Una striscia di sabbia, il mare e il cielo.
Se esiste la dimensione perfetta per me assomiglia a una spiaggia in inverno.
Assolata, silenziosa, deserta.
Ancora Sestri Levante, in gennaio.
Ancora una spiaggia, immensa e racchiusa nell’abbraccio della costa.
Se esiste la dimensione perfetta ha il suono di un’onda che si distende sulla battigia.
E quella è la musica più dolce, la cantilena dell’acqua che accompagna i pensieri, che risuona nell’animo e ti fa sentire parte di un tutto.
E’ la grandezza e la potenza della natura quella musica, la più dolce.
La spiaggia assolata, silenziosa, deserta.
La spiaggia e gli scogli adesso sono il paradiso dei gabbiani, padroni assoluti dell’azzurro.
Le creature della terra, del cielo e del mare sanno vivere nell’universo meglio di noi, c’è in loro la forza dell’istinto, nell’uomo mediata dalla ragione.
Ma il loro essere così in comunione con la natura li rende i più abili interpreti di certe nostre aspirazioni e i gabbiani sono la più alta espressione di libertà.
Si inseguono, fuggono e ritornano.
Si fermano e sostano, in attesa di una nuova avventura, padroni assoluti di ogni granello di sabbia.
Alcuni si precipitano in una corsa forsennata verso la libertà.
Verso quel bianco e candido molo.
E loro divengono i padroni assoluti dell’azzurro, di ogni granello di sabbia, della scogliera e del mare.
Qualcuno è più ardito, ci vuole coraggio per conquistarsi la libertà.
Altri esitano ancora, restano a giocare con l’acqua.
C’è chi invece è solitario, rimane lì, sulla battigia, a fissare l’orizzonte, ad ascoltare il suono dell’onda, la cantilena del mare, quella musica, la musica più dolce.
Uno si libra altissimo, nell’infinito, nella grandezza che non ha confini.
E diviene padrone assoluto dell’azzurro e di ogni granello di sabbia, della scogliera e del mare, delle onde e delle nuvole, del cielo e della terra.
Libertà.












Carissima Miss Fletcher, ti sei accorta che tra i gabbiani “catturati” nelle tue foto c’è anche Jonathan Livingston? Caspita se l’ho riconosciuto subito! 😉
E stamattina son lì, sulla battigia a passeggiare con i miei pensieri, a godere dell’aria tersa che profuma di salsedine e dello sciabordìo ritmico della risacca, dal noto effetto rilassante.
Ma qui fiocca lieve.
Buon fine settimana cara amica
Susanna
Oh sì che me ne sono accorta!
E sai, cara Susanna, che ogni volta che scrivo un post che parla di mare e di onde ti penso? E ho la certezza che ci troverai qualcosa di tuo, perché sei anche tu amica del mare.
La neve arriverà anche qui, la stiamo aspettando!
Un bacetto, Susa.
Grazie per il bel post! I gabbiani sono i miei animali preferiti : )Dovrei visitarla Sestri Levante d’inverno, quando non c’è nessuno…
E sì, cosa aspetti ad andarci? E’ così bella in inverno!
Ciao Marco, grazie e buon weekend!
Davvero è bellissimo stare in una spiaggia deserta, così come su un’altura deserta. Soli e piccoli di fronte all’immensità della natura: un monaco in riva al mare, un viandante sul mare di nebbia, come in un quadro di Caspar David Friedrich.
Sì la spiaggia deserta ha un fascino immenso, ci si sente in una dimensione pacifica e protetta.
Come in quadro, è vero.
Un abbraccio!
Il mio commento te lo manderò in privato 😉 ma mi piacerebbe davvero abitare in un posto così, fortunati quei gabbiani…baci
Aspetto il commento privato 🙂 ! Anche a me piacerebbe vivere a Sestri Levante, mi troveresti spesso sulla spiaggia insieme ai gabbiani.
Bacioni cara!
Questo articolo mi riporta all’adolescenza quando, leggendo il gabbiano Jonathan Livingston, immaginavo i miei primi voli di libertà.
Grazie ancora per queste belle parole…
Cari saluti
M.Giulia
Adoro i gabbiani, sono meravigliosi.
Un abbraccio e buona giornata cara Maria Giulia.
E’ inevitabile non pensare a Jonathan Livingston ed alla sua voglia di perfezionarsi in volo.
Queste immagini sono incantevoli, se esiste una dimensione perfetta….questo tuo delicato spazio ci si avvicina moltissimo.
un abbraccio
Sì, se esiste una dimensione perfetta dev’essere proprio così.
Un bacio Sabry, grazie!
Io abito in collina, proprio alle spalle di queste spiagge, che in inverno tornano un po’ più “nostre”. Nella mezza stagione vado a prendere i ragazzi a scuola per un panino in riva al mare: niente turisti, solo qualche gabbiano e frotte di piccioni a elemosinare le briciole. Niente di più piacevole di un pomeriggio così.
E che felicità Barbara, questa spiaggia è incantevole, con il sole tiepido, un po’ di vento e i gabbiani.
Bellissimo!
U cian de sà! La battigia! Che meraviglia di post, proprio un post che mette serenità e dà un senso di libertà. Quanto azzurro… Un bacione.
Cielo e mare celesti e splendidi! E soprattutto bellissimi gabbiani che si sono lasciati fotografare.
Il mare mi piace soprattutto d’inverno, quando è deserto e freddo…lo so, sono un po’ “strana”…un abbraccio e buona domenica, *Maristella*.
E allora siamo strane in due Mari!
Un bacione!
Che meraviglia questo mare così…naturale! Bellissime foto Miss (sei pronta per la neve?:-))
Eh, la neve! Sono pronta a metà, cara Sandra speriamo bene!
Mi è venuta un’improvvisa voglia di sole e mare.
Stefy
Eh, ti capisco tesoro!
Un bacetto!
mi piacciono questi tuoi voli poetici e fotografici. un salto e siamo a Fontanigorda coperta da una coltre candida ,immacolata , ne assapori il profondo silenzio . un altro balzo e siamo sulla spiaggia ad ammirareil mare i gabbiani e il profumo di salsedine che ti fa chiudere gli occhi e respirare a pieni polmoni,mentre il rumore del mare ti avvolge e ti fa sognare..Sai cara miss le tue belle foto mi hanno fatto scoprire tante cose e la voglia di approfondire e di rivisitare la mia citta’ .continua cosi’ mi fai molto bene ciao
E sì, un giorno al mare, un giorno in campagna e un giorno per caruggi.
Grazie delle tue parole Gabriella, sei proprio cara!
Cosa c’è di più bello della libertà di volare ciao ottavia
E’ vero Ottavia e i gabbiani la esprimono alla perfezione!
Un abbraccio!
sulla magica Sestri, cara Miss, oso segnalare un mio piccolo contributo
http://diegod56.wordpress.com/2013/09/22/dal-vico-del-bottone-si-sale/
Miss, il termine “gabbiano” può anche sembrare un aggettivo riferito a chi sia avvezzo allo stare in gabbia… per associare invece il gabbia-no alla libertà, occorre inserire il trattino di cui sopra… non so se l’Accademia della Crusca sarebbe d’accordo, ma a scanso di equivoci, io idealmente il trattino ce lo metto sempre, perchè nelle mie sei lunghe traversate dell’oceano Atlantico, non immagini neppure quanti ne ho visti…
conosco Sestri Levante… due i mari, doppia quantità di gabbiani, no?
Belllissima Sestri Levante, vero? Ecco, questo è uno dei posti dove vivrei volentieri.
Buongiorno a te Sergio!