Di amore e di pioggia

Un messaggio d’amore su una porta in una località della riviera e un solo scatto.
E d’un tratto mi sono ricordata di una mattina di settembre, ormai sono passati più di due anni.
Stavo camminando in una delle strade che frequento spesso, fu allora che lo vidi.
Sapeste quanti interrogativi mi sono posta da quel giorno!
Ah, chissà come sarà finita!
Del resto l’amore è una questione molto complicata e se sorgono incomprensioni e malintesi la via che sembrava un piano sentiero diviene una salita impervia e faticosa.
Ci sono le parole, uno dei due deve saperle dire e ne bastano davvero poche, l’importante è che siano quelle giuste.
E poi occorre munirsi di alcune semplici cose, un foglietto di carta, un pennarello rosso, un nastrino giallo.
Uno stampatello deciso, a me parrebbe una calligrafia maschile ma non posso esserne sicura.
Certe parole sono messaggi in bottiglia, si scrivono con la speranza che giungano a destinazione.
Certe parole attendono una risposta, una carezza, un bacio di riconciliazione.
L’amore è un temporale, a volte piove sulle nostre parole.
A volte il suono della pioggia è fragore e sconquasso, il tuono rimbomba in lontananza, il cielo si incendia di lampi.
A volte piove sulle nostre parole.
E la grafia sbiadisce, perde i contorni, l’inchiostro sfuma e il colore si dissolve.
Era autunno, la pioggia giorno dopo giorno ha cancellato quelle parole ed io spero di non essere stata l’unica a leggerle.

Biglietto (3)

TI PERDONO

30 pensieri riguardo “Di amore e di pioggia

  1. Si l’ha sicuramente visto, cara la mia detective, e sarà volato felice da lei… poi come sia proseguita la vicenda però… l’avrà fatta arrabbiare ancora?… Mah, non lo so… 😉

  2. Che brava detective, non so da cosa riesci a capire che il biglietto sia stato scritto da un uomo, ma il gesto è sicuramente lodevole. Un abbraccio

  3. Molto bello il post. Come fanno fiorire la fantasia due parole scritte come un messaggio in una bottiglia. Ecco cosa immagino io. Due commenti: 1) se uno/a ha il coraggio di scrive un messaggio pubblico cosi’, dovrebbe anche avere il coraggio di chiedere poi “ma hai visto il messaggio che ti ho lasciato?” 2) il fatto che il cartello sia rimasto sotto la pioggia mi sembra pero’ suggerire che forse l’altro/a ha risposto “perdonare cosa? Ma non hai capito che e’ finita?”

    1. Due parole e tante diverse interpretazioni, la tua in effetti potrebbe anche essere giusta….speriamo romanticamente che sia finita bene, cara Marina!
      Un abbraccio!

  4. temo Chéri che Marina abbia ragione. Certo sembra romantico così ben raccontato ma a me fa pensare a due cose. perché gridare a tutti qualcosa che si può dire? e perché gridare (è tutto maiuscolo) ti perdono? l’amore non ha bisogno di perdono e appendere un cartello a caratteri cubitali mi sembra un modo per dire a tutti che: 1) lì abita qualcuno che dovrebbe essere perdonato 2) che c’è qualcuno così magnanimo che l’ha fatto 3) che il colpevole, con ciò che ha fatto e di fronte ad un così grande gesto, dovrebbe cospargere il capo di cenere, abbassare la cresta e tornare a Canossa.
    Penso anch’io che sia un uomo e spero che nessuno gli abbia dato il compiacimento di una risposta.

    1. Oh…magari avete ragione voi, chi lo sa.
      E su un cartello credo che chiunque userebbe lo stampatello, non so.
      Magari io sono troppo romantica, mia cara, spero sempre in un esito positivo!
      Bacioni!

      1. Vedi, il problema è che si è perso il senso e la dimensione delle cose e dei media. E il problema è proprio il media oltre al messaggio: un cartello pubblico scritto a pennarello.
        Avrei trovato più raffinata una scritta sul muro.
        Un cartello scritto con un pennarello sintetico che sbiadisce al sole e scioglie sotto la pioggia!!! Ma perfavore.
        La situazione avrebbe meritato un biglietto in un mazzo di rose; l’inchiostro profumato di una stilografica avrebbe potuto scrivere con bella calligrafia “nulla può succedere che possa diminuire l’amore che ho per te, torna da me e saprò renderti felice come il solo pensarti rende felice me”
        ok, si sono ottocentesca.

      2. No, scritta sul muro no… però tutto il resto magari sì, noi però non sappiamo se abbia fatto altri tentativi, chi può dirlo?
        E’ bello però essere ottocentesca 😉

  5. Le persone non riescono più a parlare, esprimere i propri sentimenti alla persona amata o tradita, è quello che vediamo tutti i giorni le persone si amano e si lasciano con un messaggio, che squallore ,le persone sono schiave
    della tecnologia, non hanno coraggio non sanno più colloquiare .
    Meglio una bella lite per far andare le cose dritte,(non so scriverla in genovese)……………………certo un cartello così ti fa supporre tutto e niente. Enigma…………bello, ma chi ce lo risolve? la nostra fantasia. Buona notte ciao.

    1. E sì, Ottavia, a volte è difficile comunicare.
      L’enigma qui, non lo può risolvere nessuno, la nostra fantasia ci permette di fare supposizioni.
      Un abbraccio a te!

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