Tempo di primavera

Ed è tornata la stagione dei profumi e della rinascita.
Piano, piano, con grazia, la primavera.
E in un giardino, a poca distanza da qui, maturano i fichi d’India.

Fichi d'india

Sul mio terrazzo sbocciano le fresie odorose e le prime tenere viole.

Viole

E davanti a casa mia l’albero si sta coprendo di fiori, questo è il segnale certo del ritorno della primavera.

Fiori

E come tutti gli anni certi ladruncoli indugiano più del solito sui rami.

Pappagallo

Sorpreso in flagranza di reato, direi che è indifendibile.

Pappagallo (2)

E’ tempo di star fuori, eppure alcuni mostrano ancora una certa titubanza, sapete?
Esco o non esco?
Nel dubbio sto alla finestra, ci penso un po’!

Gatto

Eh, no!
La primavera è il tempo degli incontri e delle passeggiate all’aria aperta.

Gatto (9)

Su per le creuze, accarezzati da un venticello tiepido e gradevole.

Gatto (3)

E mi raccomando, in caso di gite ricordatevi la regola aurea dell’amicizia: se qualcuno resta indietro lo si aspetta.
Ci si volta, si fa una piccola pausa e poi si continua a camminare.
Insieme.
Tra amici si fa così, sì.

Gatto (4)

Poi si prosegue lungo le ripide salite.

Gatto (5)

E ci si ferma ancora per una sosta ristoratrice.
E occorre sempre tenere a mente tutto ciò che davvero è importante: il percorso e non la meta, il sentiero polveroso che calpesti, i sassi nei quali inciampi, l’albero a cui ti appoggi per riprendere fiato.
E i compagni di viaggio, gli amici.

Gatto (6)

Luce chiara, clima dolce e pigrizie di stagione.

Gatto (7)

E poi anche nei luoghi che si conoscono bene c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, è vero?
E allora alzi lo sguardo, con curiosità.

Gatto (8)

La primavera, stagione di nuovi inizi e di cieli azzurri.
Di giacche leggere e di capelli al vento, di tavolini all’aria aperta in riva al mare.
Guardi l’orizzonte e sai che questo è il tuo tempo, il tempo perfetto per te.

Mare

La tortora e il gallo

C’era una volta una piccola tortora.
Era ciarliera, socievole e amava la vita mondana, era sempre piena di impegni e la si vedeva sovente volare da un albero all’altro.
Era elegante, leziosa e anche un po’ snob, non si lasciava mai sfuggire l’occasione di intrattenersi in raffinate conversazioni in francese, il suo accento era perfetto!
Certo, non era il tipo da dar confidenza a chiunque e sceglieva le sue frequentazioni con molta cura ma si sa, il mondo è piccolo, figuriamoci poi se abiti in un giardino!
E lei era una signorina perbene così salutava tutti con affettata educazione.

Tortora (4)

La vita non era tutta rose e fiori per la nostra tortorella, accanto a lei abitavano certi rumorosi personaggi proprio privi di stile!
E che insistenza!
Non facevano che chiederle di andare da loro per la merenda o per far due chiacchiere.
Uh, con quelle voci gracchianti, ogni volta la piccola tortora si trovava costretta a imbastire un castello di scuse per giustificare la sua assenza.
E quelli, per parte loro, non facevano una piega e il giorno successivo tornavano all’attacco, teste dure!

Pappagalli (2)

Lei, la nostra signorina, declinava ogni invito con suprema eleganza e volava via, leggera come una piuma.
Un bel giorno accadde un fatto strano: nel giardino giunse un nuovo ospite, un maestoso gallo.
– Un gallo? Una rarità, non ne ho mai incontrato uno! – pensò la tortora – andiamo un po’ a vedere che tipo è!
Si avvicinò con circospezione e cercò di farsi notare ma lui non la degnò neanche di uno sguardo.
E come era possibile una cosa del genere?
Lei sempre così ambita questa volta veniva ignorata!
La tortora non sapeva darsi pace, per giorni tentò di attirare l’attenzione di quell’altero pennuto ma non ci fu nulla da fare.
Era veramente sconsolata, lo guardava da lontano domandandosi in cosa avesse sbagliato.

Tortora (2)

I suoi vicini nel vederla così abbattuta cercarono di rincuorarla.
Certo, i modi erano un po’ maldestri, tuttavia c’è da dire che quei pappagalli erano animati dalle migliori intenzioni!

Pappagalli

Lei però non ne voleva sapere, girava le spalle e faceva finta di non sentire.

Tortora (5)

Voleva soltanto capire perché quell’altezzoso gallo la scansava.
E oltretutto, a guardarlo bene, non è che fosse questo granché, cosa mai aveva contro di lei?
Era veramente un mistero inesplicabile!
Lei però era una tortorella caparbia e non si arrendeva tanto facilmente, così durante il giorno se ne andava a zonzo a svolazzare e poi, verso sera, si accoccolava vicino al gallo e gli raccontava le sue avventure.
Parlava sempre lei, lui restava immobile senza interloquire, non aveva alcuna reazione né di stizza né di apprezzamento, certo sembrava ascoltarla ma neanche di questo la tortora era poi così sicura.
E lei , affranta, finì persino per perdere l’appetito!

Tortora (3)

Il destino a volte ti regala nuove possibilità e così accadde anche alla nostra piccola eroina.
Era un giorno di maggio, c’era un bel sole chiaro e l’aria era fresca e pulita.
Si incontrarono là, sotto ai rami generosi di fronde.
E da quel giorno non smisero mai di volare insieme, in quel giardino tutti erano d’accordo, quei due sembravano fatti l’uno per l’altra.

Tortora

E provate a indovinare chi rallegrò la loro festa di nozze?
Quei pappagalli caciaroni la resero allegra e indimenticabile, nel giardino se ne parlò per giorni!
Quell’unione fu duratura e gioiosa, i due innamorati vissero insieme per lungo tempo felici e contenti.
E il gallo?
La tortora  non ci pensò più anche se a volte l’immagine di lui tornava ad affacciarsi alla sua mente.
E lei si rivedeva là vicino al gallo e solo per un istante tornava a porsi certe antiche domande.
Non comprese mai perché lui non l’avesse degnata neanche una sola volta di uno guardo.

Tortora (6)