Per le strade della Superba con Gustave Flaubert

Bientôt la rade apparaît et l’on voit la belle cité assise au pied de sa montagne.
Le phare de la Lanterne, comme un minaret, donne à l’ensemble quelque chose d’oriental, et l’on pense à Constantinople.

Presto il porto appare e si vede la bella città assisa ai piedi della montagna.
Il faro della Lanterna, come un minareto dona all’insieme qualche cosa di orientale, e si pensa a Costantinopoli.

Notes de voyages, queste sono le memorie di un celebre viaggiatore, lo scrittore Gustave Flaubert.
Era il 1845 quando l’autore francese giunse nella Superba, era primavera e la città lo accolse con quel fascino che a lui apparve esotico.
E’ il suo animo poetico a fargli cogliere dettagli affascinanti e piccoli particolari.
Come osserva il mondo colui che ha reso viva e reale Madame Bovary?
Cosa vede nelle strade e nelle piazze? Dove si posa il suo sguardo?
Visita le celebri dimore di Genova, da Palazzo Rosso a Palazzo Reale.
E in una lettera indirizzata ad Alfred Le Poittevin si leggono queste parole:

On marche sur le marbre, tout est marbre : escaliers, balcons, palais. Ses palais se touchent les uns aux autres; en passant dans la rue on voit ces grands plafonds patriciens tout peints et dorés.

Si cammina sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi palazzi. I suoi palazzi si toccano gli uni con gli altri; passando per la strada si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati.

Palazzo di Tobia Pallavicino

Palazzo di Tobia Pallavicino (2)

Palazzo di Tobia Pallavicino – Camera di Commercio

I suoi occhi incontrano l’arte, lo scrittore annota minuziosamente le sue impressioni sulle opere di celebri pittori come Van Dick e Guercino, Tiziano e Tintoretto.
E sono ritratti, Flaubert li dipinge di nuovo con le sue parole, si sofferma sul colore degli abiti, su un’espressione, sui tratti del viso.
Osserva, scrive e racconta.
E così accade con le persone.
Palazzo Spinola, lì davanti, ricorda Flaubert,  c’era una donna che vendeva fiori.

Palazzo Spinola di Pellicceria

E poi quel domestico magro, dal viso dolce,così affezionato ai suoi padroni da non parlare che di loro.
Quadri, persone e vita.
Non può mancare una visita alla dimora di Andrea Doria, una terrazza perfetta per le passeggiate lente e pigre, così scrive lo scrittore francese.

Palazzo del Principe (24)

Cammina per le magnifiche sale, lo colpisce una portantina nera e rossa rifinita d’oro che si trova all’ingresso.
Che sia proprio questa?

Palazzo del Principe (18)

E ancora, le chiese, prima fra tutte la Cattedrale.

L’église Saint-Laurent : toute blanche et noire ; trois portails byzantins. C’est une église italienne où l’on aime à entrer parce qu’on est bien à l’ombre de ses marbres.

La chiesa di San Lorenzo: tutta bianca e nera, tre portali bizantini. E’ una chiesa italiana dove si ama entrare perché si sta bene all’ombra dei suoi marmi.

C’è una maniera di guardare che non è di tutti, ci sono occhi che sanno catturare ogni istante e fermarlo nella memoria.
E poi raccontano a te, lettore, ciò che hanno veduto.

San Lorenzo (2)

E un giorno solenne, si tiene il funerale di un notabile della città.
E Flaubert è lì, in cattedrale.
Forse sarà rimasto in disparte, sul fondo, all’ombra di una colonna.
Vede i monaci vestiti di scuro che con una mano reggono un cero e con l’altra dei fiori, dietro di loro ci sono preti con la tonaca scarlatta, sono paffuti e incedono come se fosse un corteo reale.
E poi ancora, Flaubert segue un altro funerale, alla Chiesa della Nunziata.
Si tratta di un religioso, un monaco in tonaca grigia accompagnato dai canti e dalle preghiere dei suoi confratelli, nella splendore di questa chiesa.

La Nunziata

Una maniera particolare di osservare la vita, nel silenzio sacro di un luogo di culto.

À Gênes, j’aimais à aller dans les églises.
A Genova amavo andare nelle chiese.

E così va ad ascoltare i vespri, in Carignano, tra le dame velate di bianco.
All’ingresso si affittano le sedie, il servizio è curato di una donna che attira l’attenzione dello scrittore francese.
Ed è un’altro ritratto: è vestita di blu, ha la gonna corta e grossi cammei pendono dai suoi lobi, ha scarpe di cuoio opache, una donna del popolo poco curato nell’aspetto.
E potrebbe essere il personaggio secondario di un romanzo, non credete anche voi?
E poi le mura, le strade strette e il mare che d’un tratto compare dove non te lo aspetti.

Quelle mer ! on la voit parfois dans les percées de ces rues noires et humides.

Che mare! Si vede a volte tra gli squarci di queste  strade nere e umide.

Dal Ponte di Carignano

Che soggiorno per il nostro Flaubert!
Non si fece mancare le passeggiate a cavallo sulle colline e poi via, lungo il Corso del Polcevera, concedendosi una sosta all’osteria per bere un bicchier d’acqua.
E penso all’ostessa, lei non sapeva certo di aver di fronte Gustave Flaubert!
E che dire delle serate mondane? il nostro turista se ne va a teatro, al Carlo Felice va in scena La sonnambula e lui è tra gli spettatori.

Carlo Felice

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Una sera invece si gode il teatro all’aperto all’Acquasola ed è lì che avviene un incontro fatale.
Una donna, di carnagione chiara con gli occhi blu e il naso sottile, vestita a lutto con il capo coperto di un velo bianco bordato di nero.
Batte il tempo con la testa e lui la osserva, la scruta.

Je crois que c’est la plus belle femme que j’aie vue, je m’abreuvais à la contempler comme on boit à pleine poitrine d’un vin dont le goût est exquis.

Credo che sia la più bella donna che abbia mai veduto, mi abbeveravo a contemplarla come si beve a piena gola un vino il cui gusto è squisito.

Un quadro, forse un romanzo.
E uno sguardo che scopre e disvela, non tutti gli sguardi sono uguali quello di Flaubert era certo speciale.
E’ tempo di partire, di lasciare la Superba.
E allora immagino Flaubert seduto al tavolino della sua camera d’Albergo, al Croce di Malta, a Caricamento, un luogo che ospitò molti celebri scrittori, come già vi ho raccontato in questo articolo.

torre-dei-morchi[1]

Si affaccia dalla finestra, guarda verso il mare, osserva.
E la memoria resta, impressa nelle sue parole.

…une ville tout en marbre, avec des jardins remplis de roses; l’ensemble en est d’un chic qui vous prend l’âme.
Pour moi, c’est Gênes, Gênes avant tout ce que j’ai vu.

