Amerigo racconta una favola di caruggi

Coloro che leggono questo blog da diverso tempo si ricorderanno certamente del Signor Amerigo, tempo fa lui mi ha narrato alcuni suoi ricordi, quel suo racconto si trova in questo post.
Il Signor Amerigo ha 92 anni e si diletta a scrivere.
Il Signor Amerigo mi ha detto che esce ogni giorno, a volte con il suo bastone se ne va nei caruggi, dice che trova la zona di Ravecca splendidamente in ordine.
Recentemente ci siamo visti di nuovo e abbiamo amabilmente chiacchierato davanti a un caffé.
Per la cronaca, offre sempre lui, il Signor Amerigo dice che i miei soldi non sono buoni.
Questa volta è arrivato con un foglio battuto a macchina e la storia che lui mi ha poi raccontato era scritta lì, su quella pagina.
E nessuno potrebbe narrarla meglio di lui, è una storia che lui conosce bene e così oggi il protagonista è proprio Amerigo, queste sono le sue parole così come lui le ha scritte.
E ovviamente lui leggerà questo post e i vostri commenti e le vostre osservazioni.
Ringrazio il mio amico per i suoi racconti dal fascino tutto particolare, è sempre una gioia ascoltarli.
Questa è una favola di caruggi raccontata e scritta dal Signor Amerigo.

Qui si svolge la favola di una antifascista, dal 1932 verso l’avvenire!
Era uno spazzino adibito al servizio urbano nei caruggi.
La vita scorreva serena, rallegrata da piccole gioie quotidiane, discreto lo stipendio, non fastosa ma allegra la permanenza nell’abitazione in una casa popolare.
Ma nel 1932 un decreto fascista impone a statali, comunali e a tutte le varie cariche istituzionali l’iscrizione al partito.
Lui, l’omino solerte, intelligente ma con scarsa istruzione scolastica, coerente, non accetta l’imposizione.
In breve giungono il licenziamento e lo sfratto dall’alloggio.
La sussistenza economica diviene un angoscioso dilemma, la famiglia ora esige necessità per quattro componenti.
La modesta istruzione, la scarsa specializzazione, la remora di oppositore politico mortificano probabilità e speranze.
Forza d’animo ed una profonda conoscenza dei rioni lo sostengono e lo incoraggiano, sfrutterà ogni opportunità, contando sulla fiducia che gli riserbano gli abitanti dei caruggi.

Piazza Sarzano

Un piccolo editore di scarsa rilevanza ha iniziato a stampare fascicoli settimanali a carattere popolare e romantico che intende distribuire con recapito domiciliare.
I testi sono scarsamente letterari ma semplicemente e persuasivamente toccano corde sentimentali.
Ogni puntata costa pochissimi centesimi che le popolane spendono volentieri perché quei libretti suscitano commozione e speranze, offrendo ciò che nella vita quotidiana difetta.
L’ex netturbino s’incarica della distribuzione per una modesta mercede con buona volontà e dispendio di energie.
Il territorio è vasto ma può contare su alcuni vecchi clienti che gli sono grati perché quando smaltiva i rifiuti aveva per loro un’attenzione particolare: il buon Nino, l’oste di Via Madre di Dio, la merciaia di Via San Luca, Ersilia la sarta di Canneto.

Canneto il Lungo (22)

Tutti buoni punti per pubblicizzare.
Rina di Via San Bernardo abita all’ultimo piano e all’arrivo dell’ex netturbino gli permette di riposare.
Affacciato al davanzale della terrazza placa la stanchezza estasiandosi alla vista della marea di tetti, torri e campanili.
Fantasie di forme e di colori!
Sotto sente pulsare il cuore della vecchia Genova e qui sopra intravede il reticolo arterioso dei vicoli.
Come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale, egli non conosce Dante e ignorando la poesia recita la prosa del bisogno.
Cammina, s’inerpica, pratica la ginnastica del saliscendi, chiacchiera, convince, elargisce sogni a buon mercato.
Vivacchia e acquista esperienza e viene il tempo di altri libri, Carolina Invernizio, Guido da Verona, Hugo, Sue, Saverio di Montepin.
A tempo debito scopre le seduzioni del fonografo a tromba La voce del padrone, ne promuove la vendita porta a porta e a rate mensili, si può e si deve!
A breve aggiungerà l’offerta della macchina da cucire, un nuovo articolo per i suoi clienti.
Non giunge il benessere ma la sussistenza è garantita con le percentuali maturate, l’avvenire gli procurerà miglior sorte!
Di questa vicenda non esiste storia o cronaca ma la favola di una magra esistenza mi è ben nota!
L’omino era mio padre!
Caruggi, paradiso di speranze!

Piazza Santa Brigida

43 pensieri riguardo “Amerigo racconta una favola di caruggi”

  1. Ed allora, visto che ci leggerà certamente, porgo un doveroso ossequio al Signor Amerigo, un cavaliere che non consente alla sua ospite di offrirgli un caffè, perchè…così dev’essere cara Miss Fletcher. Uomini d’altri tempi.
    E che storia, non si è perso d’animo ed ha trovato sempre qualcosa di nuovo da proporre per andare avanti.
    Buona giornata Signor Amerigo.
    Grazie a te Miss Fletcher
    Susanna

  2. Gentile sig. Amerigo, la ringrazio infinitamente per aver condiviso con noi la storia di coraggio, perseveranza e forza di suo padre. Mi ha commossa, come storia vera e sentita sa fare.

