C’era una volta il 33 barrato e quello là era proprio un altro mondo.
Ora, direte voi, è il caso di dedicare un articolo a un linea di autobus soppressa ormai da anni?
Eh, a mio parere il 33 barrato lo merita proprio!
Come dicevo, quello là era proprio un altro mondo: avevamo la lira nel portafoglio, io tenevo in camera i poster di Billy Idol, il futuro era ancora tutto da scrivere.
A dir la verità non ricordo proprio tanto bene in quale anno ci hanno privato del 33 barrato, so che per noi della Circonvallazione a Monte era una piacevole abitudine.
Infatti il 33 barrato faceva capolinea a San Nicola, ai Giardini Pellizzari, quindi era comodo sia per andare che per tornare: quando c’era il 33 barrato al capolinea ti potevi sedere con tutto comodo e aspettare che partisse alla volta di Principe.
Il tempo passa ed è tutta una questione di numeri, in molte diverse faccende.
E a proposito degli autobus un tempo qui avevamo il 30 che andava da Principe a De Ferrari, il 33 andava da Brignole a Principe e il 33 barrato seguiva lo stesso percorso ma aveva il capolinea come già detto a San Nicola.
Il 36 copriva invece il percorso tra Via Piave e Piazza Manin.
Poi all’improvviso tutte queste linee sono praticamente scomparse: addio 30, 33 e 33 barrato, tutto il lavoro è finito sulle spalle del povero 36 che ora copre il percorso da Principe a Piazza Merani.
I primi tempi devo dire che mi faceva un po’ impressione vedere il 36 a San Nicola, perché il 36 è sempre stato uno di Manin, ecco, poi alla fine ci ho fatto l’abitudine.
In quell’altro mondo però erano tutti altri numeri, in molti diversi sensi.
Tra l’altro all’epoca non c’era neanche internet.
Non c’erano gli smartphone e non esistevano i social network eppure riuscivamo sempre a trovarci.
In ogni caso avevamo il gettone per telefonare dalle cabine, il progresso portò poi le schede telefoniche e per un mistero che ignoro ne ho conservato un certo numero in una scatola di metallo, ora sono vintage pure le schede telefoniche.
Al tempo del 33 barrato avevamo il walkman a cassette, credo di aver ascoltato migliaia di volte West End girls dei Pet Shop Boys mentre aspettavo l’autobus.
E poi all’epoca non esistevano neppure le paline intelligenti con gli orari di arrivo delle varie linee, eppure, chissà perché, a me alllora le attese sembravano più brevi.
Era tutto più lieve, in un certo senso, mettiamola così.
Poi il tempo è trascorso.
E un giorno al mercatino dell’antiquariato certi numeri si sono di nuovo ripresentati davanti ai miei occhi.
Stupore e meraviglia: c’era una volta il 33 barrato e a volte non sembra nemmeno che sia passato così tanto tempo.

Forse è così, erano altri tempi, altre priorità, altri occhi… o semplicemente eravamo più giovani ed era solo un’altra età…
Eh già, Igor davvero, quando mi soffermo a pensare quanto fosse tutto diverso resto stupefatta, credimi.
Non esisteva allora neppure il saturimetro … i medici ti auscultavano e ti dicevano: dica forte “trentatre”
Brava cara, una giusta osservazione.
Che ricordi! Il primo autobus che ho preso in vita mia era il n°5 di colore verde scuro con il bigliettaio a bordo,sedili in legno (molto più igienici).Il passato fa parte della nostra vita,e ci serva per salire verso le cose nuove che ci sono state proposte da vivere. Saluti cari Mauro
Ah che bello che ci ricordiamo cose del passato ancora con commozione, vero caro?
Buon pomeriggio amico mio, grazie!
e sì, Miss, il tempo passa e tocca invecchiare anche se non vuoi… c’erano una volta i 33 anni di mia moglie e questo 7 aprile ne compie 80 (e io l’11 la raggiungo)…
Che bel compleanno, auguri cari a tua moglie e a te in anticipo!
Certe insegne metalliche dei vecchi tram milanesi con le indicazioni del percorso (erano double face e le giravano quando arrivavano al capolinea prima di riprendere il percorso in senso inverso) mi piacerebbe davvero averle. Sono dei pezzi di cuore più che di storia. Capisco che il 33 barrato ti abbia fatto sognare. Baci!
Ah, vedo che ci capiamo mia cara, sono esattamente pezzi di cuore, hai ragione tu. Un bacione a te, buona serata.
Lo ricordo bene, da corso Magenta a San Nicola, per me
Che ricordi!