Semplicemente ferragosto, con i fiori più semplici sbocciati tra l’erba di Fontanigorda.
Sui prati, dove la vita freme e sempre si rinnova.
La perfetta bellezza della natura per augurarvi di trascorrere in serenità questa giornata di festa, buon Ferragosto a tutti voi!
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Sulla riva
Sulla riva del mare, in un giorno d’estate.
Con il cappellino chiaro o a pois, il costume a righe, il sorriso favoloso, la frangetta e le manine che affondano nella sabbia.
Sulla riva del mare, sotto l’occhio vigile di un’elegantissima mamma e di una nonna altrettanto raffinata.
Un fazzoletto scuro a trattenere i capelli, una certa inimitabile semplicità.
E più di tutti stupisce il capofamiglia con questo look straordinariamente moderno.
Camicia chiara, pantalone al ginocchio: non sarebbe fuori posto su una riva dei nostri tempi moderni.
E siamo invece in un giorno lontano, con il costumino scuro, la cuffietta bianca e gli occhi strizzati per il sole.
E poi lui e lei e una barchetta di nome Laura.
Sulla riva del mare, costruendo memorie da ricordare, in un giorno d’estate.
I bagnanti di Varazze
I bagnanti di Varazze si godevano la dolce villeggiatura e si lasciavano ritrarre nella foto di gruppo in ricordo di quei giorni memorabili trascorsi sulla Riviera di Ponente.
La fotografia, si intende, è sempre un po’ un’avventura misteriosa per quell’epoca e i bagnanti hanno espressioni incerte, incuriosite, a volte timide.
La giovane sulla destra che si ripara la pelle candida con un vezzoso parasole pare la più disinvolta e sicura di sé.
Sulla spiaggia di Varazze ci si diverte e ci si tuffa con gioia tra le onde del mare e poi si resta per qualche istante in posa, in attesa di tornare ad allietarsi in libertà.
Alcune donne sfoggiano graziosi abitini con le stoffe in fantasia, un tale se ne sta gagliardamente con le mani sui fianchi e sulla barca c’è persino un signore in giacca e cravatta, penso che sia l’affabile nonno del più piccoletto della compagnia, un frugoletto che tiene il ditino tra le labbra mentre osserva perplesso il fotografo.
Tre generazioni di donne, tre maniere diverse di vivere la spiaggia e il mare.
La ragazza seduta a terra è una provetta tuffatrice, ne sono certa, volteggia come una farfalla e quando le sue mani fendono l’acqua del mare lei prova nel profondo del cuore un senso di assoluta felicità.
Seduti poco distante ci sono altri spericolati nuotatori, mentre una signora se ne sta con grazia posata alla barca.
La fotografia appartenente alla mia piccola collezione venne scattata dal fotografo Ferroli che immortalò così un frammento di una stagione felice.
Era un tempo lontano, era il tempo di una bella estate a Varazze.
Un viaggio in treno negli anni ’80
È estate, sul finire degli anni ‘80 e in questo periodo della vita la mia passione è trascorrere le vacanze al mare, nella casa di famiglia della mia nonna paterna.
I genitori sono in campagna, io invece me ne andrò sulla riviera di ponente in quella casa dove troverò gli zii.
Parto in treno dalla Stazione Principe.
E siamo alla fine degli anni ‘80, vi ricordo.
Quei viaggi sono esperienze perdute e irripetibili, se allora lo avessi saputo forse mi sarei guardata attorno con più attenzione o forse no, del resto erano gli anni ‘80 ed ero impegnata solamente ad abbronzarmi e a divertirmi.
Viaggio leggera con un borsone nero pieno di costumi da bagno, vestitini svolazzanti e sandali, comprerò molte delle cose che mi servono direttamente in paese, uno dei piaceri della vacanza è andare a girare per profumerie e cercare l’abbronzante e il doposole perfetti per me, prediligo tra tutti il profumo del cocco.
