La storia della pirateria annovera, tra i suoi massimi rappresentanti, molti rinnegati, venuti alla luce in occidente e convertiti al credo e alle usanze degli arabi del Maghreb, uno di questi fu il genovese Osta Morat.
Nato nel 1570, a Levanto, era figlio di un marmoraro; si narra che, ancora bambino, venne rapito durante una delle molte incursioni barbaresche sulle coste di Liguria.
E fu così che Osta Morat venne condotto a Tunisi, dove il suo nome divenne temuto e rispettato.
E lì, sotto il sole dell’Africa, Osta Morat abbandonò la sua fede cristiana, divenendo così un rinnegato.
Esperto delle arti marinaresche, Osta Morat è il nemico dell’Occidente ed assalta e depreda le navi con leggendaria abilità.
Ha appena 25 anni quando diviene stretto collaboratore di Othman, dey di Tunisi, così come veniva definito il capo di stato.
In breve tempo il ligure diventa molto ricco, dispone di molte case a Tunisi e di un bagno molto popolato; per chi non lo sapesse, il “bagno” era un grande edificio dove venivano reclusi gli schiavi, catturati in terre straniere durante le scorrerie e relegati appunto nel bagno, adibiti ai lavori più stancanti e debilitanti.
Ma Osta Morat, malgrado la sua crudeltà e sebbene avesse rinnegato la suo fede, non dimentica le sue origini e chiama a Tunisi i suoi famigliari.
Oltre ai suoi fratelli, sbarca così in terra d’Africa il padre di Osta Morat, incaricato dal Magistrato per il riscatto degli schiavi di liberare alcuni prigionieri.
Strano il destino di questa famiglia: un bambino rapito, divenuto un crudele corsaro dei mari proprietario di molti schiavi, e un padre che ha il compito di restituire loro la libertà.

Lunga e gloriosa è la carriera di Osta Morat, nel 1615 diventa generale di tutte le galee tunisine e con la sua flotta assalta le coste e i paesi del Mediterraneo.
Siracusa, Malta, San Marco in Sicilia cadono vittime dei suoi attacchi, viene sconfitto soltanto dalle forze di Algeri, per alcuni contrasti sorti tra i due popoli in merito ai confini, ma Osta Morat è implacabile, depreda le isole della Grecia, cattura i bastimenti appropriandosi di tutti i beni che trova sul suo cammino, fa prigionieri gli abitanti e li rivende come schiavi.
E così, con questo bel curriculum, diventerà dey di Tunisi, capo di quello stato che lo ha sottratto alla sua terra d’origine.
Lo aiuta in questa impresa un altro rinnegato, un certo Mami Ferrarese che appoggia presso il sultano la sua candidatura.
Mami Ferrarese, poco dopo, venne assassinato e le cronache narrano che forse la sua fine sia stata voluta proprio da colui che aveva sostenuto, il terribile Osta Morat.
Vatti a fidare di un pirata, le inevitabili conseguenze sono queste!
Il bambino di Levanto, divenuto signore di Tunisi, vivrà fino al 1640, lasciando ai suoi figli le molte ricchezze accumulate nella sua avventurosa vita.
Ciao Miss, senti, ti vorrei chiedere una cosa, ma in privato.
Non voglio assolutamente darti fastidio o importunarti. Quindi se non vuoi essere contattata, mi scuso.
Se posso permettermi, ti darebbe fastidio se ti mandassi una email all’indirizzo del blog?
Un saluto.
Ma certo che puoi scrivermi Chagall, mi fa molto piacere!
Allora aspetto la tua mail, eh?
Inviato, e grazie mille in ogni caso!
Buondì, mi chiamo Riccardo Nicolai, scrittore e autore del romanzo Alì Piccinin”. Leggo nel racconto che Morat era il suocero di Alì Piccinin. Potrei saperne di più? Grazie mille
Non saprei dirle, forse potrebbe fare qualche ricerca in qualche archivio. Buona serata.
Un gran bel personaggino! Chissà come avrà fatto a liberarsi dalla sua condizione di rapito, forse i suoi sequestratori avranno visto che quel giovane aveva stoffa! Perfetto per un romanzone… Baci eburneo sabato! 🙂
Ma hai visto che tipo? Queste sono davvero vite da romanzo, non ci sono dubbi!
Baci Viv!
