A life, a walk

Tempo fa ho letto un post di una nuova amica, questo.
No, io non ho figlie adolescenti con le quali fare shopping.
Ho un paio di Dr Martens, quelle sì.
E allora ho pensato di raccontarvi di loro, perché le mie Dr Martens hanno fatto tanta strada insieme a me.
Le ho comprate quando ho compiuto diciott’anni e quindi, vedete, è davvero un lungo cammino.
E le hai ancora? Forse questo vi starete chiedendo.
Sì, sono sempre le stesse di allora.
Ricordo che le comprai in un negozio dei vicoli, ve ne stupite?
E quando le portai a casa mio padre disse:
– Danno l’idea di essere solide! Queste sono le scarpe che piacciono a me!
Eh, infatti, sono durate tantissimo e non ci penso neanche a sbarazzarmene.
West end girls, accordi e parole dei Pet Shop Boys, a Londra ascoltavo anche la loro musica, oltre a quella dei Cure.
E secondo voi, una ragazza, temporaneamente nella capitale inglese, poteva andarci senza le Dr Martens?
Oh, no! Su e giù per Oxford Street, a Sloane, a Camden Lock, con le Dr Martens ai piedi, nella città più vibrante e più bella d’Europa.
E le Dr Martens dei miei amici inglesi, ai tempi, avevano le cuciture tutte colorate, alcuni le avevano con il rinforzo di metallo luccicante sulla punta e le borchie a vista. Invidia!
Qui non c’erano, per lo meno a Genova, chissà, forse a Milano!
Ma le mie erano semplici, nere, opache con la gomma spessa e le stringhe sottili.
Basiche, resistenti e rassicuranti.


Le stringhe delle Dr Martens le ho cambiate un sacco di volte, capitava che provassi ad allacciarle e che si spezzassero, a causa dell’usura del tempo.
Eh, loro però, le mie Dr Martens, hanno resistito a qualunque battaglia e a qualunque clima, non credo che saprei vivere i rigori dell’inverno senza di loro.
Pioggia, neve, fango, pozzanghere di acqua, come si affronta tutto ciò senza le Dr Martens? Non saprei, le mie sono con me da quasi tutta la vita.
E sapete, per un certo periodo le ho portate anche con la gonna.
Ero giovane e potevo permettermelo.
Si dice che alle donne stiano meglio i tacchi alti e in linea generale sono d’accordo, ma una ragazza con le Dr Martens e la minigonna nera ha un suo perché, di questo sono più che certa.
Poi il tempo passa, si cresce e si cambia, ma io le porto comunque, con i pantaloni. Neri, ovviamente.
Beh, c’è una vita intera nelle mie Dr Martens.
C’è la terra che ho calpestato, sotto quelle suole.
C’è il cortile del liceo classico Colombo, a ricreazione andavamo a sederci sul muretto con la striscia di focaccia.
Ci sono certe panchine e certe serate trascorse a far nulla, dopo i compiti e la scuola.
Far nulla? Che sto dicendo!
Stavamo crescendo, sognando, immaginando, precorrendo i tempi.
Ci ponevamo domande.
Tu cosa farai da grande? E se avrai una figlia come la chiamerai? E credi che ti piacerebbe vivere in un’altra città? All’estero? Avere un’altra vita? Andiamo un anno in America? A New York, a fare le cameriere!
Oppure no, a Los Angeles, con la chitarra al seguito, sulla spiaggia di Santa Monica, sotto il sole cocente.
Cantavamo canzoni che non avremmo mai scordato e facevamo risate che ancora risuonano nella mia testa.
E vivevamo amori che certo, sarebbero stati per sempre.
Quella è l’età dei sempre e dei mai, viene in seguito quella dei forse e dei magari.
Avevamo quelle scarpe ai piedi, tutti.
E non sapevamo ancora che strada avremmo preso, ma eravamo lì, con le nostre Dr Martens.
Le mie hanno salito con me le scale di marmo dell’università, mi hanno accompagnata in mille improbabili lavoretti, che entusiasmo però, per qualunque nuova esperienza.
E sono state e sono ancora le mie più fide compagne di viaggio.
Pesanti da mettere in valigia, ma irrinunciabili per me.
E poi, poi le strade sono tante, infinite, come ricordarle tutte?
Strade di ardesia, di ciottoli, di asfalto, di polvere e di pozze d’acqua.
Strade dritte o piene di curve, di dossi, di incroci.
E bisogna pure decidere da che parte andare.
E di foglie cadute, di erba che cresce, di ghiaia, di mattoni rossi, di marmo dai mille intarsi.
Di giorno e di notte, mentre le stagioni scorrono e si susseguono.
Ho vissuto, corso e camminato su tutte queste strade.
Con le mie Dr Martens, che certo sono consumate, non potrebbe essere altrimenti.
Ho tanta strada da percorrere, ho libri e ricordi da portare con me, ho l’orizzonte davanti ed è una curva perfetta, con un tramonto di fuoco che ha spazzato via le nuvole.
E a volte qualcuno mi chiede come mai io abbia ancora le mie Dr Martens, proprio quelle là di quei tempi.
Le ho ancora, sì.
E sono le stesse di quei giorni, quelle dei tempi delle panchine, quando ci chiedevamo: tu cosa farai da grande?