Il viaggio in treno è lento e famigliare, per non annoiarmi mi sono portata una rivista e sicuramente troverò da fare uno di quei test tipici dell’estate sull’amore e l’amicizia.
Il treno per la riviera aveva gli scompartimenti con 6 posti, come dimenticare quei sedili marroni?
Penso che siano rimasti nella memoria di molti, quei viaggi sui binari parevano non finire mai.
C’era allora una maniera totalmente diversa di vivere, in ogni atteggiamento o consuetudine.
Nessuno aveva un telefono in tasca, nessuno trascorreva il tempo del viaggio a fissare uno schermo isolandosi dai vicini di posto: il mondo intorno era, in quel momento, il nostro mondo.
E magari non sempre si aveva voglia di chiacchierare, eppure fatalmente accadeva.
Binari, stazioni.
Cogoleto, Varazze, la mia meta è lontana, il mio mare è lontano.
I gabbiani fendono l’azzurro e io fantastico su come sarà la mia estate.
Savona.
Il treno si ferma più a lungo, io penso che è un po’ strano non esserci mai stata, eppure non è così distante da Genova, qualche anno dopo mi capiterà di andarci più di una volte per una felice motivazione.
Il treno riparte.
Credo di avere nella borsa un pacchetto di gomme da masticare, quelle rosa con le quali si fanno le bolle grandi.
Ho anche gli occhiali da sole, neri e con le lenti a specchio.
Viaggiamo.
Guardiamo il panorama che scorre come il tempo ma io non me ne rendo neanche conto.
Il treno ha anche i sedili in corridoio e non eri troppo fortunato se ti toccava fare il viaggio a quel modo.
Però, in quel tempo diverso, si poteva abbassare il finestrino del treno, ragioni di sicurezza hanno poi prescritto che i finestrini restassero chiusi e questo è decisamente saggio e giusto.
Però in quel tempo era diverso e io me la ricordo ancora l’aria potentissima che ti arriva in faccia mentre il treno corre verso la sua meta.
Si stava in piedi, un po’ distanti dal finestrino, appena per poco tempo, a dire il vero.
Un viaggio in treno negli anni ‘80 era un’esperienza diversa e racchiudeva pazienza, aspettativa, desiderio di arrivare e di saltare giù dal treno nella solita stazione.
Quella stazione oggi non c’è più, come tante altre cose che sono svanite, passate e trascorse.
E vi dico la verità, se allora lo avessi saputo forse mi sarei guardata attorno con più attenzione.
O forse no.
Cose di Rezzoaglio
Queste sono cose di Rezzoaglio vedute qualche tempo fa in questa nota e apprezzata località della Val d’Aveto.
Tra il verde e la frescura, in un giorno d’estate.
È accogliente e gradevole Rezzoaglio, paesino lindo sotto il cielo blu.
Quel giorno a Rezzoaglio ho attraversato un ponte antico sotto il quale scorre l’Aveto.
E così lo si scorge, tra il fitto verde degli alberi.
I passi sul ponte, il canto dell’acqua.
Il sole che scalda le pietre, le foglie, i rami protesi.
E oltre, il prato, il fieno e la quiete.
L’armonia frutto del lavoro e delle fatiche degli uomini.
Il profumo del fieno, uno dei più deliziosi aromi estivi.
E ancora il ponte.
E la piccola edicola.
E il panorama in lontananza.
Sono molte le cose buone e belle di Rezzoaglio: qui si trova il Caseificio Val d’Aveto celebre per le sue delizie.
E fa parte di questo comune l’incantevole Lago delle Lame con la sua atmosfera fatata.
Questa visita a Rezzoaglio mi ha regalato poi una gradita sorpresa.
Stavo ammirando la Chiesa parrocchiale che al suo interno riluce di oro.
Sul muro laterale è affissa una lapide ai caduti in guerra, osservandola con attenzione mi è parso di riconoscere lo stile di un celebre artista nella drammatica bellezza del viso del soldato ritratto con la bandiera come sfondo.