…una città tutta di marmo, con giardini ricchi di rose; l’insieme è di una bellezza che ti prende l’anima.
Per me è Genova, Genova prima di tutto ciò che ho veduto.

(Lettera a Ernest Chevalier, 15 Giugno 1845)

Genova

Grottaday, cronaca di una splendida giornata

Ed eccomi qua a raccontarvi la cronaca di uno splendido pomeriggio d’estate, la visita alla Grotta Doria, un evento che ha riscosso il vostro entusiasmo e il vostro interesse dei quali sono veramente contenta.
Ma andiamo indietro, alla mia prima visita alla Grotta e a questo primo articolo.
La grotta è normalmente visibile solo ai gruppi e il 5 giugno, su invito di Roberto Bianchi, responsabile della Sezione Didattica di Palazzo del Principe, ho sottoposto alla vostra attenzione la sua proposta di formare un gruppo per andare a vedere questa meraviglia di Genova.
Eh, era necessario raccogliere almeno dieci adesioni!
Ce la farò? Mi sono detta, ci provo!
In poco più di due settimane avete risposto in tantissimi ed è stato #grottaday, questo è l’hashtag che ho scelto per questo evento e ringrazio tutti coloro che su Twitter hanno condiviso fotografie ed impressioni.
Grottaday, una giornata alla scoperta della bellezza nascosta della Grotta Doria, una giornata per tutte le età, il più piccolo partecipante aveva appena quattro anni!
E non solo, c’è chi è venuto da Savona, da Sestri Levante, da La Spezia e da Milano.
E c’era Mary che è americana e Arantxa, una ragazza spagnola laureata in beni culturali a Genova per un tirocinio.
E quindi siamo stati anche un po’ internazionali, non vi pare?
Appuntamento alle 15, davanti all’ingresso del Palazzo.

Palazzo del Principe (20)

E con due liste di nomi per smarcare i presenti!
Eravamo talmente in tanti che si è proprio reso necessario, quindi un foglio per me e uno per la mia cara amica E., facciamo l’appello!

#Grottaday (16)

E il #grottaday comincia qui, nel giardino del Principe Andrea Doria.

#grottaday - Foto di @robgarr66r

Fotografia di robgar66r

E poi si esce, alla scoperta della grotta.
E ci si ferma nei pressi del Palazzo dei Gigante, tutti ad ascoltare le storie che Roberto Bianchi racconta, le storie di una delle famiglie più celebri di Genova.

#Grottaday (5)

Qualcuno, armato di una seria attrezzatura fotografica, scatta belle immagini della giornata.

#Grottaday (2)

E poi ancora, si procede verso la meta.

#Grottaday (4)

Ma quanti eravamo? Eccoci sulle scale che conducono a Via Don Minetti.

#Grottaday (6)

Una ricchezza genovese poco conosciuta alla quale ci si avvicina con stupore, con la certezza che lo sguardo incontrerà una bellezza misteriosa, un’opera d’arte unica nel suo genere.

#Grottaday (9)

E permettetemi di spendere alcune parole per colui che ha reso possibile tutto questo e che ci ha guidato in questa splendida esperienza, Roberto Bianchi.
Il mio è un attestato di stima condiviso da tutti i partecipanti, la grande cultura di Roberto è pari alla sua passione nel raccontare e nel coinvolgere chi lo ascolta, un vero affabulatore capace di affascinare ed interessare tutti i presenti.
Eccolo qui, con il suo microfono mentre narra la storia della grotta.

#Grottaday

Fotografia di Roberta Boero

E il gruppo si avvicina alla scoperta di questo mistero bello.

#Grottaday (7)

E lo sguardo si alza ad ammirare le minute conchiglie, i rossi coralli e i cristalli splendenti che compongono figure mitologiche.

#grottaday - Foto di @MyName_IsNick

Fotografia di MyName_IsNick

Tutti con il capo reclinato all’indietro, persi nella meraviglia.

#Grottaday (8)

E ognuno coglie scatti diversi.

#Grottaday -Foto di @iaia_thatsmine

Fotografia di iaia_thatsmine

Ognuno immortala la propria parte di bellezza.

#grottaday - Foto di @fghioni70

Fotografia di Fabio Ghioni

E ognuno ripete che tutti dovrebbero venire a visitare questa rarità così pregiata che meriterebbe maggiore attenzione e risalto.

#grottaday - Foto di @ClaudiaFiori72

Fotografia di Claudia Fiori

E poi si ridiscende, ci attende ancora la visita della dimora di Andrea Doria.
E lungo il percorso si chiacchiera, si fa conoscenza, tante persone diverse accomunate dall’amore per il bello e dal desiderio di condividere, un’armonia perfetta.
Ci lasciamo alle spalle il Miramare e c’è chi non manca di catturare certi particolari.

#grottaday - foto di @MrKnot71

Fotografia di MrKnot71

La villa del Principe Andrea, uno alla volta arriviamo tutti!

#grottaday - Foto di @holdenboerina

Fotografia di Roberta Boero

E ogni attimo di questa visita è stato piacevole, gradevole e interessante.

#Grottaday (11)

Un bellissimo gruppo di belle persone!

#Grottaday (13)

Tutti insieme nelle magnifiche sale ad ascoltare le vicende della famiglia Doria raccontate così magistralmente da Roberto Bianchi.

Palazzo del Principe (28)

E mentre tutti noi visitavamo il palazzo il piccolo Niccolò e la sua mamma sono usciti a passeggiare in giardino.
E guardate un po’ chi hanno incontrato!

#grottaday - Foto di @lauracanta

Fotografia di Lauracanta

Un’occasione d’incontro che ha lasciato tutti contenti, una giornata che ha permesso a tutti noi di scoprire insieme un tesoro di questa città e ci ha consentito di conoscerci.
Questo è il mio modo di dirvi grazie e di ricordare il #grottaday.
Non riesco a nominarvi tutti, eravate così tanti!
Grazie in particolare a Fabio Ghioni e ad E. per il loro sostegno ed aiuto.
Grazie a Marta e a Sainza per le mail che mi avete scritto, mi avete fatta commuovere!
Grazie a tutti per l’entusiasmo, la partecipazione e grazie per le belle parole che tutti mi avete detto.
E anche per i vostri sorrisi, qui vedete quelli di Marta, Iaia e Gabriele.

#Grottaday (14)

La giornata è terminata con un brindisi e con le bontà dolci e salate della Marescotti.
C’era una maniera migliore per concludere questo pomeriggio meraviglioso?