Scusa non sono impazzita… Il correttore automatico ha scritto eburneo io volevo solo augurarti buon sabato!
Però era bello eburneo sabato, il tuo è un correttore molto poetico!
Cara miss, ma dove le prendi certe storie? Te le sogni di notte? Pirati, donzelle, nobiluomini e faccendieri… i tuoi post sono una felice selva di personaggi curiosi ma realissimi… come al solito: bravissima!!! Come dice Viv, perfetto per un romanzone. A proposito, il tuo come va?
Grazie Rita! Sai quei vecchi libri che si comprano sulle bancarelle? Libri polverosi e con le pagine ingialliti, ma fitte di vite avventurose come questa.
La scrittura alla quale ti riferisci è un po’ ferma, poi ti racconterò!
Baci!
Crudele il Personaggio ma mi piace. Ha lottato e da prigioniero e ‘ divenuto un potente dominatore. Ma dove le prendi queste belle storie? Un bacio.
Hai visto che tipo? Non ci siamo fatti mancare niente da queste parti 😉 !
Un bacetto Graziella, buon sabato!
Miss, quanto mi piace quando racconti queste storie di pirati! Tra l’altro devi raccontarne altre del mio amico….come si chiamava? Dragot??? Che mi aveva affascinato tantissimo. Anche questo Osta però mi ha tenuta attaccata allo schermo del pc. Brava Miss, ci porti sempre in avventure fantastiche! Baciottoli.
Dragut! Una cosaccia! Ma anche Osta Morat in effetti se la cava, eh? Grazie tesoro, bacetti!
un bel personaggio. Come antenati voi liguri non scherzate.
In effetti non posso che darti ragione! Questo Osta Morat era un discreto fetente…
Bel racconto… emozionante 🙂
Grazie! Beh, la vita di un pirata non può certo essere noiosa!
Domandina ingenua ingenua… il nome Osta Morat è genovese o tunisino?
Alle mie orecchie è suonato subito straniero, ma in fondo anche il dialetto genovese per me è straniero, potrebbe anche essere (mi immagino significati molto concreti per le due parole). Non me ne vogliate se sbaglio!
Non è tanto ingenua come domanda, cara Denise, anzi è una domanda intelligente.
Il padre si chiamava Francesco del Rio, quindi il nome deve Osta Morato deve averlo assunto in terra straniera.
Ah, vedi 😉
Like this:-) Quasi
Ehm… stavo scrivendo quasi quasi da grande faccio la piratessa…
(mi è partito l’invio prima di finire il commento:-))
Mi sembra un ottimo proposito!
Ah, comunque volevo dirti che anche se non c’è il tasto like, se vuoi in alto a sinistra sulla barra di WordPress credo che ci sia una stellina sulla quale puoi cliccare…la differenza è che il tuo “mi piace” lo vedrò solo io, ecco! Se vuoi puoi usarlo!
Ciao Miss Fletcher , sono Nada dalla Tunisia dirigo una associazione culturale e in questo momento siamo preparando una mostra sugli schiavi italiani nella reggenza di Tunisi.
Se a lei non dispiace potrebbe aiutarci dandoci alcuni titoli della sua bibliografia che hanno servito a scivere questo articolo .
Grazie in anticipo .
Buongiorno a lei Nadia, il testo è il seguente: Pirati, Barbareschi, Schiavi e Galeotti nella storia e nella Leggenda Ligure di Giulio Giacchero, edizione SAGEP.
Il libro è vecchio, forse potete trovarlo su qualche sito dell’usato.
Cancello la sua mail dal mio messaggio, in caso non le faccia piacere averla pubblicata su un blog.
Complimenti per la vostra iniziativa e buon lavoro.
Miss Fletcher per prima cosa complimenti per il racconto e poi volevo chiedere se si conoscono i nomi dei 3 figi (2 maschi e una femmina ) di Osta Morat. grazie
Grazie Fabio, non saprei proprio. Magari su qualche libro c’è scritto!
Buona serata a te.
Buongiorno, il famigerato pirata si rese protagonista di una incursione nella città di San Marco d’Alunzio in provincia di Messina. Stò preparando un articolo e una relazione da presentare in un convegno e volevo chiederti se esistono quadri che lo raffigurino. Grazie
Buonasera Giuseppe, non saprei proprio, al momento non mi sovviene nulla in merito. Buona serata!