39 pensieri riguardo “A life, a walk

  1. Che poesia, cara Miss… io le dr. Martens non le ho mai avute, per quel mio look un po’ da secchia. Arrivavo al massimo alle Superga, ma più spesso mi fermavo ai mocassini con la monetina… Quanto alla strada, anche se non sembra, ne abbiamo fatta tanta da quelle serate a Castelletto…
    Bacissimi

  2. Romantica Miss… che bel post che hai scritto. Confesso che mi ci è voluto un attimo per capire, ma poi ho capito, guardando anche il post della tua amica e leggendo. E si, perchè io non sapevo si chiamassero Dr Martens queste bellissime scarpe che sembrano davvero immortali. Ma, al di là di tutto, è esageratamente bello il tuo accostare un paio di scarpe ad una vita e per me hai toccato un tasto particolare ma che ti dirò a tu per tu. Mia madre ha ancora il paio di scarpe dei miei primi passi. Non c’entra nulla con quello che hai scritto lo so, ma mi ci hai fatto pensare. A volte, queste cose che mettiamo ai piedi e non consideriamo se non per il lato estetico, avrebbero invece tanto da dire di noi se potessero parlare. E quello che gli abbiamo fatto subire! Un bacione sorellina.

    1. Certi oggetti sono parte di noi e non ce ne rendiamo neppure conto.
      Oggi ti mando un bacio e un abbraccio più forte del solito, tu sai perché. Ciao sorellina!

  3. Più che scarpe, perfette compagne di viaggio… chissà anche loro quante storie potrebbero raccontare!
    Un abbraccio!

  4. Forse tutti abbiamo avuto le Dr Martens…ma solo io sono riuscito in pochi anni a distruggerne un paio ahahaha 😀
    Infatti poi le ho ricomprate, perchè le amavo!

  5. Mai avute, le ho conosciute troppo tardi ed ero già una mamma con figlie grandine. Ma scarpe a parte, che bello questo tuo raccontarci la tua vita e che straordinaria pubblicità per le Dr. Martens! Baci

  6. quanti momenti mi hai fatto ricordare… le Dr. Martens di Palma… io non le avevo ma le ammiravo ai piedi delle amiche.
    Mio figlio le ha portate x qualche anno ma anche loro non hanno più la tempra di una volta, in poco tempo si sono sfasciate!
    bellissimo racconto Miss
    un abbraccio forte forte

  7. Grazie per avermi citata!!! Quanto alle Martens, le tue sono state fortunate hanno vissuto e stanno vivendo con te che sei una donna super intelligente!!! Io alla fine non le ho comprate perchè erano dure e siccome le avrei prese in società con la bipede figlia…già le vedevo nell’armadio e solo poco ai miei piedi!!! Buona giornata!!!

  8. Guarda Miss… io e i miei Docs non ci separiamo da 19 anni.
    Ormai sono maggiorenni… un po’ sfatti… ma sempre utilissimi.
    Quanta nostalgia per il giorno in cui li comprai!!

  9. Che gran bel post Fletch. Di quelli che piacciono a me.
    Confermo che ai tempi, una ragazza con la minigonna nera e le martens, poteva rivoltarmi come un mocalzino e fare di me cio’ che voleva!
    E detto cio’ vi lascio sentendo Walk of Life di Knopfler

  10. Nostalgia!!!!!! Mi rivedo ai tempi!!!Mai avute le dott martens ma i ricordi sono simili!!!!!Mi ricordo di te ,in campagna,con quelle scarpe!!!!

  11. Bellissimo racconto, sembri molto simile a me (Irina) anche io avevo queste bellissime scarpe le ho avute con me per ben 10 anni e poi me le rubarono a Londra in ostello!! Sembra stupido ma ho pianto, come dici tu quanti ricordi si portano dietro questi semplici oggetti!! le nostre scarpe con cui mi sentivo diversa da tutti nel mio paesino di provincia. Mi trovavo a farmi le stesse domande che in fin dei conti mi faccio tuttora. Che bello, mi porti sempre nel passato 😉

    1. Te le hanno rubate, purtroppo, altrimenti sono certa che le porteresti ancora, si vede che io e te siamo simili.
      Sì, le domande di allora sono le stesse anche per me…lo so che vi porto sempre nel passato, è un posto nel quale sto bene 😉

  12. Prese anche queste “delicate scarpine di cristallo”, carissima Miss, ma non per me, per la mia ex 16enne di qualche anno fa, quando era metallara e dark lady. Ora invece è tutta Coco Chanel.
    Ma non nego che gliele ha sgraffignate anche il secondo figlio. Sono orribili carrarmati indistruttibili e la spesa ne è valsa la pena.

    Invece penso alle mie polacchine scamosciate, color cognac, a Roma dette “petule”…. vabbè. Mi fermo qui. Snif sob!
    Buon fine settimana, io sarò a Roma e dintorni
    Susanna

  13. Non le ho mai avute ma mi piacciono molto. Ne hai fatta di strada con quelle eh? Sei una Miss Fletcher versione sportiva!
    un bacio, felice fine settimana.

  14. Miss, il bello di questo Blog (lasciamelo scrivere con la B maiuscola), è la sua capacità di saltare di palo in frasca, cioè dal Risorgimento a delle calzature autobiografiche che ai piedi di Jessie White Mario, sarebbero state invisibili, stando alla non brevità del gonnone che indossa in una foto di wikipedia… anche se per la vita da Uragano che ha vissuto sulle strade dell’Unità d’Italia, credo che, più di una volta, una qualche sorta di robusti anfibi, non devono esserle mancati, ai piedi…

    ti regalo un mio antico “epirisma”, più o meno in tema…

    in amore
    le mani sono
    importanti
    almeno quanto
    i piedi per
    il Dr. Martens.

    (per la verità, in origine trattavasi del Dr. Scholl, ma tu fai finta di non saperlo)

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