#grottaday - Foto di @MrKnot71 (2)

Fotografia di MrKnot71

#grottaday - Foto di @iaia_thatsmine

Fotografia di iaia_thatsmine

Ci saranno altri incontri e altre visite, in luoghi insoliti e poco conosciuti, ci sarà ancora modo di incontrarsi e di trascorrere del tempo insieme.
Il Grottaday è stato indimenticabile e ho ancora qualcosa che desidero che tutti voi leggiate: lo Storify della giornata creato da Edoardo Schenardi di Farmacia Serra che ringrazio di vero cuore per il suo prezioso aiuto.
Lo Storify raccoglie tutti i contenuti di Twitter condivisi con l’hashtag #grottaday ed è la testimonianza del vostro meraviglioso entusiasmo: cliccate e scorrete la pagina fino in fondo, troverete parole e immagini dedicate a questa splendida giornata.
Alcuni di voi inoltre hanno scritto sui loro blog articoli che vi invito a leggere: qui trovate l’articolo di Cristiano, qui quello di Rosa e qui quello di Diego.
Un pomeriggio di giugno, con il sole e una gradevole aria ristoratrice.
Le cose accadono, basta volerlo.

#Grottaday (15)

Grotta Doria, ultima comunicazione per voi!

Oggi questo post non era previsto, ma torno a parlarvi della nostra visita alla Grotta Doria.
Infatti, considerando l’alto numero di richieste ricevute, penso sia meglio considerare chiuse le adesioni.
Avete risposto in molti e ve ne ringrazio, siamo un gruppo veramente numeroso e  ne sono piacevolmente sorpresa.
E ovviamente terrò in considerazione coloro che ancora dovevano comunicarmi la loro decisione.
C’è anche una piccola variazione, proprio perché siamo in tanti ed è questa:

L’APPUNTAMENTO E’ ANTICIPATO ALLE 15.00

Dobbiamo tutti fare i biglietti e anticipare di un quarto d’ora mi sembra meglio, spero che vada bene per tutti e in ogni caso non preoccupatevi, aspetteremo tutti i partecipanti!
E adesso ecco le liste.
In questa ci sono i nomi di coloro che parteciperanno alla visita alla Grotta:

MAMMA ORSA E LA SUA AMICA
FABIO GHIONI, SUO FIGLIO E TRE AMICI
LAURACANTA E NICCOLO ‘
ROBERTO GARETTI E IL SUO AMICO
VITTORIO LAURA
PILUS MAX E LOREDANA
IAIA THATSMINE E MY NAME IS NICK
FARAONIX
UN BOMBAROLO
MARIA E GIUSY
ROBERTA BOERO
MARY
ROSA ANDRONACO SUO MARITO E SUA FIGLIA
ISIDE E ROSSELLA
MARIA ANTONIETTA, SUO MARITO E TRE AMICI
E. E JOHNDSCRIPTS
SAINZA
CLAUDIA FIORI

E quindi compresa me saremmo 37.
Ci sono due persone che devono confermarmi se verranno o meno all’aperitivo e sono Sainza e Claudia Fiori.

Questi invece sono i partecipanti all’aperitivo da Marescotti:

FABIO GHIONI, SUO FIGLIO E TRE AMICI
LAURACANTA E NICCOLO’
ROBERTO GARETTI E IL SUO AMICO
VITTORIO LAURA
PILUS MAX E LOREDANA
IAIA THATSMINE E MY NAME IS NICK
FARAONIX
UN BOMBAROLO
MARIA E GIUSY
ROBERTA BOERO
ROSA ANDRONACO, SUO MARITO E SUA FIGLIA
ISIDE E ROSSELLA
MARIA ANTONIETTA, SUO MARITO E TRE AMICI

E inclusa me siamo in 30.

Da ultimo ci sono ancora queste persone dalle quali attendo riscontro, fatemi sapere prima possibile se intendete partecipare.

CRISTIANO
G. VIGNERA
INRITARDO
MARTINA0315 E SUA FIGLIA
DIEGO E SUA MOGLIE

Ecco, è tutto.
Salvo sorprese questo sarà l’ultimo articolo dedicato all’incontro.
Vi aspetto sabato, avrò un foglio in mano con tutti i vostri nomi, per il buon esito della visita prego cortesemente tutti voi di essere puntuali.
E confermatemi che avete recepito il cambio di orario, ci vediamo sabato alle 15 davanti all’ingresso di Palazzo del Principe che vedete nella foto sottostante.
Bello, molto!
Grazie a tutti!

Palazzo del Principe (20)

Visita alla Grotta Doria, aggiornamenti e una novità

Eccomi ancora a parlarvi della visita alla Grotta Doria.
E seguitemi fino alla fine perché ho anche una piccola novità da proporvi!
Come sapete l’apertura straordinaria della Grotta sarà il 22 Giugno, se avete perso l’articolo precedente basta che andiate qui e troverete tutti i dettagli del caso.
Non ne sapevate niente e volete partecipare? Basta che lasciate un commento qua sotto.
Pubblicherò un altro post il 20 di Giugno ma intanto vorrei fare il punto della situazione in merito ai partecipanti, troverete i vostri nomi suddivisi in due liste diverse.

Questi sono coloro che hanno dato la loro adesione senza riserve, mi potete già confermare la vostra presenza?

ROBERTA BOERO
CLAUDIA FIORI
MARY
MAMMA ORSA E LA SUA AMICA
FABIO GHIONI, SUO FIGLIO E TRE AMICI …sembra il titolo di un film, lo so!
SAINZA
PILUS MAX E LOREDANA
IAIA THATSMINE
ISIDE E LA SUA AMICA
MARCO FRECCERO
LAURACANTA E NICCOLO ‘
VITTORIO LAURA
E. E JOHNDSCRIPTS
UN BOMBAROLO

Qui invece ecco i nomi di coloro che ancora erano incerti.  Che dite? Qualcuno di voi già sa se può partecipare?

ADELEMECCA
MARCO
CRISTIANO
G. VIGNERA
ROBERTO GARETTI
INRITARDO
SABRINA
MARTINA0315 E SUA FIGLIA
ROSA ANDRONACO
DIEGO E SUA MOGLIE
GENOVA4TOURIST

Mancano da questa liste alcune persone con le quali ho parlato direttamente e che spero si uniranno a noi.
Ho dimenticato qualcuno? Spero di no! Eventualmente alzate la mano e dite: ehi, ci sono anch’io!
E adesso veniamo alla piccola ulteriore proposta che vorrei farvi, mi è venuta in mente il giorno dopo aver pubblicato il post, non so perché non ci ho pensato subito!
La visita alla Grotta e al Palazzo dovrebbe terminare intorno alle 17.00, che ne dite di finire la nostra  giornata con un aperitivo da Marescotti?
Tutti sapete di quale splendido locale sto parlando, vero?
Se per caso non lo conosceste cliccate qui, così vi fate un’idea.
La Marescotti è in Via di Fossatello, quindi a poca distanza dal Palazzo, a me sembra una proposta carina, che ne dite?
Fatemi sapere se l’idea dell’aperitivo vi aggrada in quanto dovrei comunicare il numero indicativo dei partecipanti.
Grazie a tutti voi del vostro entusiasmo e della vostra partecipazione, ci siamo quasi, il 22 Giugno è dietro l’angolo!