Non mi sbagliavo, infatti la scultura è opera di Federico Bringiotti, talentuoso artista del quale ho scritto più volte a proposito delle sue magnifiche opere collocate al Cimitero Monumentale di Staglieno.
La sua arte è arrivata qui, tra i monti della Val d’Aveto.
Qui dove l’acqua è fresca e rigenerante.
A Rezzoaglio, dove sui prati riposa il il fieno caldo di sole.
Alassio, 1 Luglio 1922
Era il 1 Luglio 1922 ad Alassio.
Era un’estate calda e felice e l’onda lenta batteva sulla riva.
Una fresca brezza marina sfiorava la pelle e per stare in spiaggia serviva un bel cappellino per ripararsi dal sole.
Una gioia infantile, una felicità semplice: essere in riva al mare, in libertà.
E i ricciolini biondi, la spallina del costume che scende, un sorriso speciale e quella luce negli occhi.
Mentre il tempo scorre, sempre come l’onda.
Mano nella mano.
Mentre il mare sfiora le caviglie, sulla spiaggia di Alassio, il 1 Luglio 1922.
Una gita a Portofino Vetta
Era il tempo della bella stagione e delle gite: quel giorno tutti loro se ne andarono insieme a Portofino Vetta.
Sorrisi smaglianti ed espressioni rilassate, abiti freschi e chiari, sono ore di maggio del 1930 e le si condividono con le persone care.
Un cappellino in testa, una certa garbata eleganza e lo stile di un tempo lontano.
Seduti per terra, in posa per la fotografia, con la gioia della giovinezza dipinta sul volto.
È un giorno felice, a Portofino Vetta, tutto attorno si levano gli aromi e i profumi frizzanti del Mediterraneo.
La giovane sulla sinistra pare perduta nei suoi pensieri, mentre la donna sulla destra sfoggia un elegante scialletto, porta una collana di pietre dure e un copricapo alla moda.
Il gentiluomo al centro ha il sorriso franco e aperto, lui di certo è una delle anime di questa bella compagnia.
Era un giorno di un tempo felice e di una gita a Portofino Vetta.
Cavalli sui prati di Fontanigorda
E ritornando a Fontanigorda ho incontrato i cavalli che in questo periodo dell’anno si godono la quiete silenziosa e il tepore dei giorni di giugno.
Magnifiche e regali creature.
Tra l’erba verde e intrisa di rugiada.
Inconsapevolmente ho anche immortalato un elegantissimo movimento della coda.
All’ombra degli alberi, in attesa dell’estate.
I cavalli mi sono sempre parsi depositari di una sorta di saggezza che traspare dal loro incedere aggraziato e dalla loro armonia.
Come molte delle creature che ci circondano forse conoscono meglio di noi i segreti veri della natura.
Nell’incanto del silenzio sui prati di Fontanigorda.
L’estate della Signorina Adele
La signorina Adele arrivava in spiaggia di mattino presto.
La signorina Adele si dilettava con la pittura ed era solita dipingere ad acquerello delicate marine oppure orizzonti in tempesta.
La signorina Adele era quasi quarantenne, faceva l’insegnante di lettere in un blasonato liceo torinese e ogni anno trascorreva un paio di settimane alla Pensione Maria nella ridente località della riviera di ponente che sempre aveva frequentato.
La Pensione Maria, con le sue tre scintillanti stelle, garantiva ai suoi ospiti camere linde con un modesto balconcino e una piccola e quieta spiaggia privata.
Si era a metà degli anni ‘70, Bruno Lauzi cantava Onda su onda, andavano di moda gli zoccoli con le zeppe, i bikini fantasia e i riccioli ribelli.
La Signorina Adele ogni mattina lasciava l’albergo con la sua borsa di paglia, i grandi occhiali da sole a celarle il viso, il copricostume a fiori.
