Piazza de’ Tessitori, maestri d’arte

Tempo addietro stavo leggendo uno dei miei tanti libri che narrano storie di Genova, quando rimasi colpita da questo luogo, che davvero mi pareva di non aver mai visto: Piazza de’Tessitori.
Possibile che mi sia sfuggita una piazza? Chissà quante volte ci sarò passata! Può essere che sia così distratta?
Misi mano al Tuttocittà  e scoprii che sì, Piazza de’ Tessitori ancora esiste ed è in un’area che spesso frequento, tra Salita del Prione e Piazza delle Erbe, a ridosso di San Donato, là dietro quel cantiere!

Piazza delle Erbe e Salita del Prione

Felicità! Mi attende una piazzetta da scoprire!
Che gioia, quante aspettative avevo!
E così sono andata, su per Vico dei Biscotti.
Più in su c’è Piazzetta dei Tre Magi.
Mi sono fermata dove Vico di Mezzagalera incrocia Vico del Fico.
Che sogno, questi sono i nomi delle strade, nei caruggi di Zena.

Vico di Mezzagalera

E quindi ero lì, con lo stradario in mano!
Che curiosità, ho letto notizie da non credere su questa piazza, non vedo l’ora di arrivarci.
Mi guardo intorno e non riesco ad orientarmi.
Possibile? Eppure io nei caruggi so girarci ad occhi chiusi, potrei portarvi ovunque.
E i tessitori? Dove sono?
C’è un locale in Vico del Fico, intravedo il proprietario.
E così mi avvicino, piena di speranze, chi meglio di lui!
Il ragazzo mi guarda con aria perplessa, scuote la testa e dice che no, lui di questi tessitori non ne ha mai sentito parlare.
Sfodero sicura la mia copia del Tuttocittà! Figuriamoci, è qui!
Io e il ragazzo abbiamo una sorta di tentennamento, ci guardiamo attorno, entrambi un po’ spaesati.
E purtroppo non impieghiamo molto a capire cosa ne è stato della Piazza de’ Tessitori: si trovava alla confluenza tra Vico dei Biscotti e Via San Donato, in quella zona dove hanno inizio i Giardini Luzzati, uno spicchio di modernità nel cuore dei nostri caruggi. Certo quell’area sarà stata molto danneggiata a causa dei bombardamenti, durante la Seconda Guerra Mondiale, e quello spazio che ora si è creato è un luogo reso, in qualche maniera, ai cittadini.
Ecco, a me non piace per nulla, lasciatemelo dire!
E poi scusate, e i Tessitori?
Fingiamo che sia ancora nostra questa piazza perduta e proviamo a immaginare com’era.
E allora se dobbiamo sognare, andiamo lontano.
Questa, nel XVI secolo era terra di orti e in seguito venne poi dedicata ai maestri che rappresentavano l’arte della tessitura nella città di Genova.
Sul lato meridionale si trovava una casa, sulla quale erano murate tre lapidi, ognuna di esse portava le insegne dell’arte: l’immagine di San Cipriano, protettore dei tessitori, una grande spola posta orizzontalmente, con due spole più piccole ai lati, poste in verticale.
Sulla prima lapide era incisa una data: 23 agosto 1520, vi si leggeva inoltre che quello era l’anno di acquisto della piazza.
La seconda lapide riferiva invece che, appunto nel 1520, i Consoli dell’arte avevano comprato un magazzino sito in quella piazza.
La terza, infine, risalente al 1532, riportava i nomi di diciassette tessitori.
I tessitori! Come vorrei leggere i loro nomi, uno dietro l’altro!
Troverò prima o poi un libro che li riporti, allora sì che sarò contenta!
Ebbe bottega in questa Piazza il pittore Luca Cambiaso, i suoi splendidi quadri sono esposti in musei e chiese.
Ora la immaginate anche voi la Piazza de’ Tessitori? E quei diciassette?
Penso ai telai operosi, a quel  filo che veniva lavorato, per poi trasformarsi in un tessuto prezioso e pregiato.
Qui, nella piazza, dove si teneva casa e bottega.
Sapete, è un gran dispiacere per me non potervi mostrare quella facciata, con le spolette e le lapidi, quella piazza che neanche io ho mai veduto, se non nelle mie fantasie.
E non so davvero come mai questa piazza sia ancora sul Tuttocittà, voglio pensare che sia merito di qualche impiegato nostalgico che, come me, non sa rassegnarsi di averla perduta.
Ora stanno costruendo, in quelle strade, c’è quel cantiere che vi ho mostrato all’inizio.
Sorgerà un complesso scolastico, là dove era l’Oratorio del Suffragio, anch’esso perduto sotto i bombardamenti.
Là, a breve distanza, in uno spazio non visibile nell’immagine sottostante, era la Piazza de’ Tessitori, maestri di un’arte antica, che aveva per simbolo tre spole.

Oratorio del Suffragio

38 pensieri su “Piazza de’ Tessitori, maestri d’arte

  1. E’ sempre un piacere leggere i racconti della tua città. Hai la capacità di farmi sentire lì,proprio nel posto che stai descrivendo.
    Un bellissimo volo nella fantasia.
    Stefy

  2. ….ma quanto mi incanti?? davvero, mi incantano i tuoi racconti eppure abitiamo nella stessa città ma io non la vivo probabilmente con tutta la passione che ci metti tu…un abbraccio ammmmmore….ps…a marzo andiamo in fiera eh! cià

  3. Biscotti, Mezzagalera, Fico…. davvero nomi fantastici missi Fletcher. Ma il mistero della Piazza Scomparsa mi ha avvinto ancora una volta. Effetto dei nostri liberatori, quello di far fuori più di un monumento odi una parte storica delle nostre città? Mannaggia…. e comunque l’hai vivacemente e ben ricostruita, secondo le tue abili capacità.
    Bacino …. Susanna

    • Grazie tesoro…che delusione grande, ci sono rimasta malissimo! Pensa che venerdì, non convinta, ci sono pure tornata…mi sono detta, stai a vedere che mi sono sbagliata e là in mezzo da qualche parte c’è la mia piazza? E invece! Soffro per queste perdite.
      Bacino a te!

  4. Ammiro la nostalgica dedizione alla tua città. Peccato per questa piazza ma mi pare che rispetto ad altre città Genova mantenga molto delle sue antiche tradizioni. Sbaglio?

  5. Spero di sbagliarmi, ma il problema a mio avviso è che chi decide che certi luoghi vanno rivisti-modificati nemmeno se lo pone il problema di che valore storico hanno.
    Succede spesso, non solo a Genova.

    • E’ proprio così Chagall. In quell’area ci sono questi caruggi antichi, al centro questi giardini, con un campetto da calcio, non è però un’area particolarmente verde e non mi piace, non è il suo contesto secondo me. Purtroppo succede dovunque, come tu dici.

      • Certo Miss… ma in città come Genova o Venezia, bisognerebbe procedere con i piedi di piombo.
        Sono un vanto per tutto il paese, mica solo per la regione o la città stessa.
        Se non altro sarebbe apprezzabile che chi prende queste decisione sapesse cosa va a toccare. Ma spesso si ha la sensazione che questo non accada.
        Che rabbia!

      • Secondo me il più delle volte non dovrebbero toccare niente, restaurare semmai. In certi posti stona la modernità, qui ne hanno fatti di scempi, spero che sia finita.

  6. Guarda, a me basta il Ponte della Costituzione di Venezia.
    Per carità, grande architetto, non privo di una certa eleganza. Ma io continuo dire che sta a Venezia come i cavoli a merenda. Mia opinione personale, ovviamente.

  7. Dopo l’unità d’Italia, Michele Novaro, (musicista, musicò Fratelli d’Italia insieme a Goffredo Mameli) lasciò Torino. Tornò a Genova dove, con la moglie Elisabetta Breytweieser, la figlia Giuseppina e la suocera Carlotta, visse, per lungo tempo, in una casa in piazza Tessitori. In quegli anni lo raggiunse il conferimento della croce di cavaliere della Corona d’Italia. Cordialmente Massimo B.

  8. Miss, tristemente bello questo post… scopro che siamo giusto dalle parti dove quest’estate avevo individuato lo splendido gabbione-bersò, in cima a una palazzetta di via San Donato… se a causa dei bombardamenti e delle successive modifiche moderniste, la zona non fosse così tanto mutata, il suddetto gabbione sarebbe stato possibile vederlo?

  9. Qualcuno di quei tessitori me li immagino a tessere umile fustagno blu ,ignari che sarebbe diventato,col nome di blu jeans,il tessuto più diffuso al mondo…

  10. Vico di Mezzagalera era uno “strazetto”che univa la chiesa di san Francesco da Paola a quella di san Rocco di Principe,ora scomparso sotto largo san Francesco da Paola.Qualcuno sostiene che questo nome sia stato regalato all’omonimo vicolo del centro dopo lo sbancamento che ha dato origine alla mia amatissima piazza.affido il caso al tuo acume e alla tua curiosità,miss!

  11. Grazie di queste notizie. Io sono nata il 9 nov. 1941 in Piazza Tessitori 7 int.7 quando c erano i bombardamenti. Da bambina mia mamma mi portava a vedere le macerie del palazzo ma io non mi ricordo dove fossero, più o meno da Sarzano ma avevo pochi anni e ora
    non so localizzzare

    • Orietta benvenuta su queste pagine, sapessi quanto mi piacerebbe aver visto quella piazza perduta di Genova.
      Lì da Piazza delle Erbe, dove c’erano le macerie dell’oratorio, hanno poi fatto la nuova scuola.
      Grazie, buona serata a te!

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