Il Gran Roldano, storia di una splendida amicizia

Esistono al mondo diverse forme di amore e questa è una storia che narra di un sentimento eterno, di un affetto sconfinato che colma il cuore di gioia.
E sapete come inizia questa storia?
Proprio come una fiaba, state a sentire.
C’era una volta un Re che sedeva sul trono di Spagna e il suo nome era Filippo II.
E sapete, questo sovrano aveva certi rapporti con una famiglia genovese molto importante, una famiglia che dimorava in una magnifica villa nella zona di Fassolo.
E questo è il giardino, il giardino dei Principi Doria.

Palazzo del Principe (9)

E tra i rappresentanti di questa celebre famiglia c’era il Principe Giovanni Andrea, erede dell’Ammiraglio Andrea Doria e figlio di Giannettino,  tragicamente ucciso  all’epoca della congiura dei Fieschi, una vicenda della quale vi ho già parlato in questo articolo.
Un prode Giovanni Andrea Doria, all’età di otto anni era già a bordo delle galee di famiglia e divenne in seguito un eroico combattente, si distinse nella battaglia di Lepanto e Filippo II fece di lui il Comandante Supremo della flotta del Mediterraneo e lo nominò membro del Consiglio di Stato.
E un bel giorno il Re di Spagna decise di fare un dono a Giovanni Andrea, ma cosa si può regalare a un principe?
Oh, di sicuro a lui non mancava nulla, poteva permettersi ogni lusso!
E così il sovrano ebbe un’idea geniale: diede in dono a Giovanni Andrea un cane, un fedele molosso di nome Roldano.
E il suo padrone gli volle bene da subito, si rivolgeva a lui chiamandolo il Gran Roldano.
Giovanni Andrea era un principe ma certi sentimenti sono uguali per chiunque, immagino che lui e il suo caro amico a quattro zampe si siano goduti piacevoli passeggiate e che abbiano condiviso momenti di vera amicizia.
Il principe era davvero affezionato al suo cane e questo è uno dei ritratti che potrete ammirare a Palazzo.
Eccolo il Gran Roldano, di lui si cura un giovane paggio.

Il Gran Roldano Dear Miss Fletcher

Roldano accompagnò Giovanni Andrea finché ebbe vita e tutti voi potete figurarvi quale affetto li unisse.
E si sa, il destino è anche crudele, a volte ci sottrae i nostri affetti più cari, così accadde a Giovanni Andrea.
Il Gran Roldano, compagno di tante avventure, terminò la sua esistenza terrena nel settembre del 1605, con grande dolore di Giovanni Andrea  e questi, memore del grande affetto che gli aveva riservato il suo più caro sodale, volle ricordarlo nella maniera più consona.
E ricorderete, alle spalle della Villa dei Doria c’erano dei grandi giardini e un’immensa statua, il Gigante.
Giovanni Andrea volle che il Gran Roldano fosse sepolto ai piedi di quel possente monumento, una lapide commemorativa chiudeva la sua tomba.
E inoltre, tra i suoi ricordi più cari, Giovanni Andrea conservò gelosamente proprio quella spazzola d’argento che avete appena veduto nel quadro soprastante, con gli amici si fa così, si tiene da parte ciò che ci rammenta certi giorni belli.
E chissà quante volte Giovanni Andrea avrà sospirato davanti a questo quadro che si trova nel palazzo di Fassolo e  che ritrae il Principe  insieme al suo amico prediletto!

Giovanni Andrea Doria e il Gran Roldano Dear Miss Fletcher (2)

La fama di questa sepoltura impressionò persino certi viaggiatori.
La memoria del Gran Roldano è presente nell’epistolario di  Thomas Browne, il fedele molosso viene nominato in una lettera di Edward, fratello di Thomas.
E’ il 1664 ed Edward è in visita nella Superba e con grande meraviglia scrive che la cosa più strana che abbia veduto in questa città è la tomba di un cane di nome Roldano collocata ai piedi della statua di Giove, riporta persino la trascrizione della lapide.
E non è finita!
Il mio caro amico Eugenio mi ha narrato un aneddoto che è una vera chicca e così come mi è stato riferito io lo racconto a voi.
A quanto pare, ai primi dell’Ottocento la salma del Gran Roldano venne riesumata e i suoi denti furono utilizzati come ornamento, di dubbio gusto a mio parere, per gli orecchini di una gran dama.
E sapete cosa capitò?
Alcuni orefici senza scrupoli si misero a vendere orecchini con denti di cane spacciandoli per quelli di Roldano!
Pensate quanto era celebre questo cane!
E così veniamo ai giorni nostri, alla mia visita a Palazzo del Principe.
Il responsabile del Museo mi dice di sapere precisamente dove si trova questa lapide e ci lasciamo con la promessa di tornarci insieme, a quanto sembra è coperta dalle erbacce ed è praticamente impossibile trovarla se non se ne conosce la precisa collocazione.
Accidenti! Io ho una curiosità! Vado lo stesso, ci provo!
E così, una bella mattina di maggio ho praticamente messo in subbuglio un intero quartiere.
Mi sono detta: chiedo a tutti quelli che incontro, semplice no?
E quindi ho imboccato Via Pagano Doria e credo di aver ripetuto almeno venti volte la frase:
– Mi scusi, per caso sa dov’è la lapide di Roldano?
Sguardi perplessi e attoniti:
– E chi è questo Roldano?
E insomma, un signore mi ha garantito di abitare lì da sessant’anni e di essere certissimo che non ci sia nessuna lapide, lo stesso mi ha detto decisa una signora di una certa età.
E alla fine ho trovato due genovesi che mi hanno gentilmente mostrato l’agognata lapide.
Volete la fotografia? Eccola qua!
Non si vede niente ma mi pare giusto mostrarvela.

Lapide Roldano Dear Miss Fletcher

Esimio Comune di Genova, premesso che sono consapevole che questa città ha problemi ben più gravi, avrei da avanzare un’umile richiesta.
Sempre ammesso che sia di vostra competenza, gentilmente si potrebbe togliere tutte queste erbacce che deturpano la lapide?
Non è un marmo qualsiasi, questo è stato posto in memoria del Gran Roldano!
Eh, lo so che è già arduo che si conservi il ricordo degli uomini, figuriamoci quello dei cani, ma sarebbe un’iniziativa apprezzabile.
E che ne dite di segnalare con un cartello la presenza di questo reperto?
E poi, come vi ho detto, ho messo in allarme un’intera strada, gliela vogliamo far vedere questa benedetta lapide agli abitanti di Via Pagano Doria oppure no?
E ad eterna memoria del Gran Roldano che visse per lungo tempo accanto al Principe Giovanni Andrea Doria queste sono le parole incise su quel marmo.