  3. Una magnifica storia, signor Amerigo cavaliere e galantuomo, io l’abbraccio dalle pagine della nostra cara Miss e la ringrazio per questo suo splendido scritto! <3

  4. Nemmeno mio nonno si piegò alla costrizione dell’adesione al partito fascista e per questo venne picchiato e derubato, gli entrarono in casa e gli portarono via tutto, ma non ne volle mai sapere di accondiscendere, forte anche della solidarietà sociale che allora ancora esisteva; l’altro nonno, quello materno, pur portando un cognome sloveno si rifiutò di cambiarlo italianizzandolo, ma lui riuscì a cavarsela meglio, anche se patì tanta, tantissima fame… non meno del figliolo, fratello della mia mamma, che a piedi riuscì a scappare dalla Germania, dov’era relegato in un campo di concentramento… quindi un applauso al signor Amerigo perchè è stato davvero un grande! Mai piegarsi e farsi ricattare.
    Un bacio!

  5. Una bellissima storia di coraggio che trova meritatamente spazio su queste pagine. Uomini di valore nella famiglia del signor Amerigo… quel suo modo gentile e ironico di offrirti il caffè è una piccola finezza d’altri tempi di cui spesso si avverte la mancanza. Buona giornata a te e al signor Amerigo!

    1. E’ vero, cara, una forma di gentilezza e di finezza che fa davvero piacere!
      E una storia molto bella, sono contenta che sia qui, tra queste pagine.
      Bacioni Viv!

  6. Che bella storia. Un angolo di poesia. Una bella storia di coraggio, dignita’ e solidarieta’ umana. Anche noi abbiamo bisogno di sognare come le popolane di una volta. Commozione e speranza nel valore della natura umana e’ quello che ci porta questa storia. Grazie di cuore a tutti e due.

      1. Miss, vengo a Genova alla fine di Giugno- inizio Luglio per pochi giorni. Hai tempo per un incontro?

  7. I tuoi soldi non sono buoni? Saprò come comportarmi se nel mio prossimo viaggio a Genova tu dovessi invitarmi per un aperitivo da qualche parte 😉

    1. Comunque bellissima storia, grazie Amerigo per averla raccontata. E sono convinto che nei nostri carruggi se nascondano molte di storie simili, magari avvenute in epoche diverse.

      1. Sì, una storia di vita vera molto emozionante, chi condivide i propri ricordi compie un gesto di generosità verso gli altri, ne sono convinta.
        Grazie Mauro, un abbraccio!

  8. Che bella storia davvero… e complimenti ai coraggiosi protagonisti. La mia bisnonna dal canto suo si rifiutò di dare la fede del matrimonio per la raccolta dell’oro: disse che l’aveva persa. I fascisti le chiesero allora qualcos’altro e lei “offrì” due anelli, che non erano nemmeno d’oro ma solo placcati e quelli nemmeno se ne accorsero.
    Buona serata Miss, divulgatrice di belle storie…

  9. Ben ultima ringrazio te e sciu Amerigo x il racconto. Mi viene spontanea una riflessione: possibile che i giovani d’oggi non conoscano la storia dei loro padri e nonni? Se così fosse tante ideologie”moderne” non sarebbero neppure divulgate nè abbracciate!E soprattutto capirebbero il significato vero delle parole “sacrificio”e “umiltà”. Ciao Miss e scusa lo sfogo

  10. bella storia, da raccontare più volte.
    E poi Amerigo ha ragione, i tuoi soldi non sono buoni e ti conviene darli a me.

  11. Cosa posso dire che non sia già stato scritto nei commenti precedenti?
    Uhm… magari al prossimo caffé chiedi al signor Amerigo se è vero che all’epoca del suo racconto ai netturbini non venivano fornite le scope, ma la saggina per farsele?

  12. Amerigo: eroe del XX secolo – senza alcundubbio nel scegliere questa parola.
    In un periodo in cui la maggioranza degli italiani si confaceva a un sistema carogna per convenienza e interesse personale, persone come Amerigo sono state faro ed esempio per tutta l’umanita’, in ogni epoca.
    Devi essere molto fiera del tuo papa’!

    1. La storia è bellissima, vero? Grazie di averla letta! Però non si tratta di mio papà: Amerigo è un amico, è un signore di 93 anni che mi ha raccontato questa storia e scrive lui in prima persona, come si legge nella parte iniziale del post.
      E la persona di cui parla è suo papà! Commovente e grande, questa vicenda.

  13. Rileggendo la storia di Amerigo ho ricordato quando mio padre mi raccontava quello che aveva passato suo padre: grandi e fieri uomini di una volta di cui oggi purtroppo si è perso lo stampo. Un grosso bacio ad Amerigo ed è come se lo dessi a mio padre

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