La Signorina Adele amava fare le parole crociate e andarsene al largo con il pedalò, portava in dote una carnagione particolarmente chiara e così per non scottarsi metteva sempre la crema con protezione alta ma l’estate le lasciava comunque un velo di lentiggini sul viso.
La Signorina Adele era riservata, timida, salutava con il consueto garbo gli altri bagnanti della sua spiaggia; la Pensione Maria era a gestione famigliare e poteva contare su una clientela fedele, così naturalmente tutti si conoscevano e ogni anno ognuno raccontava i piccoli eventi del proprio quotidiano ed era una gioia ritrovarsi.
La Signorina Adele leggeva romanzi d’amore: si metteva lì sotto l’ombrellone e poteva starci fino a sera inoltrata, a volte arrivava persino il bagnino a ricordarle che era il caso di rientrare in albergo per la cena.
La Signorina Adele aveva un particolare vezzo: portava sempre un cappello di paglia.
Tra i suoi preferiti ce n’era uno sul quale erano appuntati dei boccioli di rosa e un altro sui toni del blu, arricchito da un velo celeste.
E così, di giorno o di sera, non mancava mai di indossare il cappello che le conferiva anche una misurata eleganza.
Quell’anno alla Pensione Maria soggiornavano anche certe giovani donne inglesi.
E sulla spiaggia parlavano fitto tra di loro, erano spensierate e allegre, la Signorina Adele poteva udirle narrare di Brighton e della grande Londra con le sue vibranti lusinghe.
E così la signorina Adele, di solito schiva e ritrosa, fece amicizia con loro ed così ebbe modo di saperne di più di quei posti che la affascinavano.
Poi l’estate sfumò e venne un nuovo autunno.
Al celebre liceo torinese gli studenti rimasero stupefatti nello scoprire che la loro insegnante non sarebbe ritornata, ancor più si stupirono i proprietari della Pensione Maria quando l’estate successiva non videro Adele ritornare per le vacanze estive.
Passarono altre estati e altri autunni, nessuno la vide mai più nei luoghi che aveva sempre frequentato.
Molti anni dopo, in un giorno di giugno, un turista italiano a Londra si fermò ad ammirare le vetrine dell’atelier di un’artista situato in una trafficata strada di Pimlico, vi erano esposti dipinti di marine e orizzonti tempestosi con navi che sfidavano il loro destino.
L’avventore tuttavia rimase deluso di non poter visitare l’atelier, sulla porta era infatti affisso un cartello che recitava come segue: Adele M. Art Gallery -closed until 1st July.
A Brighton, quel giorno, il mare era davvero inquieto.
Una donna con un lungo abito bianco passeggiava sulla spiaggia e osservava il mare e l’orizzonte.
Aveva sul volto l’espressione appagata e serena, era felice, aveva avuto la vita che aveva sempre desiderato.
Teneva le braccia aperte e cantava una vecchia canzone di Bruno Lauzi, ad un tratto un colpo di vento le portò via il cappello di paglia e lei, senza esitare, corse a recuperarlo e se lo rimise sul capo.
Era uno dei suoi cappelli preferiti, sui toni del blu con i veli celesti, come le onde del mare.
Rose di giugno a Fontanigorda
Queste sono le rose di giugno a Fontanigorda, le ho vedute ieri, nel corso di una mia visita nel paesino del mio cuore.
Sono boccioli delicati che attendono la calda estate.
E petali di seta per rose ambiziose ed elegantissime.
E candido bianco screziato appena di cipria.
E i colori del sole che richiamano la luce e le giornate radiose.
E boccioli racchiusi nella loro inesorabile leggiadria.
Cespugli odorosi colmi di fiori gentili.
E delicate tonalità confetto per la regina dei fiori.
Sono le rose di giugno in tutta la loro sfolgorante bellezza.
Sbocciano così generose nei giardini, nella quiete magnifica della mia amata Fontanigorda.




























































