o con immagini floreali.
Ah che tempi!!!
abbracci
Che romantica sei, cara Sabrina.
Sì, che bella la carta da lettere! E la penna profumata?
Un abbraccio a te!
Com’era bella e romantica la nostra Liguria nei tempi andati! Chissà che mare spettacolare!
Un abbraccio, Miss!
Già, chissà com’era la spiaggia di Cornigliano, che peccato che sia cambiato tutto.
Un bacino, E!
Buonasera carissima. Eh, le vecchie cartoline, la mia passione!! Bellissime queste…
Comunque ti aspetto!
Un caro saluto, *Maristella*.
E io verrò, spero in aututnno di fare un bel giretto dalle tue parti!
Bacetti, cara Mari!
Secondo me le cartoline avranno sempre il loro fascino…magari non c’è più bisogno del foglio d carta con gli indirizzi, questo è vero, ma le cartoline io le manderei lo stesso, se solo partissi!
Anche io le mando quando viaggio, è anche divertente scriverle!
Ed io sono una ragazza preistorica che continua a spedire cartoline!!!! Altro che foto inviate istantaneamente con il cellulare.
Ne possiedo tantissime ed ho trasmesso questa mania di collezionarle anche ai figlioli. Però ora che ci penso le ultime le ho ricevute la scorsa estate. 🙁
Ma cara Miss mi hai fatto venire voglia di rispolverare quelle della mia Roma. Appena ho un pò di tempo…
Baciotti Susanna
Dai, sì! Un bel post su Roma, con le immagini delle tue cartoline, non vedo l’ora di leggerlo.
Anch’io sai, da tanto non ricevo una cartolina? E ricordo che quand’ero ragazzina e tornavo dalle vacanze il mio primo pensiero era andare a guardare nella buca delle lettere, in cerca del mio bottino!
Un bacino Susa!
Queste cartoline sono meravigliose Miss, e alcune già all’avanguardia devo dire! Bellissime. Ricordo le gite scolastiche. Comprare, scegliere e scrivere le cartoline da mandare ad amici e parenti era uno dei momenti più emozionanti del viaggio. Ora, in certi posti, non ci sono nemmeno più le cassette delle lettere. Sigh! Bacioni.
Era bello mandare le cartoline, vero? Che tristezza che non ci siano più le cassette delle lettere, cara Pigmy.
Cara Miss Fletcher, sono felice che tu abbia scelto di utilizzare le mie cartoline, la mia passione per tutti questi affascinanti documenti e iniziata da bambino, ogni volta che ne leggo una vengo colpito da una piacevole emozione che quasi mi commuove. Molte volte sono riuscito ha ritrovare i personaggi di queste cartoline sepolti a Staglieno, non puoi immaginare che sensazione si prova trovarsi difronte ad una tomba con la foto ed il nome del latore del documento (cartolina o lettera), sopratutto se spediti in tempo di guerra.
Poi attraverso le cartoline possiamo vedere i luoghi come erano prima delle grandi trasformazioni urbanistiche che hanno cambiato completamente le nostre città, e poi è un pò come fermare il tempo.
Un caro abbraccio.
Eugenio
Beh, trovare la tomba di qualcuno del quale possiedi la cartolina mi sembra davvero una circostanza eccezionale, da farci dei veri e propri voli pindarici di fantasia.
Anche a me piace vedere il passato che non c’è più in quelle immagini, a volte fatico a riconoscere i posti.
Grazie a te Eugenio di aver condiviso con noi i tuoi tesori, un abbraccio!
mamma orsa
Che bello, come sempre, leggerti e commuoversi alle tue riflessioni, ci aiuti anche a pensare a cose e situazioni che avevamo messe un po’ da parte.
GRAZIE, il periodo delle tue vacanze si avvicina, lo so, e ti auguro sin da ora che siano serene e belle in compagnia dei tuoi affetti.
Bacioni.
Cara meravigliosa Mamma Orsa,
grazie a te del tuo affetto e del tuo entusiasmo!
Un bacio grande!
Conservo ancora qualche cartolina spedita da me e mia nonna ai miei genitori durante le lunghissime estati passate ad Alassio. Al tempo partivamo il primo giugno alla volta di Alassio, con la macchina strapiena. Io e la nonna ci fermavamo tutto il mese, i miei genitori ci raggiungevano l’ultima settimana che passavamo tutti insieme.
Quando sono tornato ad Alassio qualche anno fa, dopo almeno 20 anni dall’ultima volta, ho ritrovato subito le vie e gli angoli di quando ero bambino, anche se tutto era molto cambiato: li dove c’era la sala giochi adesso c’è un immobiliare, il fornaio non c’è più, al suo posto un negozio di abbigliamento.
