Nelle sale del Museo dell’Attore

Una palazzina all’Acquasola, Villetta Serra.
Tornerò a parlarvi di questo storico edificio e della sua storia, ma oggi vorrei raccontarvi ciò che potrete trovare nelle sue stanze.
Ancora per qualche tempo questa è la sede del Museo Biblioteca dell’Attore destinato a trasferirsi quanto prima in altri locali accanto alla Biblioteca Berio.
E certo, c’è la speranza che la nuova sede sia ampia e spaziosa e possa ospitare tutte le ricchezze che questo museo racchiude.

Museo dell'attore

Un numero impressionante di libri dedicati al cinema e al teatro, circa 41000.
E poi autografi e fotografie, bozzetti e caricature, manifesti e locandine, tutto ciò che potrebbe interessarvi in merito all’arte della recitazione è disponibile in queste sale.
I fondi archivistici in possesso di questo presidio culturale di primaria importanza portano i nomi dei più celebri artisti, da Silvio D’Amico a Gilberto Govi, da Ermete Zacconi a Vittorio Caprioli, solo per citarne alcuni.
E’ un archivio che raccoglie la storia della recitazione.
Questa è la sala di lettura.

Museo dell'attore (2)

E una parte importante la hanno i celebri protagonisti  del passato, come Tommaso Salvini, famoso attore cresciuto artisticamente nella compagnia di Gustavo Modena.
Non solo attore, Salvini era un fervente patriota e fu tra gli uomini di Garibaldi nei combattimenti per la Repubblica Romana.
Una figura che certo merita maggiore spazio e mi riprometto di dedicarglielo.

Tommaso Salvini

Esiste un fondo dedicato a questo grande attore e in una sala del Museo è allestito il suo studio, appesi ai muri i ricordi della sua brillante carriera.

Studio Salvini (3)

E il regolamento della sua Compagnia, con certe regole proprio di altri tempi!
Per le prove si richiede una certa puntualità e si specifica:

Onde nessun artista possa appigliarsi alla scusa della irregolarità dell’ora, servirà di norma l’orologio del teatro, e in mancanza di questo, l’orologio della piazza principale della città.

E attenzione, se tra un atto e l’altro c’era da cambiarsi d’abito, venivano concessi dieci minuti di tempo, diversamente si incorreva in una penale.
Il punto 11 del regolamento è poi piuttosto curioso:

A nessun artista della Compagnia è permesso di proporre delle collette a favore di qualsiasi individuo.

Meglio mettere le cose in chiaro subito!

Studio Salvini (4)

Ed ecco alcune stampe che ritraggono l’artista. Numerose sono state le mostre allestite dal Museo dell’attore dedicate a Salvini e alla sua arte, non solo a Genova, ma di recente anche nella città di Firenze.

Studio Salvini (2)
Libri, riviste e enciclopedie.
E un ricco patrimonio di costumi di scena appartenuti ai più grandi attori del passato, come Ermete Zacconi, Lamberto Picasso e Lilla Brignone.
E so che conoscendomi state attendendo le immagini.
Eh, magari! I costumi sono in un magazzino perché non c’è spazio per esporli, credo che sia un vero peccato al quale il Comune di Genova dovrebbe porre rimedio.
Sono risorse non valorizzate che invece potrebbero essere fulcro di vivo interesse per molti visitatori, non credete anche voi?

Museo dell'Attore (3)

Oh, comunque le sorprese non sono finite!
Una sezione è dedicata alla grande attrice Adelaide Ristori, che qui vedete in un antico dagherotipo.

Adelaide Ristori

Immagine di proprietà del Museo Biblioteca dell’Attore

E sì, ci sono anche i suoi costumi in quel magazzino e rinnovo l’appello al Comune di Genova perché si trovi uno spazio per esporli, sarebbe bellissimo vedere questi abiti, si potrebbe sognare un po’ di più!
Al Museo dell’attore  sono esposti  oggetti di scena e antiche immagini della Ristori.

Adelaide Ristori (2)

Bracciali e ornamenti, parte del costume che lei indossò quando interpretò Lady Macbeth.

Adelaide Ristori

Il ricordo di un’artista negli oggetti che le sono appartenuti.

Adelaide Ristori  (2)

Tra i patrimoni di questo Museo si annovera anche un prezioso teatrino di marionette risalente al’Ottocento, completo di mobilio, costumi e marionette.
Si trova al Museo di Sant’Agostino e spero che presto comparirà su queste pagine.
Ma ancora non ho terminato, non immaginate cosa ho visto al Museo dell’Attore!
Un antico baule da viaggio.
A chi sarà mai appartenuto? Riuscite a indovinare?

Il baule

Eh, provate a pensarci!
Siamo a Genova, questa è la patria di attori di grande talento.
Siamo a Genova.
E allora mi permetto di darvi un piccolo suggerimento, certa che vi basterà per comprendere il nome della proprietaria di quello splendido baule.
Gassetta e pumello, pumello e gassetta.
Sì signori, questo è il baule da viaggio di Rina Govi, moglie e compagna di scena dell’amatissimo Gilberto.

