Questa è una storia di mare e di audacia, per raccontarla bisogna andare a un giorno di maggio del 1796.
Dal porto di Patti, in Sicilia, salpa una piccola imbarcazione, un pinco dal nome beneaugurante: Nostra Signora dell’Acquasanta.
Si tratta di un mezzo da carico sul quale si trovano soltanto 15 persone, quattro di esse sono dei ragazzini.
A bordo c’è anche il padrone del pinco, è un fiero ligure, si chiama Lazzaro Stagno ed è originario di Sori.
Si parte, con il favore dei venti e della buona sorte.
E poi, d’un tratto, la vedetta lancia l’allarme: sulla linea dell’orizzonte si intravedono ben quattro navi di notevoli dimensioni.
Le imbarcazioni non sono uguali tra di loro, due di esse hanno un certo tipo di vela e se ne restano pacificamente al largo.
Le altre due, invece, avanzano minacciose verso il pinco.
Si tratta di una galeotta e di una mezza galera, a bordo ci sono pericolosi pirati barbareschi, sono armati fino ai denti e dispongono di una ragguardevole potenza di fuoco, ben venti cannoni pronti a sferrare l’offensiva al Nostra Signora dell’Acquasanta.
A bordo del pinco monta l’agitazione, bisogna difendersi con ogni mezzo.
Lazzaro Stagno e i suoi uomini non si perdono d’animo, possono contare su cinque cannoni e su un certo numero di moschetti ma Lazzaro ha anche un’altra arma per contrastare i suoi nemici: la sua abilità marinara che farà tutta la differenza.
E infatti la mezza galera dei pirati barbareschi tenta un primo abbordaggio ma il pinco sfugge all’assalto e sebbene cada colpito a morte un marinaio di Camogli, Nicheroso Olivari, da bordo i liguri continuano a far fuoco e diversi pirati perdono la vita in questo primo scontro.
Che smacco!
Il comandante della mezza galera non vuol darsi per vinto e torna al contrattacco, una palla di cannone attraversa il cielo e trapassa le vele del pinco senza provocare danni strutturali alla piccola imbarcazione.
Lazzaro e i suoi uomini, invece, si difendono strenuamente e sferrano un colpo decisivo: una cannonata abbatte l’albero di maestra che si schianta rovinosamente sulla tolda della mezza galera, un’altra palla provoca altri seri danni.
I pirati tentano ancora l’abbordaggio ma sono nuovamente respinti e molti di essi vengono uccisi.
Finalmente si arrenderanno? Figurarsi!
Fanno un terzo tentativo ma gli indomiti liguri non si lasciano certo sopraffare e colpiscono lo scafo della mezza galera causando la morte e il ferimento di molti dei loro nemici.
Durante il sanguinoso scontro l’altra imbarcazione barbaresca, la galeotta, se ne rimane in disparte e da bordo parte una sola cannonata.
C’è sempre un momento nel quale bisogna riconoscere la superiorità del proprio avversario e viste le gravi condizioni nelle quali versa la mezza galera, tutte e due le navi battono in ritirata.
Festa grande a bordo del Nostra Signora dell’Acquasanta!
Il viaggio prosegue senza altri intoppi e i prodi uomini di mare giungono finalmente a Genova.
E qui vengono accolti con tutti gli onori!
I festeggiamenti si svolgono il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, patrono di questa città.
A Lazzaro Stagno viene consegnata una medaglia d’oro, l’equipaggio è ricompensato con altri doni, una somma viene assegnata alla famiglia del caduto Nicheroso Olivari ed è prevista un’ulteriore dote per la prima delle sue figlie che si sposerà.
Tutto questo accadde nel lontano 1796.
Lazzaro e i suoi uomini tornarono al loro mare e ai fruttuosi commerci con i quali garantivano il pane alle loro famiglie.
Chissà quante volte, negli anni che seguirono, Lazzaro Stagno avrà ricordato quel luminoso giorno di maggio, il giorno in cui sconfisse i pirati.



Ma dove scovi questi personaggi?! Le avventure per mare hanno sempre un gran fascino ma tutte le volte mi vien da pensare che era un vivere davvero difficile 🙂 bacioni
Vvi, mi piacciono da matti le storie di pirati, indubbiamente doveva essere una vita durissima che non siamo neppure capaci di immaginare.
Grazie a te, un bacione.
Bella ed eroica storia, nel mio archivio ho trovato un certo cap. Emanuele Stagno che comandava un Brigantino di nome Bianca, nella seconda metà dell’800, forse potrebbe trattarsi del figlio dell’eroico Lazzaro.
Eugenio
Uh…Emanuele Stagno? Mi piacerebbe conoscere la sua storia, pensa se davvero fosse il figlio di Lazzaro, sarebbe bellissimo!
