Ritratto di gentiluomo

“O avete un rivale o non l’avete. Se l’avete, dovete piacere per essere preferito a lui; se non l’avete dovete ancora piacere per evitare di averlo. In ogni caso dovete tenere lo stesso comportamento, così, perché tormentarvi?”
Pierre Choderlos De Laclos – Le relazioni pericolose (1782)

Così scrive la Marchesa di Merteuil al Visconte di Valmont nel celebre romanzo epistolare di Choderlos de Laclos.
E io credo di poter affermare che il nostro protagonista di oggi si sarebbe trovato a suo agio tra le pagine di questo libro e nel bel mezzo di certe avventure amorose.
Elegante, spavaldo, sicuro si sé e delle sue armi di seduzione, dotato di arguzia e di brillante eloquio, il nostro gentiluomo sfoggia un sorriso quasi provocatorio nel ritratto del settecentesco artista sestrese Francesco Narice che così consegna ai posteri il volto di un uomo di un altro secolo.
Un guizzo nello sguardo, i capelli a boccoli secondo l’uso del tempo, la giacca rosso vivace di tessuto pregiato, i bottoni dorati e luccicanti.

Il giovane porta con sé il suo migliore amico.

La sua giacca è rifinita con ricchi broccati, egli indossa poi delicati polsini di pizzo.
La sua pelle è diafana e chiara e, da perfetto gentiluomo, porta un anello con pietra preziosa al dito mignolo.

Anche alla mano sinistra luccica un raffinato anello, con le dita sottili egli così regge un bastone.

Il dipinto, a mio personale parere, è particolarmente gradevole per la sua luce, per i toni e per la vivacità dei colori che evocano un’epoca lontana di gioiose frivolezze e di spensierati divertimenti.
Sullo sfondo si nota un panorama bucolico, spicca poi il mantello color del cielo in contrasto con il rosso della giacca e dei pantaloni.
L’opera fa parte della collezione dei Musei di Strada Nuova ed è esposta a Palazzo Bianco di Genova.
E così, se passate da quelle parti, cogliete l’occasione per fare la conoscenza di questo gentiluomo: se potesse parlare chissà quante avventure potrebbe raccontarci, io ne sono certa!

10 pensieri riguardo “Ritratto di gentiluomo

  1. Oh cara mi hai ricordato uno dei libri più piacevoli mai scritti, arguto e perfido, da rileggere assolutamente. Certo il nostro gentiluomo che taluni chiamerebbero damerino si muoverebbe agilmente tra le pagine di romanzi analoghi. Baci!

  2. Assai scaltra la Marchesa nel dare la sentenza:il Lui l’avrà intesa? A prima vista l’ho scambiato per il famoso Farinelli (Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi) in quanto a fisico,in quanto a voce non lo sò.Interessante Miss grazie Mauro

  3. Bel ritratto!

    La mia epoca preferita va dal Seicento all’ Ottocento, in particolare, per cui pittura , scultura e architettura , nonché abbigliamento ed acconciature ecc. che abbracciano quest’ epoca, per me sono il TOP.

    Molto ben eseguito e bei colori.

  4. Penso che il suo indice (che pare indichi qualcosa o qualcuno) sia solo una posa d’artista,vedasi tutta la persona del gentiluomo,che sta esibendo tutta la sua personalità fisica ma anche psichica,ed è molto evidente.Forse additava al cagnolino di stare giù e, che umilmente obbedisce al padrone.Mi viene in mente “Il risveglio del Giovin Signore” del Parini.Se esistessero,mi piacerebbe conoscere i suoi rivali!!

    Ciaoo Miss

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