È estate, sul finire degli anni ‘80 e in questo periodo della vita la mia passione è trascorrere le vacanze al mare, nella casa di famiglia della mia nonna paterna.
I genitori sono in campagna, io invece me ne andrò sulla riviera di ponente in quella casa dove troverò gli zii.
Parto in treno dalla Stazione Principe.
E siamo alla fine degli anni ‘80, vi ricordo.
Quei viaggi sono esperienze perdute e irripetibili, se allora lo avessi saputo forse mi sarei guardata attorno con più attenzione o forse no, del resto erano gli anni ‘80 ed ero impegnata solamente ad abbronzarmi e a divertirmi.
Viaggio leggera con un borsone nero pieno di costumi da bagno, vestitini svolazzanti e sandali, comprerò molte delle cose che mi servono direttamente in paese, uno dei piaceri della vacanza è andare a girare per profumerie e cercare l’abbronzante e il doposole perfetti per me, prediligo tra tutti il profumo del cocco.
Il viaggio in treno è lento e famigliare, per non annoiarmi mi sono portata una rivista e sicuramente troverò da fare uno di quei test tipici dell’estate sull’amore e l’amicizia.
Il treno per la riviera aveva gli scompartimenti con 6 posti, come dimenticare quei sedili marroni?
Penso che siano rimasti nella memoria di molti, quei viaggi sui binari parevano non finire mai.
C’era allora una maniera totalmente diversa di vivere, in ogni atteggiamento o consuetudine.
Nessuno aveva un telefono in tasca, nessuno trascorreva il tempo del viaggio a fissare uno schermo isolandosi dai vicini di posto: il mondo intorno era, in quel momento, il nostro mondo.
E magari non sempre si aveva voglia di chiacchierare, eppure fatalmente accadeva.
Binari, stazioni.
Cogoleto, Varazze, la mia meta è lontana, il mio mare è lontano.
I gabbiani fendono l’azzurro e io fantastico su come sarà la mia estate.
Savona.
Il treno si ferma più a lungo, io penso che è un po’ strano non esserci mai stata, eppure non è così distante da Genova, qualche anno dopo mi capiterà di andarci più di una volte per una felice motivazione.
Il treno riparte.
Credo di avere nella borsa un pacchetto di gomme da masticare, quelle rosa con le quali si fanno le bolle grandi.
Ho anche gli occhiali da sole, neri e con le lenti a specchio.
Viaggiamo.
Guardiamo il panorama che scorre come il tempo ma io non me ne rendo neanche conto.
Il treno ha anche i sedili in corridoio e non eri troppo fortunato se ti toccava fare il viaggio a quel modo.
Però, in quel tempo diverso, si poteva abbassare il finestrino del treno, ragioni di sicurezza hanno poi prescritto che i finestrini restassero chiusi e questo è decisamente saggio e giusto.
Però in quel tempo era diverso e io me la ricordo ancora l’aria potentissima che ti arriva in faccia mentre il treno corre verso la sua meta.
Si stava in piedi, un po’ distanti dal finestrino, appena per poco tempo, a dire il vero.
Un viaggio in treno negli anni ‘80 era un’esperienza diversa e racchiudeva pazienza, aspettativa, desiderio di arrivare e di saltare giù dal treno nella solita stazione.
Quella stazione oggi non c’è più, come tante altre cose che sono svanite, passate e trascorse.
E vi dico la verità, se allora lo avessi saputo forse mi sarei guardata attorno con più attenzione.
O forse no.

Miss, i tuoi “amarcord” di gioventù, è sempre un piacere leggerli… e aggiungo che non è da tutti avere parenti con possibilità di ospiarti in riva al mare…
Era la casa di tutti, perché era la casa della nonna e a volte c’eravamo proprio tutti: noi 4, le zie e le loro famiglie, la nonna… che ricordi! Grazie Sergio, buona serata.
Tardi anni ’80… mi fai tornare in mente un viaggio in treno Genova-Amsterdam. Bei ricordi…
Erano tempi belli e belli sono i nostri ricordi, caro Mauro. Grazie, buona serata!
Cara, mi hai sbloccato un ricordo! I finestrini dei treni che non erano sigillati… che sensazione di libertà, abbassarli e sentirsi inondare il viso di aria calda di sole. Che bel viaggio! Baci😘
Eh sì, era proprio una cosa bella tenere il finestrino aperto.
Grazie Viv, buon pomeriggio.
La gomma da masticare rosa che fa le bolle grandi … i sedili in corridoio e qualcuno restava anche in piedi … eppure non ricordo quei viaggi come particolarmente faticosi. Eravamo più pazienti, o avevamo meno pretese? Chissà. Parlando per me, forse ero solo giovane
Nemmeno io ne ho un ricordo di quei viaggi come stressanti e faticosi, come dici bene tu eravamo giovani ed era tutto più lieve.