Grazie caro Eugenio, il tuo apprezzamento mi fa sempre piacere, lo sai. Un abbraccio!
Il 24 giugno è pure il giorno del mio compleanno… ovviamente sono nato nel 1796 e cerco di conservarmi al meglio 😀 😀
Fletcher, l’ultima foto della spiaggia è strepitosa!
Un abbraccio
Grazie carissimo! E’ la spiaggia di Sori, ovviamente, in onore a Lazzaro Stagno e al suo coraggio!
Compi gli anni il 24 giugno? Splendida data!
Un abbraccio e buona domenica!
Grazie mille e bellissima spiaggia 🙂
Come al solito ti avevo letto stamani, ancora sotto le pezze,(non ti mollo e ti seguo sempre). La foto di testata di strega è quella del golfo di Patti, degradano verso il mare due colline (si vede poco) la prima è la contrada dell’Acqua Santa. A quell’epoca Patti era una cittadina molto importante, ed erano fiorenti anche i commerci per mare, esportavano in tutto il mediterraneo ed anche nelle Americhe i manufatti di ceramica. Ancora oggi si celebra d’estate in mare la festa della MADONNA DELL’ACQUA SANTA, ed è in memoria di tutti il vecchio proverbio che reclamizzava le vecchie fornaci:
“Di Patti avi essiri a pignata pi fare a minestra sapurita”
Un sorriso meravigliosa Miss
Ma meravigliosa tu Miriam, che commento fantastico hai scritto, dev’essere proprio bella la festa della Madonna dell’Acquasanta, anche qui in Liguria c’è una località che si chiama così e c’è un santuario, ora qua come facciamo a stabilire da dove deriva il nome del pinco?
Vedi? C’è un filo tra la Sicilia e Genova, fin dal tempo di Lazzaro Stagno!
Un abbraccio a te, grazie carissima!
Che bella storia!!
Grazie…mi piacciono i racconti del mare, per giunta ….questo realmente accaduto!
grazie
buona serata
.marta
Grazie Marta, contenta che ti sia piaciuto!
Buona serata a te!
Carissima , e’ vero , sono la mamma di Marina Guenza che ti segue dall’America …dove lavora e fa ricerca all’Universita’ dell’Oregon. Amiamo tutte e due Genova e , i tuoi articoli sono davvero interessanti e piacevoli ..Grazie!!!! Ti abbraccio Giselda
Che brava Marina, complimenti per il suo lavoro, davvero notevole.
E grazie a te Giselda del tuo bellissimo entusiasmo, un abbraccio a te!
E chissà quante volte l’avrà raccontata ai nipotini!!
Complimenti per la scelta delle storie, mai banale.
Ma davvero!
Grazie Tiptoe, felice che ti sia piaciuto!
Un bacione!
Quando i Genovesi erano dei veri uomini!!!!!!!!!!!!
Grande coraggio, eh?
Buongiorno, la storia e’ di grande interesse, anche perche’ probabilmente si tratta dell’ultimo combattimento della Repubblica prima della parentesi napoleonica e della annessione dei Savoia.
Sto costruendo un modello di pinco in legno e avrei bisogno di tutti i possibili riferimenti per aderenza il piu perfetto alla iconografia dell epoca. Mi potrebbe aiutare fornendomi tutti riferimenti bibliografici dell epoca? Grazie, Mario Chiapetto, Torino
Buonasera Mario, complimenti per la sua iniziativa.
Io non saprei proprio come aiutarla, probabilmente potrà trovare quello che cerca in qualche biblioteca o magari in qualche libreria antiquaria.
Forse potrebbe fare una visita al Galata Museo del Mare, come forse già saprà è un museo completamente dedicato alla storia della marineria, ci sono molti quadri, non mi ricordo però se ci sia un quadro che ritrae il pinco.
Questo è il link del Museo
http://www.galatamuseodelmare.it/jsp/index.jsp.
Grazie, buona serata!
Buongiorno, grazie dell’attenzione. In effetti al Galata c’è proprio un modello di pinco generico. Le chiedo ancora solo di dirmi per favore quale e’ stata la sua fonte per questo suo importante scritto. Ancora grazie, Mario
Miss, le storie di Pirati mi sono sempre piaciute, e in genere ho sempre tifato per i Pirati… qui, però, mi tocca tifare per quell’ardimentoso ligure, partito dal porto di Patti (luogo che mi riporta al 1987, quando vi avevo sostato un paio di giorni per visitare le vicine vestigia di Tindari e l’acropoli con il celebre Santuario della Madonna nera), ti dirò che racconti l’impari scontro tra il pinco e le quattro imbarcazioni corsare, con il giusto pathos, Salgari non avrebbe potuto fare meglio… credo, però, che Sandokan sarebbe stato un osso molto più duro…
Grazie Sergio, sei troppo buono davvero!