Bambini di un altro secolo

Sono bambini, semplicemente bambini.
E appartengono ad un altro tempo, i loro ritratti furono cara memoria per nonni e genitori, per lungo tempo queste fotografie forse furono riposte in un album o dentro ad una bella cornice, ricordo d’infanzia e di giorni felici.
E poi, per le misteriose vie della vita, i volti di questi bimbetti hanno incrociato il mio sguardo e così li ho portati con me, non potevo fare altrimenti.
Ad accomunare queste fotografie che fanno parte della mia piccola collezione sono alcuni particolari: ognuna è un ritratto, di nessuno di questi bimbi si conosce il nome e non c’è una data scritta a tergo.
Sono semplicemente bambini di un altro secolo e anche se tra loro non si conoscevano ho deciso di metterli uno accanto all’altro per presentarli anche a voi, con tutta la tenerezza che suscitano i loro visetti.
La prima di loro è una piccolina speciale, i boccoli le incorniciano il viso, porta un fiocchetto sulla testa e ad osservarla si comprende che ha carattere, doveva avere una certa grinta secondo me.

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A guardare queste immagini antiche mi sorge sempre un dubbio e non so mai trovare la risposta.
Come facciamo a indovinare i colori degli abiti?
Qui pare di scorgere una fantasia, la gonnellina è tutta pieghe e si intravede una giacchetta forse rifinita di pizzo e fermata dietro con un grande fiocco.

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La posa, nell’insieme, ha una grazia tutta sua: ve l’ho detto, per me lei è una bambina speciale.

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E poi lui.
Un visino senza tempo, cambiategli i vestiti e vi parrà un bambino della nostra epoca.
Timido, io credo.

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E ricordate le raccomandazioni del mio manuale di fotografia per dilettanti del 1910?
Le mani devono essere impegnate in qualche maniera e infatti il marinaretto se ne sta appoggiato al gozzo e regge in una mano il cappello della “Regia Marina”.
Cosa avrà fatto da grande?
E come si chiamava?
E quante delle mie domande non avranno mai risposta?

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Sapete cosa accade ad osservare questa antiche fotografie?
A volte sembra di scorgere delle somiglianze e dei tratti in comune, poi la logica ti porta a concludere che è improbabile che ci siano delle parentele.
Eppure tutti gli uomini con baffi importanti sembrano cugini, certe giovani donne sembrano sorelle, certe bimbe sembrano appartenere alla stessa famiglia: sono le fisionomie del tempo ad essere in qualche modo simili, alcune caratteristiche sono ricorrenti.
Da ultima ecco un’altra piccina, ha uno sguardo vivace e intelligente, in realtà secondo me avrebbe i capelli ricci ma glieli hanno spazzolati e quindi ora sembrano leggermente ondulati.

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Indossa, come si usava all’epoca, graziosi stivaletti con dei bottoncini.

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E mi ha colpita per una precisa ragione, a differenza di tutti gli altri lei cosa fa? Sorride.
Fateci caso, nelle foto d’epoca le espressioni sono sempre serie, vale anche per le immagini che avete veduto prima di questa.
Lei invece no, sorride.
E il suo sorriso è la pagina di romanzo ancora tutto da scrivere.
Ed è dolce innocenza e infantile spontaneità, un moto dell’animo che esprime così la sua semplicità.
Ed è il sorriso di lei, una bambina di un altro secolo.

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20 pensieri riguardo “Bambini di un altro secolo

  1. Forse perché sorride ed è la più spontanea l’ultima è la mia prediletta. Sarebbe la mia bambina d’altri tempi speciale se non fosse già la tua. 😉 Buon week end cara!

    1. Eh, cara, è proprio il sorriso a renderla così speciale ed è ciò che mi ha colpito di lei.
      Io compro le foto solo in base a ciò che suscitano in me, non credo neanche che la foto in questione sia particolarmente bella, è la bimba a renderla in qualche modo unica.
      Un bacione a te Viv, grazie!

  2. E’ vero Miss Fletcher, il sorriso dell’ultima bimba arriva al cuore. Gli altri sembrano tutti così mesti e già troppo adulti. Una serietà, una compostezza che ha poco a che fare con i bimbi d’oggi ma il mio non è rammarico, per carità. Non voglio aprire una discussione pedagogica sul dubbio se l’infanzia di una volta fosse più o meno felice dell’attuale. Penso proprio non si possano paragonare. E sul colore delle vesti presumo si trattasse di tonalità sobrie, in linea con la moda adulta dell’epoca che vivevano.
    Un abbraccio e buon fine settimana
    Susanna

    1. Di certo i bambini di allora era più “fragili”, passami il termine, la medicina non aveva ancora fatto i progressi dei quali oggi tutti beneficiamo e i bambini erano le prime vittime.
      Sulla serietà… eh, era proprio così lo stile, vale per grandi e piccini.
      E sono d’accordo sulla tua teoria a proposito dei colori, tuttavia se guardi bene la seconda bambina noterai che il suo abito è a contrasti, io mi sono fatta l’idea che la parte scura fosse rossa, chissà!
      Un bacione cara, grazie!

  3. a parte la bimba sorridente,le altre foto ritraggono bimbi che dall’espressione paiono piccole donne/ piccoli uomini,sarà perchè un tempo c’era una fotografia più rigida e certo non basata sulla spontaneità,ma vedere quei visi così seri mi colpisce non poco.Bella testimonianza,comunque e sempre le foto d’epoca suscitano curiosità e hanno un fascino indiscutibile

    1. A me piacciono tantissimo, ci sono due modi per guardare al passato e alle prime immagini che parlano di noi, ci sono le cartoline con le vedute della città e poi ci sono i ritratti e questi per me hanno sempre qualcosa di speciale, è il quotidiano che non possiamo vedere in altra maniera.
      Gli abiti, i sorrisi mancati, le pose.
      Un altro mondo davvero.
      Buon sabato e grazie!

  4. belle foto, Miss… dopo l’innocenza, ciò che di più bello hanno i bambini è il sorriso, quindi, è facile scegliere, però, anche il marinaretto non è male…

  5. Molto bello il post, fatto con la consueta grazia e simpatia. Ho una foto molto bella di mio nonno Cristoforo (1868-1947) bambino, mi piacerebbe inviartela, come posso fare ? Grazie.

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