QUI GIACE IL GRAN ROLDANO CANE DEL
PRINCIPE GIO. ANDREA DORIA IL QUALE
PER LA SUA MOLTA FEDE E BENEVOLENTIA
FU MERITEVOLE DI QUESTA MEMORIA ET
PERCHE’ SERVO IN VITA SI’ GRANDEMENTE
D’AMBIDUA LE LEGGI FU ANCO GIUDICATO
IN MORTE DOVERSI COLLOCARE IL SUO CENERE
APPRESSO DEL SOMMO GIOVE COME VERAMENTE
DEGNO DE LA REAL CUSTODIA
VISSE XI ANNI ET X MESI MORSE IN SETTEMBRE DI 1605 GIORNO 8 HORA 8 DE LA NOTTE

Grotta Doria: apertura straordinaria per voi

E come preannunciato ecco la sorpresa che avevo in serbo per voi.
Una visita alla Grotta Doria, un’opera mirabile che ha giustamente suscitato il vostro interesse, ve ne ho parlato la settimana scorsa e qui trovate l’articolo.
E come nasce l’idea di questa visita collettiva?
Alla luce del vostro entusiasmo questa apertura straordinaria è un’iniziativa della Direzione di Palazzo del Principe, la magnifica grotta è visitabile soltanto ai gruppi, quindi non è così semplice accedervi e allora perché non approfittare di questa splendida occasione?

grotta-doria-2[1]

E quindi questa è la proposta, aperta a tutti voi, anche ai numerosi lettori silenziosi che leggono quotidianamente questo blog.
Oh, devo fare qualche precisazione per chi non mi conoscesse!
Innanzi tutto io non lavoro a Palazzo del Principe, sono soltanto una genovese innamorata della propria città.
In secondo luogo non sono neppure parente del celebre ammiraglio, altrimenti me ne starei tutto il giorno in quel giardino e avrei già messo le mie galee all’ormeggio davanti al Palazzo, che meraviglia!
E ora veniamo ai dettagli del nostro incontro, saremo accompagnati da una persona dello staff di Palazzo del Principe ed io sarò semplicemente una visitatrice proprio come voi, la visita sarà possibile al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti pari a 10 persone.

Viene proposto un biglietto ridotto di 7 € che include la visita alla grotta e l’accesso al Palazzo, l’evento avrà luogo nel seguente giorno:

SABATO 22 GIUGNO 2013
alle ore 15.15

L’appuntamento sarà davanti al portone che affaccia su Via Mura degli Zingari e cioè all’ingresso laterale del Palazzo che vedete nell’immagine sottostante.

Palazzo del Principe (20)

E sapete, il 19 di giugno questo blog compirà ben 2 anni e questa potrebbe essere una bella occasione per festeggiare incontrando alcuni di voi, sarebbe bello riuscire a organizzare questa visita, facciamo questo tentativo!
Invito tutti coloro che intendono partecipare a lasciare un commento sotto a questo articolo, basta che mi confermiate la vostra adesione per avere un’idea di quante persone saranno presenti.
Questo post verrà riproposto da me nelle prossime settimane e intorno al 20 di giugno pubblicherò un altro articolo riportante tutti i nomi dei partecipanti che spero siano numerosi.
Che ne dite? Venite a visitare la Grotta insieme a Miss Fletcher?

Nelle sale del Palazzo del Principe Andrea Doria

E vi porto ancora nella villa regale di Andrea Doria.
Il cielo è azzurro e regala una bella luce all’edificio che si erge maestoso davanti al mare.
Un palazzo magnificente, costruito per volere di Andrea e reso ancora più splendido dal suo successore Giovanni Andrea.
Correva l’anno 1529 quando il celebre e stimato ammiraglio fece avviare la costruzione della sua amata dimora.

Palazzo del Principe (2)

Su questo lato si trova lo splendido portale.

Palazzo del Principe (3)

E qui, dove abitò un uomo come Andrea che si distinse per il suo valore e per la sua grandezza, le figure femminili che dominano il portale rappresentano la Pace e l’Abbondanza, al centro si può notare lo stemma della famiglia Doria.

Palazzo del Principe (4)

Sulla facciata una lapide ricorda uno dei più celebri ospiti del palazzo, il compositore Giuseppe Verdi che, come si legge sul marmo, qui visse in gagliarda vecchiezza operoso.

Verdi

E poi si varca la soglia, si entra nel favoloso giardino.
E oggi questo articolo sarà ricco di immagini, forse più del solito, non soltanto perché questo è un luogo da visitare.
E’ anche occasione per porsi una domanda.
Per quale ragione dimentichiamo con tanta facilità la nostra grandezza passata?
Perché non sappiamo rendere omaggio a ciò che eravamo e a quel che siamo stati?

Palazzo del Principe (6)

Cammino e rifletto, penso alle nazioni che non hanno storie antiche alle spalle e mostrano con fierezza edifici che risalgono a 200 anni fa.

Palazzo del Principe (7)

Questo luogo è invece l’anima della potenza di Genova.
Genova che fu la Dominante dei Mari, noi oggi ce le dimentichiamo troppo spesso.

Palazzo del Principe (8)

Il sole gioca con le ombre e fa riflettere le sagome dei vasi sul selciato.

Palazzo del Principe (9)

Qui trovate una fontana che ancora non vi ho mostrato, è la fontana dei delfini.

Palazzo del Principe (10)

La grazia, la bellezza e l’armonia.
E sapete, ho scordato di dirvi che non occorre pagare alcun biglietto per visitare il giardino, potrete camminare qui, dove vennero le dame e i capi di stato.
Basta varcare la soglia.

Palazzo del Principe (11)

Alle spalle della fontana troverete un’epigrafe.
E noi perché non abbiamo memoria?
Perché dimentichiamo?
Perché non sappiamo più leggere il nostro passato?
Questa è la lapide, è in latino e ricorda la costruzione dell’acquedotto e delle fontane del giardino del palazzo.

Lapide

In questo palazzo, in questa dimora.

Palazzo del Principe (13)

All’ombra del porticato, davanti al mare che romba, questa è la casa di Andrea, principe di Melfi e uomo che dovrebbe suscitare orgoglio nei genovesi.
Siate fieri di essere suoi concittadini.

Palazzo del Principe (12)

E allora entriamo nei suoi appartamenti.

Palazzo del Principe (14)

Quando verrete qui troverete persone che vi narreranno tutto ciò che occorre sapere, studiosi competenti di arte e di architettura che vi racconteranno il Palazzo e i suoi misteri.
Io lo faccio alla mia maniera, per me camminare in posti come questo è un sogno ad occhi aperti, così vi porto nel mio sogno.
E questo è l’atrio, qui troverete bassorilievi e statue, antichi sarcofagi.

Palazzo del Principe (16)

Uno sguardo al soffitto, qui lavorò Perin del Vaga.

Palazzo del Principe (17)

Toh, una portantina! Ma è ovvio, con tutto questo andirivieni di notabili serviva eccome!

