Sono sempre affascinata dalla semplice esposizione delle verdure, quindi in genere ci faccio caso. C’erano due cavolfiori bianchi e sotto tre cavolfiori viola e tre cavolfiori arancioni.
Due, tre e tre.
Poi c’era una cassetta vuota e a ripensarci sono proprio pentita di non aver chiesto cosa contenesse.
Quello che non c’è o che non si vede, nella vita, suscita in noi sempre una certa curiosità, non credete anche voi?
Due, tre e tre.
Tutti i cavolfiori se ne stavano in fila, in attesa di destinazione, a dir la verità parevano persino un po’ impazienti, come dire: che ci facciamo ancora qui?
Quello viola più grande, sistemato tra i due più piccoli, secondo me si dava anche un po’ delle arie, forse per attirare l’attenzione.
I due bianchi stavano per conto loro, forse sentivano anche un po’ di nostalgia per quelli che un tempo occupavano la cassetta vuota e dei quali, purtroppo, nulla sappiamo.
I tre arancioni erano allegri e di buon umore, come si addice naturalmente al loro colore, a parer mio erano davvero pronti per nuove avventure.
Tra tutti chissà dove se ne sono andati poi.
Erano due, tre e tre.

Si potrebbe proprio dire : ma che cavolo ci sara’ mai stato nella cassetta vuota dove al momento non c’ e’ un cavolo di niente ?
quelli bianchi se ne stanno in disparte ormai sopraffatti dal colore che attira l’attenzione.
Ecco, brava!
Ecco, appunto!
Miss, vien quasi da pensare che la foto sia stata scattata in Vico del Cavolo…
Haha, hai ragione!
Che bello Miss “due,tre e tre sembra quasi un gioco!Uno sciogli lingua.Sai che quelli arancioni non li ho mai visti?Belli da vedere e buoni da cucinare.Grazie my Dear
Esatto, è come un gioco, caro mio!
Io adoro i cavolfiori e mi piace mescolare tutti i loro colori, ne comprerei uno per tinta! Secondo me nella cassetta vuota c’era quello romanesco, quello tutto verde con i ciuffetti a pinnacolo. Cromaticamente sarebbe stato perfetto! Bacioni
Anche a me piacciono tutti quelli della famiglia dei cavoli, ci capiamo, mia cara.
Un bacione e buona giornata a te!
Questo racconto ha fatto la mia giornata, grazie Miss!!😊
Francesca
Grazie Francesca, ne sono felice!
C’è il rischio (rischio? No, la certezza) che queste botteghe spariscano per lasciare spazio a bar, agenzie immobiliari, o appartamenti. Qui a Savona si stanno preparando a trasformare negozi in appartamenti per B&B o da affittare a prezzi folli ai turisti. E quei poveri e pochi cavoli, persi in quelle cassette, è come se fossero “coscienti” del destino. Li troveremo solo nei centri commerciali.
Questa tua considerazione, caro Marco, è purtroppo verissima e a volte non capisco come non si comprenda che non è una buona cosa svuotare il tessuto cittadino dei suoi abitanti e della vita che costituisce una città. Purtroppo succede ovunque, non è una buona cosa.