Tempo d’estate, tempo di giochi.
Voi che bambini eravate?
Io sono sempre stata entusiasta e indipendente, da piccola potevo stare delle ore seduta per terra a giocare da sola, non mi annoiavo mai!
Mi bastava avere i miei pentolini, la frutta e la verdura di plastica e naturalmente il mio piccolo mangiadischi e le Fiabe Sonore.
E l’ho già scritto in qualche circostanza, la mia preferita era I fiori della piccola Ida, la ascoltavo in loop senza mai stancarmi.
E poi in qualche maniera si resta i bambini che si è stati, ancora adesso quando c’è un brano che mi piace particolarmente lo ascolto fino allo sfinimento, proprio come accadeva in altri anni con la fiaba di Andersen.
L’infanzia è connotata dalla bellezza di continue scoperte e in questi giorni mi è capitato di incontrare bambini che mi hanno ricordato ciò che noi eravamo.
In libreria, mamma e figlia circa dodicenne in cerca delle letture per l’estate, la ragazzina sostiene che i professori le hanno detto di leggere tre libri a sua scelta.
E io sono lì vicina, curiosa di sapere cosa comprerà!
La mamma propone alcuni titoli, non dirò quali ma non mi trova affatto d’accordo e non sono la sola, la ragazzina dice che no, quelli non sono i libri per lei.
E poi che fa? Prende tra le mani un volumetto, lo sfoglia e dice: ecco, questo non l’ho letto!
Ha scelto Le avventure nel paese delle meraviglie.
E allora c’è speranza per la fantasia e per il sogno, non vi pare?
Il secondo bambino l’ho incontrato dalle parti di Via Turati, era con la nonna davanti a un negozio e armeggiava felice con le bolle di sapone.
Un barattolino di acqua e sapone, niente più.
E noi siamo capaci di essere felici con così poco?
Soffiava e gli brillavano gli occhi per la gioia, poi il vento ha sospinto una delle sue bolle verso di me e ancora oltre verso una cancellata.
Ahi, ahi! Che sventura!
Si infrangerà contro quelle inferiate, del resto le cose belle svaniscono in fretta!
E invece no, la gagliarda bolla di sapone è passata con eleganza tra quelle sbarre e ha continuato a fluttuare nel vicolo, poi ha girato e non l’ho vista più ma io lo so, quello era solo l’inizio di chissà quali mirabolanti avventure.
E’ questo il segreto: ai sogni bisogna crederci e allora la tua bolla di sapone raggiungerà mete inimmaginabili.
E ancora altri bambini, fratelli e sorelle, forse amichetti, non so.
Se ne stavano su una panchina in Spianata, con un cono gelato in mano.
E chiacchiere e risatine e gambe dondolano avanti e indietro, chissà perché quando si diventa grandi non lo si fa più, non me lo spiego.
E davvero, c’è speranza.
Libri, bolle di sapone e gessetti.
E fantasia, il motore del mondo e della vita.
E la bellezza incomparabile del gioco, la gioia vera di essere bambini.

E’ una soddisfazione sentire dalle tue parole che piccoli momenti altrimenti sfuggevoli possono rimanere incastonati nella memoria e diventare riflessioni importanti, questo da’ il senso alle cose che viviamo. Ciao.
I momenti più belli della vita, secondo me.
Ciao Dafne, buon sabato a te.
Adoravo quel gioco (mondo? campana?), quello che da noi in dialetto si chiamava la “brusiga”, mai saputo cosa significasse. Purtroppo fuori in strada lo si faceva raramente e a me dispiaceva, ma ero la più piccola e mi adattavo. Da sola invece mi inventavo di tutto.
Buon sabato di giochi… 🙂
Io lo chiamavo pampano e mi piaceva un sacco, buon sabato a te Tiptoe!
Che belle parole, mi rivedo nella tua descrizione di bimba, anch’io pentoline, mangia-dischi arancione con le fiabe sonore e le canzone dei cartoni preferiti, giochi all’aperto e tanta fantasia e pomeriggi in libreria con papà a scegliere nuove letture.
😀 Ah ah anch’io quando mi reco in libreria sono sempre incuriosita dalle scelte dei bimbi… eh si ho notato che se i bambini li lasci fare sanno perfettamente costruirsi un mondo loro… puoi comprargli duemila giochi ma non c’è nulla come il fascino di una pietra o di un minestrone fatto con una pozzanghere e qualche erbetta strappata da un muretto 😉
E’ vero, i bambini hanno la straordinaria capacità di trovare stupore in ogni piccola cosa, basta guardarli quando spacchettano ricchi doni natalizi. Quando sono piccini alla fin fine qual è la cosa che li attrae di più? La scatola 🙂
Ed è semplicemente meraviglioso!