Palazzo del Principe (18)

E poi si sale lo scalone.

Palazzo del Principe (19)

E si giunge nella Loggia degli Eroi:  qui Andrea Doria fece affrescare le gesta dei suoi antenati, sono loro ad essere ritratti ancora dall’artista Perin del Vaga.

Palazzo del Principe (25)

Gli eroi di famiglia effigiati come antichi romani.
Tra loro c’è Oberto Doria l’eroe della Meloria, Corrado che conquistò Porto Pisano e Lamba che sconfisse i Veneziani a Curzola.
E sono splendidi e perfettamente restaurati questi affreschi.

Palazzo del Principe (21)

E guardate sopra di voi.

Palazzo del Principe (26)

E ancora altri rappresentanti della nobile famiglia.

Palazzo del Principe (23)

Un capolavoro che preannuncia ciò che troveremo.

Palazzo del Principe (24)

Un salone splendente, il salone dei Giganti, in questa sala troverete certi ritratti dei quali vi parlerò in una diversa circostanza, sono certa che rimarrete stupiti di ciò che ho da raccontarvi.

Palazzo del Principe (28)

Un salone regale, alle pareti si possono ammirare splendidi arazzi.

Palazzo del Principe (27)

E il soffitto è ancora opera di Perin del Vaga, con il suo pennello dipinse Giove che folgora i Giganti.

Palazzo del Principe (30)

Ecco un’altra stanza dove sono esposti altri arazzi.
Provengono da Bruxelles e risalgono al 1525.

Palazzo del Principe (33)

Gli arazzi finemente intessuti rappresentano i mesi.

Palazzo del Principe (34)

Ecco febbraio in tutta la sua luminosa e raffinata bellezza.

Palazzo del Principe (35)

Una stanza dietro l’altra e finalmente si incontra il padrone di casa, ha una certa età ormai e sfoggia una bella barba bianca.
Signori, salutate il principe Andrea Doria.

Andrea Doria

Un grande uomo  e i suoi simboli, qui ancora c’è il suo profilo e le sue potenti galee.

Medaglia

E poi ecco una stanza dove riposarsi!
Oh, finalmente! Peccato che il letto sia così corto, come al solito!

Palazzo del Principe (36)

Che bei sogni però, alle pareti ci sono quadri dipinti da Domenico Piola.

Palazzo del Principe (38)

E sono putti e paffuti angioletti che circondano l’aquila che è simbolo dei Doria.

Palazzo del Principe (37)

Una stanza che risplende d’oro.  Oh, io quasi quasi mi fermerei qua!

Palazzo del Principe (32)

E poi la Galleria Aurea voluta da Giovanni Andrea Doria.
E’ una grande sala, ai nostri tempi la si può affittare per i ricevimenti, credo che venire qui a festeggiare le proprie nozze potrebbe essere davvero fiabesco, non pensate anche voi?

Palazzo del Principe (39)

E sono lussuosi ed eleganti gli arredi, lo vedete da voi.

Palazzo del Principe (40)

Sopra di noi volteggia la Fama che diede onore a molti membri di questa famiglia.

Palazzo del Principe (41)

Ecco un prezioso torciere con l’aquila,  simbolo araldico dei Doria.

Palazzo del Principe (45)

C’è una piccola cappella dove raccogliersi in preghiera.

Palazzo del Principe (43)

E un trono! Eh, da queste parti bisognava essere preparati, arrivavano ospiti illustri, mica si può far sedere un sovrano su una sedia qualunque, eh no!

Palazzo del Principe (42)

E sì, venivano re, dignitari e nobili.
E adesso ci sono io, che piacevole sensazione.
Cammino, mi guardo attorno, ascolto chi mi accompagna e mi racconta la storia del palazzo.
Oh, ma lo sapete? Io credevo che avrebbe iniziato il suo discorso così: c’era una volta….
E già!
C’era una volta un principe e aveva la sua principessa, si chiamava Peretta Usodimare.
E adesso stiamo per entrare nel suo appartamento.

Palazzo del Principe (46)

Oh, ancora arazzi!
Le pareti ne sono ricoperte!
E qui davvero è il caso di usare quell’incipit delle fiabe.
C’era una volta una potente flotta che partì da Messina, la città che vedete ritratta in questa prima immagine.
E questi sono arazzi a memoria della gloriosa battaglia di Lepanto che avvenne nell’anno 1571, i nemici erano i turchi, tra loro il temibile Pialì Pascià e il corsaro Occhialì.
E tra i prodi che partirono sfidando le onde c’era anche Giovanni Andrea Doria con le sue galee.
Che libro di avventure la storia!

Palazzo del Principe (47)

Ecco i possenti schieramenti pronti a scontrarsi.

Palazzo del Principe (48)

Ed ecco il fiero vessillo di San Giorgio che sventola sulle galee.

Palazzo del Principe (49)

Ed ecco la battaglia con la quale il nemico verrà sbaragliato, un trionfo da ricordare.

Palazzo del Principe (5)

Un salone splendido, esserci è un sogno meraviglioso.

Palazzo del Principe (50)

E poi ancora altre sale, troviamo ritratti e opere d’arte d’ogni genere. Ecco Anna  Pamphilj, ma che abito meraviglioso, a volte mi piacerebbe essere principessa per un giorno!

Ritratto

Opere del Bronzino e della scuola del Tiziano, qui vedete un dipinto attribuito a Rubens, il ritratto del Cardinale Infante Ferdinando d’Asburgo.

Palazzo del Principe (52)

E ancora si sogna ad occhi aperti.
E quest’ultima parte dell’appartamento  comprende stanze private della famiglia Doria Pamphilj, stanze vissute dai discendenti di Andrea quando sono qui, nel loro palazzo genovese.

Palazzo del Principe (53)

Un lusso sontuoso e ricco.

Palazzo del Principe (54)

E sembra davvero di vivere in un altro tempo. Ma che altro è il sogno se non questo? Essere in un luogo che ti fa immaginare il suono di un’arpa, il profumo dei fiori, pare quasi di udire le gonne fruscianti delle dame, pare di sentire le loro parole sommesse e laggiù c’è un gentiluomo, ritto e fiero, lo vedete anche voi, vero?

Palazzo del Principe (55)

Ci sono gli antichi arredi, le specchiere e i ritratti degli grandi dame di casa.

Palazzo del Principe (56)

E c’è una slitta per giocare sulla neve!

Palazzo del Principe (57)

Ci sono candelabri che un tempo ressero candele per rischiarare il buio e cofanetti per i preziosi gioielli.

Palazzo del Principe (58)
Ci sono scrigni per celare segreti, anche i principi e le principesse hanno i loro misteri!
Palazzo del Principe (59)

C’è lo splendore di una dimora nobiliare, con il suo passato e le testimonianze di ciò che è stato.

