Due, tre e tre

Sono sempre affascinata dalla semplice esposizione delle verdure, quindi in genere ci faccio caso. C’erano due cavolfiori bianchi e sotto tre cavolfiori viola e tre cavolfiori arancioni.
Due, tre e tre.
Poi c’era una cassetta vuota e a ripensarci sono proprio pentita di non aver chiesto cosa contenesse.
Quello che non c’è o che non si vede, nella vita, suscita in noi sempre una certa curiosità, non credete anche voi?
Due, tre e tre.
Tutti i cavolfiori se ne stavano in fila, in attesa di destinazione, a dir la verità parevano persino un po’ impazienti, come dire: che ci facciamo ancora qui?
Quello viola più grande, sistemato tra i due più piccoli, secondo me si dava anche un po’ delle arie, forse per attirare l’attenzione.
I due bianchi stavano per conto loro, forse sentivano anche un po’ di nostalgia per quelli che un tempo occupavano la cassetta vuota e dei quali, purtroppo, nulla sappiamo.
I tre arancioni erano allegri e di buon umore, come si addice naturalmente al loro colore, a parer mio erano davvero pronti per nuove avventure.
Tra tutti chissà dove se ne sono andati poi.
Erano due, tre e tre.

14 pensieri riguardo “Due, tre e tre”

  1. Si potrebbe proprio dire : ma che cavolo ci sara’ mai stato nella cassetta vuota dove al momento non c’ e’ un cavolo di niente ?

    1. quelli bianchi se ne stanno in disparte ormai sopraffatti dal colore che attira l’attenzione.

  2. Che bello Miss “due,tre e tre sembra quasi un gioco!Uno sciogli lingua.Sai che quelli arancioni non li ho mai visti?Belli da vedere e buoni da cucinare.Grazie my Dear

  3. Io adoro i cavolfiori e mi piace mescolare tutti i loro colori, ne comprerei uno per tinta! Secondo me nella cassetta vuota c’era quello romanesco, quello tutto verde con i ciuffetti a pinnacolo. Cromaticamente sarebbe stato perfetto! Bacioni

  4. C’è il rischio (rischio? No, la certezza) che queste botteghe spariscano per lasciare spazio a bar, agenzie immobiliari, o appartamenti. Qui a Savona si stanno preparando a trasformare negozi in appartamenti per B&B o da affittare a prezzi folli ai turisti. E quei poveri e pochi cavoli, persi in quelle cassette, è come se fossero “coscienti” del destino. Li troveremo solo nei centri commerciali.

    1. Questa tua considerazione, caro Marco, è purtroppo verissima e a volte non capisco come non si comprenda che non è una buona cosa svuotare il tessuto cittadino dei suoi abitanti e della vita che costituisce una città. Purtroppo succede ovunque, non è una buona cosa.

Lascia un commento