Vico dell’Argento, a cena da Gaia

Giorni addietro qualcuno mi ha chiesto quale criterio usi per scegliere i locali e i negozi che mostro su queste pagine: uno ed uno solo, questi sono i posti che piacciono a me, quelli dove vi porterei se veniste a trovarmi.
E uno dei ristoranti che sceglierei per una cena è  Gaia, in Vico dell’Argento.

Se ci fosse qualche genovese distratto e disorientato, questo è Vico dell’Argento, un caruggio che congiunge Via Cairoli a Via Lomellini.
Ma davvero non siete mai stati da Gaia? Non ci posso credere!

Ecco la sala principale del ristorante.

Ma cosa si mangia da Gaia? Le delizie della cucina ligure, ovviamente.
I testaroli in salsa di noci e le trofie al pesto con patate e fagiolini, spaghetti con olive fresche, capperi ed olive taggiasche.
E sono deliziosi i taglierini allo zafferano con ragù di gamberi al pesto leggero.
Vi è venuta fame? Non vi resta che prenotare un tavolo.

In estate si può sedersi anche fuori, in Via Cairoli, ma nelle altre stagioni vi faranno accomodare qui, in queste sale.

Si mangia davvero bene e inoltre questo ristorante si trova in un fondo di un palazzo molto antico.
E così, come vedete, il soffitto ha le volte.


E su un muro c’è questa chiave, come su tanti edifici dei nostri caruggi.

Eh sì, questo posto ha proprio il suo fascino, lasciatemelo dire!

E poi vi sedete e ordinate la vostra cena, le porzioni sono sempre abbondanti, certo non uscirete da qui con un languorino, ve lo posso assicurare!
Io quella sera ho preso un antipasto Gaia, un misto di torte di verdura veramente saporito.
Il vino, se sfuso, vi verrà portato in questa tipica bottiglia, la stessa che viene usata per l’acqua.

Qui si possono gustare il coniglio alla ligure e le lattughe ripiene alla genovese, ma il menu è vasto sia per quanto riguarda i secondi di carne che quelli di pesce.
E quindi potrete ordinare il filetto con gli asparagi, lo stoccafisso accomodato o il filetto di ricciola alla ligure, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Eh, io veramente quella sera stavo quasi per scordarmi di voi, lo ammetto!
Mi hanno portato un piatto fumante di totani in umido con patate e piselli, con due belle fette di pane da immergere nel sugo!
E così ho iniziato la mia cenetta, che meraviglia!
E poi per fortuna mi sono ricordata di scattare una foto, forse la qualità dell’immagine non è elevatissima, ma mica potevo farmi freddare la cena, vi pare?

E poi è arrivato un contorno di funghi porcini.

E tra i tanti dolci, cosa scegliere?
Meglio la crema catalana o la torta di pere e noci? O forse cantucci e vin santo?
Ho optato per un delizioso tegolino alle nocciole con crema di ricotta e lamponi.
Una spolverata di zucchero a velo e un filo di caramello, una vera squisitezza.

Una cena davvero gradita, in un posto accogliente e caratteristico.
Da Gaia, in Vico dell’Argento.

30 pensieri su “Vico dell’Argento, a cena da Gaia

  1. E’ un locale che conosco bene, o meglio, conoscevo bene. Un ottimo posto per un bel pranzo o una bella cena. Un tempo i prezzi erano contenuti, ma puo’ darsi che quest’aspetto della buona gastronomia locale sia cambiato, comunque grazie Miss Fletcher per quest’incursione in uno dei miei ristoranti preferiti.

    • E’ anche uno dei miei locali preferiti, per la cucina, per l’ambiente e per la zona che, come sai, sento fortemente mia.
      E mi ricordo anche cosa ho mangiato la prima volta che ci sono stata, che ormai risale a secoli fa: il minestrone.
      E non lo avevo mai mangiato fuori casa, buonissimo!

  2. Ogni tuo post, Fletch mi fa venire voglia di venire a visitare Genova e le sue bellezza, ma quandi mi prendi per la gola, sei assolutamente irresistibile !!!!!
    Mi assale un desiderio inquieto di conoscenza ed esperienza 🙂

  3. Sei una donna pericolosissima! Ma si può attentare alla linea di una povera amica, in questo modo? Tutto così…..intrigante. E non saprei neanche quale dolce scegliere. Uhmmmm brutta cattiva, ecco!
    🙂
    Buonanotte Susanna

  4. Eccomi, mai stata! Ho girato tutti i ristoranti più famosi di Genova, ma non questo. Sempre la solita vecchia solfa: quando hai qualcosa sotto casa, si procrastina all’infinito! Adesso che hanno messo i tavoli in via Cairoli però non ho scusanti, farò questo sacrificio 😀
    Ah, senti, ma quelle ‘chiavi’, a cosa servivano? Ce ne sono alcune anche nel mio palazzo, mi avevano detto qualcosa a riguardo ma ho miseramente dimenticato…sicuramente sarai in grado di illuminarmi!
    Grazie e Buona serata!

    • Eccoti! Gaia è un gran bel posto, poi appunto tu sei così vicina, devi proprio andarci, vedrai che ti piacerà.
      Riguardo alle chiavi, un amico architetto una volta mi diede una spiegazione abbastanza complessa che non saprei riportarti per intero, non essendo il mio settore, ma so che le chiavi hanno a che vedere con la stabilità degli edifici.
      Un bacetto carissima!

  5. Miss, scegli sempre locali semplici ma di gran gusto e effetto! Ci verrei eccome con te in tutti quelli che finora hai postato. Fantastico anche questo ma che fame mi hai fatto tornare! E grazie, grazie ancora per oggi, ma lo sai che finora non ho ancora avuto problemi? Lo sai che non ci posso credere? Clicco e quando clicco ho paura che accada di nuovo e invece no! Grazie, guarda grazie mille! Ti ringrazia anche tanto topomarito che ha tirato un sospiro di sollievo perchè gli stavo rompendo i gioielli di famiglia da un mese e mi ha prommesso che mi porta da te a Genova! Un bacione grande.

    • Haha, meno male! Figurati tesoro, per così poco! Sono contenta di averti averti aiutata e che stia funzionando.
      E finalmente topomarito ti porta a Zena, non vedo l’ora.
      Bello questo ristorante, vero? Merita davvero una visita.
      Baci baci!

  6. invitante…i totani in umido sono proprio invitanti e credo che sarebbero buoni pure da freddi. Ma in questo momento, quello che mi piace di più sono le due caraffe, quella dell’acqua e quella del vino. Dissetano solo a vederle.

  7. ..ma dove li trovi?! hai un sesto senso per cogliere questi dettagli che poi si rivelano incisivi..la foto del dolce poi :-))) grande! la prossima volta che vengo a Genova vado a sbirciare

    • La foto del dolce! Per avere uno scatto decente ho dovuto farne un bel po’.
      E poi non è mica tanto normale vedere una che si mette a fotografare il piatto invece di mangiare.
      Sì, vai a sbirciare, brava!

  8. Pensa che è stato il ristorante ove ho cenato per la prima volta tanti anni fa. Ricordo di avere gustato i testaroli al sugo di noci e il vino era ottimo. A proposito di ristoranti, Miss, della mitica Maria cosa mi dici? Cucina a parte (più che dignitosa), io non posso dimenticare il suo sorriso dolce e professionale, i suoi occhi scuri, vispi e profondi, le sue treccine da sempre arrotolate ai lati della nuca, e la sua voce squillante al momento del conto mentre diceva: “Ditemi giovani, cosa avete preso?”….

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