Eh si avevo anche io pentolini e mangiadischi 🙂 ma quando si era in tanti c’era da giocare a rialzo, a strega comanda color, a nascondino. D’inverno invece dischi di fiabe, libri e tanti giochi di ruolo inventati lì per lì. Fa bene al cuore ricordare quei momenti! Un bacione 🙂
Che belli i giochi all’aperto, una gioia senza fine!
Che cos’è rialzo? Mi sa che ci ho giocato anch’io ma magari lo chiamaco con un altro nome.
Bacioni cara!
Provo a spiegartelo ma sicuramente lo conosci. Uno sta “sotto”, si declama una filastrocca e al fatidico “sul rialzo” tutti gli altri bambini corrono a mettersi su un gradino, una panca, un sasso, qualsiasi cosa che impedisca di toccare terra. Se chi è sotto riesce a prendere qualcuno prima che sia sul rialzo si scambiano il ruolo. 🙂
Ah ecco, il gioco lo conosco ma non me ne ricordo proprio il nome…potremmo fare una partita Viv 🙂
Una volta – secoli fa, quando fui giovine anch’io – lessi una bellissima frase, di cui purtroppo non ricordo l’autore. Forse anche il testo non lo ricordo con la massima precisione, ma faceva più o meno così: “Il vero uomo è colui che ha conservato in sé il bambino che è stato”.
Saluti,
Mauro.
Ed è verissimo Mauro, chi conserva il bambino che è stato ha proprio una marcia in più!
Buona giornata a te!
Il disegno con i numeri per terra, “Mondo” il suo nome dalle mie parti, mi ha ricordato quando l’ho tracciato sulla spiaggia umida di Ras al Jinz, nella costa del Sultanato dell’Oman una vita fa, e la Cami ha insegnato alle bambine beduine a giocarci …. Bei ricordi nella spensieratezza dei bambini ….
Bello, bello, bello.
E questa è una storia che meriterebbe un tuo più approfondito racconto Mau!
Prometto che in settimana recupero le foto e ne parlo sul mio blog, Miss 🙂
Bravo, sarà un post bellissimo, già mi immagino le foto 🙂
quando ho letto il titolo della fiaba” i fiori della piccola Ida” ho avuto un colpo al cuore. ho 55 anni ed era la mia fiaba preferita, assieme a ” le tre melarance” ( non è il titolo giusto, ma quello vero non lo ricordo!) ed i Sette cigni selvatici. Grazie per avermele riportate alla memoria e nel cuore!
Passo tutti i giorni in Spianata, i mie figli ci sono cresciuti, la gente continua a mangiare i coni gelato ed i bimbi continuano a giocarci. E chissà come ricorderanno da grandi la bellezza dei tetti di ardesia visti dall’alto!
Emanuela
Evviva Emanuela! A parte i fiori della piccola Ida anch’io adoravo i cigni selvatici, che bellezza le fiabe sonore e quei disegni, te li ricordi?
Ma io e te magari ci conosciamo, ci sono cresciuta in Spianata, chissà!
Grazie di aver lasciato questo commento, mi ha fatto molto piacere che tu lo abbia scritto, buona giornata Emanuela!
Che meraviglia! Ho fatto un salto all’indietro nel tempo più bello del mondo 🙂
Proprio il tempo più bello del mondo! Benvenuta qui!
Incantevoli i tuoi sogni di bimba e magnifiche dolci riflessioni che condivido in pieno! <3 Sono tornata! 😉
Grazie Anna Maria, bentornata! Si sente la tua mancanza cara 🙂
Bei ricordi:Mai come in questo momento vorrei tornare a quei tempi!!!!!
Eh, come ti capisco Vale!
Che belli i ricordi dell’infanzia! Le estati al mare e in campagna, i giochi inventati con la compagnia di piccoli amici, la libertà! Oppure in inverno rifugiarsi in un angolo tranquillo con i libri preferiti: Le avventure di Tom Sawyer, Piccole donne, I tre moschettieri. Grazie dear miss per farci ricordare come eravamo👍
Lo sai che ho scritto articoli su due libri che hai citato? Eccoli qua, Piccole Donne:
http://dearmissfletcher.wordpress.com/2012/01/25/meg-jo-beth-ed-amy/
E il mio amico Tom Sawyer:
http://dearmissfletcher.wordpress.com/2014/05/03/vi-presento-un-amico-tom-sawyer/
Grazie a te di apprezzare i miei ricordi, sono felice che siano simili ai tuoi! Ciao cara!
Belli i tuoi articoli sui miei libri preferiti da bambina. Quante volte li ho letti e quante volte ho sognato di essere come Jo o come Tom!
Ti vorrei segnalare (ma forse lo conosci già) il romanzo March della scrittrice americana Geraldine Brooks. Il protagonista di questo bel romanzo è il grande assente in Piccole donne ovvero Mr.March, il padre lontano a causa della guerra civile.
Grazie Anna, non conoscevo questo libro, mi ispira proprio, grazie per la segnalazione!