Un pomeriggio con la nonna Teresa

Come se non fossero mai passati tutti questi anni, io mi ricordo ancora quei pomeriggi con la nonna Teresa.
La nonna abitava nel mio palazzo e così quando ero piccola mi bastava salire qualche piano di scale per andarla a trovare.
Come ho già avuto modo di ricordare, la nonna era una ragazza del ‘99, gente di altra tempra rispetto a noi.
La nonna non stava mai con le mani in mano, era sempre impegnata con le sue attività: raccoglieva le fotografie per l’album di famiglia, scriveva aneddoti e memorie, soprattutto passava un sacco di tempo a cucire.
La nonna aveva una vecchia Singer con il pedale e spesso la trovavi all’opera con aghi, fili e stoffe, va detto che a volte cuciva delle cose del tutto inutili ma allora mi sembrava sempre che facesse lavori assolutamente indispensabili.

Foto scattata a Fontanigorda

La nonna aveva anche un apparecchietto di plastica colorata a forma di macchina da cucire, era un piccolo aggeggio che serviva a infilare l’ago e all’epoca mi sembrava una cosa fantastica, di recente mi è capitato di vederlo in vendita sui banchi del mercato e ho avuto un vero e proprio moto di nostalgia.
Alla nonna piaceva anche cucinare e le riusciva molto bene peccato che fosse spesso in altre faccende affaccendata e quindi sovente si scordava le pentole sul fuoco, io mi ricordo benissimo certe pietanze e certe minestre carbonizzate a dovere.
A casa della nonna poi trovavo sempre riviste interessanti e così molto spesso me ne tornavo nella mia cameretta con un discreto bottino di imperdibili letture.
La mia preferita in assoluto era una rivista di leggerezze, diciamo così: aveva un formato insolito, la carta sottile e molte foto in bianco e nero.
Ed erano pagine e pagine di pettegolezzi sulle stelle del cinema e sui componenti delle case reali europee, la leggevo con una certa curiosità per i matrimoni da favola, i nuovi amori e le storie sensazionali.
C’erano poi i settimanali che comprava mia zia con le istruzioni per la maglia o l’uncinetto, i servizi di moda, le notiziole utili per la casa.
E su quelle pagine andavo sempre a cercare la rubrica con i trucchetti della nonna, a dire il vero in seguito non credo di essermi mai ricordata di seguire uno di quei consigli ma all’epoca mi sembrava fondamentale informarmi sul modo migliore per pulire l’argenteria, tanto per fare un esempio.
Sulla scrivania della nonna poi non mancava mai il barattolino argentato della Coccoina, quell’odore per me è un ricordo d’infanzia.
Lei usava la colla per attaccare sui suoi quaderni le ricette ritagliate dalle riviste e la utilizzava anche per l’album dei ricordi di famiglia.
La nonna Teresa era maestra elementare e ogni tanto tirava fuori le fotografie di lei con i suoi studenti, adesso conservo io quelle foto di classe.
E poi la nonna raccontava dei suoi giorni da insegnante e di quando da piccola andava al mare a Sampierdarena, in campagna agli Erzelli oppure a Pontedecimo.
E la ringrazio per aver scritto i suoi ricordi, se non lo avesse fatto sarebbero andati perduti mentre invece sono impressi sulla carta con la sua calligrafia ordinata e precisa.
Rileggere adesso quelle storie è come tornare indietro nel tempo e trascorrere ancora, di nuovo, un pomeriggio con la nonna Teresa.

26 pensieri su “Un pomeriggio con la nonna Teresa

  1. Oh Miss… Anche io avevo una zia Teresa…mi amo’ piu’ che una figlia …. La ricambiavo con l’ amore che si prova per una mamma… una donna austera, indipendente e benché radicata nelle tradizioni e nei valori, capace di proiettarsi avanti … In uno dei tanti pomeriggi da lei… in quel caffe’ sorseggiavo le migliori indicazioni per la mia vita …

  2. Miss, io le nonne non le ho conosciute, ma il marchio Singer mi ricorda la nonna Virginia perchè mio padre aveva smontato la macchina pezzo per pezzo, per farla entrare nel baule, che ci aveva seguiti in Argentina, non perchè pensasse che in America mancassero, ma perchè quella vecchia Singer era un ricordo di quando era bambino…

  3. Huau ! (scusi l’espressione ma mi è uscita spontanea) che bello: La Singer , le riviste patinate con le foto in bianco e nero, la coccoina. Un altro mondo… quanti ricordi… Tutto più lento, tutto più tangibile anche le piccole cose lasciavano il segno…..felice di aver vissuto quegli anni, patrimonio odierno a cui si fa riferimento in questo mondo dell’effimero dove si consuma tutto velocemente. Buona serata MIss.

  4. Sono ricordi bellissimi, Miss… Anch’io ho avuto una nonna con la Singer uguale a quella della foto, classe ‘98, nata e cresciuta in via del Molo, trasferitasi a Castelletto verso il 1920: le nostre nonne hanno visto Genova come noi la vediamo nelle vecchie foto che andiamo a cercare su Internet. Mi ha sempre voluto bene, ed io gliene vorrò sempre. Buona serata.

  5. la macchina da cucire a pedali ce l’aveva anche mia mamma, ora ne usa una moderna, ma ricordo ancora quando ero bambino e la vedevo lavorare con quella macchina, uguale a quella della foto. 😉

    Buon wek end .😉

  6. Complimenti per le belle storie e per il modo con il quale descrivi Genova, scoperto per caso il blog mi sono iscritta per non perdere neanche un post e venire a vedere di persona appena possibile i fantastici “angoli nascosti” di questa bellissima città che regala tante meraviglie e che è vicina a me dato che abito a Rapallo : )
    Ps: mia mamma la usa ancora una Singer uguale a quella lì….

  7. Che fortuna che la nonna abbia scritto i suoi ricordi e ti abbia raccontato il suo vissuto, tu sai quanto sarebbe stato importante per me trovare un diario di nonni o bisnonni… ma bravissima tu che lo conservi con amore e lo leggi con tenerezza e curiosità. Un abbraccio

  8. Per ritrovarti ho scelto questo post sulla tua nonna. Pensavo di averlo scelto per caso, ma leggendo mi sono accorta che me l’ha consigliato dal cielo la mia nonna. A gennaio è mancata e tuttora non mi sembra possibile. Anche lei aveva una Singer e l’ho rivista qualche giorno fa in cantina. Quello che da piccola mi stupiva sempre, quando la nonna cuciva, era l’uovo di legno per rammendare le calze! Mi sa che la prossima volta che vado a casa me lo porto via…

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