Palazzo del Principe (60)

E qui termina la visita alle sale della Villa di Andrea Doria, uno dei palazzi più belli di Genova.
Avete veduto il giardino e la grotta, questo è lo splendore di una dimora nobiliare e qui trovate ancora il sito di Palazzo del Principe.
E come vi ho già anticipato, ci sono dei quadri che ancora devo mostrarvi, presto ne capirete la ragione, ho una bella storia ancora da raccontarvi.
E oltre a ciò ho in serbo per voi una bella sorpresa che vi coinvolgerà direttamente, domani vi svelerò di cosa si tratta, spero che ne siate contenti e che susciti il vostro interesse e il vostro entusiasmo.
Spira il vento di mare sulla casa che appartenne al Principe di Genova, spira il vento e smuove lo stendardo sul portone al di là del quale si può vivere un sogno.

Palazzo del Principe

Lo splendore della Grotta Doria

I principi e le loro dimore, in certi luoghi si percepisce la ricerca della bellezza e dell’armonia, come avete veduto ieri nel giardino del Palazzo di Andrea Doria.
Ma a volte la bellezza è nascosta, celata dalla modernità, a volte è sconosciuta ai più e ciò che sto per mostrarvi credo che non sia così noto neppure tra i genovesi.
La città e le rivoluzioni urbanistiche, tutto è mutato in questa parte della città.
Alle spalle del Palazzo corre la ferrovia, la collina che ospitava i giardini a terrazze voluti dai principi Doria è adesso disseminata di edifici.
Un tempo c’era un’imponente statua, alta otto metri, il Gigante di Marcello Sparzo.
L’opera venne demolita nel 1939, potete vedere la sua collocazione in questa cartolina d’epoca, in alto si nota la nicchia che ospitava questa grande statua, se cliccate sulla didascalia posta sotto l’immagine vedrete la fotografia originale di più grandi dimensioni.

Palazzo Doria

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Tutto cambia, si evolve e muta.
Ma lassù, dove ora ci sono moderni palazzi, si nascondono alcune meraviglie.
Percorriamo la salita di Via Don Minetti e proviamo a immaginare questo luogo, proviamo a pensare come doveva essere nella metà del ‘500.
A quell’epoca il celebre architetto Galeazzo Alessi progettò una magnifica grotta per conto dei Galleani, una famiglia ascritta all’albergo dei Doria.
Una grotta che divenne proprietà di Giovanni Andrea Doria ed entrò a far parte dei magnifici giardini che occupavano questa zone.
Ed erano boschetti e pergolati, un bucolica dolcezza per gli ospiti dei principi, con fontanelle, statue e angoli riparati.
Una grotta che ancora esiste, sebbene sia inglobata in un edificio moderno, nel 1999 è stata acquisita dalla famiglia Doria Pamphilj ed ora è parte del loro patrimonio artistico.
Ed è una vera rarità, una grotta riccamente decorata, una meraviglia di una bellezza da levare il fiato.
Il Vasari la cita nel capitolo delle Vite dedicato a Galeazzo Alessi risalente al 1568 e specifica che il famoso architetto fu autore di La fonte del Capitan Lercaro, vicina alla città, che è cosa notabilissima.

Grotta Doria

Questa mia città posata sul mare, questa mia città che nasconde splendori.
E si varca la soglia, ciò che vi attende è questo, uno scrigno di sorprendente bellezza.

Grotta Doria (2)

Stalattiti naturali ed acqua che scorre.

Grotta Doria (3)

Ai vostri piedi un pavimento di marmo.

Grotta Doria (4)

E osservate le pareti e il soffitto.
Vi circondano figure mitologiche, Perseo ed Europa, Deianira e Polifemo.
E sono creature marine ricreate con ciottoli di fiume e maioliche, conchiglie e cristalli, rossi coralli sistemati con perizia.
L’arte del mosaico, dalla metà del ’500, uno splendore che è giunto fino a noi.

Grotta Doria (18)

Un lavoro di precisione e di grande abilità, un ciottolo dietro l’altro, una piccola conchiglia e un cristallo, centinaia di piccoli pezzi che danno vita a una sorta di magia.

Grotta Doria (19)

Uno spettacolo  che lascia meravigliati.
E a volte, sinceramente, mi chiedo cosa lasceremo noi a chi ci seguirà.

Grotta Doria (5)

E poi si alza lo sguardo verso la cupola: qui un tempo a illuminare la grotta si trovava una lanterna sulla quale vi era l’effige dell’aquila, simbolo araldico della famiglia Doria.

Grotta Doria (8)

E gli spicchi della grotta sono finemente decorati.

Grotta Doria (11)

Ecco il dio Nettuno sul suo cocchio.

Grotta Doria (9)

Le creature dell’acqua, il fascino del mito, uno spettacolo da ammirare nella sua prospettiva.

Grotta Doria (10)

Un gioco di colori, di suggestioni e di grande effetto.

Grotta Doria (12)

E osservate bene, ogni erma, ovvero ogni pilastro che vedete  nell’immagine sottostante, è decorato a mosaico con una molteplicità di elementi.

Grotta Doria (6)

E le ho sfiorate queste piccole conchiglie, il mio pensiero è andato a chi ha lavorato a quest’opera, agli artigiani che con le loro mani le hanno posizionate qui.

Grotta Doria (13)

E ancora altre conchiglie, cristalli e coralli.
Ricchezze emerse dal fondo del mare alla metà del ‘500.

Grotta Doria (14)

Ed è sempre corallo questo rosso rubino così disposto ad arte.

Grotta Doria (15)

Riflessi d’oro, di madreperla, di bianco e di viola.

Grotta Doria (16)

E due magnifici  mosaici che rappresentano due grandi fiumi, questo è il romano Tevere.

Grotta Doria (12) - Tevere

E questo invece è il possente fiume Nilo.

Grotta Doria (13) Nilo

E qui vedete invece un elegante cigno nero.

Grotta Doria (7)

La suggestione e  il fascino del mito, il mistero e un’emozione da non perdere.
La Grotta Doria è visibile su appuntamento contattando Palazzo del Principe, a questo link trovate tutte le indicazioni utili.
Il Palazzo, una dimora principesca con sontuosi giardini e magnifiche sale che presto vi mostrerò.
E questa grotta che rimane in questa zona che apparteneva ai Doria, i loro giardini si estendevano fino qui.
E qui, tra i boschetti e gli alberi verdi, si celava il magnifico splendore della grotta.

Grotta Doria (17)

Nel giardino di Palazzo del Principe

Una ricca dimora ed un sontuoso giardino appartenuti ad un illustre e stimato genovese, il Principe Andrea Doria.
Fu lui a volere che venisse edificato lo splendido Palazzo di Fassolo, sito al di fuori della Porta di San Tommaso e questo divenne il suo luogo prediletto come lo fu per il suo discendente Giovanni Andrea Doria.
Una posizione incantevole, la villa si affacciava direttamente sul mare, alle sue spalle le dolci colline erano un tripudio di giardini a terrazze, con boschetti, fontane e splendide statue.
Molto è mutato da quei tempi ma questo palazzo ha conservato tutta la magia e la bellezza degli anni passati, per chi visita Genova è una meta da non perdere.

Palazzo del Principe

Oh, che ricevimenti e che feste in questa dimora!
Non ci si faceva mancare nulla: concerti e sfide a scacchi, intrattenimenti con i giocolieri e fuochi artificiali.
In questa villa vennero i più grandi rappresentanti delle politica e del potere, sovrani e nobili furono ospiti della splendida dimora di Fassolo.
Correva l’anno 1533 e a Genova giunse l’imperatore Carlo V.
Venne accolto con tutti gli onori e rimase a Palazzo per dodici giorni, Andrea lo impressionò con gran sfoggio di magnificenza.
Per l’imperatore fece imbandire un sontuoso banchetto che si tenne a bordo della galea capitana.
E c’erano musici e cantori, le vivande vennero servite in ricche stoviglie d’oro e d’argento.
E al termine di ogni portata i ricchi piatti venivano buttati a mare! Che ricchezza Andrea Doria!
Oh, che meraviglia!
L’imperatore era allibito da tanta noncuranza, certo non sapeva che l’ammiraglio aveva fatto sistemare delle reti da pesca sul fondo del mare per recuperare le sue sontuose stoviglie che sarebbero state tratte a riva con tutta comodità dai servitori di casa Doria.
Fasto, sfarzo ed eleganza.

Palazzo Del Principe (2)

Tutto il bel mondo soggiornò al Palazzo di Fassolo, tra gli altri vennero Maria D’Austria, la Regina Margherita di Spagna e Napoleone.
La storia è passata per queste stanze, ancora adesso si respira un’atmosfera particolare.
E oggi vi porto nel giardino del Principe, a passeggiare tra i fiori e le piante di agrumi.
Il sole proietta le ombre sotto al porticato.

Palazzo del Principe (3)

E subito si trova una prima fontana.

Palazzo del Principe (4)

E’ ancor più suggestiva vista dall’alto.

Palazzo del Principe (5)

Passeggiando nel giardino, davanti alla fontana del Nettuno.
E lo splendore el la meraviglia vi coglie.
Nel giardino dei Principi.
E mi viene alla mente una notizia che ho letto su un libro di Luigi Tommaso Belgrano.
Signori, pare che il Principe Giovanni Andrea Doria avesse una persona di servizio incaricata esclusivamente di preparare le torte.
Si chiamava Maria Anselma colei che aveva questo dolce compito!
E io me lo immagino Giovanni Andrea che si rilassa nel suo giardino pregustando una fetta di chissà che dolce prelibato!

Palazzo del Principe (6)

E fu proprio Giovanni Andrea a commissionare per questa Villa un’uccelliera, ora non più esistente.
Aveva una cupola con l’immagine dell’aquila, simbolo araldico dei Doria.
E vi era all’interno un boschetto di cipressi, qui c’erano vari tipi di uccelli e dei regali fagiani.
Ma senti, senti!
Attorno è tutto un cinguettare!
Oh, io sono convinta che generazioni di pennuti si siano passati la voce riguardo alla favolosa uccelliera del Principe!

Uccellino

E anche loro vengono in visita e ci fanno compagnia, c’è un certo via vai, che meraviglia!

Uccellino (2)

Passeggiando nel verde, tra i fiori odorosi così magistralmente disposti dai giardinieri.

Palazzo del Principe (7)

Un giardino curato, come sempre dovrebbero essere gli spazi verdi.
Ma questa è ancora la dimora della famiglia Doria Pamphilj, è loro proprietà e a loro va il merito di aver aperto il Palazzo alla città.

Palazzo del Principe (9)

E così anche noi possiamo godere di tanta bellezza.

Palazzo del Principe (10)

E ci appaga la dolcezza del profumo fresco e delicato delle tante piante che arricchiscono questo giardino, sbocciano le rose attorno alla fontana.

Palazzo Del Principe (11)

Le piante diventano sculture, è un’arte antica.

Palazzo del Principe (12)

E quasi quasi apro il mio ombrellino parasole e prendo posto su una panchina!

Palazzo del Principe (27)

E sbocciano i piccoli semplici fiori.

Palazzo del Principe (8)

E gli agrumi spandono il loro effluvio odoroso, credo che Andrea Doria sia contento di sapere che il suo giardino sia così ben tenuto!

Palazzo del Principe (15)

Ogni scorcio riempie lo sguardo di bellezza.

Palazzo del Principe (16)

Ed è imponente e regale la statua al centro della fontana.

Palazzo del Principe (17)

Tutto è sontuoso e magnifico.

Palazzo del Principe (18)

Tutto richiama al senso di potenza e di grandezza, il dio del mare è il signore del giardino di un grande ammiraglio che compì imprese memorabili.

Palazzo del Principe (19)

E’ armonia, colore e bellezza.

Palazzo del Principe (13)

Ed è nelle tinte dei fiori, nella scelta delle piante che non è certo casuale.

Palazzo del Principe (22)

Si coglie un senso di semplicità ma i fiori sono scelti tenendo a mente un giardino ideale e reale, il giardino del ‘500 e del ‘600.

Palazzo del Principe (23)

E risplende delle tinte della primavera il giardino del celebre Ammiraglio.

Fiori (5)

Tutto sboccia, fiorisce e vive.

Fiori (3)

Celeste come il cielo della bella stagione.

Fiori

Rosa come la timida ritrosia di certe dame di altri tempi.

Fiori (2)

Certi petali  paiono di velluto.

Fiori (4)

E le  rose danzano al vento cantando un inno alla vita.

Fiori (6)

Nel cuore della città, questa inaspettata meraviglia.

Palazzo del Principe (24)

E sono anche sicura che Andrea Doria non sia affatto contento che gli abbiano costruito la sopraelevata davanti a casa, dev’essere piuttosto interdetto.
E lo capisco bene! La penso esattamente come lui!
Pensate che meraviglia quando davanti alla Villa c’era semplicemente il mare.
Ma i tempi cambiano, mutano le esigenze.
Resta la grandezza e il nome che suscita rispetto e stima, Andrea Doria è una figura di grande rilievo per questa città.

Palazzo del Principe (25)

E così, se ancora non conoscete il Palazzo, vi invito a venirlo a scoprire.
Entreremo insieme nelle splendide sale della dimora, intanto qui trovate il link del Palazzo dove potrete reperire le informazioni necessarie alla visita.
Venite a rendere omaggio alla grandezza di un genovese che ha fatto la storia in questa che fu la sua dimora prediletta.

Palazzo del Principe (21)

Venite qui, guardate verso i giardini e verso il mare, verso lo splendore della dimora di Andrea Doria.

Palazzo del Principe (26)