Il Ponte di Carignano e Giulio Cesare Drago, ragguardevole mercadante

Dalla Piazza di Sarzano, che è di considerevolissima lunghezza, entrasi per una gran bella strada larga e spaziosa al ponte di Carignano, magnifico monumento dell’arte che i due colli di Sarzano e di Carignano ammirabilmente congiunge. … E’ composto da sette archi … è tanto largo che quattro carrozze possono passarvi di fronte. …
Il viaggiatore che sia quivi condotto ha di che rimaner sorpreso al vederne la prodigiosissima altezza sulla strada dei Lanieri, che passa al di sotto: puossi calcolarla al di là dei trecento palmi.
Fa orrore affacciarsi ai parapetti del ponte per contemplare un così sorprendente spettacolo.

Così scriveva un viaggiatore che visitò la Superba nel 1818.
Di lui non si conosce il nome, ma ha lasciato una diario con le sue impressioni sui luoghi da lui visitati noto come Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, un testo prezioso che vi porta per le strade e le piazze che ancora adesso frequentiamo.
E questo è il ponte che lui descrive.

Ponte di Carignano (2)

Il borgo dei Lanieri del quale narra l’autore purtroppo non esiste più, è caduto sotto i colpi del piccone insieme al quartiere di Via Madre di Dio.
A quei tempi una passeggiata sotto il ponte di Carignano offriva questa prospettiva.

Ponte di Carignano

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Il ponte di Carignano venne edificato su progetto di De Langlade tra il 1718 e il 1724 e commissionato della famiglia Sauli.
Quella parte della città da allora è molto mutata ma il ponte ha conservato la grandezza e l’imponenza che colpirono l’attenzione dell’anonimo.

Ponte di Carignano (2)

Un’opera di pubblica utilità che assunse una grande importanza per la città, grazie al ponte ci si muoveva più agevolmente tra i due colli, evitando così un faticoso saliscendi.

Ponte di Carignano (3)

Un altro viaggiatore dell’Ottocento ne parla con entusiasmo, magnificando le splendide vedute che si potevano godere da lassù: sotto al ponte era tutto un brulicare di fitte case e dal lato del mare la vista si perdeva a cercare l’orizzonte.

Genova

Come rimarca il medesimo autore, il ponte ebbe anche un’altra sinistra funzione: a causa della sua stupefacente altezza divenne il luogo prescelto da coloro che intendevano togliersi la vita.
E lo fu in particolare nell’anno 1800, quando la città era alla fame a causa del blocco di Genova, una delle pagine più cupe della storia di questa città.

Ponte di Carignano
Il ponte dei suicidi, un luogo talmente utilizzato per buttarsi di sotto da originare un noto detto popolare “Piggiâ o ponte de Caignan pe-o schaen da porta” ovvero prendere il ponte di Carignano per lo scalino della porta.
E giunse l’anno 1877.
Un ricco genovese, Giulio Cesare Drago, pensò che era necessario porre rimedio a quella tragica situazione e a proprie spese dotò il ponte di un’altissima ringhiera che ancora oggi è presente.

Ponte di Carignano (4)

Il generoso benefattore volle rimanere anonimo.
Le inferiate che si elevano sui parapetti del ponte furono un valido deterrente.

Ponte di Carignano 6

Alla sua morte la città di Genova volle ricordare la magnanimità di questo cittadino.
Su un palazzo di Via Ravasco venne affissa una lapide in sua memoria.

Via Ravasco

Vi si legge del suo gesto, mosso da pietà e da generosità, vi si legge di lui, Giulio Cesare Drago, ragguardevole mercadante genovese.

Giulio Cesare Drago

Perché non passi in consuetudine
l’esempio antico e recente
di gittare disperatamente la vita
dai ponti di Carignano e dell’Arco
 GIULIO CESARE DRAGO
ragguardevole mercante genovese
negli anni 1877 e 1879
con largo dispendio provvide
che di ferrea cancellata ne fossero barrate le sponde
volle rimanere finché visse benefattore ignorato
Morto in Firenze il 9 agosto 1880
il suo testamento lo fe’ manifesto
il Municipio di Genova
per la meritata e ricusata onoranza
gli decretò questa lapida
il 16 Agosto 1880

34 pensieri su “Il Ponte di Carignano e Giulio Cesare Drago, ragguardevole mercadante