Rina Govi

E sempre al Museo di Sant’Agostino è allestito proprio lo studio di Gilberto Govi.
Ve lo mostrerò al più presto, da tanto desidero dedicare un ampio articolo a questo attore meraviglioso che ha portato il dialetto genovese alla sua massima espressione con le sue commedie indimenticabili.
E c’è un altro personaggio  del quale desidero parlarvi, una figura cara a grandi e piccini, domani avrete una bellissima sorpresa.
Ringrazio di cuore il Professor Eugenio Pallestrini, direttore del Museo Biblioteca dell’Attore, per la sua disponibilità e per aver reso possibile la divulgazione queste immagini.
E lo ringrazio anche di essere tra i lettori di questo blog, ne sono veramente contenta.
E allora vi aspetto domani, incontrerete qui un caro amico della vostra infanzia.
Un saluto da Zena da Miss Fletcher e da Gilberto Govi.

Gilberto Govi

Borgo Lanaiuoli, sulle poltrone del Teatro Apollo

Un teatro in una strada che non esiste più, Borgo Lanaiuoli, un tempo situata nella zona di Piazza Dante.
Strade perdute, come quella Via Madre di Dio della quale vi ho parlato qui.
Emergono dal passato luoghi che non conosco, non li ho mai veduti, non potrei ricordarli.
E dall’annuario genovese del Fratelli Pagano del 1926 traggo alcune notizie sul celebre Teatro Apollo.
Venite con me, vi porto a Teatro.
L’Apollo venne inaugurato il 18 Dicembre del 1853, negli anni del nostro fulgido Risorgimento e sorse sulle fondamenta di un antico Oratorio.
Eccola la pianta del Teatro, con i suoi palchi e la platea.

Teatro Apollo

Il giorno dell’inaugurazione il pubblico genovese poté assistere a un concerto messo in scena da un’Accademia Vocale e Strumentale.
La prima compagnia che si esibì in questo teatro fu la Drammatica Compagnia Asti & Trivelli, che andò in scena la sera del 25 Dicembre.
E posso immaginare l’entusiasmo degli spettatori!
Sapete chi suonò tra un intervallo e l’altro? Niente meno che il celebre violinista Camillo Sivori, amatissimo allievo di Niccolò Paganini.
Un teatro di pregio, che riscosse grande successo di pubblico, nella quaresima del 1854 vi si tennero ben trenta differenti rappresentazioni, sia drammatiche che liriche.
E a quanto leggo, nel periodo di Carnevale, erano apprezzati i Veglioni elegantissimi, convegno della buona società, come è riportatato testualmente sul mio annuario.
Recitarono in questo teatro molti famosi attori, come alcuni allievi di  Gustavo Modena quali Ernesto Rossi e Tommaso Salvini, che aderì senza riserve agli ideali del Risorgimento.
Sulla scena del teatro Apollo recitò anche Fanny Sadowsky, nota attrice anch’essa della compagnia di Gustavo Modena.
Il fior fiore del teatro venne all’Apollo, in Borgo Lanaiuoli!
E sapete, ciò che mi ha più incuriosito è stato leggere che questo teatro fu spesso palcoscenico per riunioni patriottiche, caspita!
Così, spulciando tra i miei altri libri, ho fatto una scoperta davvero interessante.
Proprio di fronte all’Apollo c’era la bottega di un ciabattino, un certo Ghersi, appassionato mazziniano che teneva riunioni clandestine nel retrobottega del suo negozio.
Costui fece una brutta fine,:anni dopo,  mentre tentava di far sparire alcune bombe Orsini che erano nascoste in una cantina di Vico del Filo, le maneggiò maldestramente e morì saltando per aria.
IL ciabattino andava alle riunioni patriottiche che si tenevano all’Apollo, io ne sono più che certa!
Un teatro che ebbe ancora una lunga storia, divenne di proprietà di un certo Gerolamo Badano che vi istituì una Scuola di Recitazione diretta da Santina Scotti.
Grandi compagnie di prosa vennero all’Apollo, qui si veniva ad assistere all’operetta e al varietà, a spettacoli messi in scena da compagnie italiane e dialettali.
Nel 1913 la gestione passò alll’impresario Carlo Amore e questi dotò la sala di svariate comodità, con sfarzo di illuminazione, così come si legge sull’Annuario.
Agli inizi del secolo scorso, tuttavia, il teatro mutò il suo stile, secondo quanto ci racconta Michelangelo Dolcino, uno degli autori più esperti delle vicende della Superba.
Dolcino narra che parte del pubblico era particolarmente indisciplinata, per non dir di peggio.
Costoro sedevano nel loggione Paradiso ed era comune usanza lanciar per aria bucce d’arancia e gusci di pistacci.
E anche parlare e questionare a voce alta, consumando frizzanti gazzose e dolcetti di vario genere.
Insomma, un vero bailamme!
La direzione del teatro fu costretta, suo malgrado, ad esporre cartelli che invitavano gli spettatori ad evitare rumorosi turpiloqui e a togliersi i cappelli per permettere la visione degli spettacoli a coloro che sedevano nelle file posteriori.
Va detto che anche durante le rappresentazioni questo scalmanato pubblico se ne guardava bene dall’astenersi da certe abitudini e spesso capitava che gli attori che interpretavano la parte dei cattivi venissero bersagliati da torsoli di frutta.
Il glorioso teatro Apollo, palcoscenico di noti e stimati attori del suo tempo, rimase attivo sino al 1930 e venne quindi demolito nel 1935, abbattuto insieme alle case di Borgo Lanaiuoli e queste come altre, seppur perdute, restano comunque nei nostri cuori.

Piazza Ponticello

Piazza Ponticello
Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo