Un intrico di caruggi a due passi dal mare, a poca distanza dall’Acquario, meta prediletta dei turisti che visitano Genova.
Se venite da fuori e siete poco esperti della zona, chiedete informazioni, da Piazza San Giorgio fatevi indicare Via dei Giustiniani, non è molta la strada che dovrete percorrere.
Sa’ Pesta vi si presenterà così, con queste due belle vetrine ad angolo.
Il nome di questa trattoria, in genovese, significa sale pestato. Ai tempi della Repubblica di Genova, il sale era una delle maggiori risorse economiche della città, c’erano luoghi, come questo, nei quali il sale, una volta pestato nel mortaio, veniva rivenduto al minuto.
L’ambiente è caratteristico, c’è un grande bancone, piastrelle bianche, le teglie di rame appese al muro.
Farinate, torte di verdura, panissa, frisceu e ripieni.
Cosa c’è di più sfizioso per ritemprarsi dalle fatiche di una giornata?
Oh, ma io ho dato per scontato che tutti sappiate in cosa consistano i piatti che qui vengono serviti! Sarà così? Per chi non lo sapesse, ecco un breve tour gastronomico tra le delizie genovesi.
I friscieu sono frittelle di verdura, croccanti e sfiziose, a base di lattuga, di bietola e di boragine.
Le torte di verdure sono uno dei piatti più tipici della tradizione ligure, si possono trovare a base di zucca, di carciofi, di cipolle, di porri o di bietole.
La farina di ceci, invece, è l’ingrediente primario della panissa.
La ricetta è semplice, per cui ve la riporto.
275 g di farina di ceci, 1 litro d’acqua, 1 limone, sale, pepe e olio extravergine di oliva.
Si prepara una sorta di pastella, mescolando l’acqua la farina e il sale, e la si lascia riposare almeno due ore. Si rimette sul fuoco e la si fa cuocere ancora un’ora, sempre mescolando, quindi la si serve calda, con olio, un pizzico di sale, il pepe e una spruzzata di limone.
Come vedete è un piatto povero, ma assai gustoso. Ed è semplice da cucinare, anche se in effetti ci vuole un po’ di tempo.
E poi, se siete proprio golosi, la panissa potete anche friggerla, fate delle striscioline e gettatela nell’olio bollente. Gioia e felicità!
Se non avete tempo da dedicare alla cucina, venite da Sa’ Pesta e accomodatevi al tavolo di legno, prendete posto sotto le volte, in questo locale davvero antico e speciale.
E poi se vi guardate intorno, alcuni particolari vi ricorderanno che siete nel cuore di una città che un tempo fu Repubblica Marinara; gozzi, galee e barche ci rappresentano sempre.
Ed è ancora la farina di ceci l’ingrediente principe della uno dei piatti più deliziosi che potrete gustare da Sa’ Pesta.
La farinata non ha bisogno di presentazioni, è nota ed è apprezzata ovunque.
Ci sono anche alcune varianti, ad esempio si può cospargerla di cipolline tagliate sottili o di fettine di carciofo.
Ed è dal 1400 che a Genova la mangiamo, a quei tempi la si chiamava scripillita.
Farina di ceci, acqua, sale e olio d’oliva, niente di più.
E qui, da Sa’ Pesta la farinata è regina indiscussa.
Sottile, unta, gustosa, il trionfo della semplicità e del gusto, una delizia per il palato, una bellezza per gli occhi.







Mi hai fatto venire l’acquolina, anzi l’acquolona… slurp! 🙂
Per di più sto aspettando di uscire a cena, perciò immagina come sto…
… in un locale così, anzi proprio in questo, mi sarebbe piaciuto portarci mio papà. Siamo stati a Genova insieme una sola volta, ma c’era un convegno a cui volevo partecipare e non abbiamo visitato la città, solo fatto un giro nella zona del porto.
Avevamo in programma di tornarci appunto per farlo, e un pranzetto qui sarebbe stato un’ottima conclusione. Uff.
La farinata è una delle gioie della vita!
E sai una cosa? Tornerai qui e siccome il tuo papà è nel tuo cuore, lo porterai con te.
Un bacio grande cara Denise!
Hai ragione, sì.
E naturalmente potrebbe essere un’occasione per conoscerci, se ti andrà.
Comunque, c’è poco da dire: quel bel disco di pasta leggera e saporita è semplicemente favoloso ^___^
Ed io al carboidrato salato non so resistere 😉
E certo che mi va, volentierissimo! Sui carboidrati salati concordo con te, anche io li adoro!
Cara Fletcer,questa trattoria tipica dove si gustano piatti prelibatissimi, mi riporta a qualche anno fà quando ci ritrovavamo io l’amico e grande conoscitore di Genova il Dott. Siro Dodero poi c’era l’amico Riccardo Dellepiane anche lui amante e scrittore di cose genovesi, Riccardo per più di trent’anni tutte le mattine si recava l’archivio di Stato, ed in tutto questo tempo ha scritto circa 40 volumi di notizie particolari su Genova, poi il grande musicologo Edward Neel colui che scrisse libri sulla vita doìi Paganini, sono tutti sepolti a Staglieno.
Con la loro morte Genova ha perso tre personaggio di grandissimo livello storico culturale.
Eugenio
Che bei ricordi Eugenio e che belle frequentazioni. Farinata, musica e cultura…vuoi mettere!
Grazie di postare qui i tuoi ricordi e i tuoi pensieri, lo apprezzo tanto!
La ringrazio delle belle parole per mio zio Siro. Lo ricordo con grande affetto, sempre!!
Solo oggi ho saputo del suo messaggio, e con grande piacere le dico che suo zio Siro mi manca tantissimo, è stato un maestro generosissimo, condividevamo la stessa passione sulla storia e su Staglieno.
Dopo la vendita della sua bibblioteca ho acquitato molte cose, tra cui tantissime foto della sua famiglia che conservo con particolare cura.
Abbiamo passato tantissimi anni insieme, non dimenticherò mai la sua grande pazienza nella ricerca che finiva sempre con risultati positivi.
Eugenio
Cara Miss Fletcher non si postano questi articoli prima di cena… Adesso la mia misera pietanza mi sembrerà ancora più triste. Mi sa che prima o poi faccio un salto a rimpinzarmi di ghiottonerie, anzi se non stai attenta ti ritroverai con un pulmino di adepti che sventolano bandierina e cappellino con scritto “fan di missfletcher”! 😉 baci
Ah, ma io vi aspetto, vorrei vederti con bandierina e cappellino 🙂 Baci!
c’ero proprio l’anno scorso, in questo periodo… 4 miseri giorni, ma stupendi. A Sa’ pesta alla fine non ci siamo stati, pure se ci siamo passati che ce l’avevano segnalata, ma poi abbiamo forzosamente dovuto fare delle scelte.
Ma leggendoti, lo sapevo che mi pentivo, ecco.
E ma caspita, tornate no? Così fate rifornimento di dolcezze da Romanengo e vi saziate di farinata!
Uhmmmm ma che sofferenza leggere di queste prelibatezze. E’ proprio un altro luogo speciale e particolare da non perdere in un’ipotetica visita alla tua Genova.
E prendo nota……
Buonanotte Susanna
Assolutamente da annotare, ovvio che ti ci porto, eh! Baci!
Che bel locale, e che belle torte salate! Miss a momenti scrivi una guida gastronomica xD
Haha davvero, grazie Chaggy!
Adoro…
Anch’io…
Perché la “Farinata” è una delle gioie della vita?
Dopotutto è semplice farina di ceci, come ho letto.
Cordialità, Edo
L’hai detto tu stesso, Edo: perché è semplice! 😉
E la semplicità paga, ha sapore.
Edoardo la farinata è felicità assoluta! A presto!
Ciao Miss, e i friscieu de bacalà?????!!!!!! Dove li mettiamo? Leggendo questo post mi sembrava di essere a casa mia…….e invece sono al lavoro!!! Ma lo sai vero che la Valle Argentina è percorsa dalla via del sale che era controllata proprio dalla Repubblica di Genova? E che fatica a contrabbandare! Severi eravate!!! Un bacio, che bel post da ca’ noscia…..
E davvero, anche quelli!!! Un bacio tesoro…come caspita fai a scrivere in dialetto lo sai solo tu 😉
ci sono andato oggi a gustare la farinata: buonissima! la signora ci ha rivelato che lei è di Vernazza, per cui c’è anche un po’ di tendenza spezzina nella sua farinata, anche se, forse questa è ancora meglio di quella, molto rinomata, di spezia
un posto magnifico, ovviamente scoperto grazie a queste pagine…
anch’io ricordo con affetto l’amico siro dodero, e mi portò lui al locale descritto
Eugenio mi ha parlato spesso di Siro Dodero, mi dispiace di non averlo conosciuto, doveva essere una persona eccezionale!
Benvenuto qui William, grazie del tuo commento.
grazie del benvenuto, avevo già visto il Suo sito in precedenza, e mi era piaciuto ( e piace!); conoscevo Siro tramite la Società Ligure di Storia Patria, dove era stato segretario e altro, molto rispettato per la sua conoscenza della storia locale “sapendone più anche di certi professori”, storia a cui ero e sono pure io appassionato, segnalandomi con amicizia alcune fonti documentarie di interesse. Soffriva di una affezione agli occhi per cui era un vedente “ai minimi”, che non gli impediva di girare Genova. Mi è gratissima l’occasione per ricordarlo
E hai fatto bene a ricordarlo, persone come lui sono state e sono ancora preziose per la nostra città.
Buona giornata a te, a presto!
Miss, conosco l’Antica Sa’ Pesta, buonissime senz’altro le tonde specialità della casa, e in più, il locale si presenta bene, cosa non di secondaria importanza, giacchè l’occhio vuole la sua parte…