Ricordi del mio quartiere

Ogni volta che scendo da Via Piaggio mi vengono in mente cose del passato, è inevitabile!
Una curva, ancora un’altra curva, arrivo così alla scalinata che porta a Via Paride Salvago e là, in quella prospettiva a me ben nota, c’è una parte di mondo perduto che però, a volte, pare tuttora esistente.
Parlo di tanti anni fa, all’epoca ero piccola, la mamma aveva la 500 e si andava comodamente a Castelletto in macchina e non c’era nessun problema di parcheggio!
In seguito la 500 venne sostituita da una 126 rossa ma, malgrado il cambio di vettura, quello là era comunque un altro mondo.
La mamma all’epoca insegnava catechismo in parrocchia, quindi lasciava la sua macchinetta nello spazio davanti alla chiesa e lì c’era anche un fruttivendolo, molti di voi lo ricorderanno!
Poi tornando verso casa, spesso ci si fermava in quel breve tratto di Via Paride Salvago dove si trovavano alcuni negozi che con la mamma frequentavamo sempre.
Laggiù, sotto il palazzo beige che si nota nella foto sottostante v’erano un macellaio e un pollivendolo, mi pare di ricordare vagamente che i due erano fratelli, purtroppo non ho nessuno a cui chiedere conferma ma questo è ciò che rammento.

Più in là c’era un fornito fruttivendolo e ho memoria di essermi fermata molte volte a far compere da lui, dopo qualche metro c’era poi la tabaccheria e cartoleria che si è in seguito trasferita in Corso Firenze.
In quel tratto di Via Paride Salvago c’era anche una parrucchiera dove credo di aver fatto le mie prime meches.
E poi ce n’era anche un’altra, un po’ più in su, erano le due parrucchiere di questa zona e ci incontravi le signore che poi prendevano il 76 e si servivano in quell’altro negozietto nel quale eri appena stata tu e così via, il quartiere alla fine era come un piccolo mondo a sé.
In questo nostro universo in salita tra scale e creuze c’era anche il fornitissimo bar latteria nella curva di Via Piaggio, uno di quei negozi che ti risolvevano qualunque dimenticanza.
C’era tutto, dalle marmellate inglesi alla briosissima Perlier nella bottiglia di vetro verde, c’erano i surgelati e i vini per la cena dell’ultimo minuto, quel negozio era veramente un’ancora di salvezza e a un certo punto in tempi abbastanza recenti, con gran dispiacere di tutti noi, lo abbiamo perso.
Il tempo scorre, le cose cambiano, comprendo che non si può pretendere che tutto resti immutato.
Era meglio prima? Magari no, nel mio piccolo, sinceramente, a me pare di sì.
Era più facile, era più immediato, era più nostro, ora mi sembra sembra tutto più dispersivo ma forse è soltanto una mia personale sensazione.
Rimangono intatti e dolcissimi i ricordi del mio quartiere, i posti dove ci si incontrava, la bellezza della vita semplice che ho sempre apprezzato e poi quei giri su e giù, con la mamma.
Con la 500 o la 126, in un tempo che non potrò mai dimenticare.

13 pensieri riguardo “Ricordi del mio quartiere

  1. E mi sembra anche giusto non dimenticarle! Quella strada ,quel palazzo, i negozianti di un tempo, quel ponte e così via sono cresciuti con noi, e dentro di noi. Cona la loro magia hanno preso parte ,e creato il nostro mondo nella quotidianità, e, come cambiamo noi, così inesorabilmente cambiano anche queste cose, ma senza lasciare tristezza però ,ma come accumulare un tesoro che nessuno mai scassinerà. Ma che parrocchia era la vostra Miss? Come ti comprendo dear,ti abbraccio forte,e ti dico che ci sono stato ma non sapevo che eri lì.🪻🪻🪻🪻🌻🌻

    1. La nostra parrocchia in realtà sarebbe San Nicola, però abbiamo sempre frequentato Nostra Signora delle Grazie in Corso Firenze, ogni volta che entro in quella chiesa (come ho fatto ieri) credimi, mi pare di vedere la mamma arrivare dalla sacrestia con il suo passo deciso.
      Un abbraccio Mauro, so che mi capisci, grazie!

  2. L’austera Genova che non bisogna visitare a caso così tanto per vedere!Io sto studiando la città per la prossima. Non riesco a farne a meno di non vederla.La mamma le cose,gli eventi ci servano per prendere il meglio e farne tesoro,come infilare una collana,arriverà anche per noi di concluderla:allora?Non ci dispiacerà certo, se le abbiamo amate disinteressatamente. Buon mattino dear

  3. …..è si…un po come in salita inf sant’Anna,dove io stavo come studente,c’erano:parrucchiera,latteria,drogheria e un lattoniere che ti aggiustava tutto.Un saluto

  4. Miss, il miglior artificio per riuscire a non dimenticare, è ricordare… e come ricordi tu è quasi commovente…

  5. Che bei ricordi, anche io quando torno a Santa Margherita li ricordo tutti ma purtroppo è rimasto solo il bar e il ferramenta …. Con la mitica 500 i miei genitori girano ancora adesso e appena si fermano tutti li fotografano

  6. Anche la mia zia aveva la 500 azzurrina e con quella andava con mia mamma in ufficio in Carignano ogni mattina partendo dal ponente della città … e anche io ricordo la latteria vicino a casa … il frigo a quattro ante con i grossi maniglioni in acciaio da cui la lattaia estraeva e mi porgeva il solito cartoccio di latte Oro a triangolo… quello rosso o quello blu… siamo costruite dai ricordi e attraverso questi leggiamo il mondo!

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