Solo il Budello è lì ancora, e il molo dove si andava a guardare i pescatori, e anche i Bagni Marco sono ancora al loro posto, mentre la spiaggia, che allora sembrava immensa, adesso è una piccola striscia rubata al mare.
Grazie per questo splendido tuffo nel passato!
Che ricordi, eh?
Ai tempi si facevano davvero grandi vacanze, siamo stati bambini fortunati.
Poi i posti cambiano, ritornarci fa sempre effetto.
Anch’io andavo in vacanza sulla riviera di Ponente, quando eravamo ragazzine andare a fare un giro ad Alassio era per noi una bella avventura.
E andavamo sempre in un localino, che aveva due ingressi se non mi sbaglio, uno sul budello e l’altro dalla parte del mare.
Chissà se te lo ricordi anche tu…aveva i tavoli di legno scuro! Caspita non mi ricordo il nome, ma ricordo che si ballava sui tavoli! Ti viene in mente?
Ai tempi ero piccino per ballare sui tavoli: ricordo i negozi di giocattoli, e la “pizza al volo” che faceva mini pizze da asporto che entravano su un carrellino nel forno, come in un ottovolante, e Balzola, con la sua insegna al neon che si accendeva e spegneva dando l’illusione del movimento (forse c’è ancora oggi…).
Ma di locali dove si ballava sui tavoli non ho ricordo…
E ricordo il fornaio, davanti al quale passavamo ogni mattina, e il profumo di focaccia, così buona e desiderata, che da noi in terra bergamasca non era ancora arrivata… Oggi quel profumo mi ricorda ancora le vacanze con la nonna…
E questi sono tutti ricordi bellissimi, restano dentro per sempre.
E la merenda con la focaccia…le merende di quando si è bambini hanno ancora il sapore della nostalgia.
Io ne spedivo un sacco!!! 🙂
A dire il vero qualcuna ne mando anche ora…
Brava Giovy! E chissà che belle le tue cartoline da tutto il mondo!
Miss, io e le cartoline abbiamo un bellissimo rapporto: contemplativo!
Le compro ma mi dimentico sempre di spedirle…
Forse perché son semplicemente belle?
Queste addirittura sono speciali 🙂
Un saluto caro
Johnatan
Queste sono fantastiche! E’ bello anche comprarle come ricordo, io lo faccio sempre.
Che meraviglia le cartoline! Io le conservo tutte sono bellissimi ricordi
Cara, lo immaginavo che anche tu le conservassi!
anche e me dispiace tanto non si usino più. l’invio di una cartolina era sintomo di quella cura nelle piccole (e grandi) cose, che purtroppo è andata persa. un caro saluto! 🙂
E’ davvero un peccato. Era un bel modo di rivolgere un pensiero a chi non era in viaggio con noi.
Un bacetto, carissima!
Un bel viaggio attraverso le emozioni.Le mando ancora adesso,ed avevo la mia bella scatola piena zeppa.Ora le ho ordinate,per regione in due grossi albums.La mia collezione più massiccia arriva ai primi anni 60.
grazie per aver condiviso belle immagini e fantascici ricordi.Ciao
Grazie a te! Anch’io ho due scatoloni di cartoline, suddivise in perfetto ordine dalla mia mamma.
E le più vecchie sono davvero antiche, a volte scorgo panorami della mia città che non ho mai visto.
Ciao carissima, buona serata!
Non avevo mai pensato che al tempo di internet, wi fi, tablet e smartphones le cartoline non si usano più. Le cose a volte succedono e basta ed ad un certo punto ti volti indietro e ti accorgi di cose che sono cadute in disuso e basta, ancora prima di rendertene conto.
Proprio così, cara!
Mi viene da sorridere se penso alla prima cartolina spedita da Artalllo (Im) quando avevo sei anni: ero felicissima di spedirla alla mia amichetta del cuore…..peccato che avessi omesso di scrivere il cognome……così non arrivò mai! Al proposito ci vorrebbe una tua saggia e romantica morale della favola!
Beh, il fatto che tu ti ricordi di quella cartolina è già molto romantico, secondo me.
Quando t’arrivava una cartolina era una gioia un’ emozione, la fantasia partiva per quel luogo magari sconosciuto e la conservavi con affetto e attenzione;ora tutto obsoleto, superato …ma io e i vecchi amici non ci arrendiamo continuiamo ad inviarcele che bello!!!! Un grazie a te Miss che ci tocchi i sentimenti con questi bellissimi argomenti!!!:))) un caro saluto!
Grazie a te caro, anch’io sai ogni tanto ricevo ancora qualche cartolina? Lo trovo un pensiero bello e affettuoso!
Buona serata a te!