All’epoca delle famiglie numerose lui era figlio unico, per lo meno credo che lo sia stato per un certo periodo se non proprio per tutta la vita.
Così eccolo tra mamma e papà, in un’armonia di famiglia così catturata dal bravo fotografo Giulio Rossi.
Papà è un tipo bonario, anche se nella foto pare quasi austero mi pare di cogliere, autentica, una vena di buon cuore e una positiva inclinazione del carattere.
Le fotografie a volte parlano, chissà se davvero noi sappiamo leggerle.
Maman è giovane, più di quanto voi possiate supporre.
Maman ha avuto i suoi dispiaceri, probabilmente, forse ha solo un figlio perché gli altri li ha perduti, accadeva di sovente alla sua epoca.
Eccola nella sua fierezza con i suoi gioielli, gli orecchini importanti e la pettinatura complicata.
Il figlio unico hai il completino con i dettagli ricercati.
Dal suo abito, e non solo, si intuisce che la sua famiglia di appartenenza gode di certi agi, lui è cresciuto in un ambiente privilegiato.
Stivaletti, pantaloni sotto il ginocchio e tutta la vita davanti.
E una gestualità famigliare che racconta di accudimento e cura: il bambino è tra braccia del papà il quale stringe nella sua mano salda le dita sottili del suo piccino.
La mamma invece regge il ventaglio e al contempo sfoggia i suoi anelli favolosi con le pietre preziose.
Era un giorno di un tempo lontano, nello Studio di Giulio Rossi.
C’era il consueto scenario tante volte ritrovato in altri ritratti: la sedia con le frange, il tavolino con i libri posati sopra, il tempo sospeso della fotografia.
E là, insieme alla sua mamma e al suo papà, con la giacchetta aperta e lo sguardo esitante c’era lui: il figlio unico.










