  1. Mi colpisce Miss Fletcher il contrasto tra il ponte e l’architettura dei palazzi attigui e la strada sotto. Ma è bello, tanto alto!
    Un abbraccio Susanna

  2. Bellissimo vedere il ponte nella veduta di oggi e nella cartolina di un tempo.
    In alcune stazioni della metro milanese recentemente hanno messo sbarramenti analoghi per evitare i suicidi… Del resto a Milano mancano i ponti:(
    Baci

  3. Oh che bello…. bella la lapide al fondo… Sai, anche noi a Loreto abbiamo il ponte dei suicidi, (quante cose abbiamo in comune) un ponte che per tanti anni fu il più alto di tutta Europa e oggi, anche a lui hanno messo delle alte balaustre come deterrente ma, chi l’ha fatto, sono stati i lavoratori delle strade e del Comune di Triora, ecco, non abbiamo una storia così carina come questa che invece ci hai raccontato tu oggi. Brava Miss.

  4. Questa è una delle belle storie di Genova, che grazie a questo magnifico personaggio furono salvate tante vite.
    Nel 1877 si erano verificati numerosi casi di suicidio, e proprio in quel periodo i giornali diedero notizia che un certo Federico Arena pur dichiarandosi genovese e che viveva a Firenze impresionato dal gran numero di suicidi dal ponte di Carignano, aveva inviato a mezzo di un confidente la somma di lire 25.000 al Municipio di Genova affinchè provvedesse ad apporre una cancellata lungo le due sponde, dotando inoltre il ponte di sedili, e se la somma non fosse sufficiente di dargliene avviso.
    L’incarico era di porre le cancellate sia sul ponte di Carignano che sul ponte degli Archi.
    Il Municipio si affrettò a porre in esecuzione il generoso desiderio dell’Arena, e non venne allora fatta nessuna forma di omaggio, proprio per espressa volonta del donatore.
    Solo nell’agosto del 1880 il Municipio comunicò la morte avvenuta in Firenze del rinomato commerciante Giulio Cesare Drago, uomo molto ricco e già noto per opere filantropiche.
    Furono poste due lapidi una sul ponte di Carignano e l’altra sul ponte degli Archi.
    Il Drago iniziò la sua attività come semplice negoziante di salumi, poi passò all’attività delle tonnare, aveva un piccolo ufficio in via S.Luca nel palazzo Vivaldi Pasqua, fu proprio l’amicizia con certi personaggi della borghesia che vantavano proprietà di tonnare in Sardegna, che si diede a questo genere di attività
    Nel 1834, associandosi a certi Ravina e Penco ( quet’ultimo fu anche socio del famoso armatore genovese Raffaele Rubattino), intraprese numerose e importanti attività.
    Gli affari andavano a gonfie vele e il Drago si trasferì a vivere a Torino, nel 1860 assunse le tonnare in Sicilia.
    Ed infine ricchissimo si fece da parte lasciando al figlio Vincenzo le attività e si ritirò a Firenze dove morì all’età di settantasei anni.
    Il figlio volle che il corpo di suo padre fosse portato a Genova e incaricò lo scultore Rivalta per fornirgli un monumento da porsi nel cimitero di Staglieno.
    La sua tomba si trova all’arcata LXVIII della galleria inferiore a sud,
    Anche Vincenzo riposa nella stessa tomba insieme all’amato padre.
    Cara Miss, scusami se ho scritto troppo, ma come sai quando ci sono personaggi lagati a Staglieno, non resisto.
    Eugenio

    • Carissimo Eugenio, ma cosa dici? Scusami se ho scritto troppo? Ma anzi, grazie! Sei una miniera di informazioni, ho letto tutto con grande interesse, io tutti questi particolari non li conoscevo, ma come al solito per fortuna ci sei tu, sei formidabile, in fatto di aneddoti e di conoscenza della storia di Genova non ti batte nessuno.
      E così il Drago era un ragguardevole mercadante di salumi.
      Mi dici della tomba, ma allora credo di sapere quale sia, c’è la foto anche qui sul blog.
      E’ per caso quella con l’uomo in piedi che porta la mano al volto?
      Grazie Eugenio, come sempre sei fantastico.
      Ti mando un abbraccio grandissimo e non smettere di scrivere questi meravigliosi commenti, mi raccomando!

    • Caro Eugenio, sono un discendente diretto di Giulio Cesare Drago e ti ringrazio per tutto quello che racconti, in famiglia sapevamo solo delle lapidi e della meravigliosa tomba… ti sono immensamente grato e ancora più orgoglioso del munifico avo. Ma come fai a sapere tante cose?

  5. Egregio Sig. Drago, la ringrazio dei complimenti, posso confermarle che la mia passione per la storia genovese è lo scopo principale della mia vita (da pensionato), la conoscenza di alcuni personaggi nasce dalla verifica che faccio abitualmente a Staglieno di alcuni importanti monumenti.
    La nostra Necropoli ha accolto gran parte della società ottocentesca, e vi si trovano molti artefici della vita commerciale genovese, ma anche personaggi al di fuori della tematica sopradescritta, come la musica, l’arte, la poesia.
    I genovesi non si rendono conto di quale archivio storico sia Staglieno, speriamo se ne accorgano prima che sia troppo tardi.
    Eugenio

  6. Credo d’aver parecchio da imparare da lei, perché non mi contatta via Facebook (basta cliccare sul mio nome/firma del post), vorrei farle delle domande su come riesce a scovare tante informazioni, io cerco ma con poco successo. Non vivendo a Genova non sono mai stato a Staglieno… ma il mese prossimo mi rifarò organizzando una gita. Lo devo al mio antenato e alla mia curiosità. Ancora grazie.
    Alfred

  7. Buongiorno, girovagando sul web, alla ricerca di notizie sulla famiglia Drago di Genova. mi sono imbattuto in questo. In particolare cerco notizie su :
    Drago Ginevra n. Ge 1834 circa di Giulio e Origone Teresa, sposa forse a Genova, Drione Benedetto di Finalmarina.
    E’ della stessa famiglia Drago di cui parla? Le sarei grato di una risposta, anche se negativa. Grazie.
    finalbru@alice.it

  8. Caro Signor Bruno, l’aiuterei volentieri, ma io non vivo piu a Genova, mi ci reco saltuariamente, e mi è assolutamente impossibile aiutarla, se lei vive a Genova potrebbe iniziare con qualche piccola ricerca attraverso i censimenti.
    Troverà sicuramente quello che cerca.
    Eugenio

  9. Caro Bruno, posso aiutarti io. Figli di Giulio Cesare Drago e Teresa Origone (prima moglie, figlia di Antonio Origone, muore a 44 anni il 30-11-1858) furono in ordine Vincenzo, Costantino (da cui discendo io), Giacomo, Ginevra (potrebbe essere quella che cerchi) e Rachele. Giulio Cesare nasce da Giacomo Drago (ricevitore delle Dogane a Genova) e Maria Daneri. Del padre di Giacomo conosco solo il nome, Pietro.
    Pare che Giulio Cesare si risposò verso i 70 anni avendo altri figli.
    Spero d’esserti stato utile

    Alfred

  10. Carissimi Eugenio e Alfred, leggo solo ora le vostra cortesissime risposte. me ne scuso, ma fra tutti abbiamo fatto Bingo. Ho richiesto e proprio oggi mi è arrivato da Firenze, il certificato di morte di Drago Giulio. E’ proprio lui, il padre della Ginevra che sposò un ricco notabile della mia città. Ma non solo, Giulio era zio di Raffaele Drago ( GE 24/9/1836- ivi 1916), Segretario Generale del Municipio di Genova dal 1879 al 1907. Entrambi hanno una parente molto famosa: Maria Drago madre di Giuseppe Mazzini.
    DRAGO Giulio, muore il nove Agosto 1880, alle ore 4 e minuti 12, in Firenze, Viale Militare 20, di Anton Giacomo e di Daneri Maria, nato in Genova di Anni 76, residente in Firenze ( possidente), vedovo di Origoni Teresa.
    Grazie a tutti.
    Bruno – finalbru@alice.it

  11. Miss, il Sig. Eugenio è semplicemente fantastico! sei fortunata ad averlo conosciuto e di riflesso, fortunati siamo noi, lettori del Blog…
    riguardo al gran Ponte, direi che la bruttezza di sotto possa agire come deterrente più dell’inferriata… …

  12. Pingback: Via Eugenia Ravasco: l’edicola della Madonna Immacolata | Dear Miss Fletcher

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.